- Toglietemi tutto ma non il mio
braïlle (Ray Charles)
La tua partenza mi ha lasciato l'amaro in bocca... (Monica Lewinsky)
Non fare il bambino... (Janet Jackson a suo fratello)
Oramai ci ho fatto il callo (Rocco Siffredi)
Finchè c'è vita c'è speranza (Giuliano Ferrara)
Ho bruciato le tappe (Il piromane)
Mi manchi... (Un impiegato nelle Twin Towers prima dell'incidente)
Quella donna mi ha fatto perdere la testa (Bobbit)
(Piccolo Principe)
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- Tristezza e', seduti sul cesso,
guardare il frutto di tanto lavoro per scoprire che sono solo le
emorroidi che sono scivolate via... (Piccolo Principe)
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- C'e' un tizio che disegna quadri con
lo spray senza usare la mascherina. Ogni volta che starnutisce disegna
un arcobaleno. (Piccolo Principe)
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- "Meglio un uovo oggi che una
gallina domani" disse un gallo pedofilo. (Piccolo Principe)
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- Hai voluto la fagiolata? Ora petala.
(Piccolo Principe)
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- Settimana dell'amicizia.
Un giorno, ero un ragazzino delle superiori, vidi un ragazzo della mia classe
che stava tornando a casa da scuola. Il suo nome era Artemisio e
sembrava stesse portando tutti i suoi libri. Dissi tra me e me: perché
mai uno dovrebbe portarsi a casa tutti i libri di venerdì? Io di solito
non li porto neanche a scuola. Deve essere un ragazzo strano, forse è un
secchione. Io avevo il mio week-end pianificato (feste e una partita di
pallone con i miei amici), così ho scrollato le spalle dalla forfora e
mi sono incamminato. Mentre stavo camminando vidi un gruppo di ragazzini
che correvano incontro ad Artemisio .. Gli arrivarono addosso facendo
cadere tutti i suoi libri e lo spinsero facendolo cadere nel fango. Risi
di gusto per una buona mezz'ora. I suoi occhiali volarono via, e li vidi
cadere nell'erba un paio di metri più in là. Lui guardò in su e vidi una
terribile congiuntiva nei suoi occhi. Mi rapì il cuore! Così mi
incamminai verso di lui mentre stava cercando i suoi occhiali e vidi una
lacrima nei suoi occhi. Doveva avere una congiuntivite piuttosto acuta.
Raccolsi gli occhiali e glieli diedi dicendogli: "Quei ragazzi sono
proprio dei selvaggi, dovrebbero imparare a dare i calci in pancia, a
momenti ti spaccavano la milza". Artemisio mi guardò e disse:
"grazie!" C'era un grosso sorriso sul suo viso, era uno di
quei sorrisi che mostrano vera gratitudine. Più tardi scoprii che aveva
una paresi. Lo incitai a raccogliere i suoi libri e gli diedi pure i
miei da portare. Gli chiesi dove viveva perché non volevo che facesse un
giro troppo lungo per portarmi i libri a casa. Scoprii che viveva vicino
a me così gli chiesi come mai non l'avessi mai visto prima. "Un
coglione così non passa inosservato" pensai tra me e me ad alta
voce.
Parlammo per tutta la strada e io lo aiutai a portare alcuni opuscoli.
Mi sembrò un ragazzo molto carino ed educato così gli chiesi se gli
andava di giocare a calcio con i miei amici e lui disse di sì. Avevo
così risolto il problema del raccattapalle e fatto la mia buona azione
quotidiana.
Stemmo in giro tutto il week end con i miei amici, Artemisio invece
aspettò tutto il tempo sotto casa che passassimo a prenderlo, lunedì
mattina era ancora lì. Più lo conoscevo più Artemisio mi piaceva così
come piaceva ai miei amici. Arrivò il lunedì mattina ed ecco Artemisio
con tutta la pila dei libri ancora.
Lo fermai e gli dissi: "Ragazzo finirà che ti costruirai dei
muscoli incredibili con questa pila di libri ogni giorno!" e gli
diedi un'amichevole pacca sulla spalla attancandogli dietro un cartello
con scritto "bestia da soma, non oltrepassare gli 80kg". Egli
rise e mi diede metà della sua merenda. Nei successivi quattro anni io e
Artemisio diventammo amici per la pelle, la sua pelle. Una volta
adolescenti cominciammo a pensare all'università, Artemisio decise per
Roma ed io per un'altra città che non gli comunicai per non trovarmelo
tra le palle. Sapevo che saremmo sempre stati amici e che la distanza
non sarebbe stata un problema per noi, Artemisio infatti aveva un nonno
molto ricco. Artemisio sarebbe diventato un medico mentre io mi sarei
occupato di cause e litigi. Artemisio era il primo della nostra classe e
io l'ho sempre preso in giro per essere un secchione. Artemisio doveva
preparare un discorso per il diploma. Io fui molto felice di non essere
al suo posto sul podio a parlare, in compenso stavo sotto con un pomodoro
marcio nella sinistra e un uovo nella destra.
Il giorno dei diplomi, vidi Arturo, aveva un ottimo aspetto per essere
un secchione. Lui era uno di quei ragazzi che aveva veramente trovato se
stesso durante le scuole superiori, il fatto è che poi si riperdeva ogni
volta. Si era un po' riempito nell'aspetto e stava molto bene con gli
occhiali rotti. Aveva qualcosa in più e tutte le ragazze lo amavano. Suo
nonno infatti era da poco passato a miglior vita. Ragazzi qualche volta
ero un pò geloso! Frequentava certi cessi che non ve l'immaginate, ero
geloso perché a scuola i cessi erano roba nostra. Oggi era uno di quei
giorni, potevo vedere che era un po' nervoso per il discorso che doveva
fare, così gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi: "giovane
ti massacreranno alla grande!". Mi guardò con uno di quegli sguardi
(quelli pieni di gratitudine) sorrise e mi disse: "grazie".
Iniziò il suo discorso schiarendosi la voce: "nel giorno del
diploma si usa ringraziare coloro che ci hanno aiutato a farcela in
questi anni duri. I genitori, gli insegnanti, ma più di tutti i tuoi
amici. Bene. Io ringrazio tanto i miei insegnanti e la mia cagnolina
Piggy. Sono quì per dire a tutti voi che essere amico di qualcuno è il
più bel regalo che voi potete fare, sarebbe ora che lo faceste anche a
me.
Voglio raccontarvi una storia: "Guardai il mio amico Artemisio
incredulo non appena cominciò a raccontare il giorno del nostro
incontro. Lui aveva pianificato di suicidarsi durante il week end. Egli
raccontò di come aveva pulito il suo armadietto a scuola, così che la
madre non avesse dovuto farlo dopo, e di come si stesse portando a casa
tutte le sue cose. Artemisio mi guardò intensamente e fece un piccolo
sorriso-paresi dei suoi. "Ringraziando il cielo fui salvato,
qualcuno mi salvò dal fare quel terribile gesto. Avevo capitò che se ce
la può fare lui potevo anch'io."
Udii un brusio tra la gente a queste rivelazioni. Tutti guardavano me e
io guardavo Artemisio, l'avrei guarito definitivamente dalla sua paresi
alla fine di quel discorso. Il ragazzo più impopolare dell'emisfero sud
del pianeta ci aveva appena raccontato il suo momento più debole. Vidi
sua madre e suo padre che mi guardavano e mi sorridevano, lo stesso
sorriso pieno di gratitudine. Non sapevo che le paresi fossero congenite.
Non avevo mai realizzato la profondità di quel sorriso fino a quel
momento. La realizzai dopo quando sfondai la mascella di Artemisio a
suon di pugni. Non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni. Con
un piccolo gesto potete cambiare la vita di una persona, in meglio o in
peggio... Dio fa incrociare le nostre vite perché ne possiamo
beneficiare in qualche modo. Cercate il buono negli altri e se non lo
trovate subito rivoltateli ben benino fino a quando non lo trovate.
Ora tu hai due scelte, tu puoi:
1) passare questo messaggio ai tuoi amici o
2) cancellarlo e agire come se non ti avesse toccato il cuore.
Come puoi vedere io non ho scelto nessuna delle due possibilità.
"gli amici sono angeli che ci sollevano i piedi quando le nostre
ali hanno problemi nel ricordare come si vola. Poi ci sono i nemici che
ci sollevano pure in aria ma usano altri mezzi di propulsione".
Non c'è né inizio né fine. Ieri è storia. Domani è mistero.
Questa è la settimana dell'amicizia. Mostra ai tuoi amici quanto ci
tieni.
Manda questa lettera a chiunque tu consideri un amico, per cui evita di
rimandarla a me.
Se ti torna indietro saprai che sei circondato da amici.
QUANDO RICEVI QUESTA LETTERA MANDALA AD ALMENO 10 PERSONE
COMPRESA LA PERSONA CHE TI HA INVIATO QUESTO MESSAGGIO
P.S. Lo so che fa cagare ma me ne sono arrivate dieci copie
(dell'originale) e dovevo pur vendicarmi con chi me l'ha mandata...
(Piccolo Principe)
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- In fondo cos'è l'amore se non una
parentesi rosa tra la gamba sinistra e la gamba destra? (Piccolo
Principe)
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- Classificazione dei rutti:
1) Rutto Interno: deflagrazione protointestinale che colpisce anche le
fighette più educate cui segue, immancabile, la tipica espressione
"non sono stato io, avevo la bocca chiusa".
2) Rutto Meteora: boato di dimensioni spaventose emesso da
insospettabili persone che mai si erano pronunciate in tal senso e mai
lo rifaranno. Resta il ricordo.
3) Rutto Maiakowsky: una poesia. In grado di intenerire l'orecchio più
rude alla liricità della poesia. Chi riesce a concepire un talo atto di
bellezza espressiva è a ragion veduta classificato come un poeta
alternativo. Prossima l'introduzione di un Nobel apposito.
4) Rutto Latente: turbolenza infrasonora rilevabile solo attraverso
recettori olfattivi. Dai tecnici denominato "svaporino
marciscientis" è un chiaro indicatore di un intero menu, dalla
birra al vino, dalla cipollata alla peperonata, nulla sfugge al naso
attento degli intenditori.
5) Rutto Imperator: detonazione che affonda le sue origini negli antichi
costumi dell'impero romano quando alla fine di pasti luculliani i
commensali usavano dare la propria approvazione emettendo quantità di
aria dell'ordine di alcuni litri nell'arco di pochi secondi. Varianti
particolarmente fragorose inducono approvazione e compiacimento negli
astanti cui si affinaca una considerevole dose di riverente timore.
6) Rutto Rigurgito: è quello che porta ad esclamazioni, non propriamente
gaudiose, del tipo "cazzo e adesso mi tocca pure
inghiottire!". Nonostante pasti leggeri infatti ciò che risale
dagli anfratti stomacali tende ad avere un Ph acido tale da rendere il
fortunato in grado di bruciare una cartina tornasole con la sola
imposizione delle mani. I casi più gravi prevedono l'emissione di succhi
gastrici e annessi pasti sulle superfici più disparate.
7) Rutto Erutto: tipica elaborazione in chiave galateo della matrice di
tutti i rutti: l'aria. Persone particolarmente educate all'autocontrollo
riescono ad emettere una variante del rutto latente in modalità
"aplomb", mettendo una mano davanti e respirando
abbondantemente onde evitare ogni fuoriuscita di gas tossici. Raffinato,
è quasi un segno di nobiltà.
8) Rutt - Ino: classico espediente usato da rappresentanti del genere
femminile per mimetizzarsi con l'ambiente del trivio maschile, di solito
preceduto da espressioni fuorvianti come "non sai quello di cui
sono capace io", si riduce a un lieve sussulto peristaltico in
proporzione 0 a 10 sulle normali scale di valutazione maschile. Penoso.
9) Rutto Champions League: risalente agli avventi del televisore negli
ambienti domestici, segue a massiccie assunzioni di birra e si può
manifestare sotto tutte le possibili varianti, peculiare il suo
accostamento a moti vari di blasfemia e di turpiloquio.
10) Rutto Aurea Mediocritas: modulazione media del diaframma e leggero
moto di compiacimento dell'animo sono le caratteristiche principe di
questa variante. Normalmente passa inosservato ma agisce sul subconscio
come armonico collante sociale. I maschi del branco usano considerarlo
alla stregua di un atto di iniziazione cui può seguire un'ulteriore
salita nella scala gerarchica o una semplice politica di mantenimento
del rispetto acquisito.
11) Rutto Vulgaris: variante studiata dagli antropologi per risalire la
scala evolutiva dell'uomo, è il segno distintivo di provenienza animale
e molti lo considerano una variante dell'Imperator. Normalmente la bocca
della bestia che lo emette si allarga ad enfatizzarne la potenza e una
fragorosa risata funge da identificatore, negli ambienti vip è considerato
reato penale a tutti gli effetti.
12) Rutto Fetido: segue pesanti assunzioni di cipolla e/o aglio. Unico
sintomo: volto contratto e lacrime in un raggio di dieci metri
dall'epicentro.
(Piccolo Principe)
|
- Era così stupido che quelle poche
volte che mangiava la foglia doveva prendere il bicarbonato per
digerirla. (Piccolo Principe)
|
- Capisci che hai esagerato con le
seghe quando:
1) La zingara che ti legge la mano ti chiede gli straordinari.
2) La zingara che si rifiuta di leggerti la mano perché non ne ha il
tempo.
3) La zingara ti legge la mano esordendo "vietato ai minori di anni
18".
4) Al secondo callo partono i sottotitoli.
5) Durante la lettura della linea della vita armeggia col GPS.
(Piccolo Principe)
|
- Era un tipo così indeciso che nelle
analisi il gruppo sanguigno era segnato zero, più o meno. (Piccolo
Principe)
|
- Perdeva sempre, non so come facesse.
Una volta riuscì a perdere anche a pari e dispari, gli uscì due e mezzo
giocando contro un monco. (Piccolo Principe)
|
- Era una persona davvero povera. Il
suo materasso era così consunto che una volta gli si attorcigliarono le
emorroidi sulle molle. (Piccolo Principe)
|
- Ho più di ottant'anni ormai, ne ho
viste di cotte e di crude da quella peste di mio nipote ma fidatevi: non
è cattivo, non denunciatelo. Ai tempi dei balilla si raccontava di un
ragazzo, tale Gigino Spaccalano, che si divertiva a giocare scherzi ai
compagni. Sapete che fine fece? Lo facemmo cadere per una scarpata (un
anfibio per l'esattezza), adesso il suo nome è sul monumento dei
caduti. Historia magistra vitae, dicevano i latini ed io mi sono sempre
fidato degli spagnoli. Il mio scellerato nipote tempo fa venne piangendo
da me che lo volevano denunciare per morfing, ho pensato che si
drogasse, ciò avrebbe spiegato quegli strani lividi. Mi sono rivolto ad
una biondona che si faceva chiamare push - her per via di un'operazione
all'inguine e che ho poi scoperto non entrarci nulla, nella faccenda
intendo. A quel punto mi sono rivolto ad un investigatore che mi ha spiegato
tutto, così mi sono fatto fare un acconto e ho deciso di scrivere una
lettera a voi delatori. Per il saldo mi farò sentire. Con osservanza,
(Piccolo Principe)
|
- Avevo una ragazza così vanitosa che
quando passava davanti alle vetrine era l'immagine allo specchio a
girarsi. (Piccolo Principe)
|
- Sono ricco. Non faccio per vantarmi
ma potrei offrire, senza mal di testa, una cena completa a Platinette e
Pavarotti. Di più, potrei offrire Pavarotti come cena a Platinette.
(Piccolo Principe)
|
- Non avevo capito quale fosse la
differenza tra una bionda intelligente e Babbo Natale fin quando non ho
incontrato Platinette. (Piccolo Principe)
|
- Un tizio è in macchina col figlio
mentre vanno a prendere la madre dall'estetista. Durante il tragitto il
figlio chiede al padre "papà, non ho ancora capito bene qual è la
differenza tra umorismo, ironia e sarcasmo nella pratica. Mi fai un
esempio?". "Figliolo, sono sfumature difficili da percepire.
In questo momento non saprei dirti, lasciami pensare un po'...".
Nel frattempo arrivano dall'estetista e il marito chiama la moglie per
dirle che l'aspettano sotto, lei risponde che scenderà a momenti.
Passata una mezz'ora il padre sbotta "ecco, vedi figliolo, quando
tua madre ha detto che sarebbe scesa a momenti ha fatto una battuta
umoristica. In effetti tua madre è un campionario di umorismo." Il
figlio annuisce. Dopo altri dieci minuti la moglie scende, entra in
macchina e il marito le dice subito sorridendo "sei stata velocissima
tesoro!", poi girandosi verso il figlio con un ampio sorriso gli
dice "e questa, figliolo, è l'ironia.", al che la moglie
risponde sorridendo "niente a confronto di quanto sei stato veloce
tu, stanotte, amore..." e il figlio "...e questo dovrebbe
essere il sarcasmo...". (Piccolo Principe)
|
- La mia ragazza era perfetta. Bella,
intelligente, laureata in chirurgia. Per un eccesso di zelo mi trapiantò
per un altro, più o meno come quella prima, una botanica. Oggi mi sono
fatto furbo, sto con una che lavora nei vigili del fuoco. (Piccolo
Principe)
|
- Grasso è bello? Ho conosciuto una
ragazza enorme! Non ci si crede ma era... insomma, sì immensa. Aveva due
occhi enormi, due tette enormi e un culo così grande che tra una chiappa
e l'altra c'era un fuso orario di differenza. Aveva anche i piedi
enormi, non ho mai visto piedi così grandi. Figuratevi che non usava
scarpe normali, il calzolaio gliele confezionava su misura; per farle
una ciabatta infradito prendeva dei mutandoni da sumo e li attaccava ad
un asse da stiro. Forse non avete ancora idea. Era così enorme che per
pesarsi usava una bilancia di quelle che si usano per i capi di
bestiame, una per piede s'intende, e pesava così tanto che era più
difficile ricordare il suo peso che il suo numero di cellulare. Era così
ingorda che il medico le aveva consigliato di mangiare di meno, per
ridurre la fame nel mondo. Una volta, all'AIDO le impedirono d'isciversi
perché, dissero, costava di più espiantarle gli organi che comprarli sul
mercato nero. Ora, purtroppo, è morta. Com'era facile immaginare ha
avuto un'insufficienza respiratoria, le è andato di traverso un boccone
mentre mangiava del maiale. Era il femore. Domani ci saranno i funerali,
l'impresa funebre ha disposto che i feretri nei quali è riposta la salma
vengano inumati presso il cimitero comunale di Catania, Siracusa ed
Enna. Requiescat in panem. (Piccolo Principe)
|
- Voi non immaginate nemmeno quanto sia
difficile la vita per uno che è uscito dal buco del culo della dea
bendata che forse non ci vede, ma l'odorato le funziona benissimo. Tutto
è cominciato il giorno in cui sono nato. L'ostetrica ha subito guardato
mia madre con uno sguardo misto di compassione e rimprovero e anziché
darmi uno schiaffettino mi ha sputato in un occhio. Appena mio padre mi
ha visto ha fatto un salto che non ci si credeva, era felicissimo! Era
così felice che è andato a comprare una bottiglia di champagne e doveva
essere abbastanza rara perché ancora non è tornato... Quando si dice la
sfiga! L'unica persona che mi adorava vaga per il mondo alla ricerca di
un Dom Pérignon! Passavano gli anni e io crescevo ed ero baciato dalla
Grazia che era una ragazzotta di quattordici anni e due quintali. Le
piacevo proprio alla Grazia, ogni volta che mi vedeva mi abbracciava e
una volta mi ha abbracciato così forte che mi hanno ritrovato dopo due
giorni. Fu un'esperienza indimenticabile, ero entrato in una donna! Fu
l'ultima volta che entrai in una donna perché la Grazia s'innamorò d'un
certo Orso o almeno così lo chiamava lei, un ragazzetto con 1 metro cubo
di simpatia e omogeneizzato al posto del cervello. Era così stupido che
quando apriva l'uovo di Pasqua lui mangiava la sorpresa. Erano fatti
l'uno per l'altra l'Orso e la Grazia e anch'io mi sarei fatto se fossi
stato con la Grazia e soprattutto con Orso. Ma torniamo a me. Fin da
piccolo non fui accettato nel ristretto circolo degli "Amici della
strada", una cinquantina di ragazzetti che ogni giorno si
organizzavano per fare i giochi più divertenti in strada. Non è che non
mi accettassero proprio ma io intuivo una certa repulsione. Tutto
cominciò una volta che giocavamo a nascondino, ero sotto io. Cominciai a
contare fino a cento e poi a cercare ovunque. Dopo un'ora che cercavo li
trovai tutti al campo di calcio che giocavano a pallone. Allora urlai
"accusati tutti!" e loro risposero in coro "Tua madre
vende il suo corpo per pochi spicci e dà pure il resto!" e poi non
contenti aggiunsero "E
a tua sorella basta il resto!". Non era giusto! Andai da mia madre
e mi sfogai. Le dissi "ma come ti salta in mente di mercanteggiare
il tuo corpo per pochi spicci! I miei amici mi prendono in giro!
Potresti chiedere di più, no?". E mia madre, una donna paziente,
contò fino a dieci prima di sgranare i miei denti col mestolo. Ma
qualcosa in me stava crescendo, l'intima consapevolezza di maturare, di
diventare ogni giorno più uomo. Sapevo che il brutto anatroccolo si
stava lentamente trasformando nello splendido cigno! Ne ebbi la conferma
quando una ragazzina mi fermò per strada. Mi fissò negli occhi per un
istante, poi si decise a parlare e mi disse: "Io ti ho già visto da
qualche parte...". Il cigno aveva fatto colpo! Continuò a fissare
il suo sguardo rapito su di me e dopo qualche altro istante continuò:
"Ora ci sono! Tu sei quel tale che fa la pubblicità dei brufoli in
tv! Sotto tutti quei brufoli è difficile vederti! Mi fai un
autografo?". Ci vuole tempo prima che
un anatroccolo cresca... Del resto non potevo darle torto visto che una
volta un cieco mi aveva scambiato per un'enciclopedia. A scuola le cose
non andavano molto meglio. Durante la ricreazione passavo il tempo a
studiare la lezione successiva. Una volta un mio compagno mi chiese:
"'azzo studi?" Lo guardai con aria di
superiorità e gli dissi "Io studio la lezione successiva e tu che
studi? Continua pure ad ammucchiare ignoranza, affonda nel mucchio di
merda
dell'incompetenza, sprofonda nella balordaggine, ma un giorno si vedrà
chi è quello più furbo!". L'avevo annichilito, dopo cento giorni da
pecora era uscito il leone e il suo ruggito aveva fatto tremare quel pusillanime!
Lui mi guardò negli occhi e disse delle parole che non avrei mai
dimenticato: "Senti Braille... se non
fosse che c'hai il fisico di un tossico e un codice a barre al posto dei
pettorali, ti riempirei così tanto di calci nel culo da farti cagare
come un coniglio per il resto dei tuoi giorni". E' incredibile come
le persone riescano a comunicare con poche parole un universo di paure e
mentre tiravo lo sciacquone per fare sparire ciò che restava di
quell'universo presi una decisione irrevocabile ed eroica. Sarei andato
in palestra! Quando incontrai per la prima volta l'istruttore e gli
dissi che volevo iscrivermi mi disse stranamente di togliermi la
maglietta e mi puntò una lampada addosso dicendo: "Uhm... la
radiografia è a posto ma se vuoi iscriverti devi farmi un favore".
"Dica pure!" risposi entusiasta. "Devi venire dopo la
mezzanotte e nei giorni festivi, sai l'immagine conta e se qualcuno ti
vede uscire da qui ci rovini". Capii che all'istruttore ero stato
simpatico, si curava della mia immagine! Così il giorno dopo andai alla
mia prima lezione di body-building, ero al settimo cielo, già immaginavo
la faccia sconvolta delle ragazze mentre le salutavo stringendo il pugno
e facendo guizzare i bicipiti. Presi così il manubrio in mano, non ebbi
il tempo di sollevarlo che mi slogai il polso. L'istruttore mi disse
allora di cominciare con qualcosa di più leggero e mi passò un libro di
storia e tradizioni del popolo della Papuasia, era pesantissimo! Non
faccio per vantarmi, ma completai la serie di 5 quasi senza sudare e a
fine giornata avevo i muscoli in frenetica vibrazione. Il giorno dopo
erano così infiammati che dovetti chiedere aiuto a mia madre per
scostare il piumone. Passavano le settimane, passavano i mesi e cresceva
l'Arnold Schwarzenegger che era in me. Tornai dallo spaccone, lo guardai
negli occhi e gli dissi: "Ripeti un po' quello che hai detto
l'altra volta!". Ci mise un po', ma alla fine capì : "Ci
vediamo all'uscita dietro la scuola". Non poteva più tirarsi
indietro, gli rimaneva solo la fuga, dietro la scuola l'avrei picchiato
senza spettatori e nessuno avrebbe saputo della sua magra figura.
All'uscita notai una strana atmosfera, c'era uno strano silenzio, non
c'era nessuno... erano tutti nel retro. Lo spaccone mi stava aspettando
e appena mi vide esclamò "Ho chiamato qualche testimone per evitare
che tua madre abbia problemi col riconoscimento del cadavere...".
In quell'attimo realizzai... ma era troppo tardi. Neanche il tempo di
pensare a una via di fuga che una valanga di pugni invase il mio corpo.
Mi sentii come un buco nero, le sberle arrivavano alla velocità della
luce e io diventavo sempre più nero... più o meno penso funzioni così un
buco nero... Mi chiese "ti è bastato o ne vuoi ancora?" e io
risposi "Ma no continua, mi fa piacere, rompi un altro paio di ossa
e vinci l'orsetto!" e lui che aveva un gran senso dell'umorismo mi
lussò tutta le ossa della pelvi con relativi organi. Alla fine se ne
andarono tutti meno una ragazza che si avvicinò a me, si chinò sul mio
corpo tumefatto e con la voce più dolce del mondo mi sussurrò "Ne
ho visti di coglioni...". Non poteva continuare così, avevo bisogno
di una donna! Decisi di scrivere a un giornale di annunci per single e
di essere sincero al 100% perché la sincerità, si sa, viene sempre premiata.
«Sono alto 1,65cm, peso 45kg, ho una leggera alitosi, da piccolo mi
usavano come insetticida e ogni volta che sbadiglio alzo il livello di
inquinamento della città di due punti. Inoltre ho qualche brufolo e
l'ultima volta che quelli della Topexan mi hanno visto si sono messi a
piangere. Sudo come un lottatore di sumo e ho un po' di forfora. Quando
da piccolo partecipavo al Presepe vivente io facevo la neve. Per finire
ho un leggero tappo di cerume in entrambe le orecchie tanto che i
"cotton fiocc" a casa mia hanno il rinforzo in acciaio. Perché
dico questo? Perché voglio essere sincero e trovare la vera anima
gemella, la sincerità paga sempre!». Ero soddisfatto di me! Forse non
sarebbero arrivati tanti annunci ma ci sono migliaia di persone al mondo
a cui l'aspetto non importa affatto! E infatti andò meglio del previsto,
dopo soli due anni arrivarono ben due lettere di risposta. Chi la dura
la vince! La prima era di un camionista transessuale della Val Camonica
che voleva mettere su famiglia, la seconda invece recitava così:
«Eccomi, sono la tua mezza mela! Sembriamo fatti l'uno per l'altra, sono
una ragazza di 22 anni. Sono leggermente anoressica al punto che quando
da piccola partecipavo al presepe vivente io facevo il quarto re Magio.
Anch'io ho una lieve alitosi, l'ultima volta che ho sbadigliato ho
trovato il pappagallo con la testa sott'acqua e in quanto al sudare
sembriamo fatti con lo stampo perché io sudo così tanto che per farmi il
bagno nella vasca mi basta un bicchiere d'acqua, se tracima. Per fortuna
ho risolto il problema dei brufoli qualche tempo fa con l'utilizzo di
acido formico, peccato che ora mi puzza leggermente il volto. Il cerume
poi non è un problema, perché sono sorda dalla nascita e non me ne
accorgo nemmeno. Ho cercato ovunque un tipo come te, viva la sincerità!
Ti amo!». Oggi finalmente la mia vita è felice, mio marito non c'è mai,
purtroppo, dovendo viaggiare col camion ma i giorni si susseguono felici
e la mia vita va bene così, ringrazio ogni giorno il signore di avermi
fatto uscire dal buco del culo della dea bendata e non da quello di suo
marito che la cagata veniva più grossa. (Piccolo Principe)
|
- Il tedescone ha ben pensato di
depauperare il povero San Paolo della sua lieta novella. "La donna
taccia!", che bel precetto. E' durato per secoli e tutt'oggi la
chiesa lo tiene in vigore vietando l'accesso alle donne, alle cariche
più alte. Eppure il furbone ha pensato bene di ridare dignità alla
progenie di Eva, nel momento giusto. "Qui lo DICO e qui non lo
affermo, la donna parli!". Ma per dire cosa? (Piccolo Principe)
|
- Storia di un petomane. Ebbene sì,
sono un petomane. La mia vita l'ho passata da un medico all'altro
cercando di risolvere un problema interiore per molti versi e intestino,
per altri. E' dalla nascita che il meteorismo affligge il mio destino.
Tutto cominciò il pomeriggio che a mia madre si ruppero le acque. Una
pioggia di liquidi uscì tra le sue gambe e insieme alla pioggia
arrivarono anche i tuoni... La prima cosa che mia madre udì furono le
parole dell'ostetrica: "ma da quale buco è uscito?!?". E da
quel momento, tutto fu in salita. Ma per fortuna avevo una retromarcia
in più. Inserirmi non fu facile ma i mezzi ce li misi tutti. A dodici
anni decisi di suonare il piffero nella banda del paese ma il maestro mi
buttò fuori dopo un po' dicendo che ero flautolento. Questo però non mi
demoralizzò, ero una persona caparbia e sicura di sè. Così le provai
tutte, dal basket al calcio, dal tennis alla ginnastica. Alla fine mi
diedi all'aerobica. Ero anche un bel ragazzo, non crediate. Le donne mi
cadevano ai piedi. La mia prima ragazza riuscì addirittura ad accettare
il mio problema e conviverci. Ero felice. Dopo un annetto però la nostra
storia finì per problemi salutari, non ci sentiva bene e anche l'odorato
cominciava a dare segni di deterioramento. I medici le avevano
diagnosticato l'A.I.T.S. (sindrome da immunoturbolenza acquisita). Fu
una notizia bruciante, che separò per sempre le nostre strade ma nel
giro di poco riuscii a riprendermi dal colpo. Ero un tipo risoluto,
tutti mi dicevano che ero uno che bruciava le tappe. Ed infatti mi
laureai in breve tempo e trovai anche lavoro presso una fabbrica di
deodoranti, facevo il tester. In ditta trovai anche l'anima gemella, era
l'altro tester. Una ragazza splendida con una storia dietro da far
impallidire il miglior scrittore di romanzi. Fu amore a prima vista ed
in breve convolammo a nozze e ci prendemmo una casetta, la classica
storia da due culi e una capanna. Oggi sono felice, ho una famiglia
stupenda anche se un po' rumorosa e ho capito che nella vita c'è posto
per tutti, soprattutto quando gli altri ti fanno spazio. (Piccolo
Principe)
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- Cosa dice una giovane nuda in piedi
sopra un aeratore? Mi secca... (Piccolo Principe)
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- Ariete: un periodo di sfortuna in
ambito lavorativo vi sta investendo ma non tutti i mali vengono per
nuocere. Questo sì.
Toro: novità in arrivo per voi che amate i bambini. La vostra compagna
probabilmente ve ne regalerà un paio prossimamente. Ricordate però che
il destino scritto sulle stelle non vi indica come padre.
Gemelli: questo è il vostro anno. Venere infatti si congiunge con Giove
e dall'unione nasceranno proprio due gemelli. Tra nove mesi un periodo
di jella nera, dovuto alla cattiva predisposizione di Giove, si
abbatterà su di voi. Godetevi quel che vi resta.
Cancro: non c'è nulla da aggiungere. Buona chemio.
Sagittario: in amore tutto bene. Nel lavoro non potete lamentarvi. La
salute va a gonfie vele. Ci avevate creduto? Ovvio. I nati di questo
segno sono creduloni, attenti alle vecchie volpi!
Leone: l'amore è un disastro e nel lavoro vi aspetta un periodo di
difficili confronti con i vostri superiori che potrebbero portare a un
licenziamento. La salute, già debilitata tenderà anche per questo a gravi
peggioramenti. Il Treno Bianco sta partendo per Lourdes, prendetene due
biglietti visto che uno probabilmente lo perderete.
Vergine donna: smettetela di mentire.
Vergine uomo: racimolate un po' di soldi e fatevi una bella vacanza in
Romania. E' giunto il momento di dare una svolta alla vostra vita e
cambiare il destino scritto nel vostro segno.
Capricorno: è il vostro periodo fortunato! Giocatevi la vostra data di
nascita sulla ruota del vostro luogo di nascita e avrete gradite
sorprese. Giocatevi pure tutti i vostri risparmi, le sorprese non
mancheranno.
Bilancia: la mancata deflessione di Urano dall'orbita di Saturno e la
negativa influenza della Luna sull'ellittica di Marte creerà presto una
deviazione dall'angolo di parallasse di Mercurio sugli anelli di Saturno
il cui moto andrà a perturbare Venere. C'è insomma un gran giramento di
pianeti lassù e in un qualche modo voi ne siete la causa. Attenti agli
incidenti.
Scorpione: c'è qualcosa che proprio non siete riusciti a digerire
ultimamente. Evitate di scoreggiare contro vento.
Acquario: come per tutti i segni d'acqua la confusione domina le vostre
scelte. Perdersi in un bicchier d'acqua è facile ma che un bicchier
d'acqua si perda in voi è proprio da idioti. Continuate su questa
strada, l'importante è non accorgersene.
Pesci: se ancora credete all'oroscopo vuol dire che la vita non vi ha
proprio insegnato nulla. Se, invece, non ci credete che cazzo state
leggendo a fare? Buona permanenza nell'universo degli idioti.
(Piccolo Principe)
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- Col sesso sono davvero sfigato, il
fondo l'ho toccato quando la mia mano mi ha detto che non poteva perche'
aveva mal di falangi. (Piccolo Principe)
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- La mia ragazza adora i cartoni
animati. L'altra sera mentre mi spogliavo le ho detto: "Adesso ti
faccio vedere Dumbo". E lei: "Le orecchie a sventola le vedo,
ma la proboscide dev'essere rimasta incastrata tra le
sopracciglia". (Piccolo Principe)
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- Sai perché ... se ordini una piccola
bionda in un pub ti costa pochi euro ma vicino al parco Sempione te ne
costa almeno venti?
... per portare la Folliero al circo devi pagare ma se ci porti la De
Filippi ti pagano loro?
... un kilo di piombo pesa piu' di un kilo di segatura solo se te lo
vende Berlusconi?
... se Heisenberg avesse curato la forfora non avrebbe trovato il principio
di indeterminazione?
... un cieco riconosce il suo cane anche al buio?
... nessuno e' mai riuscito a costruire un quadrato su un'ipotenusa
senza che gli cadesse per terra?
... se mangi un bambino sei un comunista, ma se lo assaggi soltanto sei
un prete?
(Piccolo Principe)
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- Se Ferrara va a Roma si hanno due
sindaci in uno? (Piccolo Principe)
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- I preti brasiliani si ribellano,
"vogliamo avere una moglie e dei bambini". Secco il no dei
genitori dei bambini. (Piccolo Principe)
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- Non so nemmeno perche' lo sto
scrivendo qui, e' che negli anni mi sono sentito sempre a casa mia. Si
scherza su tutto ma so che dietro ci sono persone come me e ora appena
riesco a distinguere i tasti della tastiera, ho il volto pieno di
lacrime. E' finita, io e lei non staremo mai piu' insieme. La nostra
storia e' stata bellissima, sembra uscita da un romanzo di Coelho ed ora
e' finita ed io non riesco ad accettarlo. Nessuno sapeva di noi, era il
nostro piccolo segreto. Ci siamo amati per anni, nel buio della clandestinita',
siamo stati vicini, a tratti una sola cosa. Ed ora e' finita. Ci siamo
conosciuti in ospedale, eravamo nei due letti vicini. Lei era lì gia' da
tempo ed io avevo problemi ben piu' banali ma affrontavo un periodo
nero, difficilissimo. Fu così che sbocciò l'amore. Lei non parlava molto
ma capivo dai suoi piccoli gesti che mi aveva notato. Le stetti vicino
fin da subito, non la abbandonai mai. Fu proprio lì, in quel letto
d'ospedale, negli sprazzi di solitudine che la negligenza degli
infermieri e l'indifferenza dei parenti ci offriva, fu lì che i nostri
corpi si conobbero. Fu la sua prima volta, lo so. E fu anche la mia
prima volta. L'amore si manifesto' in tutta la sua dirompenza e le
confessai di amarla così come non avevo mai amato in vita mia. Nessuna.
Lei non disse nulla, sembrava fissare il vuoto come sempre, quasi
indifferente al mio proclama. Ma sapevo che mi amava, il suo corpo
tremava sotto il mio. Fu così che passarono ben tre anni, i nostri
incontri sempre furtivi, i miei baci rubati, i suoi silenzi che oggi
capisco di aver potuto capire male. E ieri, senza nessun preavviso, il
dio infame! Mi perdoni, mi cada la lingua ma non e' giusto, non doveva
togliermela così. Eppure lei si e' alzata dal letto e se n'è andata.
Senza degnarmi nemmeno di uno sguardo. Stupido io che non ho capito i
suoi silenzi e non ho ascoltato i medici, lo dicevano sempre che dal
coma poteva risvegliarsi. (Piccolo Principe)
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- Mio nonno era uno che nella
reincarnazione ci credeva davvero; nella lapide fece scrivere "torno
subito". (Piccolo Principe)
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- Agenzia Onoranze Funebri: Chiuso per
lutto. (Piccolo Principe)
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- Era così stupido che aveva un Q.I. di
150, in scala 1:10. (Piccolo Principe)
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- Abbiamo due notizie da darvi, una
bella ed una brutta. Quella bella è che abbiamo trovato la particella di
Dio. Quella brutta è che andremo a comunicarglielo tutti insieme.
(Piccolo Principe)
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- Esperimento fallito, la collisione
tra le particelle non ha dato gli esiti
sperati. Hanno fatto il C.I.D. (Piccolo Principe)
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- Il carisma è ciò che fa cadere le
donne ai tuoi piedi, il potere ciò che le fa inginocchiare. (Piccolo
Principe)
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- Indiana, un archeologo di fama
internazionale, si trova impelagato in una difficilissima missione con
il suo fido amico Jones. Dopo varie peripezie l'archeologo si trova in
fin di vita tra le braccia dell'amico, impugna l'inseparabile frustino e
gli confida di essere innamorato di lui. L'amico acconsente a realizzare
il suo ultimo desiderio. Abbiamo trasmesso "Indiana, Jones e
l'ultima frociata". (Piccolo Principe)
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- Mentre osservava il cielo, quella
creatura che ancora non poteva dirsi uomo ma era gia' un passo sopra la
scimmia, comincio' a preoccuparsi per la prima volta dacche' i suoi
piedi avevano calpestato quel mondo caldo e marrone come un fresco
omaggio di dinosauro dissenterico. Negli ultimi tempi la neve era
aumentata a causa degli sbalzi d'umore d'un dio capriccioso, ed era
aumentata anche la pioggia e l'iva e il canone. Quella che ricopriva le
collinette un tempo verdi, era una neve perenne ed era tale dall'inizio
del mondo, non c'era mai stata una neve peremme o perelle. Ma adesso
qualcosa era cambiato, il freddo non era più lo stesso.
Il cercalopiteco [1] scrotava il cielo con aria incerta e riflessiva ed
in un gesto istintivo prese il primo osso che aveva accanto e lo
scaglio' in alto, contando di colpire le stelle. Ma sorrise tra sè e sè
cogliendo per un attimo la stupidità del suo gesto, come poteva mai
pretendere di arrivare alle stelle? Così prese un osso più leggero. In
quel tempo gli uomini vestivano di pellicce, avevano lunghi capelli e
tenevano in mano grosse mazze. Fu per questo che tale esemplare di
ominide fu battezzato uomo di Neandhertal (Niels, Eugenio, Andrea, Nino,
Daniel, Hans, Everett, Ronald, Tizio, Adalberto, Lattanzio). Un lungo e
rigido inverno stava per posare le sue gelide dita sul destino di uomini
e animali, così lungo che nel mese di gennaio avevano messo la foto di
Miss Paleocene in scala 1:1. Così rigido che Neandhertal non se lo
sarebbe perso per nulla al mondo.
Nessuno aveva ancora idea di ciò che sarebbe successo ma proprio
nessuno, i bookmakers davano la fine del mondo a 1 contro 1.000.000. Si
dice che solo un uomo, curvo sul bastone, con la barba canuta e le
membra avvizzite si presentò a riscuotere la vincita. A chi gli chiese
se fosse dio, rispose di no. Egli era più vecchio di dio, era così
vecchio che s'era fatto uno spezzatino di cucco col brodo primordiale.
Quando se ne andò, sorrise e firmò un foglio con le sole iniziali:
P.L.S.
***
[1] così chiamato perche' quando c'era moria di femmine nel branco il
maschio dominante ordinava la ricerca di un valido surrogato:
"cerca lo piteco!" N.d.A.
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- Le donne sono come il parcheggio. O
prendi quello a pagamento o ti tocca cercare molto a lungo per trovare
quello giusto. (Piccolo Principe)
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- Era un maniaco della pulizia. Una
volta l'ho visto chiedere uno stuzzicadenti per ripulire i denti della
forchetta. (Piccolo Principe)
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- Una mela al giorno toglie il medico
di torno, come disse la strega a biancaneve. (Piccolo Principe)
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- A casa mia si mangiavano così tanti
dolci che non avevamo bisogno del Vape per le zanzare, morivano di
diabete. (Piccolo Principe)
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- Sto decisamente esagerando con le
seghe. Ne ho fatte così tante che una volta una chiromante mi scambiò
per un'enciclopedia. (Piccolo Principe)
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