Omaggio a Ennio Flaiano, giornalista, nato a Pescara nel 1910 e morto a Roma nel 1972, autore di numerosi aforismi, spesso fulminanti, raccolti in due volumi: "Autobiografia del Blu di Prussia" e "Diario degli errori".

1.     Se lei si spiega con un esempio io non ci capisco piu' niente.

2.     Il peggio che puo' capitare a un genio e' di essere compreso.   

3.     Stanco dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo lo scienziato si dedico' all'infinitamente medio.   

4.     Decise di cambiar vita, di approfittare delle ore del mattino. Si levo' alle sei, fece la doccia, si rase, si vesti', gusto' la colazione, fumo' un paio di sigarette, si mise al tavolo di lavoro e si sveglio' a mezzogiorno.   

5.     Essere pessimisti circa le cose del mondo e la vita in generale e' un pleonasmo, ossia anticipare quello che accadra'.   

6.     E' un cretino illuminato da lampi di imbecillita'.   

7.     Spesso la donna italiana e' cuoca in salotto, puttana in cucina e signora a letto.   

8.     Anche il progresso, diventato vecchio e saggio, voto' contro.   

9.     A furia di leccare, qualcosa sulla lingua rimane sempre.   

10.  I grandi amori si annunciano in un modo preciso; appena la vedi dici: 'Chi e' questa stronza?'.   

11.  L'evo moderno e' finito. Comincia il medioevo degli specialisti. Oggi anche il cretino e' specializzato.   

12.  In amore bisogna non avere scrupoli, non rispettare nessuno. Se occorre, essere capaci di andare a letto con la propria moglie.   

13.  Chi rifiuta il sogno deve masturbarsi con la realta'.   

14.  Nell'amore di gruppo c'e' almeno il vantaggio che uno puo' dormire.    (Woody Allen)

15.  Amore? Mah... forse col tempo, conoscendoci peggio.   

16.  Il sognatore e' un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole.    

17.  Gli italiani corrono sempre in aiuto al vincitore.    (Bruno Barilli)

18.  Ci lusinga di piu' il cieco favore della fortuna che il riconoscimento dei nostri meriti.   

19.  "Diavolo, vado bene di qui per l'Inferno?". "Si', sempre storto".   

20.  Nelle mie storie d'amore una volta il rimorso mi seguiva, ora mi precede.   

21.  Come tutte le mattine si alzo', si guardo' allo specchio e si vide bruttissima: ci mise un'ora a farsi brutta.   

22.  Se non si e' di sinistra a vent'anni e di destra a cinquanta, non si e' capito niente della vita...                             

23.  Allora gli ho detto: "Senta Agnelli, faccia pure quante automobili vuole, tanto io non ho la patente".   

24.  Il mio gatto fa tutto quello che io vorrei fare, ma con meno letteratura.   

25.  Sei stato condannato alla pena di vivere. La domanda di grazia, respinta.   

26.  L'avarizia e' la forma piu' sensuale di castita'.   

27.  Il traffico ha reso impossibile l'adulterio nelle ore di punta.   

28.  Il vero psicanalista delle donne e' il loro parrucchiere.   

29.  L'unico modo di trattare una donna alla pari e' di desiderarla come uomo.   

30.  Ci sono molti modi di arrivare, il migliore e' di non partire.   

31.  I nomi collettivi servono a fare confusione. "Popolo, pubblico...". Un bel giorno ti accorgi che siamo noi; invece credevi che fossero gli altri.   

32.  I giovani hanno quasi tutti il coraggio delle opinioni altrui.   

33.  Fascismo: I fascisti, in Italia, sono una trascurabile maggioranza.   

34.  E' un poeta cosi' cattivo che sette cittą si rinfacciano il disonore di avergli dato i natali.   

35.  La televisione e' come il matrimonio: va bene in campagna, ma in citta' fa ridere.   

36.  Ci guardiamo il cazzo come se aspettassimo da lui una decisione.   

37.  Il cinema Ź l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile.   

38.  La stupiditą degli altri mi affascina, ma preferisco la mia.   

39.  Atto primo: stupra la sorella, sodomizza il fratello. Atto secondo: idem con la madre e con il padre. Atto terzo: scopre di essere figlio adottivo e si spara.   

40.  L'uomo molto ricco deve parlare sempre di poesia o di musica ed esprimere pensieri elevati, cercando di mettere a disagio le persone che vorrebbero ammirarlo per la sua ricchezza soltanto.   

41.  Se avete paura della solitudine, non sposatevi. (Anton Cechov)    

42.  L'inverno e' lastricato di buone intenzioni.   

43.  La castitą Ź il miraggio degli osceni.   

44.  L'italiano ha un solo vero grande nemico: l'arbitro nelle partite di calcio, perché emette un giudizio.   

45.  Coraggio, il meglio e' passato.   

46.  Se i popoli si conoscessero meglio si odierebbero di piu'.   

47.  La felicita' Ź desiderare ciė che si ha.     

48.  Era un funerale cosď povero che forse nella bara non c'era nemmeno il morto.   

49.  La moda Ź l'autoritratto di una societą e l'oroscopo che essa stessa fa del suo destino.   

50.  Leggere Ź niente, il difficile Ź dimenticare ciė che si Ź letto.   

51.  Il tiranno piĚ amato Ź quello che premia e punisce senza ragione.   

52.  Quando l'uomo non ha piĚ freddo, fame e paura... Ź scontento.   

53.  Un loro proverbio dice: "Lasciati un nemico per la vecchiaia".   

54.  L'arte Ź un investimento di capitali, la cultura un alibi.   

55.  Conoscere se stesso, dopodiché diventa impossibile vivere con se stessi.   

56.  Niente di piĚ triste di un artista che dice: "Noi pittori", oppure: "Noi scrittori"; e sente la sua mediocritą protetta e confortata da tutte le altre mediocritą, che fanno numero, societą, sindacato.   

57.  La civiltą del benessere porta con sé proprio l'infelicitą.   

58.  Certo, certissimo, anzi probabile.   

59.  Io non sono comunista perché non me lo posso permettere.   

60.  Oggi ho lasciata la mia famiglia perché ero stanco di sentirmi solo.   

61.  Oggi il cretino Ź pieno di idee.   

62.  "E vissero tutti infelici e scontenti." Cosď, per non ingannare il suo bambino termina le favole.   

63.  L'italiano Ź una lingua parlata dai doppiatori.   

64.  La pubblicita' unisce sempre l'inutile al dilettevole.   

65.  Per apprezzare i contemporanei non bisogna essere contemporanei.   

66.  Certi vizi sono piĚ noiosi della stessa virtĚ. Soltanto per questo la virtĚ spesso trionfa.   

67.  Da ragazzo credevo che la vagina fosse orizzontale.   

68.  L'inferno di Dante Ź fatto da italiani che rompono i coglioni ad altri italiani.   

69.  I giorni indimenticabili della vita d'un uomo sono 5 o 6 in tutto. Gli altri fanno solo volume.    (citata nel film "I laureati")

70.  L'italiano Ź mosso da un bisogno sfrenato d'ingiustizia.   

71.  Lei Ź comunista, io aristocratico, tutte e due odiamo il popolo: la differenza Ź che lei riesce a farlo lavorare.   

72.  Io comunista? Non posso permettermelo. Non ho i mezzi.   

73.  L'insuccesso mi ha dato alla testa.   

74.  La prostituzione ci interessa perché Ź la nostra condizione. Il delitto perché Ź la nostra aspirazione.   

75.  Condannato alla pena di vivere. La grazia respinta.   

76.  Uno scrittore professionista fa ribrezzo, perché tutto quello che mangia lo trasforma in carta.   

77.  Gli uomini credono di sposare la propria fidanzata, poi si accorgono di aver sposato la moglie.   

78.  In Italia non esiste la veritą. La linea piĚ breve tra due punti Ź l'arabesco. Viviamo in una rete di arabeschi.   

79.  E' afflitto da un complesso di paritą, non si sente inferiore a nessuno.   

80.  Vivere Ź una serie illimitata di errori, ognuno dei quali sostiene il precedente e si appoggia al seguente. Finiti gli errori, finito tutto.   

81.  La donna girė lo sguardo attorno alla tavola e si rasserenė: era stata a letto con tutti.   

82.  La psicanalisi, cara signora, Ź una pseudo-scienza inventata da un ebreo per convincere i protestanti a comportarsi come cattolici.   

83.  In Italia, diceva un americano a un altro, i polli girano crudi per strada.   

84.  Gli presentano il progetto per lo snellimento della burocrazia. Deplora l'assenza del modulo H. Conclude che passera' il progetto, per un sollecito esame, all'ufficio competente, che sta creando.   

85.  Uccide la suocera scambiandola per la moglie.   

86.  La pornografia Ź noiosa, perché fa del pettegolezzo su un mistero.   

87.  Umorista: un uomo di ottimo malumore.   

88.  Siamo un popolo di rivoluzionari. Ma vogliamo fare le barricate con i mobili degli altri.   

89.  La religione e' finita. Non c'e' piu' nessuno che si vanti di aver portato a letto una suora.   

90.  "Ma lei darebbe sua figlia per moglie a un negro?". "Mia figlia no, ma mia moglie subito. Sono mica razzista".   

91.  Oggi Ź difficile trovare un imbianchino che venga a darti una mano di calce ai muri o a ridipingerti le porte. L'arte li ha chiamati tutti.   

92.  Un libro sogna. Il libro Ź l'unico oggetto inanimato che possa avere sogni.   

93.  "Ci dica, signorina, lei Ź sempre stata cosď bella anche da ragazza?". "Oh no, da ragazza ero piuttosto bruttina, tanto che i miei decisero di farmi studiare... finché a 16 anni migliorai fisicamente". "E questo le permise di abbandonare  gli studi e darsi alla prostituzione?". "Sď, infatti".   

94.  Se sapesse che idee mi frullano per il culo.   

95.  Sa come diceva quella prostituta? "La fica non la vuole piu' nessuno, i pompini li fanno anche le mogli, gli dai il culo sembra che gli dai la merda!".   

96.  Io muoio alla giornata.   

97.  Mia moglie fa una cura contro le vene vanitose.   

98.  Siamo andati a vedere quella commedia di un russo che ha il titolo di uno stabilimento balneare. Il Miraggio, L'Oasi, La Conchiglia, no, Il Gabbiano.   

99.  E' difficile scrivere un telegramma di condoglianze: se si mettono anche le preposizioni articolate si ha l'aria di voler commuovere, e se non si mettono di voler risparmiare.   

100.                Giornalisti. Chi si salverą da questi cuochi della realtą?   

101.                Per gli italiani l'inferno Ź quel posto dove si sta con le donne nude e con i diavoli ci si mette d'accordo.   

102.                Lo sceneggiatore Ź un tale che attacca il padrone dove vuole l'asino.   

103.                Fra 30 anni l'Italia non sarą come l'avranno fatta i governi ma come l'avrą fatta la televisione.   

104.                Italia, paese di santi, di navigatori e di cognati.   

105.                Se io sono scrittore satirico, Ź perché abito in una societą che offre soltanto questo fianco.    

106.                La situazione politica in Italia Ź grave ma non Ź seria.   

107.                Non c'Ź che una stagione: l'estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.   (Diario degli errori, 1968)

108.                Ho una vita ricca di insoddisfazioni!   

109.                Noi viviamo, grazie a Dio, in un'epoca senza fede. Preti astrologhi e santi in intrallazzo.   

110.                Bonjour stronzesse!   

111.                La realtą comincia a superare la satira.   

112.                Ha una tale sfiducia nel futuro che fa i suoi progetti per il passato.   

113.                La troppa familiaritą con le cose sacre allontana forse da Dio. I sagrestani non entrano in Paradiso.   

114.                La stupiditą degli altri mi affascina, ma preferisco la mia.   

115.                Si battono per l'Idea, non avendone.   

116.                La stupiditą degli altri mi affascina, ma preferisco la mia.   

117.                La pubblicitą fa piĚ danni della pornografia perché unisce l'inutile al dilettevole.   

118.                Lamento del tabaccaio

Stammi a sentire, da bambino ero un paggio.
Tu non mi credi? Ero buono e cortese.
Schiudi le orecchie, da bambino ero saggio,
credevo in Dio, amavo il mio Paese.
Guardami in faccia: ero serio e gentile.
Rispettavo le piante, i gatti. Ero vile.

Da vecchio, sarė l'onta del quartiere.
Da vecchio, tutte le voglio vedere.
Da vecchio, solo le puttane e il bere.

Perché mi guardi? Da bambino ero bravo.
Mi devi credere, ero savio e ubbidiente.
Da bambino, perdio, mi ti mangiavo
nello studio. Da bambino ero prudente.
Tu ridi, stronzo? Ero ben pettinato,
rispettavo le aiuole, i cani. Ero ordinato.

Da vecchio, sarė l'onta del quartiere.
Da vecchio, solo le puttane e il bere.
Da vecchio, darė via pure il sedere.
 

119.                La psicanalisi Ź una pseudo-scienza inventata da un ebreo per convincere i protestanti a comportarsi come i cattolici.   

120.                In Italia per essere sovversivi Ź sufficiente chiedere che le leggi dello Stato siano applicate.   

121.                Da ragazzo ero anarchico. Adesso mi accorgo che si puo' essere sovversivi soltanto chiedendo che le leggi dello Stato vengano rispettate da chi governa.   

122.                L'Italia Ź un paese dove sono accampati gli italiani.   

123.                Lo Scienziato cerca un gatto,
un gatto nascosto
in una stanza buia.
Non lo trova ma...
ma ne deduce che Ź nero.
Il Filosofo cerca un gatto,
un gatto che non c’Ź
in una stanza buia.
Non lo trova ma...
ma continua a cercare.

Il Teologo, oh il Teologo
cerca lo stesso gatto.
Non lo trova ma dice
di averlo trovato.
 

124.                L'italiano Ź una lingua parlata dai doppiatori.   

125.                A: “Sinceramente, le piace la merda?”
B: “Ogni tanto, per cambiare”.
A: “Errore. Bisogna mangiarla sempre. Ogni tanto, disgusta”.
C: “Venite, la merda Ź in tavola”.   

126.                I Fascisti si dividono in due grandi gruppi: i Fascisti e gli Antifascisti.   

 

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