LE MORALI

1.     Un leone cade in una fossa profonda 30 metri ed inizia a ruggire disperato. Poco dopo all'orlo della buca si affaccia un topo:  "Che problema c'e'?". "Sono caduto quaggiu' e non riesco piu' ad uscirne". "Ci penso io! -squittisce il topo- torno tra poco!". Dopo poco torna alla guida di una Ferrari, apre il portabagagli, tira fuori una corda e la lega dietro all'auto: "Legati questa attorno alla vita, che ti tiro su!" dice gettando l'altro capo nella fossa. Due sgommate, e il leone e' fuori. "Grazie topo -fa il leone- mi hai salvato la vita, te ne saro' sempre grato, e non esitare a chiamarmi se ne avessi bisogno". Tempo dopo il topo cade in un buco di 30 cm. "Aiuto! Aiuto! Leoneee!" grida dal fondo del foro. Poco dopo si affaccia il muso del leone: "Beh? Che c'e'?". "Sono caduto quaggiu' e non riesco piu' ad uscire". "Non c'e' problema"  dice il leone, poi si china sul foro ci infila il cazzo, e il topo arrampicandocisi esce dal foro sano e salvo. Morale: Se hai un cazzo di 30 cm, non ti serve una Ferrari.

2.     Nel paese della frutta c'e' un'uva cattivissima e arrabbiatissima che va in giro. L'uva incontra una mela: "Mela spostati, senno' ti sparo!". E la mela: "sisisi... scusami, scusami, passa pure". L'uva continua e va oltre. Dopo un po' incontra una pera: "Pera spostati senno' ti faccio nera". E la pera: "Per l'amor del cielo, ecco mi sposto subito, scusami". E cosi' avanti. Tutta la frutta e gli ortaggi si spostano al procedere di questa uva cattivissima e presuntuosa... finche': "Fico spostati altrimenti...". Il fico che voleva fare il fico: "No non mi sposto, non mi fai paura!". "Vuoi fare a botte? Levati di mezzo!". "No, non mi fai paura!". "Guarda che ti sparo!" fa l'uva estraendo un pistolone. "Non ci credo... non mi prenderai in giro come gli altri!". "Ah si'?".  B A N G!!!!!  Aaaaahhhh... Morale: Fico secco, Uva passa....

3.     La signora Renza Lappa va come al solito a fare la spesa al supermercato e come di consueto mette nella borsetta un pacchetto di caramelle e altri dolciumi. Il direttore, accorgendosi che qualcuno ruba nel reparto dolci, inizia a chiedere a tutti se hanno sottratto qualcosa dagli scaffali. La signora Renza dice di no, ma il direttore non si fida e comincia a perquisirla. Morale: LAPPA RENZA INGANNA!

4.     In un prato vive un bruco molto carino. Una sera il bruco esce tutto elegante, e incontra una bella bruca:   "Ciao! Come ti chiami?".  "Ciam!".  "Ciao, Ciam! Vuoi venire in discoteca con me questa sera?".  "Volentieri!" e se la porta via. L'indomani sera, esce  di nuovo messo tutto a puntino, e incontra un'altra  pezzo di... bruca niente male:  "Ciao! Come ti chiami?".  "Ciam!".  "Ciam anche tu? Vuoi venire al cinema con me stasera?".  "Volentieri!"  e se la porta via. La terza sera, stessa storia, con un'altra splendida Ciam! Alla quarta sera, esce tutto figo il nostro bruchetto, e a meta' percorso incontra un'altra bellissima bruca.  "Scommetto che ti chiami Ciam!".  "Esatto!".  "Vuoi venire a cena con me stasera?". "No!". MORALE:  Non tutte le Ciam belle escono col bruco!

5.     Un contadino ritornando a casa e venendogli da cagare decide di farla dietro un cespuglio. Poco dopo sente: "Aspetta, aspetta". MORALE: Chi la fa l'aspetti!".

6.     Il signor Pino va al mare con il nipote e la gattina che ha regalato a quest'ultimo. Il signor Pino si mette a pescare e il nipotino gioca. La gattina si tuffa in mare e va lontano, lontano, lontano. Il nipotino piange. La gattina va lontano, lontano... Il nipotino piange a dirotto. La gattina lontano... lontano... Il nipotino piange: Zio, zio valla a prendere, ti prego! e giu' lacrime, lacrime. Il cuore dello zio si intenerisce. Si tuffa e nuota, nuota. Ad un certo punto stanco non ce la fa piu' e annega. La gatta intanto e' tornata a riva da sola, sana e salva. Morale: "TANTO VA LA GATTA AL LARGO CHE CI LASCIA LO ZIO PINO".

7.     Un vagabondo affamato sta camminando su una stradina che fiancheggia un campo di granturco. Velocemente si infila nel campo, ruba alcune pannocchie mature e si allontana con discrezione. Sta per addentare voracemente una pannocchia quando scorge poco lontano uno stormo di tordi intenti a cercare granaglie, allora si nasconde dietro ad un cespuglio, sgrana la pannocchia e ne getta i chicchi poco distante. Dopo una paziente attesa alcuni tordi si avvicinano al cespuglio ed il vagabondo riesce ad acchiapparne un paio; quella sera avrebbe mangiato tordi allo spiedo! Morale: "Meglio tordi che mais!".

8.     Un giorno suonano alla mia porta: e' uno sconosciuto che dice "Salve, mi chiamo Mal, sono venuto per friggermi un uovo!". Entra, si frigge l'uovo e se ne va. Il giorno dopo, la stessa scena, ma e' un'altra persona, che fa: "Salve, mi chiamo Mal,  sono venuto per friggermi un uovo!", entra, si frigge l'uovo, e se ne va. Il giorno dopo ancora, suona alla porta un altro sconosciuto che fa: "Salve, mi chiamo Mal, sono venuto per vedere il telegiornale!". Entra, vede il telegiornale e se ne va. Morale: non tutti i Mal vengono per cuocere!

9.     Sara e Buontempo sono marito e moglie. Mentre Buontempo e' a caccia Sara si ferisce e perde sangue sporcando tutta la casa. Quando Buontempo torna e vede il sangue si spara. MORALE: Rosso di Sara Buontempo si spara.

10.  C'e' una passera appoggiata sul ramo di un albero sul pelo dell'acqua. Arriva un passero e per non bagnarsi spinge la passera verso la punta del ramo, il  quale si abbassa verso l'acqua. Arriva un piccione, ruzza il passero e la passera finisce con una zampa nell'acqua. Arriva un corvetto, ruzza il piccione e la passera si bagna il petto. Arriva un'aquila, ruzza il corvo e la passera finisce nell'acqua fino alle ali. Arriva un condor, spinge l'aquila e la passera e' in acqua fino al collo. Morale: piu' l'uccello e' grosso, piu' la passera si bagna!

11.  C'era una volta una bella topolina che passeggiava per la campagna. Giunta davanti ad un fiume si arresto'. Vide  un grande uccello che volava su nel cielo sopra di lei. Topolina: ÇScusa tanto, Signore dell'aria, ma io non so nuotare (bugia!), e devo proprio attraversare questo fiumeÈ. E l'uccello:  ÇE allora?È. ÇSe tu mi aiutassi, lo passerei.È. Ma l'uccello non ne vuole sapere. La topolina insiste: "Dai, se mi aggrappo alle tue zampe in un attimo mi porti sull'altra  riva". Ma l'uccello persiste a non volerne sapere. Ed in un battere d'ali si allontana. La povera topolina si rassegna, si butta e raggiunge l'altra riva a nuoto. La morale e': Quando l'uccello fa il duro, la topa si bagna!".

12.  Un uccello migratore si mette in viaggio. Dopo un po' che vola, comincia a stancarsi e senza forze precipita in mezzo ad un sentiero. Sta morendo assiderato quando passa una mucca la quale proprio quando e' sopra il migratore lo sommerge con una cagata enorme. Non tutto il male viene per nuocere, infatti il tepore della merda lo fa risvegliare. E cosi' contento che tira fuori la testa e si mette a cantare. Cosi' pero' attira le attenzioni di un lupo che passava di liÕ. Esso estrae lÕuccello dal suo caldo letto di merda, lo ripulisce e se lo pappa. MORALE, anzi, MORALI: 1': chi ti mette nella merda non sempre lo fa per farti del male. 2' chi ti tira fuori dalla merda non sempre lo fa per il tuo bene. 3' ma quando sei nella merda fino al collo, e' proprio il caso di mettersi a cantare?

13.  Due passerotti innamorati sull'albero. Arriva un falco che porta via la passerotta. Il passerotto prende il fucile e spara al falco. MORALE: quando c'e' l'amore anche l'uccello tira!

14.  Un fico sbarra la strada ad un chicco d'uva. Il chicco d'uva estrae la pistola e spara. MORALE: fico secco, uva passa!

15.  Un professore universitario stanco del proprio lavoro intellettuale decide di passare le vacanze in una fattoria; in cambio dell'alloggio fara' qualche lavoro manuale. Il primo giorno il contadino gli chiede di  svuotare il letame in fondo alla stalla e di spargerlo sul campo dietro la fattoria. Alla sera quando il contadino ritorna dai campi trova con grande meraviglia il lavoro gia' fatto. Il giorno dopo il contadino chiede al professore di raccogliere e contare tutte le balle di fieno presenti nel terreno. Alla fine della giornata quando il contadino torna dai campi trova il lavoro perfettamente fatto. Il terzo giorno il contadino, vergognandosi del lavoro pesante proposto al professore i due giorni prima, gli chiede di dividere le mele grosse dalle piccole e di scartare le marce. Quando il contadino alla sera ritorna dai campi, con grande meraviglia, vede che nulla e' stato fatto e il professore con in mano una mela che dice: "E' piccola o grossa?". Morale: per spargere merda  o per contar balle tutti sono capaci, ma quando si tratta di prendere una decisione...".

16.  Un giorno tutti gli organi del corpo umano si riunirono per decidere chi di tanti dovesse essere il capo. Si presento' per primo il cervello dicendo di essere l'organo principale poiche' senza di lui il corpo non puo' ragionare e non si puo' muovere. Poi le gambe dicendo che loro facevano muovere il corpo, poi il buco del culo, ma tutti si misero a ridere; offeso non fece piu' lo stronzo. Il corpo ne risenti' ben presto e cosi' divento' lui il capo. MORALE : Per comandare non bisogna fare qualcosa di importante, basta che qualcuno con la faccia da culo sia capace di fare lo stronzo!

17.  Una favola americana. Lui l'incontra alla mattina, la sposa la sera stessa e la uccide l'indomani mattina. Morale: la notte porta consiglio.

18.  Una famiglia di coniglietti (lui, lei e una serie notevole di coniglietti tutti bianchi, tranne uno che aveva la punta di un orecchio nera) viveva felice nel bosco. Disse papa' coniglio: "Anche se non e' tutto bianco e' pur sempre nostro figlio e gli vorremo bene lo stesso". Ma quella punta di orecchia nera lo faceva diverso agli occhi dei fratelli che lo prendevano in giro. Il fatto comporto' qualche problema di autostima nel povero coniglio. Girovagando solo soletto nella campagna un giorno incrocio' la ferrovia e un treno che passava. Allora ebbe un'idea geniale e semplice. Mentre passava il treno lui avrebbe messo la sua orecchietta su un binario e il treno gli avrebbe portato via quell'odiosa macchia nera. Appena vide il treno poggio' l'orecchietta sul binario. Non aveva paura: sarebbe diventato anche lui tutto bianco. Ma purtroppo sbaglio' i calcoli e -ZAC- il treno gli trancio' di netto la testa. Morale: come perdere la testa per un triangolino di pelo nero.

19.  L'Imperatore Giap chiama al suo cospetto i suoi tre valenti Samurai Tutiro, Tutero e Tutoro: "Ho avuto notizia di tre draghi che seminano il terrore nelle lontane province dell'impero. Voglio che vi rechiate sul posto per ucciderli ". I tre samurai prendono congedo e si consultano per stabilire la strategia da adottare. Decidono di recarsi individualmente a nord, ovest e sud, affrontare i draghi per poi ritrovarsi di li' ad un mese. Passa il tempo e finalmente, sul finire del mese le carovane di Tutiro e Tutero si incontrano. Hanno sconfitto i relativi draghi e festeggiano con grande gioia l'avventura che li ha visti valorosi protagonisti. Rendendosi conto dell'assenza del loro compagno, decidono di andargli incontro e si incamminano verso sud. Ad un tratto scorgono, di la' da una bassa collina, un bagliore sfolgorante... "Sara' Tutoro che festeggia, presto, raggiungiamolo!". Entrano in una piccola valle in cui vi e' al centro una statua di cristallo che brilla... La morale: Non e' Tutoro quello che luccica!

20.  In un convento della Grecia ci sono 3 Pope: Rino, Rano e Runo. Un giorno Rino viene brutalmente ucciso, arriva la polizia ed il commissario dice senza alcun dubbio: "E' stato Rano". Morale: come ha fatto il commissario? perchŽ un Pope Runo non fa male a nessuno.

21.  Il diavolo ha deciso di mettersi in societa' con il Sig. Manon, grande produttore di coperchi. MORALE: il diavolo fa le pentole, Manon i coperchi.

22.  Un lupo corre veloce per la strada. A un certo punto vede un palo sradicato che intralcia la sua corsa. Ci pensa un po', e poi carica il palo sulle spalle e riprende a correre. Trova qualche minuto dopo un tizio agonizzante, anche lui sdraiato sull'asfalto. Il lupo ci pensa un poco, carica anche il tizio sulle spalle e riprende la sua corsa pazza. Dopo qualche chilometro il lupo inciampa; dalla sua schiena scivola il palo, ma il lupo non se ne accorge e continua la sua corsa. Morale: il lupo perde il palo, ma non il tizio.

23.  Una mucca e' fortemente fissata che l'unica erba che puo' mangiare deve essere coloratissima. Un giorno vede un piccolo gatto che stranamente bruca un mucchietto d'erba datogli dal padroncino; allora lo va a scacciare e poi gli ruba l'erba. Morale: l'erba del MICINO e' sempre piu' verde!

24.  "Mamma, mamma, ho fame". "Apri il frigo, ci sono due mele". Il bambino apre il frigo e trovandoci una sola mela, tira questa morale: "Di', mamma, ce n'e' una sola!"

25.  C'era una bambina che non vedeva tanto, ed un giorno passeggiando con sua madre in un prato, vide un camper e scambiatolo per un cavallo disse alla madre: "mamma mamma guarda un cavallo". "Ma no piccina mia" rispose la madre "quello e' un camper non un cavallo". La bambina divento' adolescente, ed un giorno passeggiando con il suo ragazzo sempre nello stesso prato, vide sempre lo stesso camper e disse al ragazzo : "guarda un cavallo". "Ma no " rispose il ragazzo  "quello e' un camper non un cavallo". L'orba si sposo' , ed un giorno passeggiando con il marito sempre nello stesso prato, vide il camper  e disse al marito: "guarda caro, un cavallo". "Ma no amore mio" rispose il marito "quello e' un camper non un cavallo". L'orba ebbe un bambino, ed un giorno passeggiando col figlio sempre nello stesso prato, rivide lo stesso  camper, e disse al bambino: "guarda tesoro, un cavallo". "Ma no mamma", rispose il figlio, "quello e' un camper non un cavallo". Il figlio divento' grande, si sposo' ed l'orba ebbe un nipote. Un giorno passeggiando col nipote sempre nello stesso prato, vide il camper, e disse al bambino: "guarda , un cavallo". "Ma no nonna", rispose il nipote, "quello e' un camper non un cavallo". Morale della favola: Campa camper che l'orba cresce.

26.  Un coniglio se ne va in giro tutto contento per il prato, perchŽ sta per finire la sua tesi di laurea. A un certo punto incontra un lupo, che ovviamente vuole mangiarselo. Il coniglio almeno vuole laurearsi prima di morire, quindi dice al lupo: "Vieni nella mia tana, ti faro' leggere la mia tesi; se non sei d'accordo mi mangerai !". "Ma qual e' il titolo della tua tesi ?". "La Superiorita' dei Conigli su Lupi e Volpi !". Il lupo, sentito il titolo, decide di accettare. Entra nella tana del coniglio e non ne esce piu'. Il giorno dopo una volpe passa vicino alla tana  del coniglio, che si sta preparando per il giorno della laurea, e ovviamente comincia a rincorrerlo per mangiarselo. Il coniglio le chiede di leggere la sua tesi prima di mangiarlo e, una volta sentito il titolo, anche la volpe accetta ed entra nella tana del coniglio. Anche la volpe non ne esce. Il coniglio il giorno della laurea esce dalla tana in ghingheri e incontra un suo amico, che gli chiede il titolo della sua tesi. Il coniglietto gli risponde fiero: "La Superiorita' dei Conigli su Lupi e Volpi !!". "Ma non mi pare possa funzionare...". "Seguimi nella mia tana e ti spieghero' tutto !!". L'amico segue il coniglio nella tana e si ritrova davanti a un mucchietto di ossa di volpe, un mucchietto di ossa di lupo e, in fondo allo studio, vicino al computer con il mano le varie copie della tesi, un grosso leone. MORALE: Non importa il titolo della tesi, cio' che conta e' CHI e' il tuo relatore !!

27.  Nonostante fosse piena di piaghe purulente ando' a trovare il figlio di sua sorella all'ospedale. Quando lui la bacio' senti' il sapore del pus, ma gli piacque. Morale: Di buone infezioni e' lastricata la zia dell' infermo.

28.  Imprenditore investe tutto in mais. Dicono sia l'affare del millennio. Fallisce. Il socio investe tutto in tordi. Dicono sia l'affare del millennio. Soldi a palate. Morale della favola... meglio tordi che mais!!!

29.  Un coniglio, camminando nella foresta, vede un corvo appollaiato su un ramo a non fare nulla. Si avvicina e gli fa: "E' divertente stare seduti senza far niente?". "Certo", risponde il corvo, "prova anche tu". E cosi' il coniglio si mette a sedere sotto lo stesso albero. Improvvisamente, sopraggiunge una volpe e, senza pensarci un attimo, mangia il coniglio. Morale: Per stare tutto il giorno seduti senza fare un cazzo, bisogna essere seduti molto, ma molto in alto.

30.  Un giorno il Diavolo si sveglia tutto incazzato dicendosi "Basta, delle puttane non ce la faccio piu', tutte a me le devono mandare!!! Voglio una vergine". Allora scende sulla terra a cercarsi una vergine. Va di qua, va di la', ma vergini non ce ne stanno. Gira tutto il mondo ma niente. Arrivato in Sicilia, in un paesino in alta montagna chiede a una vecchia: "Signora, sa se ci sta qualche ragazza vergine in questo paese?". "Vedete questa casa bianca? La' dentro ci sta una vergine". Allora il diavolo si avvicina piano piano, prende la vergine e se la porta via. MORALE della storia? Ragazze fottete, se no andate al diavolo.

31.  LA CACCA

Era d'inverno, le strade eran gelate,
bufere, vento, neve e grandinate:
su un albero dal freddo intirizzito
un passerotto a morte era sfinito.

Passo' una vacca giusto quel momento
e sotto l'albero lascio' bell'escremento
fetido, puzzolente e un po' spugnoso:
solo le vacche sanno far quel coso!

E l'uccellin dalla fatica oppresso
perse le forze e si infilo' in quel cesso,
la cacca calda mettendosi a scartare
a guisa proprio di chi vuol nuotare.

Ma stando intanto dentro quel tepore
al passerotto ritorn˜ l'ardore,
riprese forza, comincio' a cantare
col miglior verso che sapeva fare.

Passo' una volpe agile ed astuta.
Vide la scena e venne muta muta
finche' arrivata al picciol canterino
apri' la bocca e fece uno spuntino.

Se questa storia sembra un inusuale
sappiate che contiene una morale
che vi conviene di tenere a mente
finche' dovrete viver tra la gente.

La storia insegna che talvolta avviene
che chi ti caca addosso fa il tuo bene,
e chi poi dalla cacca ti estrae fuori
ti fa tal danno che dopo tu te ne muori.

Comunque sia prendi questo consiglio
(e te lo do come da padre a figlio):
se nella cacca stai, non ti agitare
e soprattutto non metterti a cantare!

32.  Un tacchino selvatico chiacchierava con un toro: "Mi piacerebbe tanto arrivare in cima a quell'albero, ma non ho la forza. Gli rispose il toro: "Beh, perchŽ non mangi un po' della mia merda:  piena di roba nutritiva". Il tacchino becchetto' un po' di merda e scopri' che di fatto gli aveva dato forza sufficiente per arrivare al primo ramo dell'albero. Il giorno dopo, mangiando un altro po' di merda, arriv˜ al secondo ramo. Dopo un paio di settimane, il tacchino era fieramente appollaiato sulla cima dell'albero. Ma fu subito visto da un cacciatore che lo abbatte'. MORALE: MANGIANDO MERDA PUOI ARRIVARE IN CIMA, MA NON E' DETTO CHE CI RESTI.

33.  C'era una volta una bambina che portava sempre in testa un cappuccetto rosso e perci˜ tutti la chiamavano "Cappuccetto Rosso". La nonna del Cappuccetto Rosso era malata e cos“ la mamma mise in un cestino un po' di pizza rustica, un po' di danubio (la nonna ne andava pazza), una salsiccia bella grande (si sarebbe ammalata di colesterolo la povera signora come se non le bastasse di avere una figlia che l'aveva abbandonata nell'altra parte del mondo), una bella mozzarella di bufala e un po' di parmiggiana e disse al Cappuccetto Rosso: "Dai, Cappuccetto Rosso, porta questo cestino dalla nonna malata. Per˜ va dalla strada comunale e non dal bosco perchŽ potresti incontrare il lupo cattivo" (era il mio bisnonno, io ancora non ero nato e per chi frequenta il ng da poco il mio nick in greco significa "lupo cattivo"). "Non ti preoccupare mamma, vado dalla strada comunale. Il Cappuccetto Rosso per˜ disobbed“. Pens˜ "se vado dal bosco potr˜ raccogliere dei fiori che piaciono tanto alla mia nonna". Cos“ prese il sentiero del bosco. Mentre stava andando vide un prato pieno di margherite. Allora pens˜ "a mia nonna piacciono tanto le margherite". Cos“ tagli˜ tutte le margherite, poi scelse le migliori, perchŽ non tutte c'entravano nel cestino e poi prosegu“ la sua strada. Dopo un po' vide una collina il cui pendio era pieno di crisantemi. Allora pens˜ "i crisantemi piacciono tanto alla nonna. Pi delle margherite". Allora butt˜ via le margherite, perchŽ non tutto c'entrava nel cestino (ma cos“ piccolo doveva essere quel cestino, e che cavolo non poteva scegliere uno pi grande la mamma di Cappuccetto Rosso! spero che i miei figli non mi trattino in questo modo quando sar˜ vecchio altrimenti non racconter˜ ai miei nipotini manco una barzelletta), tagli˜ tutti i crisantemi poi scelse i migliori, perchŽ non tutto c'entrava nel cestino e prosegu“ la sua strada. Dopo un po' vide una valle piena di rose. "Madonna mia", pens˜ "le rose piacciono molto a mia nonna, addirittura pi dei crisantemi". Allora butt˜ via i crisantemi, tagli˜ tutte le rose, poi scelse quelle migliori e prosegu“ la sua strada. Dopo un po' vide centinaia di albicocchi. "Beh, pens˜, a mia nonna piacono tanto le albicocche e penso che le preferirˆ alle rose". Allora tagli˜ tutte le albicocche, scelse quelle migliori e prosegu“ la sua strada. Per sua sfortuna si presento' il lupo cattivo (era ora!). "Ciao, Cappuccetto Rosso, senti per non farla lunga. Hai due possibilitˆ, o ti fotto o ti mangio. Tocca a te la scelta". "Senti, lupo cattivo, fammi andare che devo portare il cestino dalla mia nonna". "La favola l'ho sentita giˆ altre volte e non aspetterai, credo, che io andr˜ a mangiare prima la tua nonna e poi te perchŽ so giˆ come andrˆ a finire. Quindi per non perdere altro tempo decidi subito, o ti fotto, o ti mangio. Dai sbrigati non hai molto tempo". Allora il Cappuccetto Rosso pens˜ "se mi mangia non potr˜ pi portare il cestino dalla nonna". "Ho deciso, fottimi". Allora il lupo cattivo fece una bella scopata al Cappuccetto Rosso che le piacque cos“ tanto e allora le chiese di farglielo ancora, e poi voleva ancora e ancora e ancora e il povero lupo era anziano e il suo cuore lo trad“ e lasci˜ il suo ultimo respiro tra le dolci braccia del Cappuccetto Rosso. Qual  la morale della favola? Le puttane di donne distruggono sia la flora sia la fauna.

34.  Un giorno, il giovane re Art fu catturato ed imprigionato dal sovrano di un regno vicino. Mosso a compassione dalla gioia di vivere del giovane, piuttosto che ucciderlo, il sovrano gli offr“ la libertˆ, a patto che rispondesse ad un quesito molto difficile: "Cosa vogliono veramente le donne?". Art avrebbe avuto a disposizione un anno, trascorso il quale, nel caso in cui non avesse trovato una risposta, sarebbe stato ucciso. Un quesito simile avrebbe sicuramente lasciato perplesso anche il pi saggio fra gli uomini e sembr˜ al giovane Art una sfida impossibile, tuttavia, avendo come unica alternativa la morte, Art accett˜ la proposta, e fece ritorno al suo regno. Ivi giunto, inizi˜ a interrogare chiunque: la principessa, le prostitute, i sacerdoti, i saggi, le damigelle di corte e via dicendo, ma nessuno seppe dargli una risposta soddisfacente. Ci˜ che la maggior parte della gente gli suggeriva era di consultare una vecchia strega, poichŽ solo lei avrebbe potuto fornire la risposta, ma a caro prezzo, dato che la strega era famosa in tutto il regno per gli esorbitanti compensi che chiedeva per i suoi consulti. Il tempo pass˜... e giunse l'ultimo giorno dell'anno prestabilito, cos“ che Art non ebbe altra scelta che andare a parlare con la vecchia strega, che accett˜ di rispondere alla domanda, solo a patto di ottenere la mano di Gawain, il pi nobile dei Cavalieri della Tavola Rotonda, nonchŽ migliore amico di Art! Il giovane Art prov˜ orrore a quella prospettiva... la strega aveva una gobba ad uncino, era orrenda, aveva un solo dente, puzzava di acqua di fogna e spesso faceva anche dei rumori osceni! Non aveva mai incontrato una creatura tanto ripugnante. Perci˜ si rifiut˜ di accettare di pagare quel prezzo e condannare l'amico a sobbarcarsi un fardello simile! Gawain, venuto al corrente della proposta, volle parlare ad Art dicendogli che nessun sacrificio era troppo grande per salvare la vita del suo re e la tavola rotonda, e che quindi avrebbe accettato di sposare la strega di buon grado. Il loro matrimonio fu pertanto proclamato, e la strega finalmente rispose alla domanda: ci˜ che una donna vuole veramente  essere padrona della propria vita. Tutti concordarono sul fatto che dalla bocca della strega era uscita senz'altro una grande veritˆ e che sicuramente la vita di Art sarebbe stata risparmiata. Infatti il sovrano del regno vicino risparmi˜ la vita ad Art, e gli garant“ piena libertˆ.
Ma che matrimonio avrebbero avuto Gawain e la strega?
Art si sentiva lacerato fra sollievo ed angoscia, mentre Gawain si comportava come sempre, gentile e cortese. La strega al contrario esib“ le peggiori maniere... mangiava con le mani, ruttava e petava, mettendo tutti a disagio. La prima notte di nozze era vicina, e Gawain si preparava a trascorrere una nottata orribile, ma alla fine prese il coraggio a due mani, ed entr˜ nella camera da letto e... che razza di vista lo attendeva! Dinnanzi a lui, discinta sul talamo nuziale, giaceva semplicemente la pi bella donna che avesse mai visto! Gawain rimase allibito, e non appena ritrov˜ l'uso della parola (il chŽ accadde dopo diversi minuti), chiese alla strega cosa le fosse accaduto. La strega rispose che era stato talmente galante con lei quando si trovava nella sua forma repellente che aveva deciso di mostrarglisi nel suo altro aspetto, e che per la metˆ del tempo sarebbe rimasta cos“, mentre per l'altra metˆ sarebbe tornata la vecchiaccia orribile di prima. A questo punto la strega chiese a Gawain quale dei due aspetti avrebbe voluto che ella assumesse di giorno, e quale di notte. Che scelta crudele! Gawain inizi˜ a pensare all'alternativa che gli si prospettava: una donna meravigliosa al suo fianco durante il giorno, quando era con i suoi amici, ed una stregaccia orripilante la notte? O forse la compagnia della stregaccia di giorno e una fanciulla incantevole di notte con cui dividere i momenti di intimitˆ? Voi cosa avreste fatto? La scelta di Gawain  distante solo un paio di righe... ma non leggete, finchŽ non avrete fatto la vostra scelta!
Il nobile Gawain disse alla strega che avrebbe lasciato a lei la possibilitˆ di decidere per se stessa. Sentendo ci˜, la strega gli sorrise, e gli annunci˜ che sarebbe rimasta bellissima per tutto il tempo, proprio perchŽ Gawain l'aveva rispettata, e l'aveva lasciata essere padrona di se stessa!
La morale di questa storia? Non importa se la tua donna  bella o brutta, se  intelligente o stupida... in fondo in fondo  sempre una strega!!!

35.  Germania, un tizio avverte la teutonica signora : "Frau, non sederti su quella fragile panca!". Lei:  "Ma io non pesare molto". Lui: "Frau, non sederti che puoi cadere". Lei: "Io sedermi lo stesso, ja!". E la donna si siede. La panca si spezza e la donna si ritrova in terra prendendo una bella botta e lamentandosi. Morale: Panca-rotta frau-dolente.

36.  Un cavallo e un'oca giocavano in una prateria. Improvvisamente il cavallo cade in una pozzanghera melmosa. Non riuscendo a tirarsi fuori da solo, chiede aiuto all'oca. Allora l'oca va a cercare il contadino, ma non lo trova. Decide quindi di prendere la BMW del contadino. La guida fino alla pozzanghera, attacca una corda al paraurti e lancia la corda al suo amichetto cavallo. Mette la retromarcia e trascina il cavallo in salvo. Qualche giorno pi tardi, l'oca e il cavallo giocano nuovamente nel prato e questa volta  l'oca a cadere nella pozzanghera. Questa chiede aiuto al suo compagno di gioco dicendogli di andare a chiamare il contadino. Al che il cavallo esordisce con un sorriso: "Non c'e' bisogno, ci penso io!". Stira in tutta la sua lunghezza il suo pene e dice: "Aggrappati che ti tiro fuori". L'oca ubbidisce e si tira fuori sana e salva. MORALE DELLA STORIA: se sei dotato come un cavallo non hai bisogno di una BMW per rimorchiare un' oca.

37.  C'era una volta una nave con 500 passeggeri (personale compreso) che fece naufragio e tutti i passeggeri trovarono rifugio in unÕisola deserta nella quale abitava il fantasma con la Honda nera. La sera stessa si present˜ il fantasma e disse: "Sono il fantasma nero, con i capelli neri, con la testa nera, con gli occhi neri, con le sovracciglie nere, con il naso nero, con la bocca nera, con le guance nere, con i denti neri, con la lingua nera, con il palato nero, con le labbra nere, con il mento nero, con la barba nera, con il collo nero, con la nuca nera, con il petto nero, con il dorso nero, con le spalle nere, con la pancia nera, con il cazzo nero, con il culo nero, con le gambe nere, con i piedi neri, con le unghie nere, con le braccia nere, con le mani nere, con il cappello nero, con la biancheria intima nera, con i calzini neri, con i pantaloni neri, con la camicia nera, con la maglia nera, con il cappotto nero, con le scarpe nere, con la casa nera, con i muri neri, con il salone nero, con la camera da letto nera, con il bagno nero, con la cucina nera, con il corridoio nero, con il letto nero, con le lenzuola nere, con le coperte nere, con il comodino nero, con lo specchio nero, con la Honda nera. Oggi mangio i primi 100 di voi". Cos“ ne rimasero 400. La sera dopo il fantasma con la Honda nera si present˜ di nuovo davanti a loro e disse: "Sono il fantasma nero, con i capelli neri, con la testa nera, con gli occhi neri, con le sovracciglie nere, con il naso nero, con la bocca nera, con le guance nere, con i denti neri, con la lingua nera, con il palato nero, con le labbra nere, con il mento nero, con la barba nera, con il collo nero, con la nuca nera, con il petto nero, con il dorso nero, con le spalle nere, con la pancia nera, con il cazzo nero, con il culo nero, con le gambe nere, con i piedi neri, con le unghie nere, con le braccia nere, con le mani nere, con il cappello nero, con la biancheria intima nera, con i calzini neri, con i pantaloni neri, con la camicia nera, con la maglia nera, con il cappotto nero, con le scarpe nere, con la casa nera, con i muri neri, con il salone nero, con la camera da letto nera, con il bagno nero, con la cucina nera, con il corridoio nero, con il letto nero, con le lenzuola nere, con le coperte nere, con il comodino nero, con lo specchio nero, con la Honda nera. Oggi ne mangio altri 100". Cos“ ne rimasero 300. La sera dopo il fantasma con la Honda nera si present˜ di nuovo davanti a loro e disse: "Sono il fantasma nero, con i capelli neri, con la testa nera, con gli occhi neri, con le sovracciglie nere, con il naso nero, con la bocca nera, con le guance nere, con i denti neri, con la lingua nera, con il palato nero, con le labbra nere, con il mento nero, con la barba nera, con il collo nero, con la nuca nera, con il petto nero, con il dorso nero, con le spalle nere, con la pancia nera, con il cazzo nero, con il culo nero, con le gambe nere con i piedi neri, con le unghie nere, con le braccia nere, con le mani nere, con il cappello nero, con la biancheria intima nera, con i calzini neri, con i pantaloni neri, con la camicia nera, con la maglia nera, con il cappotto nero, con le scarpe nere, con la casa nera, con i muri neri, con il salone nero, con la camera da letto nera, con il bagno nero, con la cucina nera, con il corridoio nero, con il letto nero, con le lenzuola nere, con le coperte nere, con il comodino nero, con lo specchio nero, con la Honda nera. Oggi ne mangio altri 100". Cos“ ne rimasero 200. La sera dopo il fantasma con la Honda nera si present˜ di nuovo davanti a loro e disse: "Sono il fantasma nero, con i capelli neri, con la testa nera, con gli occhi neri, con le sovracciglie nere, con il naso nero, con la bocca nera, con le guance nere, con i denti neri, con la lingua nera, con il palato nero, con le labbra nere, con il mento nero, con la barba nera, con il collo nero, con la nuca nera, con il petto nero, con il dorso nero, con le spalle nere, con la pancia nera, con il cazzo nero, con il culo nero, con le gambe nere con i piedi neri, con le unghie nere con le braccia nere, con le mani nere, con il cappello nero, con la biancheria intima nera, con i calzini neri, con i pantaloni neri, con la camicia nera, con la maglia nera, con il cappotto nero, con le scarpe nere, con la casa nera, con i muri neri, con il salone nero, con la camera da letto nera, con il bagno nero, con la cucina nera, con il corridoio nero, con il letto nero, con le lenzuola nere, con le coperte nere, con il comodino nero, con lo specchio nero, con la Honda nera. Oggi ne mangio altri 100". Cos“ ne rimasero 100. La sera dopo il fantasma con la Honda nera si present˜ di nuovo davanti a loro e disse: "Sono il fantasma nero, con i capelli neri, con la testa nera, con gli occhi neri, con le sovracciglie nere, con il naso nero, con la bocca nera, con le guance nere, con i denti neri, con la lingua nera, con il palato nero, con le labbra nere, con il mento nero, con la barba nera, con il collo nero, con la nuca nera, con il petto nero, con il dorso nero, con le spalle nere, con la pancia nera, con il cazzo nero, con il culo nero, con le gambe nere, con i piedi neri, con le unghie nere, con le braccia nere, con le mani nere, con il cappello nero, con la biancheria intima nera, con i calzini neri, con i pantaloni neri, con la camicia nera, con la maglia nera, con il capotto nero, con le scarpe nere, con la casa nera, con i muri neri, con il salone nero, con la camera da letto nera, con il bagno nero, con la cucina nera, con i corridoio nero, con il letto nero, con le lenzuola nere, con le coperte nere, con il comodino nero, con lo specchio nero, con la Honda nera. Oggi ne mangio altri 50". Cos“ ne rimasero 50. La sera dopo il fantasma con la Honda nera si present˜ di nuovo davanti a loro e disse: "Sono il fantasma nero, con i capelli neri, con la testa nera, con gli occhi neri, con le sovracciglie nere, con il naso nero, con la bocca nera, con le guance nere, con i denti neri, con la lingua nera, con il palato nero, con le labbra nere, con il mento nero, con la barba nera, con il collo nero, con la nuca nera, con il petto nero, con il dorso nero, con le spalle nere, con la pancia nera, con il cazzo nero, con il culo nero, con le gambe nere, con i piedi neri, con le unghie nere, con le braccia nere, con le mani nere, con il cappello nero, con la biancheria intima nera, con i calzini neri, con i pantaloni neri, con la camicia nera, con la maglia nera, con il cappotto nero, con le scarpe nere, con la casa nera, con i muri neri, con il salone nero, con la camera da letto nera, con il bagno nero, con la cucina nera, con il corridoio nero, con il letto nero, con le lenzuola nere, con le coperte nere, con il comodino nero, con lo specchio nero, con la Honda nera. Oggi ne mangio altri 49". Cos“ ne rimase solo uno, il Capitano. Il giorno dopo il Capitano era disperato. Sapeva che era arrivata la sua ora. Cos“ decise di fare una camminata nell'isola per vedere il mondo per l'ultima volta. Mentre camminava trov˜ una moto Kawasaki piena di benzina. "Forse  la mia ultima speranza" pens˜. Cos“ ci sal“ sopra e si mise a correre. Il fantasma con la Honda nera lo insegu“, lo prese e se lo mangi˜. Morale della favola? La Honda  pi veloce della Kawasaki.

38.  Un'insegnante assegna agli alunni della sua classe quinta elementare un compito: farsi raccontare dai loro genitori una storia da cui si possa ricavare una morale. Il giorno seguente ogni bambino comincia a raccontare la propria.
Ashley racconta: "Mio padre e' un contadino e possiede molte galline che fanno le uova. Un giorno, abbiamo raccolto tutte le uova in un cesto e siamo andati con il camioncino al mercato per venderle. Ad un certo punto, siamo transitati sopra una grossa buca e per il contraccolpo, il cesto si e' rovesciato e tutte le uova si sono rotte". "E qual e' la morale di questa storia?" chiede l'insegnante. "Non devi mai mettere tutte le uova in un cesto!". "Molto bene," dice l'insegnante.
Una bambina di nome Sarah, comincia il suo racconto: "Anche i miei genitori sono contadini ed allevano polli per venderli al mercato. Un giorno, avevamo una dozzina di uova da cui pero', sono nati solamente otto pulcini vivi, la morale di questa storia e': non contare mai i polli prima ancora che siano nati". "Questa e' un'ottima storia" ha sorriso l'insegnante.
"Michael, hai una storia da raccontare?" chiede l'insegnante, "Si'", risponde Michael, "Il mio papa' mi ha narrato una storia che riguarda mio Zio Carl." "Zio Carl, era un pilota di aviazione durante la guerra del golfo e un giorno durante un volo, il suo aereo e' stato colpito. Aveva con se' solamente una bottiglia di whisky, una mitragliatrice ed un machete. Mentre l'aereo stava planando si e' bevuto tutta la bottiglia di whisky, poi con un'abile manovra e' riuscito ad atterrare proprio nel mezzo dei nemici travolgendone un centinaio. Poi con la mitragliatrice ne ha uccisi una settantina finche' non ha finito le pallottole. Poi con il machete, ne ha uccisi piu' di venti fino a che la lama non si e' spezzata. E per finire ne ha uccisi dieci solamente con le mani nude!". "Buon Dio," esclama l'insegnante inorridito, "Quale genere di morale, ha voluto insegnarti tuo padre raccontando questa storia orribile?". "Che dovete stare fottutamente lontani da Zio Carl, quando ha bevuto!!!"

39.  Due amiche il giorno dopo una serata in discoteca: "Ciao, ieri ho preso due Martini, e oggi non ti dico come ho lo stomaco". E l'altra ribatte: "Ma va': io invece ho preso due negroni e oggi mi brucia ancora il culo!". Morale: Le dimensioni contano, ECCOME!

40.  Un signore sui 40 anni vive in una villa di 2 piani tutto da solo perchŽ  scapolo. E' domenica,  il suo giorno di riposo,  primo pomeriggio e decide di fare un bel pisolino, per riposarsi dalla stressante settimana di lavoro! Dopo circa un'ora di sonno suona improvvisamente il campanello! L'uomo si sveglia di soprassalto e scende i 2 piani della villa per andar ad aprire la porta. Apre la porta e si trova un uomo della sua etˆ che lo guarda con aria commossa e lo abbraccia. L'uomo stupito gli chiede chi  e l'altro risponde: "Ma come Giovanni, non mi riconosci? Sono Pasquale, il tuo compagno di classe in terza media!!!!". L'uomo ci pensa un po', lo guarda bene, e poi finalmente: "E' vero!!!! Accidenti, non ti avevo riconosciuto, ma come sei cambiato, e come hai fatto a trovarmi?". L'altro: "Beh,  stato proprio un caso, passavo di qui e ho letto il tuo nome sulla targhetta, non potevo crederci!!!". Giovanni lo fa entrare e iniziano a parlare dei vecchi tempi, poi gli chiede se vuole bere e l'altro dice di si': "Ho solo coca cola e pepsi, che preferisci?". "Coca cola, grazie". Cos“ Giovanni prende e va in cucina, che per˜  all'ultimo piano della villa, prende la Coca cola e la porta al suo vecchio amico di scuola e poi iniziano a parlare dei vecchi tempi, del pi e del meno del per e del diviso, insomma stan tutto il tempo a parlar di matematica. Dopo un po' l'amico dice che deve andare perchŽ ha un appuntamento, cos“ i due si salutano e promettono di rivedersi. Allora Giovanni prende, rifˆ le scale e se ne ritorna a letto! Dopo neanche 15 minuti, suona di nuovo il campanello e lui si risveglia di colpo! Tutto intontito corre gi a vedere chi , rifacendosi i due piani della villa a piedi. Apre la porta e si trova una donna di circa 40 anni con aria stupita che lo fissa e che improvvisamente lo abbraccia. Lui stupefatto le chiede chi  e lei: "Ma comez, non mi riconosciz? sono Antonellaz!!!". E lui: "Ah ora ricordo, la compagna di classe della prima fila, quella che metteva sempre le zeta alla fine delle parole". E lei: "Esattoz, sono ioz!!!! Come ti va la vitaz?". I due iniziano a parlare della scuola e ovviamente Giovanni le chiede se vuole da bere: "Pepsi o Coca cola?". E la donna: "Coca colaz, grazie. Ah, ovviamente ti starai chiedendoz come ti ho trovatoz,  che io nella vita faccio la magaz e stanotte ti ho sognatoz, cos“ ho seguito il mio sognoz e son giunta fin quiz". Giovanni incredulo va a prendere la Coca cola al secondo piano della sua villa e mentre sale le scale pensa che lei  sempre stata un po' svitataz!
Quando Giovanni torna gi, i due iniziano a parlare dei vecchi tempi, di come si divertivano in classe assieme (tra l'altro Giovanni 'sta qui se l'era pure fattaz). Dopo un po' anche Antonellaz decide di andarsene perchŽ deve andare ad un appuntamento con una sua discepola. L'uomo allora rifˆ le scale e torna a letto e crolla dopo un minuto nel sonno piu' profondo. Dopo pochi minuti di sonno... il campanello! Giovanni si risveglia ed iniziano a girargli un i maroni: "Chimminchia  adesso?" esclama infastidito. Solita scalinata, apre la porta e abbraccia automaticamente l'uomo che si trova davanti! Dopo l'abbraccio esclama, sotto gli occhi sbalorditi dell'uomo: "Fammi indovinare, tu sei, tu sei... il postino (che figura di merda)". Chiarito l'equivoco e per farsi perdonare Giovanni, invita l'uomo ad entrare e questo, un po' culattone, accetta. Iniziano a parlare di scemate varie sul quartiere e Giovanni gli offre da bere: "Coca cola o pepsi?". Il postino: "Mah Pepsi, va!". Giovanni fa le scale, un po' stanco dopo tutte le volte che le ha fatte quel giorno. Cos“ prende la peps“ e torna gi, parla un po' col postino; poi questi se ne torna al suo lavoro e i due promettono di scriversi, cos“ il postino, un po' spilorcio, avrebbe risparmiato sul francobollo! Giovanni torna a letto e indovinate che fa? Dorme no? Ma solo per 5 minuti, perchŽ il suo campanello riprende a suonare! "Sta volta chi sarˆ mai?" eclama ormai poco stupito Giuan! Scale, porta, abbraccio! "So' Francesco, il tuo compagno di classe che stava all'ultimo banco, ricordi? Quello un po' teppistello!" esclama l'individuo. "Ah si', ora ricordo, entra, entra, saltiamo i convenevoli, Pepsi o Coca cola?" dice giuan. "Coca cola ecchiaroooo". Giovanni va sulle scale, prende la coca e torna gi. Iniziano a parlare dei vecchi tempi, Francesco era l'ultimo della classe, un vero teppistello, che tra l'altro si era fatto pure la maestra! Francesco gli dice che ora e' ricco perchŽ un cantante italiano di dubbia fama ha preso la sua storia per fare una canzone contro la scuola ed e' diventato famoso con solo quella canzonaccia, pagando un sacco di diritti a lui ("buon giorno buon giorno io sono francesco..."). Inutile dire che Francesco era rimasto lo stesso pirla di tanti anni fa! Dopo un paio di chiacchere e dopo essersi scolato tutta la sua coca cola, Francy saluta Gi˜ e gli dice che deve andare a fare uno scherzo ad un amico. Per˜ prima di andarsene Giovanni gli dice: "Aspetta nu mument! ma come moccola mi hai trovato? che vi siete messi d'accordo con gli altri ex compagni, confessa?". E Francesco: "Ma va la', non li sento piu' quei secchioni,  stato un caso, stavo suonando alla tua porta per poi scappare come faccio con tutti i palazzi che incontro, ma poi ho visto che eri te e non son scappato, che caso!". Detto questo, francesco se ne va  giovanni si mette a dormire sul divano li al piano terra. Dorme con un occhio solo perchŽ ha un presentimento, infatti ad un certo punto sente un rumore vicino alla porta, si precipita ad aprire e dice: "Ciao Mario pepsi o coca cola?!". L'uomo stupefatto esclama "ostrega, ma come acciderbolina hai fatto a sapere che stavo per suonare, a riconoscermi subito e a capire che avevo sete?". Giovanni lo guarda, lo abbraccia e lo fa entrare. Una volta dentro, Giovanni gli spiega della incredibile giornata e Mario gli dice che lo ha trovato xch fa l'assicuratore e stava girando la zona alla ricerca di nuovi polli. Di fatti mario era il classico tipo che riusciva a parole a convincere chiunque, insomma un imbroglione! Mario a scuola era il vicino di banco di Giovanni erano culo e camicia. Iniziano a parlare dei vecchi tempi e di come Mario aveva preso 10 al compito di matematica, inventando una nuova formula matematica e facendosi presentare x il premio nobel (la sua formula era talmente complessa che non aveva risultati e solo lui sapeva dirla a parole).Fatto sta che Mario gli fa "ah cmq mi va bene la pepsi". Cos“ Giovanni si mette le mani in tasta e tira fuori la pepsi per Mario e gli fa: " fredda l'ho presa prima quando c'era Francesco perchŽ sapevo che sarebbe arrivato qualcun'altro". Dopo un po' che parlano, giovanni si fa vendere anche una polizza assicurativa e Mario allora decide di tornare a fregare la gente, ehm al lavoro. Giovanni siede un po' sulla sedia ad aspettare e visto che dopo mezz'ora non arriva piu' nessuno, decide di andare a letto. Torna su per le scale e si rimette a letto. Dorme tranquillo fino all'ora di cena.
FINE
MORALE:.. tre persone su cinque preferiscono la coca cola alla pepsi

41.  Un giovane lord inglese non patentato, cresciuto alla vecchia maniera ed educato alle buone (anzi, ottime) maniere, decide di recarsi in cittˆ, lasciando per un giorno il suo maniero di campagna. Arriva al paesino pi vicino in bicicletta alla mattina presto e decide di prendere un autobus. Alla stazione, per˜, vede che fino alle 5 di pomeriggio non ci son corriere. Allora chiama un Taxi. senza problemi, questo lo porta in cittˆ, ma alla fine chiede una cifra esorbitante. Il ragazzo, molto educatamente, ringrazia e se ne va. Gira un po' qua e lˆ.  su un marciapiede quando una macchina sfreccia accanto a lui e lo annaffia con l'acqua di una pozzanghera. Il ragazzo, bagnato fradicio, fa cenno con la mano che non  successo nulla di grave e continua la sua passeggiata. Quindi decide di attraversare la strada. Ma nel mentre, una bicicletta lo investe in pieno. Il lord si alza tutto ammaccato e corre a assicurarsi delle condizioni del ciclista. Questi  sta bene, ma se ne va insultando il giovane ragazzo.  ormai pomeriggio. Il giovane decide di tornare a casa. Va in stazione e cerca un treno. Ma c' sciopero! Niente treni. Il ragazzo fa spallucce e cerca qualche altra via per tornare. Alla fine (visto che mi son rotto i coglioni di scrivere) decide di tornare in taxi. Trova lo stesso tassista che l'ha accompagnato la mattina. Mentre sta per arrivare al paesino, la macchina si rompe. Allora il milord, sempre con le buone maniere che lo contraddistinguono, paga il tassista fino a quel punto e gli lascia una lauta mancia, per riparare una macchina che, secondo il milord, si  giustamente rotta. Arriva al paese ormai a notte fonda. Prende la bicicletta e si dirige verso il maniero. Ma proprio davanti al cancello, si spacca la catena e si rompe il manubrio. Il giovane lascia tutto l“ e entra in casa a piedi. L“ trova il padre, che gli chiede: "O figliolo, dove sei stato oggi?". "In cittˆ, babbo". "E com' andata?". "Bene, anche se c' stato qualche piccolo problema con treni, corriere, biciclette.... Comunque, tutto sommato, son cose che possono capitare. Non  certo colpa loro!". Morale: Il fine giustifica i mezzi (Pazqo)

42.  In un paese della remota provincia piemontese vivevano tre sorelle. La prima era spigliata, giocosa e piena di vita, la seconda era studiosa, giudiziosa, assennata e a volte decisiva, mentre la terza mangiava fave. Un giorno la prima torno' a casa dal parco dov'era stata appena sculacciata da uno sconosciuto. Volendo dividere la gioia del momento in famiglia raccont˜ tutto alle sorelle. La sorella saggia disapprov˜ l'operato della parente e la biasimo' colpendola con una bottiglia di acqua minerale di pet vuota, mentre l'altra sorella mangiava... fave. Un'altra volta la sorella studiosa torno' da scuola con un bel voto guadagnato non si sa come scatenando l'ira della sorella spigliata. Questa, un po' per inedia, un po' per invidia, prese a bastonare la sorella con un carciofo appassito mentre l'altra mangiava... fave. La sorella mangiafave, stufa dei continui battibecchi delle altre sorelle le convoc˜ in un campo di fave e disse loro: "Se non la finite di smartellarvi il cazzo a vicenda vi lascero' senza pi fave". Le due sorelle alla vista della sorella mangiafave cos“ adirata decisero di ignorarsi per il resto della restante vita e non litigarono mai (ma proprio mai) piu'. Morale della storia: Se mangi le fave non litighi in famiglia!

43.  C'era una volta una giovane gatta che sonnecchiava al sole, distesa comodamente sul bordo della fontana del villaggio. Un passero assetato, si pos˜ accanto a lei, e la gattina apr“ fiaccamente un occhio: "Hum!  Si disse...!  com' magro, non vale la pena di mangiarselo". Ed il tempo passava, e altri uccelli si posavano accanto alla micia, ma lei non se ne dava pensiero, non trovandoli mai di suo gusto. Infine, divenne affamata, e vedendo arrivare un grasso piccione si decise, e spicc˜ un salto per acchiapparlo. Era ancora un poco assonnata, a tal punto che sbagli˜ il balzo. Cos“ manc˜ il piccione e cadde dentro la fontana, dove s'inzupp˜ per bene. E sapete qual  la morale di questa storiella? Pi i preliminari sono lunghi e piu' l'uccello e' grosso, e pi la micia si bagna. (Bilbo Baggins)

44.  Allora, c' questo topolino che, allo scoccar del nuovo giorno, esce dalla tana e va a rosicchiare del formaggio trovato per terra. Dopo dieci minuti muore, con negli occhi l'immagine della luna piena che brilla in cielo. Morale della favola: "Non ti fidar di un cacio a mezzanotte, se c' la luna non ti fidar". (Lopezzone)

45.  La piccola Angela va in pizzeria con il papa' e i suoi amici. Ordinano e arriva la roba da bere: Cola per il papa' e Fanta per la bambina. La bambina e' vivace e in un attimo si mette a giocherellare con i bicchieri, li sposta, li scambia, c'intinge coltello e forchetta, eccetera. Babbo: "Angela, non giocare con il cibo". Lei si cheta un attimo, ma poi riprende. Babbo: "Angela, non giocare con il cibo". Tempo due secondi e siamo daccapo. Babbo: "Angela, ti ho detto di non giocare con il cibo". La piccola stavolta non lo sente nemmeno. Babbo (alzando il tono): "Insomma Angela, quante volte ti devo dire di non giocare con il cibo e le bevande?". Lei lo guarda stranita, al che lui s'intenerisce, prende un santino di Santa Teresa dalla tasca e glielo da'. Babbo: "Ecco, tieni, gioca con questo". Morale: Gioca con la santa e lascia stare la fanta. (Filippo 'Kirone' Zamengo)

46.  Un fattore compr˜ un cavallo da monta, un esemplare stupendo! Lo pag˜ una fortuna ma dopo un mese il cavallo si ammal˜. Cos“ il fattore disperato chiam˜ il veterinario: "Beh... il suo cavallo ha un virus, deve prendere queste medicine per 3 giorni, dopo il terzo giorno vengo a controllare. Se non si sarˆ ripreso dovremo abbatterlo!". Il porco l“ vicino ascolt˜ tutta la conversazione. Dopo il primo giorno di medicinali tutto era come prima! Il porco si avvicin˜ al cavallo e gli disse: "Forza amico, alzati!". Il secondo giorno la stessa cosa, il cavallo non reagisce. "Dai amico, alzati, altrimenti dovrai morire! - lo avvis˜ il porco. Il terzo giorno gli diedero la medicina ma... niente! Il veterinario arrivo' e disse: "Purtroppo non abbiamo scelta, dobbiamo abbatterlo perchŽ ha un virus e potrebbe contagiare gli altri cavalli!". Il porco sentendo questo, corse verso il cavallo per avvisarlo: "Daje vecchio mio, il veterinario  arrivato, forza, ora o mai pi! Alzati subito, dai!!!". Subito il cavallo diede un sussulto, si alz˜ e cominci˜ a correre! "Miracolo!!! Dobbiamo festeggiare" grid˜ il fattore. "Facciamo una festa! AMMAZZA IL PORCO!". Morale della storia: "Fatti sempre i cazzi tuoi!".

47.  Una vecchietta, una sera sente bussare alla finestra, va ad aprire e si ritrova davanti un mostro orribile con tre occhi e sei braccia e con un uovo in mano, che le dice "Ciao sono Malit, sono venuto a cuocere un uovo". La vecchietta lo fa entrare, lui si cucina l'uovo e se ne va. La sera successiva viene un altro mostro, con sei occhi e nove braccia e sempre con un uovo in mano, che le dice "Ciao sono Malit, sono venuto a cuocere un uovo". La vecchietta lo fa entrare, lui si cucina l'uovo e se ne va. Questa storia va avanti per un mese, ogni sera un mostro diverso, con un uovo in mano che dice "Ciao sono Malit, sono venuto a cuocere un uovo", fino a quando una sera la vecchietta sente bussare alla finestra apre e un altro mostro che le dice "Ciao sono Malit e sono venuto per ucciderti!" e con un gesto la uccide. MORALE: Non tutti i Malit vengono per cuocere.

48.  Un coniglio, una lepre ed un fagiano devono attraversare una foresta piena di cacciatori. I tre decidono di provarci uno alla volta, per primo il coniglio: "Vedrete, ci penso io, sono famoso per i miei scatti repentini con buttate a terra!". Il coniglio parte, fa uno scatto e si butta subito a terra per ripararsi da eventuali proiettili, ma nell'istante in cui si butta, un cacciatore che era nascosto su un albero salta gi e lo prende. Allora la lepre dice: "Che stupido, questo un lavoro per chi  dotato di una grande velocitˆ, bisogna correre velocissimi senza mai fermarsi, solo cos“ si riuscirˆ ad attraversare la foresta!". Detto questo, la lepre parte in una corsa sfrenata, senza mai fermarsi corre velocissima per la foresta, facendo zig zag tra un albero ed un altro. Ma mentre sta per arrivare alla fine, la lepre finisce in una buca scavata dai cacciatori e viene catturata. Cos“ decide di provarci il fagiano, inizia a camminare verso la foresta, piano piano, un passo alla volta, con molta cautela. Non facendo rumore e stando attento a dove mette i piedi, il fagiano riesce ad arrivare alla fine della foresta sano e salvo. Morale: Chi fagiano va sano e va lontano... (Scirio)

49.  Un cavallo ed una gallina passeggiano nei prati quando, senza avvedersene il cavallo scivola e cade in una pozza di fango abbastanza profonda. La gallina non sa che fare e si dispera, mentre il cavallo affonda. Allora il cavallo suggerisce alla gallina di correre alla fattoria ed avvisare che qualcuno venga con una corda ed un trattore per tirarlo fuori di l“. La gallina arriva trafelata alla fattoria, ma non trova nessuno. Disperata decide di fare da sola e prende una fune robusta ma non trovando il trattore (probabilmente nei campi) prende l'auto del fattore, una BMW nuova fiammante e torna dal cavallo. Non senza qualche difficoltˆ la gallina imbraga il cavallo, lega la fune al gancio di traino della macchina e libera il cavallo. Qualche giorno dopo l'incresciosa situazione si ripete, ma questa volta le parti si sono invertite:  la gallina che cade in una stretta pozza di fango. "Presto" dice al cavallo "vai tu a prendere la macchina e liberami!!!". "Non ti preoccupare - risponde il cavallo - la pozza  stretta... ecco, io mi metto con le zampe anteriori da un lato, le posteriori dall'altro e tu afferra il mio membro che ti tiro fuori". E cosi' avviene. MORALE: se ce l'hai come un cavallo non hai bisogno di una BMW per tirar su le pollastrelle.

50.  Alle cinque di stamattina sono entrato nel mio pollaio, ed alle sei ho scacciato i primi seccatori, due grossi lupi che tentavano d'entrare per mangiarsi le mie venti chiocce. Dopo appena un'ora ho messo in fuga altri tre lupi, che ugualmente volevano sfamarsi con le mie quindici galline. Poi alle otto ho dovuto ancora difendere le mie dieci pollastre, dall'attacco deciso di quattro lupi, e alle nove ho strenuamente lottato, da solo contro ben cinque lupi, che speravano di papparsi le mie ultime povere cinque gallinelle. Infine alle dieci sono arrivati addirittura sei lupi, tutti molto affamati, ed io gli ho permesso di entrare nel pollaio. Tanto ero stato il primo lupo ad arrivare, e le galline le avevo giˆ finite. La morale di questa storia? Il primo lupo del mattino ha il pollo in bocca! (Bilbo Baggins)

51.  Storiella stupida con morale saggia. Un giorno, nella foresta, trovai un leoncino con una spina nel piede, gliela levai e facemmo amicizia. Anni dopo lo rividi in un circo. Mi avvicinai per accarezzarlo, ma lui mi attacc˜, e se non era per il domatore sarei certo rimasto ucciso.
La morale di questa storia? "I leoni hanno una pessima memoria!". Ma forse ho sbagliato io, e quello non era il mio leone. E allora la morale diventa: "I leoni sono tutti uguali!". (Bilbo Baggins)

52.  Durante uno spettacolo in diretta TV al quale partecipano molti ospiti, un comico fa una battuta a Pippo Baudo e tutti ridono. Dopo un po' lo stesso comico prende in giro Luca Giurato e tutti ridono. Ancora qualche minuto e fa uno sketch con vittima il Colonnello Giuliacci e tutti ridono. Passano ancora pochi minuti e lo stesso comico fa una battuta a Gianfranco Vissani. Intervengono degli addetti alle scene, prendono il comico e lo buttano fuori dallo studio. Morale: Non si scherza col cuoco!!! (Brancaleone)

53.  C'era una volta un simpatico coniglietto che non sapeva nuotare. Venne il diluvio universale e le terre iniziarono a ricoprirsi d'acqua; il coniglietto spaventato inizi˜ a correre come un disperato verso l'arca per salvare la pelle. Sapeva che 1) c'era posto solo per uno e 2) c'era posto solo per una compagna che sarebbe stata con lui a trombare per ordine di dio. Con questi due pensieri in testa (il secondo in particolare) il nostro coniglietto correva e correva mentre le acque salivano velocemente. Troppo velocemente. Il coniglietto anneg˜ maledicendo un imprecisato suino, dio e quella maiala della coniglia che avrebbe copulato con un altro. La favola insegna a tutti che in punto di morte si focalizzano le questoni importanti da porci. (Felina)

54.  Rinchiuso nell'esilio dorato della sua villa in Tunisia viveva nel lusso frutto di immani ruberie sotto la protezione dei notabili locali che gli erano grati per tutti i miliardi ottenuti grazie a lui dalla cooperazione internazionale. Pensava di essere al sicuro, la giustizia degli uomini nulla avrebbe potuto contro di lui. il povero illuso dimenticava per˜ che esiste una giustizia pi importante di quella umana, la Giustizia Divina che  in grado di raggiungere tutti in ogni luogo e momento. Un brutto giorno, infatti, pass˜ improvvisamente a miglior vita. Il suo corpicione venne scoperto da Abdul, il pi fedele dei suoi 40 servi. In un primo tempo si pens˜ di bruciarlo e disperdere le ceneri nel Mediterraneo, come da espresso desiderio testamentario. Poi per˜, vuoi per le proteste degli ambientalisti che temevano un immane inquinamento, vuoi per il fatto che molti dei suoi estimatori avrebbero gradito portarsi a casa una reliquia di quel grande uomo, fu deciso diversamente. Cos“ la testa la prese chi l'ammirava per l'intelligenza, le mani le port˜ via chi apprezzava la loro abilitˆ nell'arraffare, poi ci fu chi si impadron“ del culo, chi si accontent˜ di un braccio e cos“ via. L'ultimo pezzo rimasto, un piede, fu preso da uno scassinatore convinto che gli sarebbe stato molto utile nel suo lavoro. L'amorale : DEL MAIALE NON SI BUTTA VIA NIENTE.

55.  Ivan Malik, capo cuoco presso la cucina imperiale dell'ultimo zar di tutte le Russie, si ritrov˜ in una miseria nera dopo la rivoluzione d'ottobre. Malik aveva tre figli: Vania, Nikita e Yuri. Quando ormai si stava rassegnando all'indigenza un emissario della Real Casa Savoia lo invit˜ a trasferirsi in Italia come cuoco ufficiale di corte.La famiglia Malik riunita al completo sotto il sole italiano, prese possesso di un sontuoso appartamento nella reggia di Moncalieri. Dopo alcuni giorni di ambientamento con la servit, che il Malik trov˜ molto pi allegra e simpatica di quella dello zar, giunse il momento della presentazione ufficiale alla famiglia reale. Ivan Malik, inchinandosi con deferenza davanti al re, disse : " Sire, sono venuto per occuparmi delle vostre cucine". Vania Malik, giunto il suo turno, se ne usc“ con : " Mio re, ho imparato l'arte del cuoco da mio padre e spero di non deludervi". Poi tocc˜ a Nikita Malik che promise al sovrano dolci e manicaretti da favola. Solo Yuri Malik sottoline˜ che non era arrivato dalla Russia per fare il cuoco; avrebbe preferito fare il giardiniere nelle meravigliose serre notate al suo arrivo. L'amorale : NON TUTTI I MALIK VENGONO PER CUOCERE.