IL MARE

1.     Mi promise mari e monti. Mi regalo' un atlante.

2.     Un capitano dei carabinieri finalmente prende una licenza e raggiunge la moglie che si trova in villeggiatura sulla riviera romagnola gia' da un mese. La notte il capitano (dopo un mese di astinenza) chiede alla moglie di scopare. Ma la moglie: "Ma, caro, sei pazzo, i bambini potrebbero sentirci". "No! Stanno dormendo". "Si’, ma se si svegliano?". "Allora andiamo in spiaggia". La moglie acconsente. In spiaggia mentre si danno da fare li scova una pattuglia della buoncostume: "Altola'. Favorisca i documenti". Il capitano si presenta: "Sono il capitano xy, sono un vostro collega". Il carabiniere mettendosi sugli attenti: "Comandi signor capitano! Lei puo' andare, ma questa puttana la portiamo dentro. E' gia' la terza volta questo mese che la becchiamo a scopare in spiaggia!!!".

3.     Le donne bisognerebbe buttarle tutte a mare, come diceva il mio amico sub.

4.     Un piccolo handicappato senza braccia e senza gambe si presenta in piscina con la sua classe. Quando il maestro di nuoto domanda chi sa nuotare il piccolo risponde: "Io, io... ".  Il maestro non ci crede e il piccolo per dimostrarlo si butta in acqua nuotando benissimo. Al ritorno dalla nuotata il maestro gli chiede:  "Bravo, ma dove hai imparato a nuotare cosi' bene?". "E' stato il mio papa', tutte le settimane mi portava al mare e mi gettava nell'acqua, per cui dovevo imparare a nuotare".  "Ed e' stato molto duro?". " No, la cosa piu' difficile era uscire dal sacco di plastica...".

5.     Il signor Pino va al mare con il nipote e la gattina che ha regalato a quest'ultimo. Il signor Pino si mette a pescare e il nipotino gioca. La gattina si tuffa in mare e va lontano, lontano, lontano. Il nipotino piange. La gattina va lontano, lontano... Il nipotino piange a dirotto. La gattina lontano... lontano... Il nipotino piange: Zio, zio valla a prendere, ti prego! e giu' lacrime, lacrime. Il cuore dello zio si intenerisce. Si tuffa e nuota, nuota. Ad un certo punto stanco non ce la fa piu' e annega. La gatta intanto e' tornata a riva da sola, sana e salva. Morale: "TANTO VA LA GATTA AL LARGO CHE CI LASCIA LO ZIO PINO".

6.     Cosa separa l'uomo dalla scimmia? Il Mediterraneo.

7.     Un vecchietto in riva al mare ad un certo punto si decide ad entrare in acqua. Cammina e l' acqua gli arriva alle ginocchia , si ferma un momento e guarda in basso ... a livello del costume . Continua a camminare e l' acqua gli arriva alle cosce, si ferma un' altra volta a guardare in basso ... Continua fino a che l' acqua non gli arriva alla vita, si ferma, guarda in basso e dice sconsolato: " Magari affoghi ... ma col cavolo che l' alzi ' sta testa !!! ".

8.     La vita e' un mare di merda in cui nuotiamo a rana. E ci sono pure quelli che si divertono a fare le onde.

9.     Un 'pappagallo' a Rimini si rivolge ad una bella signora in acqua: "Buongiorno, signora, si tocca?". "Oggi no, arriva mio marito!".

10.  Cosa fa una pesca in fondo al mare? La pesca... subacquea!

11.  Quest'estate al mare mentre io mi facevo il bagnetto, mia moglie si faceva il bagnino. (Comix)

12.  Se il mare fosse vino, io sarei un sottomarino.

13.  Perché i sub portano la muta? Per farle fare da interprete con i pesci.  (Groucho di Dylan Dog)

14.  Ho una vasta collezione di conchiglie, che tengo sparse per le spiagge di tutto il mondo. (Steven Wright)

15.  Colmo per un naufrago: stare su un'isola in mezzo al mare ed avere il morale a terra, ma nonostante tutto stare con i piedi per terra.

16.  Un marinaio comandante di un mercantile amava moltissimo le ragazzine e il suo desiderio principale era quello di farsi una vergine. Cosi'  decise di accogliere sulla sua nave una ragazzina di... 10 anni,  di allevarla come una figlia e aspettare che essa compisse i 18 anni. Passano gli anni e finalmente arriva il momento tanto atteso: il capitano, nella propria cabina, a letto con  la ragazza si unge l'arnese con la vaselina, suscitando l'attenzione della "compagna" che, incuriosita chiede il motivo dell'azione. Il capitano, teneramente risponde: "E' per non farti male, tesorino!". Al che la ragazza altrettanto dolcemente gli risponde: "Come sei caro! I tuoi marinai in tutti questi anni non ci hanno mai pensato!"

17.  Caspica, che depressione! (Comix)

18.  Perché il mare non e' affatto stupido? perché e' ... navigato.

19.  Un frocio al mare: "Bagnino, com'e' il mare oggi?". "Incazzato nero". "Allora mi butto di culo".

20.  Perché le bionde si sdraiano con le cosce aperte sulla spiaggia? Aspettano le bi-onde!

21.  Un gruppo di tortellini prende il sole in spiaggia. Ad un certo punto si alza uno e fa: "A rega', perché non s'annamo a fa' un bagno che l'acqua e' un BRODO?"

22.  Amare un uomo e' sempre meglio di un uomo a... mare.

23.  Colmo per un bagnino: insegnare a fare il morto per vivere.

24.  Buon marinaio e' quello capace di tirarsi fuori dai guai. Vero marinaio e' quello che nei guai non ci si mette.

25.  E' un bel mestiere fare il marinaio: un giorno a New York ed il giorno dopo a Saigon o nel cuore dell'Africa. (Jean Charles)

26.  Abbiamo due fratelli, uno strafico pieno di soldi e di donne che viaggia in tutto il mondo, l'altro rachitico, malaticcio, cecato e con tanta peluria sulle mani che abita ancora con la madre. Il fratello figone passa un giorno a casa con due bonazze assurde e la madre lo implora di portare anche il fratello. Per accontare la madre se lo porta con se' in barca. In alto mare il figone si mette in costume, con le due ragazze che lanciano gridolini di ammirazione, poi si tuffa in mare e fa qualche agile bracciata. Anche il fratello si spoglia, e non e' un bello spettacolo, poi si tuffa anche lui. Solo che non sa nuotare e va a fondo come un sasso. Il fratello figo, bestemmiando contro le madri e i fratelli coglioni, anche se vorrebbe lasciarlo sotto, lo va a prendere. Appena sopra il pelo dell'acqua, lo sfigato riprende un po' il fiato e poi dice: "Sott'acqua". Il fratello si stupisce, pensa che voglia approfittarne per imparare a nuotare e lo lascia andare. Di nuovo lo sfigato va giu' come un sasso. Il fratello aspetto un attimo e poi sempre piu' incazzato lo va a riprendere. Ma appena a galla lo sfigato ripete: "Sott'acqua". E l'altro: "Brutto coglionazzo che cosa vuoi fare ? Mi stai rovinando la giornata", e comunque lo lascia di nuovo. Naturalmente per la terza volta lo deve andare a prendere parecchio sotto. Arrivato a galla gli tira la testa fuori dall'acqua e lo sfìgato, ansimando: "Sott'acqua .... PATISCO ".

27.  Ma quando uno va al mare a prendere il sole... poi lo rimette a posto?

28.  Un grande pilota sa navigare anche con la vela rotta. (Seneca da "Lettere a Lucilio")

29.  Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. (Seneca)

30.  Vi piace il mare? Bevete piano.

31.  Malgrado tutta l'acqua che gli portano i fiumi, il mare non deborda perché la provvidenza, che ha previsto questa catastrofe, ha creato le spugne. (Alphonse Allais)

32.  Qual e' il mare più dolce? Il mar-mellata!!! (Guru)

33.  "Il mare e' pieno di mucillagine". "Che ti frega, tanto io sto sulla spiaggia a fare castelli di merda!". (Vauro)

34.  Qual e' la specialità di un commerciante di una località di mare? Emettere fatture salate!!!

35.  Mare. Una tale quantità d'acqua che rasenta il ridicolo. (Henry Monnier)

36.  "Marinaioooo... spiega le veleeee...". "Dunque... le vele sono dei pezzi di tela triangolare che servono per..."

37.  Una donna perde la vita durante un'immersione subacquea e due marmittoni vengono incaricati di andare a dare la notizia ferale al marito ignaro. I due si presentano a casa del marito nel pieno della notte: "DRRiiiiiiinnnnn!". "Buonasera, lei è Mr. Wilkins, marito di Brenda Wilkins?". "Si, cosa...". "Abbiamo alcune notizie riguardanti sua moglie, alcune sono pessime, altre buone e altre ancora migliori!". Temendo il peggio Mr. Wilkins: "Bene iniziate da quelle cattive!". "Vede... siamo molto spiacenti, ma questa mattina il corpo di sua moglie è stato trovato privo di vita sul fondo della Baia di San Francisco!". "Oh... Mio Dio...!!!". Mr. Wilkins barcollando si appoggia alla porta visibilmente sconvolto, ma subito gli balza in mente la frase appena pronunciata dal pulotto: "Ma quali sono le buone notizie ?". "Vede quando abbiamo tirato su il corpo, attaccati c'erano due aragoste da mezzo chilo e almeno una mezza dozzina di granseole!". Mr. Wilkins non credeva alle sue orecchie, pensava che forse stava ancora sognando: "Ma scusate se queste sono le buone notizie, quali potrebbero essere quelle ancora migliori ?". E il pulone gongolante: "Beh... domani la ritiriamo su di nuovo..."

38.  Riviera romagnola. Primi di giugno ad un  bar. Due vecchietti sono seduti al primo sole e leggono la Gazzetta Dello Sport. Noia. Arriva uno: "Oh! Alla spiaggia è già pieno di tedeschi!". Commento di uno dei due, senza alzare gli occhi dal giornale: "Allora bisogna avvisare i partigiani".

39.  Sii come il mare, che infrangendosi sugli scogli, trova sempre la forza di riprovarci.

40.  In spiaggia, è seduta nella sabbia una bella signorina. Ad un certo punto passa un signore e le dice: "Lei crede nell'amore a prima vista? O devo passare ancora???"

41.  Il mare unisce i Paesi che separa. (Alexander Pope)(La foresta di Windsor, 1713)

42.  Qual e' il mare della Toscana? Mar Emma. (Fulvio Fiori)

43.  Colmo per un velista: Essere battuto in una regata per un soffio.

44.  Se 'cazzate' e' un termine velistico non capisco perché la mia domanda di ammissione alla America's Cup sia stata rifiutata.

45.  E' vero i giovani vogliono tutto e subito. Anche al mare, per abbronzarsi, tendono a bruciare le chiappe. (Sghignazio)

46.  Avviso ai naviganti: chi caga in mare naviga nella merda!

47.  Il capitano: "Issate la bandiera sul pennone!". I marinai: "Ci spiace, ma abbiamo solo penne biro".

48.  Mi piacerebbe molto lavorare in un posto affollato, con tanta gente ma poca confusione, a contatto colla natura, fiori, terra e clienti che sanno stare al proprio posto, quindi ho fatto domanda di lavorare come cimiter man: il lavoro è semplice come una palla di plastica: devi stare attento ai morti che devi dargli da bere sennò muoiono. Poi metti che uno arrivi lì e mi chieda dove è defunto il suo morto preferito, tu devi saperglielo dire: devi tenere tutto in ordine, chè non puoi non sapere dove è un morto. L'altro giorno è venuto l'impresario con un uccello posato sulla spalla, col becco tutto giallo e minuto.
  "Che bel becchino", ho detto, e l'altro: "Che fa, insinua?"
  Allora io mi frammentai e poi mi ricomposi: "Dov'è la salma", chiesi.
  "Là, morta", e indicommi il caro funebre.
  "Beh, la porti qui che la piantiamo: magari fa le noci di cocco, poi".
  "Guardi che è una salma, no una palma".
  Io, irretito, "Lo so, mica l'ho confusa colla salma rosa". Il pompe funereo se ne andò a prendere il morto e lo trasse dal caro funebre. Nel frattempo ne vide uno piantato di fresco e mi chiese: "Come morse?", tanto per fare due parole e io, tanto per disfarne quattro:
"E' morto a morsi"
  "Morsi?"
  "No, lei non morve"
  "Lei chi?".
  Sbuffando mi misi ad osservare la bara che era marrone scuro e sembrava una bara di cioccolato, solo che non era vero perché non era di cioccolato. Aprii la cassa e ne guardai incuriosito il cassiere che ne era contenuto.
  "Come è morta?", chiesi io stavolta.
  "Pare abbia smesso di batterle il cuore".
  Annuii, "Oppure?"
  "Oppure è morta in un incidente aereo dovuto all'abbassamento improvviso di quota non rapportato ad un altrettanto significativo allontanamento nello spazio di Madre Terra".
  Le presi la mano ma poi decisi che non me ne sarei fatto nulla quindi la posai: doveva trattarsi della famosa mano morta, quella con cui si batte alla porta.
  "Bella donna", dissi sistemandomi la cravatta.
  "Grazie, anche lei non scherza", e si riordinò i capelli.
  "Intendevo il cadavere", sbuffai.
  "Anch'io" ed esausto se ne andò a prendere una pala per scavarsi la fossa. La terra era dura come il burro appena tolto dal frigorifero, ma nessuno ci credeva. Dopo tre o quattro scavate ammirai che il becchino si era fermato e ammisi che se non avesse avuto la pala non sarebbe potuto rimanere impalato.
  "perché non mi aiuta?", domandò, ma la domanda cadde nel vuoto e morì: altro lavoro da fare per un tombarolo come me; allora cedetti e lo ausiliai nel lavoro di escavazione. Fu un buon lavoro, ma prima che se ne andasse il beccafico chiesemi: "Come mai esce acqua da quella piccola tomba?". "perché è un tombino, appunto", risposi e se ne andò. (Claudio Malvestio)

49.  Se hai il vento in poppa, stai andando nella direzione opposta. (Regola del velista)

50.  Il tempo delle vele... un film sull'infanzia di Giovanni Soldini. (Gipax)

51.  Mar che ha baia non morde. (Giancarlo Tramutoli)

52.  Enzo Maiorca: il terrone degli abissi ! (Giancarlo Tramutoli)

53.  ANSA. L'ammiraglio aveva espresso il desiderio di essere sepolto in mare. Otto marinai morti annegati, cercando di scavare la fossa. (Mauroemme)

54.  Due muratori vanno al mare. Pasquale: "Dai, Antonio, buttati! L'aqcua è bellissima!". Antonio: "No, non ho voglia". Pasquale: "Ma dai buttati! Si sta benissimo!". Antonio: "Veramente io non so nuotare!!". Pasquale: "Ma come è possibile, tu che vivi vicino al mare non sai nuotare?". Antonio: "E tu che vivi vicino all'areoporto come mai non sai volare?"

55.  Colmo di un gondoliere: sbagliare canale.

56.  L'anno scorso sono stato per le mie vacanza al mare in Grecia con mia moglie. E' andato tutto bene anche se a volte si litigava un po', ma poi facevamo la pace. Insomma e' stata una vacanza tutta iodio e amore. (DrZap)

57.  Al mare un signore si addormenta sotto l'ombrellone. Quando si risveglia, si accorge che i suoi pantaloni sono spariti. Rivolgendosi alla signora vicina di ombrellone gli dice: "Suo figlio mi ha nascosto di nuovo i miei pantaloni!!" La signora guardandosi in giro, gli risponde: "Non può essere perché mio figlio è in mezzo all'acqua che sta facendo la barchetta con le sue scarpe!!" (da Urka!)

58.  "Papa', ma se una conchiglia la accostiamo all'orecchio e non sentiamo il rumore del mare, cosa significa?". "Che proviene dal Mar Morto!".

59.  Da cinque anni un naufrago scozzese vive su un'isola deserta in mezzo all'oceano, senza avere più visto o sentito un essere umano. Finalmente riesce a costruire una specie di barca con tronchi e liane intrecciate e ad arrivare su un'altra isola, dove trova una donna bellissima. Questa offre al compagno un ricco pasto durante il quale il naufrago racconta i suoi lunghi 5 anni nell'isola deserta. Ad un tratto alla fine della cena la donna si avvicina e gli sussurra: "E adesso vieni a prenderti quello che ti è tanto mancato per questi cinque lunghi anni!". "Splendido! C'hai una bottiglia di whisky!!".

60.  Appena ti ho visto ho capito che il sole avrebbe brillato su di me: Vieni con me sul lettino che ci abbronziamo!

61.  Un omino sta remando in mezzo al mare in una barchetta insieme alla moglie, una donnona di 140 kg. Ad un tratto la barca si riempie d'acqua: "Deborah, dimmelo se hai fatto la pipì te, perché se è la barca siamo nei guai!"

62.  Venti e onde sono sempre dalla parte dei navigatori più abili. (Edward Gibbon)

63.  Io sto in un mare così calmo, ma così calmo che invece dei cavalloni ci sono i pony express. (Orpheus)

64.  Io conosco un mare così mosso, ma così mosso che se gli fai una foto esce un filmato. (rafrasnaffra)

65.  L'altro giorno ero in barca a vela quando all'improvviso e' scoppiata una tempesta e hanno iniziato a cadere dal cielo enormi pedine tipo quelle della dama di colore giallo e rosso... c'era il mare a forza quattro. (Scirio)

66.  Che cosa fanno un computer e un televisore nel mare? Il computer naviga.... e il televisore va in onda...

67.  Oggi il mare era liscio come olio. Bella giornata per le alici. (Alfredo Accatino)

68.  I gabbiani che volano sulle spiagge affollate non devono neppure mirare. (Bilbo Baggins)

69.  Colmo per un gruppo di sub che si immergono in apnea: essere molto affiatati

70.  Ieri a Rimini ho visto un agente in servizio sulla spiaggia andare in giro molto elegante: era della buon costume! (DrZap)

71.  In una taverna di porto, un signore incontra un marinaio di quelli veri, tosti: gamba di legno, benda nera all'occhio, uncino al posto della mano, wow! Il signore gli chiede: "Accidenti, come ha fatto per perdere la gamba ?". E il marinaio: "In una tempesta ero sulla coffa quando l'albero si è rotto ed è caduto in mare, uno squalo è arrivato e mi ha morso alla gamba, sono riuscito ad ucciderlo con il coltello ma la bocca restava chiusa, allora mi sono dovuto tagliare la gamba per non affogare". "Accidenti... e l'uncino?". "Durante un abbordaggio violentissimo, un pirata si è avvicinato e mi ha scaricato la pistola contro, non mi ha preso e allora abbiamo combattuto con la sciabola, sciabolata su sciabolata, stavo per avere la meglio quando è arrivato un secondo pirata a tradimento e mi ha tagliato la mano". ooohhh. "E la benda sull'occhio?". "Oh la benda ? è stata una cacca di gabbiano". Il signore rimane sorpreso: "Come? Una cacca di gabbiano ?!?". "Sì, era il mio primo giorno con l'uncino".

72.  Chi si immerge mette la muta, e vorrei ben vedere, sotto l'acqua non si può mica parlare! (Guru)

73.  Da recenti sondaggi si e' scoperto che nei Paesi colpiti dallo Tsunami, le riviste di arte culinaria hanno avuto un calo di vendita notevole, specialmente quelle con la rubrica mare in cucina. (Dr. ICE)

74.  Esiste un solo rimedio sicuro per non soffrire di mar di mare. Arrivare al porto quando la nave è già partita! (Bilbo Baggins)

75.  Il mediterraneo è tanto sporco che è da buttar via... è da rottaMARE... (Scirio)

76.  Per un problema di mare ci vuole una soluzione salina? (Guru)

77.  Oggi ero in spiaggia vicino alla riva... quando ad un certo punto vedo galleggiare delle mele e delle arance: "Guardate!!! dei frutti di mare!!!". (rafrasnaffra)

78.  BIANCANEVE
C'era una volta una bambina fortunata, ma molto fortunata. Il papà era morto, la mamma era morta, gli zii schiattati tutti quanti. E i compagni di scuola? Vi chiederete voi. Un brutto incidente con lo scuola-bus ed erano morti tutti. Anche i gatti neri quando incontravano Biancaneve si grattavano.
Biancaneve viveva con la matrigna e con degli amici animaletti: un'ameba, tre pidocchi, un gatto, un cane e due piccioni con una fava, che erano gemelli siamesi.
Biancaneve era bianca come la neve, pallida, cianotica, anemica, sfittica e puzzava di baccalà.
Lei diceva sovente: "Uhmm... che bella fortuna... Uhmm! Ma che bambina fortunata che sono!"
Viveva in una stanzatta buia e maleodorante, in verità la stanzetta era diventata maleodorante da quando ci viveva lei.
Un brutto giorno la matrigna interrogò: "Specchio..."
Lo specchio rispose: "Aho, che vuò?"
E la matrigna: "Uee, specchio... calma che io ti faccio in mille pezzi e me ne fotto dei sette anni di disgrazie; allora specchio: chi è la più bella del reame, io o biancaneve?"
E lo specchio intonò: "Tu sei bella, astuta e scaltra, ma figurati quell'altra, si strafoga di bigné, sembra strano pure a me, ma è più bella assai di te!"
Vi lascio immaginare che cosa poteva essere la matrigna: una specie di seppia con la colite.
La matrigna infuriata gridò: "Cacciatore!" e il cacciatore rispose pronto: "Aho, che vuò?"
'Che palle' pensò la matrigna, 'ma in questo reame sono tutti così cafoni!'
Poi riprese: "Cacciatore, conduci Biancaneve nel bosco e portami il suo cuore".
Il cacciatore andò da Biancaneve e le annunciò: "Biancaneve, devo condurti nel bosco e prenderti il cuore".
Biancaneve, sentendo queste parole, disse: "Uhmm, sono proprio una bambina fortunata!" e docile seguì il cacciatore nel bosco. Quando furono nei pressi di un cespuglio Biancaneve disse al cacciatore, con una vocina flebile flebile, un sorriso tenero tenero, gli occhi buoni buoni e infilandogli la lingua in un orecchio:
"Ti prego, non uccidermi! Ti darò tutto quello che vuoi, ma proprio tutto".
E aggiunse: "Capiscimi a me!"
Il cacciatore, che non era uno stinco di santo ma piuttosto uno stinco di maiale e che l'ultimo rapporto sessuale l'aveva avuto con un coniglio (il che è difficile, perché il coniglio corre veloce), il cacciatore, dicevamo, accettò di buon grado. E tutti furono contenti, ma più di tutti i conigli.
Il cacciatore, fischiettando soddisfatto, tornò al castello, entrò e immediatamente la matrigna tuonò: "Cacciatore!".
Il cacciatore pronto rispose: "Aho, che vuò?"
"E basta, e che è? Un po' di educazione in questo reame" si inalberò la matrigna ormai molto seccata. "Sono la regina, mica l'ultima saettella che sta in miezz'à via! Che sfaccimma!" Poi con calma riprese:
"Allora cacciatore, hai preso il cuore?"
"No" rispose il cacciatore, "Ho preso l'herpes".
Intanto nel bosco era scesa la sera e la povera piccola era rimasta sola, quando a un tratto udì: "Uhuuuuuuuuu... sono il lupo".
"E tu che c'entri?" chiese Biancaneve.
E il lupo rispose: "Uhuuuuuuuuu... ho sbagliato favola, scusate!" e andò via.
Biancaneve rimase ancora una volta sola nel bosco, ma per fortuna aveva i suoi amici animaletti, tra i quali un ornitorinco di Bisceglie che le disse: "Di che ti preoccupi? Ci penso io". E cammina cammina la condusse in una radura dove Biancaneve vide una casetta. "Pulisciti i piedi prima di entrare, che quelli sono incazzosi" le consigliò l'ornitorinco.
Biancaneve entrò nella casetta e vide sette piattini, sette bicchierini, sette forchettine, sette coltellini, sette lettini, quattro spazzolini e tre dentiere perché purtroppo tre nani avevano perso i denti per via della piorrea.
Dopo aver ben mangiato e ben bevuto, Biancaneve si abbandonò su uno dei sette lettini ma essendo questo lungo 31 cm dette una capata allucinante sulla testiera.
Più che cadere addormentata, cadde svenuta e là rimase.
Dopo breve tempo dal bosco si udì: Torniam, torniam, torniam da lavorar, po po, po po po, po po po  po, po po". E arrivarono alla casetta i sette nani: Rubalo, Picchialo, Scippalo, Scassalo, Schiattalo, Strozzalo e Cinzia.
E il primo disse: "Chi ha mangiato nel mio piattino?" e il secondo disse: "Ma chi ha bevuto nel mio bicchierino?" e il terzo: "Machi ha usato la mia forchettina?" e il quarto esclamò: "Se acchiappo quello che ha usato la mia dentiera, io gli scasso il mazzo!"
Poi i nani videro Biancaneve addormentata ed esclamarono in coro:"Uuh guarda, un protozoo!"
In questo Biancaneve si svegliò, aprì gli occhi, si tolse i capelli dal viso e i nani esclamarono in coro: "Non è un protozoo, è un'ameba!"
"Che buffi ometti!" fece Biancaneve.
"Sei bella tu! Chi sei, la principessa sul pisello!"
"Anche voi conoscete il cacciatore? E voi chi siete?"
"I sette nani" risposero i nani. "Vuoi fermarti con noi?"
"Va bene" rispose Biancaneve entusiasta, "che potrò fare per voi?"
E i nani in coro: "Laverai, stirerai, pulirai per terra, zapperai l'orto, cucinerai, rammenderai, laverai i piatti, spolvererai, prenderai l'acqua dal pozzo e se ti avanzeranno cinque minuti verrai con noi in miniera".
E Biancaneve osservò: "Uhmmm! Sono proprio una bambina fortunata". Ora i nani avevano l'abitudine di alzarsi tutte le mattine alle cinque e di andare a dormire con le galline, ognuno con la sua, per risolvere alcuni problemi di solitudine. La domenica i nani stavano alzati fino a tardi perché in televisione c'era Paolo Rossi e ai nani Paolo Rossi piaceva moltissimo. Ma Biancaneve sconvolse le loro abitudini, perché nel giro di pochi giorni si accorse che, a differenza della Principessa sul pisello che dormiva scomoda con un pisello sotto a sette materassi, lei stava benissimo con sette piselli su un materasso solo.
Una mattina, una brutta mattina, mentre i nani erano al lavoro, la matrigna si presentò all'uscio della casetta travestita da vecchia e bussò. Toc, toc. E Biancaneve cinguettò: "Aho, che buò?"
"Uffa, ma vedi un poco tu!! Ma se po' campà accussì??" esclamò la regina.
"Chi è?" chiese Biancaneve.
"La vecchina"
"Enza Sampò?" domandò Biancaneve.
"No" rispose la matrigna, "la vecchina normale. Apri che ti ho portato un regalo".
E Biancaneve aprì. "Ti ho portato una mela".
"Che cara! Io vivo nel bosco da dieci anni ormai: non ho un giornale, non ho uno spazzolino da denti, non ho un paio di occhiali, indosso la stessa mutanda da dieci anni (la chiamo Samantha, ormai). Qua nel bosco ci stanno soltanto mele e tu mi porti una mela!?". E con una vocina dolce dolce aggiunse: "Ma io ti schifo come vecchia e come umanità, ma 'sta cretina, deficente, chiavica, mappina, vrenzola, cessa, capera, punta d'ernia, mazzo sfunnato, vaiassa, samenta, pereta, loffa sciruppata, scigna cacata, sanguetta, lummera, 'atta cecata, cessa scardata, cloaca massima, piloffa, latrina appilata, fetille 'sguarrata, commuoglio 'e 'rinale, mazza 'n cuorpo, zellosa, vecchia scuffiata, 'n zivata, culo rutto, pummata, schiuma 'e pulitura, fetaciato e sfogliapesce. Dammi sta mela che sennò la fiaba non fernisce" disse Biancaneve con una rima finale particolarmene raffinata ed elegante.
La matrigna senza battere ciglio le dette la mela, che come tutti sanno era avvelenata. Biancaneve la morse, si ruppe un dente e cadde di schianto su un istrice dicendo: "Uhmm, che bambina fortunata che sono!" E la matrigna volò via sghignazzando: "Gnec gnec gnec".
Di li a qualche ora si udì: "Torniam, torniam... etc.". Erano i sette deficienti che tornavano. Videro Biancaneve esanime (anche l'istrice non si sentiva granché bene) ed esclamarono in coro: "Ohooo, e ora chi laverà i piatti?"
Presero Biancaneve e la sistemarono in una bara di cristallo, dove rimase per altri dieci anni.
Passato quel tempo, si sentì eccheggiare nel bosco: cicloppete, cicloppete, cicloppete, cicloppete cicloppete, ecc. E su un cavallo bianco comparve il Principe sontuosamente vestito: calzamaglia a rete, pantaloncini hotpants, giubbino plissé, maniche coi revers, guanti lunghi, caschetto biondo, giarrettiere e tacchi a spillo, una specie di Renato Zero travestito da Raffaella Carrà, così elegante e raffinato che si era guadagnato il nomignolo di Samantha (come la mutanda di Biancaneve).
Il Principe vide i nani ed esclamò: "Che carini! Piccoli ma proporzionati, veramente una bella famigliola!" Poi vide Biancaneve e riesclamò: "Uhuuuuu, voglio assolutamente baciare quel merluzzo che sta nel pirex".
Ora, come abbiamo detto, Biancaneve stava nella bara di cristallo da dieci anni, col pezzo di mela in bocca, teneva l'alito verde, aveva fatto le cozze anche sopra il coperchio del taùto. Infatti il Principe fino a quel momento era stato il principe avana; solo dopo il bacio si era trasformato in Principe Azzurro, perché era diventato irreversibilmente cianotico; poi aveva anche tentato di baciare un cinghiale che passava da quelle parti per rifarsi il fiato, aveva visto la Madonna e cantato quattro volte: "Sono una donna e non sono una santa", finché Biancaneve non si svegliò dal suo sonno di morte.
Allora il Principela guardò intensamente e le disse: "Perché non vieni da me al castello? Laverai, stirerai, pulirai per terra, zapperai l'orto, cucinerai, rammenderai, mi cucirai i vestiti, terrai pulito il castello e se ti avanzano cinque minuti..."
Pronta Biancaneve lo interruppe: "Uhmm, ma che bambina fortunata!"
Poi il Principe riprese la parola: "Biancaneve".
"Aho, che buò?" rispose Biancaneve.
'io questa l'ho già sentita da qualche parte' pensò il Principe, poi esclamò: "Prima di andare al castello passiamo alla Upim e comperiamo uno spazzolino da denti".
"Si" disse Biancaneve, "anche una mutanda già che ci siamo". E felici montarono a cavallo: il cavallo inciampò, Biancaneve cadde sopra l'istrice (che si seccò molto), batté la capa in terra e morì. Il cavallo cadde sopra ai sette nani e li scamazzò in terra tutti e sette a mo' di focaccia. E il lupo (che aveva sbagliato favola di nuovo) si mangiò il Principe.

Stretta la foglia, la via è molto bella, non ti incazzare, se sei tu che cerchi jella.
(Da 'Pancreas' di Giobbe Covatta)

79.  Una giornata in spiaggia da donna
1 Arriva in spiaggia e si tira via il pareo
2 si guarda intorno in cerca di qualche occhio maschile che la guardi in modo da sentirsi gratificata e bella
3 si ricopre di tre strati di olio
4 si sdraia e tira fuori dalla borsa, cronaca vera, oggi, chi, domani, dipiù, estate VIP, amori VIP e dice: "cavolo ho dimenticato il mio armony a casa"
5 si guarda nuovamente intorno in cerca di un occhio sfuggente per sentirsi gratificata e bella.
6 guarda i culi di tutte le altro donne e chiede al marito/ragazzo : "Secondo te quella ha un culo più grande o più piccolo del mio"
7 fa il toto cellulite quando vedono una nuova donna che si avvicina col pareo
8 finalmente si alza e va vicino all'acqua, mette un piede in mare e dice : "E' fredda!", quindi ritrae il piede dall'acqua come un francese lo potrebbe fare da una saponetta.
9 chiama la sua migliore amica che è al lavoro per farle sapere che è rilassata e che il mare è stupendo.
10 torna a casa

Una giornata in spiaggia da uomo
1  arriva in spiaggia correndo e si tuffa sulla sabbia a pancia in giù per mascherare l'erezione.
2  si guarda intorno in cerca di una lattina di birra e di qualche altro maschio con cui fare comunella
3  non si mette la crema perché sono tutte cazzate da donna
4  corre ridendo come un elefante idiota verso il mare riempiendo sabbia chiunque
5  si tuffa e improvvisa una partita di pallavolo con altri maschi allo sbando
6  si stufano di giocare a pallavolo e iniziano a giocare alla "mutandata"
7  annoiati dalla mutandata si dirigono sulla spiaggia e realizzano un enorme cazzo di sabbia per ingannare il tempo
8  torna in acqua come un ippopotamo e facendo finta di nuotare si fa una pisciatina
9  si mette la maschera e va a fare un giro per vedere un po' di culi femminili in immersione, rimane in acqua per 2 ore per far scendere l'erezione.
10 esce dal mare si ricopre di 22 strati di latte doposole lenitivo e di 5 strati di Foille per lenire le ustioni di 3 grado provocate dal troppo sole senza crema protettiva.
(da BastardiBentro)

80.  Mio cognato fa lavori stagionali, d'estate lavora in spiaggia a Rimini, dove fa il reggi-ombrellone; il lavoro gli piace, l'unico inconveniente è che si abbronza solo le gambe. (Giovanni Cacioppo)

81.  Salve, sono un niubbo completo in fatto di internet ed umorismo,
sebbene penso di essere l'unico al mondo in grado di scivolare
sulla buccia di un portatile.
E' da un po' che lurchio (si dice così?), ed è la prima volta
che posto.
Ci ho provato, tante e tante volte, ma non riuscivo a trovare i
francobolli adatti.
E poi, avevo tante paure: che Moratti mi intercettasse, che
Moggi vendesse mio figlio, che Bin Laden mandasse un aeroplanino
di carta a schiantarsi sul mio video, ma soprattutto che, stando
seduto sul water a braghe calate, un serpente apparisse dalla
tazza e mi azzannasse i gabbasisi.
Mi piace molto quello che scrive mauroemme (un po' meno come
bacia, con quella lingua timida ed impacciata.. e poi è un
tirchio di prima categoria: l'altra volta è toccato a me pagare
le salviettine umidificate), anche se a volte non riesco a
capirlo (maledetto, parla sempre a bocca piena).
Ma, più che altro, sono qui per rimorchiare le belle e procaci
frequentatrici del niusgrup.
Non mi vanterò del fatto di essere ricco, superdotato, bello e
generoso, perché non voglio influenzare le loro scelte: voglio
essere amato per il mio alito pesante e le ascelle pelose. So
che nel mondo esistono amanti di queste qualità, e io sono qui,
a loro disposizione. (Lopezzone)

82.  Capitolo XXV
Von Rodriguez era sdraiato nel suo ampio ed erboso giardino a forma di testa di daino. Con una mano teneva elegantemente un thriller ad alta tensione:"Il Creazionista", di Ciao Darwin. Alla riga <e la pecora dopo migliardi di anni assunse una forma lanosa>, il Von si eccitò un poco, mentre con l'altra mano accarezzava la pancia di una vacca distesa accanto a lui, spossata, che fumava.
Un suono interruppe quell'arcadico idillio di pace e tenerezza cortese: la melodia di dj goliardico "siamo tutti maiali". Era il suo cellulare che suonava. Una chiamata in arrivo. Chi cazzo poteva essere? E soprattutto dov'era il suo cellulare? La vacca guardò il Von con occhi bovini, e lui capì che il suono arrivava dritto dritto dalla pancia della mucca, che annuiva. Il Von si alzò la manica coi merletti di salamandra, e infilò ammiccante il braccio nel culetto stretto e mai banale della bestia. "Ti piace eh?", le disse lui conscio di sapere come si tratta una femmina di classe. Dopo qualche minuto a ravanare nel torbido, tirò fuori il cellulare che ancora squillava, anche se con meno voglia.
"Pronto, sono il Von Rodriguez io, tu chi cazzo sei?"
"Heylà capo, sono il Pube!"
"Ah...Dai, dimmi veloce che ho da fare, io"
"E' successo un casino. Un mio informatore dice che la protezione animali deve parlarti, anche se davvero non ne capisco il motivo. Ti conviene cambiare aria per un ."
Il Von chiuse la chiamata urlando "Vacca ladra!". La bestia lo guardò con gli occhioni pieni di dispiacere, e lui le accarezzò il testone per calmarla. Si alzò in piedi scrollandosi di dosso un ermellino che gli uscì dai pantaloni, e tirò un urlo alla tarzan tanto forte che giù in paese pensarono che, finalmente, l'apocalisse era vicina come non mai. All'urlo del Von Rodriguez giunsero dozzine e dozzine di animali, circondandolo sull'attenti.
Von disse: "Ragazzi, piccoli miei, tesori della mia vita, devo lasciare per un questo eden. Andrò a Milano. Non sarà per molto. Ho bisogno di riflettere". Muggiti, ragli, squittii, e altre rumori incorniciarono quell'arrivederci.
Il von prese in mano la sua medaglietta col faccino di Anubi, la baciò, e disse "Lui mi proteggerà".
E si allontanò con le bestie che lo guardavano in lontananza contro il sole triste, mentre il cappotto di cammello profilato seguiva le onde del vento.
Pube mise giù il telefonino, dopo la conversatio col suo signorotto.
"Allora, quanto manca?, chiese a Gd, che era alla guida sui tornanti che
portano a Bellagio.
"Fra poco dovremmo vederlo", rispose Gd ingranando l'ottava, e scaricando i
600 cavalli da soma del motore sulla strada.
E dopo qualche minuto di sorpassi in curva, Pube che mostrava alle carovane
superate il dito medio, la gente che dalle case rimaneva atterrita alla
vista di quella bravo nera col tettuccio in pelo rosa, e con una nuova
aerografia sul cofano: un giubbotto arancione con la scritta,
all'incontrario, "levatevi dai coglioni, arrivano i bravi, siam campioni", e
Radio Pigiama, la radio che sorpassa, mandava a tutto volume <Je so' pazzo>
di Pino Daniele, videro davanti a loro una Duetto rossa. Alla guida Don
Sciriobondio, di fianco la sua perpetua, Drirce, col foulard al vento.
Il preticello diede distrattamente un'occhiata allo specchietto retrovisore,
e vide due fari di luce arancione avvicinarsi alla velocità di un Tomcat.
Ebbe un tuffo al cuore.
"Santiddioz, i braviz!"
Drirce si voltò indietro, e gli volarono via le ciglia finte, che finirono
sul parabrezza della Bravo.
"Che schifo!", urlò il Pube, entusiasmando il Gd che schiacciò
l'acceleratore a fondo.
La bravo tamponò la Duettoz ad un velocità di 250 km orari, tanto che il
contracculo fece perdere la parrucca rossa di Drirce mostrando un cranio
rasato e un tatuaggio sulla nuca <Scirio forever>, in lettere sarde. "Sto
perdendo tutta la mia femminilità", disse Drirce lisciandosi la barba a
punta.
La duetto fu sbalzata avanti. Ma non bastava. Non a Gd almeno. Di nuovo gas,
e tanto. Cinque secondi gli era di nuovo sotto, spingendo la duetto sui 300
km orari, sui tornanti del lungolago, coi turisti tedeschi ai bori delle
strade che urlavano raus raus, tutti sporchi di senape.
Dopo aver ridotto la duettoz ad un rottame mentre Don Sciriobondio urlava
"bastaz! Bastaz!", Pube guardò Gd e je disse "Finiamolo". Gd sorrise,
premette un tasto arancione sul cambio, un'enorme scoreggia equina uscì
dagli scarichi laterali: tamponò la duettoz giusto in curva, mandandola giù
dallo strapiombo in quel ramo del lago di como. Durante il volo Drirce uscì
dalla vettura agitandosi come un pupazzo gridando "ti amo". Sciriobondio
rimase attaccato al volante pensando "E' finitaz". Poi l'auto si inabissò
nei neri abissi lacustri, e stormi di pescecani si avvicinarono a cerchio.
Drirce invece finì dentro una petroliera.

Pallanzasca scese dall'auto e si sistemò il cappello. Di fronte a lui, il
negozio di moda d tendenza Taglia 42.
Pallanzasca entrò con una certa sicurezza. Gli si parò immediatamente contro
42, il titolare.
"ma che bell'ometto che abbiamo qui oggi!", disse 42 misurando col metro
Pallanzasca come se fosse un comodino.
"No, io volevo.."
"Lo so lo so cosa vuoi. Via questi stracci, quest'impermeabile da vecchio
maniaco da giardino scolastico.."
"no no, io vorrei..."
"...e via quel cappellaccio che ti copre quella belle fronte spaziosa come
un campo di grano che ne sai.."
"No no, io avrei bisogno..."
"...adesso ti metti lì e ti trasformo io, un bel completino ingessato
modello degente.."
"Basta!", urlò Pallanzasca estraendo la pistola.
"Ma che brutta persona che abbiamo qui oggi", disse 42 arretrando schifato.
"Dov'è l'Abella Kiakim? So che si nasconde qui, la tapina"
"Non so di cosa tu stia parlando"
"Ah no eh?", pallanzasca tirò un calcio rotante ad un manichino,
scomponendolo.
"Ok ok, sei un duro, è evidente. Abella vieni fuori"
Da una porticina ne uscì lei, la Kiakim, vestita da ballerina del Moulin
Rouge, su consiglio sapiente di 42. Pallanzasca si irrigidì. Ma poi notò che
aveva dei mutandoni d'acciaio, per via del suo voto fatto tempo prima di non
darla via a nessuno mai più.
Pallanzasca, un professionista, abbandonò il pensiero di scaricare il
revolver contro l'acciaio per aprirlo, e disse "Vieni via con me"
"No!", urlò lei attaccandosi ad un vestito di squame di tonno, sui cui tra
l'altro aveva già messo gli occhi il Pube.
"Hey, lascia quell'abito!", disse 42. Dopo vari strattoni Pallanzasca per
mettere fine alla diatriba sparò tre colpi al cuore del manichino,
uccidendolo. Prese per mano l'Abella Kiakim, la trascinò fuori contro la sua
volontà, e la buttò nella sua auto, ammanettandola al freno a mano. Era un
professionista, Pallanzasca.
(Acheo)

83.  Una famiglia di stronzi al mare: "No, amore, non farti il bagno, il mare è mosso!". "Ma lascialo andare, Maria, tanto resta a galla!". (Giulio Severini)

84.  "Ciao bambola. Lo sai che hai dei bellissimi occhi? Mi ricordano il mare...". "Che dici? Ma se ho gli occhi neri!". "Sì, appunto... Il Mar Nero". (Mauroemme)

85.  Se le alghe del Mar Morto fanno tanto bene alla salute perché il mare è morto? (Bilbo Baggins)

86.  I fiumi contengono un mare d'acqua. (da "Vivere mi piace da morire". (Fulvio Fiori))

87.  Osservavo in silenzio i preparativi di quella incredibile gara. Non sapevo bene perché fossi andato tra gli spalti, in quel caldo mattino d'agosto. Forse perché l'ingresso era gratuito. Forse per placare quell'ansia che mi partiva dal cuore e mi arrivava al cervello, passando per il pisello. E passando per il pisello, l'ansia cresceva, cresceva, fino a raggiungere i cinque cm e mezzo. Era un pisello senza baccello. Me lo dicevo spesso, ma spesso non lo era proprio. E lo ripetevo ad ogni donna che incontravo: "Date un baccello a questo pisello", ma inevitabilmente ogni donna del bordello guardava ridendo il fardello che io chiamavo uccello e mi prendeva per il fondello. Mi sentivo un culatello. Era dunque quell'ansia celata in ogni artista, quella curiosità e quel desiderio di sapere e di capire l'umana essenza mi aveva portato alla piscina comunale, quel giorno agostino. Ed ero lì, seduto ai bordi della piscina, tra spalti gremiti e grida, in trepida attesa. Ero curioso di conoscere l'umano limite alla sfida, al destino. Chi, dunque, per cinquecentomila euro avrebbe sfidato il periglio, affrontando la morte?
Ben quattro vasche attendevano i valenti nuotatori: la prima, coi temibili piranha amazzonici, la seconda, con le tremende piovre assassine, la terza, coi famelici coccodrilli del Nilo, e la quarta, coi giganteschi squali bianchi. E laggiù, nella mano tesa dello speaker, il sospirato assegno.
Chi avrebbe dunque vinto le terribili prove della natura?
Un brivido freddo mi attraversò la schiena. Forse l'eccitazione, o l'ansia. O forse qualcuno mi aveva riconosciuto e mi aveva tirato un secchio d'acqua gelida. L'eccitazione salì quando il primo valente nuotatore salì sulla pedana. Tutto era pronto. Improvvisamente si udì lo sparo dello speaker, che però mi mancò di poco. Il primo nuotatore si tuffò, percorse solo pochi metri, poi una vasta chiazza rossa si allargò sull'acqua, e poche ossa risalirono a galla. Tutto il pubblico ammutolì. Tutti tranne Johnny il sordo, che assordì e Jack il cieco che acciecolì.
Osservai eccitato le sagome scure dei piranha sotto i miei piedi e sorrisi, pensando tra me e me (il pensiero impiegò alcuni minuti) che quel tale era proprio un dilettante. Un nuovo sparo riecheggiò nell'aria, e il secondo coraggioso atleta si tuffò. Tra l'incitamento generale, passò indenne la prima vasca, ma terminò la sua corsa avvinghiato dai terribili tentacoli delle piovre giganti. E così un altro concorrente, e poi un altro ancora, e ancora, tutti miserevolmente terminarono la loro sfida dopo poche bracciate. Il pubblico cominciò a rumoreggiare. Forse perché invece dei pop corn distribuivano fagioli e cavoli lessi.
"Tsk, dilettanti" mi dissi, ma non mi ascoltai, come al solito.
La voce dello speaker allora sovrasto il rumore degli spalti: "Signore e signori, visto il fallimento dei concorrenti, mettete alla prova il vostro coraggio; se c'è qualcuno del pubblico che si offre, sarà il benvenuto!". E lo diceva agitando quel pezzetto di carta che tanti guai avrebbe risolto a chi lo avesse intascato. "Cinquecentomila Euro per uno di voi!" ripetè. Fu questione di un lampo. Un tuffo ed ero gia' in acqua. Poi potenti e veloci bracciate, tanto veloci che innalzavano una colonna d'acqua alle mie spalle. Parevo un titanic tra i ghiacci, mi libravo sull'acqua come un motoscafo impazzito, come un navigato scinauta, sci-munito. Come sospinto da una forza innaturale, mi lasciai alle spalle i piranha, le piovre, i coccodrilli e alla fine gli squali, per giungere infine con un atletico balzo sulla pedana opposta della piscina. Un maestoso plauso si levò dagli spalti, tutti in piedi mi inneggiavano a vincitore, agitando i preservativi bucati. Una folla entusiasta con mazze, bastoni e bottiglie molotov premeva sulle forze dell'ordine per venire a complimentarsi con me, com'è ormai consuetudine negli stadi italiani. Hooligans eccitati lanciavano petardi, bombe a mano, ordigni nucleari e gridavano forte il mio nome, Corleone... Colleone... o qualcosa del genere. Salii sul palco, ancora intontito per la performance, e ritirai dalle mani dello speaker il meritato assegno. Cinquecentomila euro! Azzo! Quanto cinquecento milioni di miliardi di anni di duro lavoro con Brunetta.
Allora lo speaker mi ficcò il microfono in... cioè me lo portò alla bocca, ed io lo succhiai avidamente, come mia abitudine. Lo speaker me lo tolse di forza, e imbarazzato mi chiese di dire qualcosa al pubblico che mi inneggiava. Ci fu un silenzio di tromba. In quello stridìo più assoluto, Bill il muto disse qualcosa all'orecchio di Johnny il sordo. Che cosa, nessuno lo seppe mai. Allora mi asciugai la fronte, mi guardai intorno, osservai con aria incazzata ogni singolo settore degli spalti e ancora grondante dissi: "Bastardi! Chi e' quel coglione che mi ha spinto??" (Mauroemme)

88.  Il polipo alla medusa: "Hai sentito che il cavalluccio marino si è iscritto ai giochi olimpici?". La medusa: "Ah si, e in che disciplina intende gareggiare?". Il polipo: "Nel salto con l'astice....". (da Comix)

89.  Dopo una terribile tempesta il mare del golfo ligure divenne liscio come l'olio... e i genovesi ne approfittarono per condire l'insalata. (DrZap)

90.  I mari sono la prova tangibile che Dio ha pianto della sua creazione. (Paul Fort)

91.  Dopo il successo di "IRRITAZIONE DI UN PESCATORE NORVEGESE CON UN ATTACCO DI FUOCO DI SANT'ANTONIO IN UNA PALLIDA NOTTE D'AUTUNNO", ritorna su TIU il grande cinema d'Essai (si, essai che palle!), con un film del grande regista Renzo Succhiafawa, dal titolo:
 QUELLA SPORCA STROZZINA
(sottotitolo): "perché Mi Hai Portato Su Feisbuk Se Anche Li Facciamo Le Stesse Cose Di Tiu Tranne Che Si Sta Online E Io Ho La Connessione Farlocca Che Scarica Solo 150 Kb Per Volta E Poi Si Congela"

Era una giornata come tante, e Quozzamax, ormai casto marito e pio padre a tempo pieno, con giornate di circa 26 ore su 24, in un rarissimo momento di riposo, compreso tra la lotta nel periodo premestruale di gran parte della sua famiglia, e casi di ciucci, calzini e pannolini spariti al momento del bisogno, durante il quale riusciva a scovare anche 243 calzini, tutti dello stesso colore, ma di misure diverse.. Il raro momento di relax, si trasformò in coma profondo... in fondo era da capire, sniffava ginseng e beveva caffè alla cocaina, per tenersi su e gestire questo bailamme, un come Arnold Scwarzennagger il primo giorno di scuola nel film "Un Maestro alle elementari"... Durante il sonno profondo, si ritrovò in un tempio....in un lungo corridojo pieno di statue...
riconobbe tra queste, i volti noti solo a lui e a pochi altri... Geme... Babalino...Satan...Morgana....Topoldo...Le Bocce Sarde con dietro la Mapina....e, cazzarola, non stava camminando su un pavimento... quello era lo Swantstück del ciambellano.... raccolse una foto da terra e sgranò gli occhi... era il gronchi rosa del gniusgrup, il santo graal di TIU... era la foto "numero 5"... Un odore dolciastro di erba spiacciona riempiva l'aria.... e una voce rieccheggiò tra le statue... "QUOZZA!!!! Limortacci tua!!!!!" ecco svelato l'arcano, era "lui", l'eterno prolungato.....Il luogo poteva sembrare la cattedrale di Westminster... solo che al posto delle voci bianche e dell'organo a canne, rieccheggiava in sottofondo "porcoddio padrepio" dei San Culamo... e tre quarti dell'album "i predatori dell'arca madonna"... compreso il famoso, a lui caro, "Sticazzi!!!" sempre dei san culamo...
La "Voce" tornò a farsi sentire... "Quozza, hobbisogno del tuo aiuto... ho 'namissione importantissima da affidarti... me devi riportà i miei ragazzi suttiù!...   annato a calibbrà un modem del cern degginevra in artide e quanno sòrritornato, nun c'era più nnessuno... tutti su feissbuccke"
"ho fatto il mio tempo...ora sono riuscito a inventare un modo per far fuori lo stipendio prima ancora di prenderlo... l'ho chiamato "Famiglia"
"costa tanto?"
"No, ma essendo a conduzione familiare, non posso scaricarlo dal 730"
"Quozza... aiutami.,.. non sai cosa significhi alzarsi la mattina e non aver  nessuno da insignire.. non sai quanto vorrei.. chessò... assegnare una minzione d'onore, o che so... una fronda di menesbatto..."
"Vorrei tanto.. ma come faccio coi miei? quelli mi hanno fatto comprare l'HONDA CBF600 perché tornando a 220 km all'ora a casa, rincazo 1 minuto e 26 secondi prima.... pensa che volevano comprarmi la Ninja"
"E tu digli che scendi a comprare le sigarette, no?"
"O Figa! ma penseranno che tradisca mia moglie!"
"Pensa a cosa ti farebbero se sapessero che affronterai questa missione per  me..."
"O figa! c'è solo un piccolissimo particolare"
"quale?"
"Io non fumo.."
"Oh quozza, sempre appensare ai particolari..."
"Hai ragione... quale è il piano?"
(rullo di tamburi militari in sottofondo)
"Stasera, alle ore 23.36 zulu, ti aspetterà in un parcheggio isolato, sulla tibburtina, il capitano Slartibartfast... guarda... qua sulla mappa... quando arrivi a questobbivio, prendilo, e prendi pure st'incrocio... quanno arrivi qui... cercalo... nome in codice "MAGNUM"... quando ti risponde, e ti chiede la parola d'ordine,  apri la busta e digli la parola d'ordine scritta qui..."
"Ok..."
poche ore dopo, nel luogo stabilito...
"ma in che cazzo di posto mi ha mandato Wowbagger.... qui è pieno di zoccole... e non parlo dei topi...  MAGNUM!...... MAGNUUUM!!!!.... MAAAAGNUM!!!"
"No, bel moretto... ma se cerchi quialche arma, io ho un bel missile..."
" Mettetelo 'ndel cul! trambione dell'ostrega! MAGNUUUM! MAGNUM!!! dio canaja de dio!! (un di
mosconi ci voleva)"
"PAROLA D'ORDINE!!!" disse un mucchio di frasche davanti al quozz... che lesto aprì la busta e lesse
la parola..
"GRANATA!!"
"CAZZO!!! UNA GRANATA!!!! AL RIPARO!!" disse il mucchio di legni secchi, animandosi e diventando un mucchietto di erba secca 5 metri più in la..
"ma no.... GRANATA!"
"CAZZO! UN'ALTRA GRANATA!! ISLAMICI DI MERDA!!!! TALEBANI FOTTUTI! ANCHE LE  GRANATE SILENZIOSE HANNO
INVENTATO!!! LANCIAMI QUELLA SACCA CON LE GRANATE AL FOSFORO PER QUESTI BASTARDI!"
"Capitano slarty!! SONO QUOZZAMAX!!!"
"Porc... potevi dirmelo subito... " disse slarty, lanciando una granata verso la fiat punto di due trans...
"Ma Slarty! cazzo fai!"
"Mica la potevo sprecare!"
"Capitano... cosa sono quelle casse?"
"Oh, armamento individuale..."
"saremo armati?"
"Oh, si, giusto due cosette per rispondere ad un eventuale imboscata nemica..."
"Tutta quella roba li?"
"Ma no, a testa, sono solo 4 missili Stinger, un PSG-1, una M60, 10 nastri da 100 colpi, uno Steyr AUGm caricatori vari, una 9x21 UZI, una Glock 17, munizioni, 30 granate a frammentazione, 30 mine claymore, 30 flashbang... e un paio di camillus con lama da 35 cm...."
"Slarty... non sarà un troppo?"
"Hai ragione... meglio prendere un coltello solo..."
"Slarty, quale è il piano?"
"Ruberemo un'ambulanza, così non daremo nell'occhio"
"Giusto... guarda... li ce n'è una..."
"ok, andiamo.."
poco dopo, nell'ambulanza...
"Cazzo slarty, non mi avevi detto che era piena...chi cazzo è questo qua dietro?"
"Sono il grnade Kenzo Ishikawa"
"PALLE! qui su questo foglio, c'è scritto brazil..."
"No, io sono il grande regista kenz.."
"Tappati quella bocca o ti faccio una presa d'aria per l'aria condizionata al cervello"
"ok, ok, se mi puntate addosso una pistola..."
"CAZZO!!! Hai sentito come l'ha chiamata??.... pistola.... PISTOLA HA DETTO LUI!!... questa, piccolo cazzetto moscio, è una IMI DESERT EAGLE... IMI STA PER Industrie Militari Israeliane... hai capito cazzone?.... IMI, le stesse che producono la 9x21 uzi... Pistola me la chiama....guarda qui... caricatore maggiorato da 8 colpi calibro 357 magnum, canna in acciaio balistico brunito, meccanismo di scatt..."
"Ok, ok, slarty... basta... ha capito..."
"Voi suonate le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane.... come disse pier capponi ai francesi..."
"Ti piacciono i proverbi? senti questo... Il silenzio è d'oro, la parola è di piombo: come disse un capitano che ha militato nel SAS, nei Marines, nella SWAT, nel GSG9, e negli Spetznatz russi ad un EX- disobbediente di sta cippa...."
"perché "EX"???"
KLI-KLAKT!!!!
"Ok, ok, sto zitto..."
"Ecco, bravo frocetto... hai visto che prima o poi la persona DAVANTI alla canna della pistola, la pensa come quello DIETRO la canna?..... e tu, quozza, dove cazzo siamo?"
"Non so, ma l'ultimo cartello diceva "Bressanone/brixen"
"Manca tanto a Crotone?"
"Non so, ora chiedo... scusi... per Crotone?"
"Ach! TERRONEN!!"
"Non Terrone... CRO-tone..." disse slarty affacciandosi dal finestrino..
"NEIN TERRONEN!! RAUS!!"
"Aspetta, ho un'idea"
"Slarty!! cosa fai con quel lanciarazzi?? FERMO!!"
"Allora, mangiacrauti con lo yogurt.... vuoi rispondere o giro questa levetta da SAFE verso ARM??"
"Crotone?? ah... è qui vicinen... sono circa 1500 km circa... da quella parten! vi conviene fare il pienen a Pisen.... e mangiare qualcosa di buono verso posillipen..."
"Quozza, lo vedi che con le buone maniere si ottiene sempre tutto? basta chiedere nel modo giusto".
"Già.. cazzo di server centrale di feisbuk... dopotutto, dobbiamo solo far finta di essere tecnici del telefono, entrare e formattare il mainframe principale,... roba di 10 minuti..."
"Scusascusascusa.... cioè, dovremmo entrare SENZA ARMI, in un posto guardato solo da un portinaio, e scrivere solo FORMAT C su un terminale?"
"si, più o meno..."
"E non ci sono massicci sbarramenti di carri armati, truppe con giubbotti antiproiettile di massima copertura a livello III che difendono una roccaforte contenente silos con missili intercontinentali nucleari ICBM, che dobbiamo disinnescare trovando un codice protetto da porte spesse un metro in acciaio al carburo di molibdeno e massicci gruppi di soldati pronti a tutto per difendere la sala di
lancio?"
"No... quella mi sembra la trama di CALL OF DUTY 4: MODERN WARFARE..."
"Strano... era il titolo del DVD del simulatore per questa missione che mi ha dato il wowbagger per farmi allenare..."
"no, quello è un videogioco..."
"Cioè, non esistono missili da disinnescare, truppe da sgominare, bombe atomiche da disattivare? e quello che ho fatto era solo un videogioco?"
"si..."
"Fottuto ballista di un wowbagger! lo dicevo che non mi chiamavo Soap Mc Tavish!... e allora.."
"Non dirmi che ci sei cascato di nuovo... come quella volta... cosa era??"
"Quella volta che ho salvato mapina da quei due rapitori?... operazione
Splinter Cells...."
"Già... allora ti chiamavi Sam Fisher.."
"Si, ma ho sgominato la banda... pensa erano tutti in giacca e cravatta....
e facevano pure finta di
avere dei modi gentili..."
"Slarty.. quello non era il covo della banda, era "la sala del regno" e quei
terroristi che dici tu,
erano in realtà brave persone... erano dei testimoni di geova.."
"Cazzo! 'sto geova dovrà trovarsi altri testimoni per quel processo..."
"perché... cosa hai fatto?"
"Oh... nulla....."
"slarty....."
"ma no.... poca roba...."
"Slaaaaartyyyyyy....."
"uh... sai quelle tre casse da 50 kg di Pentrite che mi erano rimaste in
cantina??"
"noooooooooooooo".
Giusto una ventina di ore dopo, arrivati sul posto, entrarono tranquilli... spacciandosi per due tecnici della "sippe", tal Guglielmo Cancelli e Antonio Viaggio.. col loro aiiutante nippoitaliano Kenzo Iscicavua.. raggiunsero il mainframe e applicarono facilmente il comando di formattazione.. TIU era salva... senza sparare un solo colpo, con grande delusione del capitano Slarty...
Il casino per il quozza, una volta tornato a casa, fu di spiegare al parentado che fumava, per rendere più credibile la cosa comprò anche un gratta e vinci da 5 euro, che risultò il vincitore di 500.000 euro... se non fosse che il piccolo Riccardo, prese il biglietto in un attimo di distrazione e lo nascose per giocare... non si seppe più che fine fece, ma un lampo negli occhi e un sorriso maligno ogni volta che passa una Ferrari, lascia ad intendere che il biglietto lo ritroverà Riccardo a 18 anni, ormai fuori di casa e libero da vincoli monetari con la famiglia...
Wowbagger, dopo il ritorno di tutti su TIU, ha ricominciato a insignire come un tempo, e non passa giorno che non faccia la nobile arte del tiro al frescone o del salto della gargonza... pare sia ringiovanito di 10 anni... per uno che è immortale poi... piove sul bagnato... Qualcuno però, deve avercela con lui, dato che è già saltata in aria la terza delle sette case che lui possiede, ed è già scampato a sei attentati.... rivendicati tutti da un certo Sam Fisher... ma nessuno sa chi sia...

92.  Al mare non e' piu' come un tempo. Una volta si andava in spiaggia a vedere cadere le stelle. Oggi in spiaggia non cadono piu' nemmeno le tette. (Gino & Michele)

93.  In una manifestazione si doveva fare una protesta pacifica, ma poi hanno scelto di fare una protesta atlantica. (rafrasnaffra)

94.  Il pirata Morgan, quando era molto indaffarato, era solito dire: "Qui ci vogliono 7 buchi nel naso !". Lo diceva sempre, nel solcare i 7 NARI. (Renato R.)

95.  Il primo a solcare i 7 Nari fu Sinbad il NARInaio ? (Renato R.)

96.  SCIENTISTS DISCOVER NEW ELEMENT

Oxford University researchers have discovered the heaviest element yet
known to science. The new element, Governmentium (symbol=Gv), has one
neutron, 25 assistant neutrons, 88 deputy neutrons and 198 assistant
deputy neutrons, giving it an atomic mass of 312.

These 312 particles are held together by forces called morons, which are
surrounded by vast quantities of lepton-like particles called pillocks.
Since Governmentium has no electrons, it is inert. However, it can be
detected, because it impedes every reaction with which it comes into
contact.

A tiny amount of Governmentium can cause a reaction that would normally
take less than a second, to take from 4 days to 4 years to complete.
Governmentium has a normal half-life of 2 to 6 years. It does not decay,
but instead undergoes a reorganisation in which a portion of the
assistant neutrons and deputy neutrons exchange places.

In fact, Governmentium's mass will actually increase over time, since
each reorganisation will cause more morons to become neutrons, formin
g
isodopes. This characteristic of moron promotion leads some scientists
to believe that Governmentium is formed whenever morons reach a critical
concentration. This hypothetical quantity is referred to as a critical
morass. When catalysed with money, Governmentium becomes Administratium
(symbol=Ad), an element that radiates just as much energy as
Governmentium, since it has half as many pillocks but twice as many morons.

97.  I bagnini possono avere un fisico asciutto? (DrZap)

98.  I bagnini preferiscono di solito le feste in costume ? (DrZap)

99.  Siamo arrivati questa mattina ad Alghero. Il tempo e' sempre bello ma qui c'è più vento e il mare è mosso. Pertanto oggi niente bagni... il flutto proibito. (DrZap)

100.                Al mare ho scoperto che il calcio fa bene alle ossa, ma non agli stinchi. (DrZap)

101.                Armare: tutti a mostrar le chiappe chiare. (Bilbo Baggins)

102.                Che cosa ci fanno migliaia di persone stese sulla spiaggia davanti al mare di Rimini? Si sollazzano! (Bilbo Baggins)

103.                Disvelare: ridurre le vele per l'avvicinarsi di una tempesta. (Bilbo Baggins) 

104.                Colmo per un sommergibilista: Voler dormire con la finestra aperta! (Adriano P.)

105.                Al mare dove vado io porto solo la mela, la pera e la banana perché è vietata la pesca. (Walter Di Gemma)

106.                La barca? Fregata. (arcobalengo)

107.                A mia moglie piace molto prendere il sole per ore. L'anno scorso al mare ad una gara del genere ha vinto la medaglia d'abbronzo! (DrZap)

108.                16 Aprile 2011

Stanotte è successo l'inimmaginabile, Anna, la granitica Anna, la roccia su cui fondavo tante speranze, d'improvviso è crollata. Mi ha svegliato ancora prima del mio turno, e  poi senza dare spiegazioni è fuggita, e giurerei fosse persino in lacrime. Che cosa può essere successo per ridurla così?  Molgiati arriva alle sette in punto, e mia sorella, lurida e legata al letto, si
passa la lingua sulle labbra e laidamente lo invita ad accoppiarsi con lei.
Non ho neppure paura, perché sembra una scena del film l'esorcista, e non riesco
a convincermi sia tutto reale. Molgiati le pratica una nuova iniezione e mia
sorella sembra calmarsi, ma poi comincia a parlare con una flebile voce querula,
parlando di cose di cui io non so niente, ma che sembrano sconvolgere il
professore fino a portarlo sull'orlo dell'isteria. Non comprendo le accuse, se
pure tali sono, ma ora anche qualcosa in Molgiati pare spezzarsi, e pure lui
fugge. E io rimango solo, col corpo di mia sorella che si dimena oscenamente e
mi maledice perché non la libero. Mi accusa persino d'avere pregato il dio che
ha ucciso i nostri genitori. Ma come può sapere del mio momento di sconforto
della sera precedente? Poi succede qualcosa di davvero strano: in Africa ho
incontrato diversi stregoni o sedicenti tali, alcuni dei quali mostravano di
saper fare cose in apparenza straordinarie, ma l'unico che mi ha davvero
impaurito si è limitato a guardarmi negli occhi, e il suo sguardo mi è entrato
dentro e ha scavato fino in fondo alla mia anima, nel posto buio e fangoso dove
anche il migliore degli uomini nasconde oscuri segreti.
Ora Vera comincia a parlare con la voce di quello stregone, e persino nel suo
oscuro dialetto, che pure io comprendo a fatica. Mi rammenta di un furioso
litigio che avevamo avuto, perché io ero arrabbiato coi nativi, che
approfittavano degli scavi per seppellire nottetempo i loro morti nella terra
soffice, così che il giorno dopo noi eravamo costretti a far fare un ennesima
deviazione alla strada per evitare le tombe. Però io non ne ho mai parlato a mia
sorella, come è possibile quindi che sappia queste cose? Lascio Vera legata al
letto, e la sento ridere, mentre corro a telefonare a Molgiati. Prima è parso
sconfitto, ma ormai si sarà ripreso, ed essendo un medico potrà darmi una
risposta logica. In studio però c'è solo la sua segretaria, che riferisce come
il professore le abbia chiesto di disdire tutti gli appuntamenti, perché per
quel giorno non andrà in ambulatorio. Chiede se posso richiamare l'indomani, e
le assicuro che certamente lo farò.
Ebbene, Andrea era sconvolto, ma domani starà di nuovo bene, e si vergognerà del
suo attimo di debolezza, per tornare ad aiutarci.
Nel frattempo basto io a Vera. Mi prenderò cura di lei proprio come facevo un
tempo, quando da bambini eravamo rimasti soli, e io fingevo d'essere forte per
rassicurarla, e non farle capire quanto fossi io stesso spaventato!

109.                La Morte e il Cavaliere
Una notte La Morte si presentò a casa del Cavaliere. Indossava un lungo saio
nero, portava una gran falce lucente, e al posto della testa aveva un lugubre
teschio. Un grasso maggiordomo le aprì la porta, ma non erano affari suoi, e
dopo un attimo di stupore si fece da parte senza dire una parola, solo indicando
la porta di solida quercia dello studio in fondo al corridoio, da dove
effettivamente provenivano grasse risate e musica allegra. La Morte bussò
all'uscio e la porta s'aprì, e subito nella grande sala del bunga-bunga cadde il
silenzio. Si fece avanti un'orgiastica folla di variopinti lacchè ed ebbre
prostitute, ma vedendo La Morte i fumi dell'alcol si diradarono ben presto, e
così si ricordarono che non erano affari loro, e fuggirono ratti, lasciando il
loro Silvio tutto solo ed indifeso. Silvio stesso infine comprese chi era La
Morte ed ebbe paura, perché stavolta erano proprio affari suoi, e così le offrì
tutto il denaro che aveva in tasca purché se ne andasse, e La Morte assentì
severa, indicando che accettava il baratto, e prese il pacco di biglietti di
banca dalle mani tremanti del Cavaliere, senza neppure contarli, e poi se ne
andò, senza aver detto una sola parola. Allora Silvio si terse il sudore dalla
fronte e cadde a sedere, esausto ma felice, perché stavolta con quattro soldi
era riuscito a corrompere persino La Morte, comprandosi così un altro poco di
vita. La Morte quindi ripercorse la sua via e uscì dalla bella villa di Silvio,
in cui poco a poco andavano riaccendendosi tutte le luci, e s'udivano di nuovo
risate sguaiate e musica troppo alta. Arrivò dove aveva lasciato il suo
furgoncino bianco tutto scassato, sistemò la falce sul retro, e senza neppure
annoiarsi a togliersi saio e maschera mise in moto, e partì fischiettando
allegramente, mentre meditava che aveva avuto un idea davvero geniale, e
travestendosi come La Morte era riuscito a fregare almeno centomila euro al
Cavaliere. Poco dopo mezzanotte parcheggiò sotto a casa sua, e fece tre piani di
scale, fino alla sua porta, ma aveva le tasche troppo gonfie di soldi, e le
chiavi erano in fondo, così bussò all'uscio, e venne ad aprirgli una donna
stanca, che una volta doveva esser stata assai bella ma ora pareva invecchiata
anzitempo, ed in braccio portava un bimbo di pochi mesi, che aprì gli occhietti,
e vedendo lui, ancora tutto vestito di nero e con la maschera che aveva scordato
di togliersi, si mise ad urlare a squarciagola, e prima che lui potesse farsi
riconoscere sua moglie gli diede un calcio negli stinchi, e quindi gli chiuse la
porta in faccia, gridandogli d'andarsene, che a suo marito gli voleva bene, e
non avrebbe lasciato che La Morte lo prendesse.
Così Nando Meliconi, povero disoccupato e con precedenti per piccoli furti,
s'accasciò dolorante sui gradini della sua scala, e pensò che per quanto lui
fosse un disgraziato era lo stesso assai più ricco di Silvio Berlusconi, perché
se La Morte fosse arrivata per prenderlo, sua moglie e suo figlio non si
sarebbero fatti da parte pensando non fossero affari loro, ma lei avrebbe
combattuto come una tigre, e il bimbo avrebbe gridato forte, e gli avrebbero
sbattuto la porta in faccia ingiungendogli d'andarsene, perché loro a lui gli
volevano davvero bene, e questo amore non era come quello del bunga-bunga,
perché non c'era abbastanza denaro al mondo che lo potesse comprare! (Bilbo Baggins)

110.                Il governo svende le spiagge, la Chiesa approva: "Erano possedute dal demanio". (Lia Celi)

111.                Ho una barca così piccola che l'ho battezzata anna karenina. (Gianluca Chiappini)

112.                Sono in ferie in Sardegna. E' incredibile: qui ogni giorno un sacco di gente rischia la pelle... mettendosi al sole!!! (DrZap)

113.                Da ben dieci giorni il cielo è nuvoloso. Chi è andato al mare solo per prendere il sole è pregato di restituirlo! (Bilbo Baggins)

114.                Io tutti gli anni vado in vacanza a Ga...beach. (Renato R.)

115.                Il mare a Venezia non mi piace, le case sono troppo vicino al mare, troppa speculazione edilizia. (Francesco Rizzuto)

116.                Il mare non è mai stato amico dell'uomo. Tutt'al più è stato complice della sua irrequietezza. (Joseph Conrad)(Lo specchio del mare, 1906)

117.                In spiaggia ho chiesto un pedalo'... mi hanno portato Francesco Moser. (Antonio Covatta)

118.                Qual è la colazione del bagnino? Uova affogate! (Bilbo Baggins)

119.                Se al mare fa brutto tempo... piovre...  (Nonciclopedia)

120.                Ho un amico palombaro che fa pensieri molto profondi ! (Sergio Masse Massetani)

121.                Misteri della storia. I pirati avevano la benda all'occhio perché quando bevevano il caffè non toglievano il cucchiaino? (Kazzenger)

122.                Calamari - Molluschi responsabili della bassa marea. (Zap)

123.                Ma il mar nero, è in lutto per il mar morto? (Scirio)

124.                Non e' vero che i mari non si possono bere. Ne conosco uno che si puo' bere ed e' anche molto buono... il Mar Sala. (DrZap)

125.                Se devi usare una grossa nave ti sconsiglio un trans…atlantico (che come tutti sanno e’ pieno di corrotti). Io ti consiglierei invece un trans…pacifico: è più calmo e ci sta senza fare storie. (Renato R.)

126.                Cosa fanno una mela, una pera, una banana, e una pesca al mare sotto al sole? I frutti di mare. (DrZap)

127.                Prima giornata di sole e di mare in Sardegna. Decido di bagnarmi solo i piedi. Mia moglie: "Cosi' ti bagni solo le piante". E io: "le piante bagnate crescono di più !". (DrZap)

128.                In spiaggia c'era un tizio che imprecava contro il mare. "Non mi piace il mare, io lo iodio". (Fabio Carapezza)

129.                Preferisco di gran lunga le spiagge con la sabbia. Detesto quella fastidiosa sensazione degli scogli nel costume. (alessandro clemente) (serena gandhi) (serena gandhi)

130.                Sapete come saluta un bagnino quando arriva in spiaggia? SALVA GENTE! (Givemecarrots)

131.                Il bagnino: la crisi c'è eccome, è inutile annegarlo. (byIrony)

132.                Oggi siamo stati al mare, ma il tempo era bruttissimo: pioggia, vento e onde altissime. Siamo dovuti tornare a casa. Mia moglie era amareggiata. (DrZap)

133.                La riva e' più sicura, ma a me piace combattere con le onde. (Chiara Maria (_Megumi_)

134.                Italiani popolo di navigatori, ma al momento i nostri marinai più famosi sono Schettino e i 2 marò. Almeno fino alla prossima America's Cup. (frandiben)

135.                Il Trota ha detto che tra il mar nero ed il mar rosso c'è il marrone.

136.                Oramai si costruisce dappertutto. Ho sentito anche di palazzi costruiti sotto al mare. Ma non capiscono che cosi' le beghe di condominio si moltiplicano a dismisura... ventimila beghe sotto i mari! (DrZap)

137.                Anche i lupi di mare perdono il pelo, ma non il vizio? (DrZap)

138.                Fece un pezzo sull'apnea. Un articolo di fondo. (egyzia)

139.                Perché il mar Nero si chiama così ? Perché è in lutto per il mar Morto !

140.                Siamo all'ultima spiaggia. E vogliono pure 20 euro per un lettino. (serena gandhi)

141.                Il matrimonio di mio zio e' andato a monte. Per questo quest'inverno andra' al mare. (DrZap)

142.                Michela Vittoria Brambilla al mare con 3 cani. Appena ne trova altri 5 si fa un giro al largo. (Gi_Gi_TO)

143.                Le spugne soffrono di ritenzione idrica? (DrZap)

144.                La metà degli italiani che va in spiaggia si porta da mangiare.L'altra metà,invece, preferisce andare alla ricerca di ombrelloni incustoditi. (Carmelo Fratantaro)

145.                Cosa indossa in spiaggia la moglie dell'impresario di pompe funebri? Il bekkini. (nellina99)

146.                Nella vita fatevi largo, e se siete una coppia al mare, fatevi al largo. (Fabio Carapezza)

147.                Ma i bagnini fanno mai la doccia? (DrZap)

148.                Se un uomo porta una conchiglia all'orecchio l'uomo sente il mare e la conchiglia sente il rumore del traffico. (DrZap) (da un'idea di David di Tivoli)

149.                Quando il mare è agitato ne ha ben d'onde. (Gioni Gennai)

150.                E' una spiaggia infernale...è posseduta dal demanio... (Dino D'amico)

151.                "Perché non vieni al mare con me piuttosto che andare alla pallosissima funzione religiosa?". "Perché io ho Dio, odio lo iodio. (Stefano Pedron)

152.                Quando quest'estate ero in Sicilia mi dissero di stare attento ai raggi ultravioletti, ma per me erano molto più pericolosi i raggi ultraviolenti. (DrZap)

153.                Due naufraghi  in mezzo al mare dopo 30 giorni su una barchetta di salvataggio. Il primo: "Mi sa che siamo fritti!". E l'altro: "Per favore, non parlarmi di mangiare!". (DrZap)

154.                Al mare ho conosciuto un bagnino pieno pieno di cerotti dalla testa ai piedi. Mi ha detto che per fare il bagnino bisogna essere tagliati... (DrZap)

155.                Un palombaro può lavorare nel sommerso? (DrZap)

156.                Era una scostumata... in spiaggia la vedevi sempre senza costume. (DrZap)

157.                Vedo uno scafandro immergersi nel Lago di Como. Trattasi di un palombardo. (arcobalengo)

158.                Se prendi il sole sugli scogli anziché in spiaggia ti può venire la scogliosi. (DrZap)

159.                Per occupare il posto lasciato vacante dalla Costa Concordia, organizzo crociere per tutti i gusti su un lussuoso veliero a tre alberi. Chi ama le abbondanti bevute, troverà posto verso prua, presso l'albero di Trinchetto; chi vorrà farsi una cultura, troverà posto al centro della nave, presso l'albero Maestro; chi, infine, vorrà spendere poco, troverà posto a poppa, presso l'albero di Buonprezzo.  (Renato R.)

160.                Pare che il mar Morto sia pieno di fantasmi. (DrZap)

161.                La vita e' un po' come il mare: non gliene grega niente se non sai nuotare.

162.                Aveva un mare d’ insicurezze, e lei non sapeva nuotare. (thelifeasgiulia)

163.                Naufragata non stava poi cosi male li, sola, felice. (Alex Hubner)

164.                Esiste un punto pericolosissimo dell'Atlantico dove le navi perdono immancabilmente la rotta. Il Mar dei Sarcazzi. (Stefano Prada)

165.                "Bah chi se ne importa se non posso andare al mare, tanto l'abbronzatura non è chic". La volpe e gli Uva. (Lia Celi)

166.                Il mare più caldo è quello della Micronesia: è pieno di microonde. (Silvia Rozza)

167.                Meglio prendere la patente nautica, onde a evitare naufragi. Chi non lo fa d'altr'onde rischia grosso. (Stefano Pedron)

168.                Muore piu' gente trattenendo la pancia al mare che facendo il bagno dopo mangiato. (m4gny)

169.                Perché il bagnino ci mette tanto a farsi la doccia? Perché bagnasciuga bagnasciuga.

170.                Ho talmente nostalgia del sole del mare che ho cominciato a scrivere sulla sabbia del gatto. (Fabraxas Choule Gwynplaine)

171.                "Amore, con te mi sento protetta". "Grazie ar cazzo, avemo speso 200 euri de crema solare". (HellSante)

172.                Non vado mai al mare. E' pieno di donne dai facili costumi. (Carlo Congia)

173.                Al mare non mi sdraio mai sugli scogli... seno' mi dicono che sono scoglionato! (DrZap)

174.                Ritirata la patente nautica a Giovanni Soldini. Per guida in stato di brezza. (renolto)

175.                Mi chiedevo se un marinaio potesse fare anche da anchorman.... (Roberto VisionAir Miele)

176.                Vorrei andare a vivere al mare per prendermi un anno sabbiatico. (Riccardo Gallio)

177.                Mi scotto sempre al mare, forse dovrei cambiare protezione. La prossima volta mi porto un bodyguard. (Giochi di Parolex)

178.                Ho fatto la prova costume: si asciuga! (La bastarderia)

179.                7 italiani su 10 terrorizzati dalla prova costume. E mai nessuno che si preoccupi della prova ascella. (Paolo Parziale)

180.                Superata la prova costume: lo smartphone ci sta. (Matteo Tacchi)

181.                In estate in spiaggia ho visto molti usare il palMare. (Giuseppe Gabriele De Luca)

182.                Il 14 luglio al mare si festeggia la presa della battigia. (Sergio Neddi)

183.                Ho scritto t'amo sulla sabbia
ho scritto t'amo sulla sabbia
ho scritto t'amo sulla sabbia
ho scritto t'amo sull... Basta onde di merda!!! (CittaCazzate)

184.                Le piaceva tanto guardare il mare...ma quando questo era agitato e in tempesta...si rattristava...Amareggiata!! (Milena Bastardi)

185.                Molte donne, anche se superano la prova costume, rimangono scostumate. (DrZap)

186.                I cavalloni si formano quando i bagnini durante notte danno troppa biada ai marosi. (DrZap)

187.                I single in spiaggia li riconosci subito. Sono quelli con la crema abbronzante solo davanti. (ilGattaMelata)

188.                Quattro ragazze in coma etilico dopo notte trascorsa in spiaggia. Mentre fai il bagno in mare ti capita di bere. (Satiraptus) (Stefano Addessi)

189.                Oggi sotto l'ombrellone mi hanno fatto arrabbiare... mi sono adombrato. (DrZap)

190.                Il 14 luglio al mare si festeggia la presa della battigia. (Sergio Neddi)

191.                "Puoi mica verificare se il mare ad Ischia è pulito?". "Va bene, sondo il Tirreno e ti faccio sapere. (Stefano Pedron)

192.                Questa mattina al bar: "Ma il mare è salato per via delle acciughe?". (Andrea Sgarbi)

193.                Era così superficiale, che al corso per sub si limitava allo snorkeling. (Giuliano Alichino)

194.                Il venditore di costumi da bagno, mostrava un bikini ad una ragazza: "Signorina, questi sono gli slip". E poi, pieno di orgoglio: "E questo, mi consenta, è il top!". (Giuliano Alichino)

195.                Al mare quando ci sono i cavalloni si buttano solo i fantini? (DrZap)