TARZAN

 

 

1.     Avete mai visto una torta farcita? Si'? E un bigne' farTarzan?

2.     Cos'e' l'appendicite? L'attaccapanni per le scimmie di Tarzan.

3.     Questa e' la civilta' : hai tutto quello che vuoi quando non ti serve. (Toto' in "Tototarzan")

4.     Dopo 30 anni di vita solitaria nella jungla con la sola compagnia delle scimmie e per sesso i buchi della giusta forma negli alberi, Tarzan incontra Jane. Jane lo scopre la prima volta mentre sta vigorosamente scopando un buco di un albero. Colpita da tale visione Jane si offre a Tarzan e si distende nuda per terra a gambe aperte. Allora Tarzan le salta addosso e le molla un gran calcio proprio nella zona che sappiamo. Lei urla di dolore: "Ma che cazzo stai facendo?". E Tarzan: "Beh, io controllo sempre prima se ci sono degli scoiattoli..."

5.     Sono un uomo della foresta, nel mangiare mi contento di poco. A me mi bastano due banane, qualche nocciolina, un'aragosta, ma piccola, un pollo lesso, un pollo alla cacciatora con qualche animella, un budino alla guardia di finanza con qualche animella e tartufi. Dolce, vino, formaggio e caffĆ. Mi creda, caro Micozzi, io sono vegetariano. (Toto' in "Tototarzan")

6.     Tarzan corre per la foresta cercando di impaurire gli animali cosô da far valere il suo potere. Vede un ghepardo, lo insegue e lo blocca con una presa a gancio, e dice con vigoria: "Come mi chiamo iooo?" E l'animale impaurito: "Tarzan-Tarzan". Cosô entusiasta del suo incutere timore va alla ricerca di altri animali. Trovato un leone, lo cattura e gli urla: "Come mi chiamo iooooo?". E lui: "Tarzan, Tarzan!!!". E Tarzan soddisfatto se ne va. Ad un certo punto vede un elefante e cerca di bloccarlo per il collo; non riuscendoci cerca di farlo cadere, ma anche questo tentativo va a vuoto. Allora, incazzato nero, Tarzan si mette sotto all'elefante, comincia a sbattergli le palle e gridando gli chiede: "Come mi chiamo iooo?". Non sentendo alcuna risposta riprova: "Come mi chiamo iooooooooo?". Anche stavolta niente e continua a sbattergli le palle e a domandargli il suo nome. Allora l'elefante si gira verso la giraffa e le dice: "AHOOOOO, MA 'NVEDI STO STRONZO... CHE NUN SE RICORDA COME CAZZO SE CHIAMA E ME STA A ROMPE LI COGLIONI A ME!!!!"

7.     PerchÄ Tarzan porta le mutandine? Per non far prendere la banana alle scimmie!

8.     "Pronto, sei Concita?". "No, sono con Tarzan". (Scirio)

9.     Grande scalpore fece ad inizio secolo la vicenda di Tarzan, il signore delle scimmie, proprio per la dimostrazione di come un uomo allontanato dalla civiltł possa imparare in poco tempo ad essere membro della societł stessa e ad accettarne le convenzioni. Eppure, assai piŁ significativa fu la scoperta, tenuta nascosta, della grande intelligenza della sua compagna di giochi, lo scimpanzĆ con cui era cresciuto. L'esploratore si trovś di fronte all'animale, il quale esclamo': "Fatti non fummo a vivere come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza". Lo scienziato rimase esterrefatto... AlchĆ lo scimpanze replicś: "Sol chi non lascia ereditł d'affetti, poca gioia ha nell'urna...". E rivolgendosi al compagno Tarzan: "Quoque tu, Tarzan, fili mihi?". L'esploratore, non sapendo spiegarsi questo raro fenomeno di linguaggio animale, chiese aiuto a Tarzan: "Tu, uomo bianco, spiegami... chi Ć questa tua compagna, e... cosa sta dicendo ?". E Tarzan serafico rispose: "Lei?...CITA!!". (Akel Barzo)

10.  Fidel Castro sta passeggiando nella foresta. Ad un certo punto un uomo muscoloso, a petto nudo, gli si para davanti con fare minaccioso e dice: "Io Tarzan!". "Io Castro". "Ok, me ne vado". (Lopezzone)

11.  "Di solito rimorchiate ragazze al supermercato per divertirvi, o...". "Ma no, di solito io me le butto sulle spalle... e le porto giŁ con la scala". "Ah... una cosa alla Tarzan e Jane". (da"Squadra 49")

12.  C'Ć una antica usanza, in Africa: certe tribŁ indigene dipingono di rosso le palle dell'elefante, perchÄ dicono che cosô si possono nascondere piŁ  facilmente fra i ciliegi. E pare che proprio accanto ad un ciliegio abbia tratto ispirazione Tarzan per il suo celebre urlo. (Mauroemme)

13.  Per lanciare un abito 'ultimo grido', ci vuole Tarzan. (Pino Imperatore)

14.  PerchÄ Tarzan ha smesso di imitare Cita? PerchÄ far cita Ć una pizza. (Scirio)

15.  LA FORZA DELLA CITA
(Stefano Nosei sull'aria di La forza della Vita di Paolo Vallesi)

Trappole e tagliole per la via,
Ć un incubo sta prateria
se hai qualche pezzo commerciabile.
Questa jungla adesso Ć il posto piŁ invivibile
e Tarzan che lo sa non dorme mai:

"Jane,
una forza in noi amore c'Ć
la forza di uno scimpanzÄ
che mangia solo fave in umido.

sputa sempre e qualche volta Ć insopportabile
ma i bracconieri sai, li odia piŁ di noi".

C'Ć uno scimpanzÄ
che questa sorte sfida
con la sua dignitł,
la forza della Cita,
che non ti chiede mai
tangenti e indennitł,
anche se c'Ć chi la offende,
le noccioline non le .

E se ti mancherł
la liana tra le dita
allora capirai la forza della Cita,
che ti trascinerł con sÄ,
non lasciarla andare mai
o ti spacchi in ventitrÄ.

Portafogli di mangusta
portachiavi fatti in gnŁ
coccodrilli stretti al polso
e leopardi per paltś,
c'Ć un bel corno che ti aspetta
Ć di avorio ma non sa
che tua moglie i suoi safari insieme a noi
li fa quando non ci sei...

... Che scherzi fa la vita
tua moglie adesso ha sempre
la liana tra le dita
e non ti chiede piŁ
visoni e cincillł
perchÄ adesso lei li incontra con la Cita
nella jungla in libertł.

16.  Tarzan nella foresta si attacca alle liane. Gli uomini civili nelle citta' si attaccano al tram. (Toto' in "Tototarzan")

17.  Dopo tanti anni di matrimonio Ć naturale guardarsi indietro, rivedere con un po' di nostalgia gli inizi della propria vita sentimentale e  sessuale. Certo, allora si era piŁ imbranati rispetto ai giovani d'oggi, ma le emozioni, nella loro intima essenza, rimangono le stesse. Allora io ero un ragazzo molto pudico, mi rifiutavo persino di guardare le cose ad occhio nudo. Ma fisicamente ed intellettualmente non ero niente male, gli amici dicevano che ero un mirabile incrocio tra Tarzan e Leopardi. Infatti avevo le doti intellettuali di Tarzan e la prestanza fisica di Leopardi.
Allora invidiavo le conquiste del Gnappo, il guappo della compagnia: fusto da Rambo, intelligenza minima indispensabile, quanto basta per avere la considerazione dalle donne. Aveva occhi molto profondi, il suo sguardo era cosô magnetico che quando entrava in una ferramenta gli ci volevano ore per togliersi tutti chiodi dalle sopracciglia. Era anche un gasato, come tutti i personaggi di quel tipo, ma va detto che era anche molto in gamba: si era montato la testa senza neppure leggere le istruzioni. Lui aveva ragazze a pacchi, ma anch'io nel mio piccolo potevo vantarmi di far sognare le ragazze. Infatti si addormentavano quasi subito. Ebbene si, lo ammetto, una certa invidia per il Gnappo c'era. Lui girava sempre coi preservativi in tasca, io invece ero bloccato dal pudore. Gił allora, in quanto cattolico, aborrivo l'uso dei preservativi, fonte di profondi problemi interiori. Per esempio a me facevano bruciare il culo.
Nell'epoca della rivoluzione sessuale, io gił praticavo il sesso pulito: ogni volta mi lavavo le mani.
Il Gnappo ci raccontava sempre delle sue avventure sessuali, delle ragazze che frequentava in contemporanea e dei suoi rapporti che duravano ore ed ore. E lo ascoltavo in silenzio, tacendo del mio fastidioso problema di eiaculazione precoce. Il ricordo andava alla mia prima volta, quando con una mano le tolsi gli slip, mentre con l'altra gił mi accendevo una sigaretta.
Il Gnappo era ovviamente soddisfatto della sua natura fortemente maschile. Io invece, coi primi turbamenti desideravo sovente cambiare sesso. Ne avrei voluto uno piŁ grosso.
Me li ricordo i primi turbamenti, il primo amore. Ah, il primo amore! Ricordo che le mandai cosô tante lettere che lei alla fine s'innamorś del postino. La conobbi ad una festa di amici. Era una brava ragazza, nella vita aveva conosciuto alti e bassi. E se li era sempre fatti tutti.
Poi i primi sorrisi, i primi furtivi baci, perugina, e i bigliettini scartati assieme sotto la ridente luna maggiolina. Ricordo che non si riusciva a leggere un cazzo. Forse perchÄ era troppo piccolo. Poi fu il momento del sesso, delle prime esperienze serie. Come dei nomadi incalliti andavamo spesso in campeggio con la roulotte: quando ci fermavamo, gli zingari facevano la raccolta di firme per farci cacciare.
Ricordo poi quella volta che andammo dalle parti di Firenze, quando ancora Pacciani era in libertł. Ad un tratto accostai in una zona buia e deserta. Lei spaventata mi disse: "Ma, caro, dai... il mostro..." Ed io, eccitatissimo: "Un attimo di pazienza, ora lo tiro fuori...".
Fu in quel periodo che feci le mie prime scoperte sull'intimitł femminile, scoprii per esempio che la passerina Ć sempre umida, forse per non far polvere quando si scopa.
E capii anche quanto fosse profondo l'essere femminile, in questo mondo maschilista. Per lei la festa della donna era importante, e non doveva essere relegata ad un solo giorno l'anno. E infatti lei festeggiava la festa della donna due o tre volte l'anno, ogni volta che io avevo un'erezione.
Anche la ricerca di una nostra intimitł era problematica.
La cittł era sempre piena di gente. Era sempre cosô sovraffollata che eravamo costretti a far l'amore uno sopra l'altro.
Una volta, in uno scompartimento vuoto del treno ci stavamo scambiando effusioni. Ad un certo punto si aprô la porta e comparve un tizio che chiese: "Scusate, questa Ć la seconda?" "Ma si faccia i cazzi suoi!" Gli risposi seccato.
Ma si sa che il cervello e' un organo favoloso: comincia a lavorare dal momento in cui ti svegli alla mattina, e non smette fino a quando entri in ufficio. Cosô stupidamente la persi, per colpa del Gnappo, che me la portś via. La lotta tra l'intelligenza e l'apparenza Ć impari, le donne adorano i belli dentro ma scopano i belli fuori. Ci rimasi male, ma tutto sommato devo ammettere che era giusto che finisse cosô: psicologicamente lei non era fatta per me, ora lo capisco. Aveva le tette piccole.
Ma allora ci rimasi male lo stesso, e dopo quell'esperienza ebbi un periodo di profonda crisi. Rifiutai per molto tempo ogni rapporto, rifuggii ogni donna. Non ne potevo proprio piŁ. E pensare che ogni giorno c'era una donna che insisteva, continuava a chiedermi di sposarmi, ma io niente da fare.
VabbĆ, era mia madre, ma il concetto Ć quello. (Mauroemme)

18.  Cara, di cognome ti chiami Ranocchia? Vieni, andiamo a fare un girino. (Dal Film "Tototarzan")

19.  Sono un uomo della foresta, un forestiero. (Toto' in "Tototarzan")

20.  Confidenze fra du' omini sposati.  "Eh -fa uno- con du' figlioli fra' piedi, oramai colla mi moglie 'un c'Ć piŁ fantasia!". "Noi invece no! -fa quell'altro- I figlioli ci s'hanno anche noi, ma l'amore strano si fa sempre. Tu vedesse quando lei si spoglia e si mette tutta 'gnuda a buoritto in salotto, co' pattini a rotelle alle mani e a' piedi! Io , monto sur tavolino, tutto gnudo anch'io, m'attacco al lampadario, dondolo per un po', poi fo' un bell'urlo di Tarzan, mi butto e ni finisco sul groppone! Te lo poi immagina', con que' pattini...". "Me lo 'mmagino i! Ma 'un Ć perioloso?". "Un poino si, ma tu sapesse come si divertano i bimbi!". (da Il Vernacoliere)

21.  Lo sapevate che Tarzan indossava una tunica all'ultimo grido? (DrZap)

22.  Terra ai contadini, ferrovie ai ferrovieri, cimiteri ai morti. (Toto' in "Tototarzan")

23.  Io non ho paura di Berlusconi. Lui cita? E io Tarzan!  (Bilbo Baggins)

24.  "Ehi Tarzan, che Ć successo oggi di speciale nella giungla?". "Pfui .. niente.  Solo il solito tranquillo tam tam di tutti i giorni!" (Bilbo Baggins)

25.  Citazione: spidocchiarsi e saltare di ramo in ramo mangiando banane. (Bilbo Baggins)

26.  Tarzan un giorno entro' in una foresta. E da li' non usci' piŁ perchÄ era vergine e fu costretto a sposarsela. (DrZap)

27.  Se lo offendi Tarzan ti...cita? (Zap)

28.  E' morta Cita. Condoliane. (Franco Sardo)

29.  E' morta Cita: nel prossimo motoGP tutti i piloti scenderanno in pista con una tutina pelosa. (Umore Maligno)

30.  Il sergente paracadutista che lo vuole lanciare di sotto col paracadute e De La Buffas non si vuole lanciare: "Ricordati che sei nei commandos....". "Sulla mia pelle ci commandos io....". (Toto' in "Tototarzan")

31.  La pelle di leopardo: il ricordo di un amico morto di morbillo. (Toto' nel film "Tototarzan" di Mario Mattioli)

32.  Io Tarzan, tu bona, loro fessi. (Toto' a Marilyn Buferd in "Tototarzan")