- Nel piccolo villaggio nel pieno della
jungla africana e’ arrivato il famoso cacciatore bianco Felipe. Fa
presto amicizia con il locale Pierino, un ragazzino negretto, simpatico,
ma con l’handicap di essere balbuziente. Un giorno sono seduti sotto una
palma, quando si avvicina un leone. Il Pierino lo vede e si mette a
gridare: "Le.. le.. le...". Il leone si avvicina paurosamente
e silenziosamente: e’ chiaro quali sono le sue intenzioni. Il Pierino
continua a gridare: "Le... le... le...". Proprio quando il
leone sta per fare l’ultimo salto, il cacciatore avvisato dalle grida
del Pierino locale si gira, vede il leone e gli spara salvando tutti. Viene
indetta una grande festa per festeggiare Pierino e il cacciatore. Grandi
bevute e Hurra. Ad un tratto Pierino grida: "Hip... hip.. hip...".
E tutti: "Hurra". Pierino continua: "Hip... hip... hip..."
e tutti "Hurra". E tutti furono travolti e mangiati dagli
ippopotami!
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- Un ragazzo possiede un organo
sessuale molto lungo, ma ha l'handicap di essere balbuziente, il che gli
rende difficile abbordare le ragazze. Un giorno non ne puo' piu' e
decide di fare qualche cosa per cui va dal dottore: "Aaaappena aaaapro
la bobobocca le dooonne fufuggono!...nonon popotro' mamai seservirmi di queeeello
di cui Dio mimi ha dodotato!". E il dottore: "Non e' grave.
Voi conoscete senza dubbio il rapporto fra corde vocali e organo
sessuale. Bastera' con una piccola operazione tagliare il pene e la voce
tornera' normale". Dopo l'intervento effettivamente il ragazzo non
balbetta piu', ma una settimana dopo ritorna dal dottore per
lamentarsi: "Dottore, e' orribile. Ora con quello che mi resta non
posso fare grandi cose. Potreste rendermi il pene lungo come
prima?". E il dottore: "Tr...Tr... Troppo ta...tardi!".
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- Da chi e' stato inventato il cha-cha-cha?
Da un balbuziente! Ancora oggi non si sa cosa volesse dire.
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- Un balbuziente entra in un bar:
"Ba-ba-barista, scu-scu-scusi, mi fa un ca-ca-caffe'?". "Si',
lo pre-pre-preparo su-subito !". "Ma che fa mi pi-pi-piglia in
gi-gi-gi-giro ?". "No, ba-ba-ba-balbetto a-a-a-anche io".
A questo punto entra un altro cliente: "Mi fa un caffe' per favore
?" e il barista prontamente: "Certo lo preparo
immediatamente". Il primo cliente allora innervosito: "Ma, a-a-a-a-llo-allo-allora,
mi pi-pi-pi-pipi-pigliava in gi-gi-gi-giro !!". - No, pi-pi-pi-pi-pigliavo
in gi-gi-gi-giro lui !".
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- Tre balbuzienti leggono di una cura
sperimentale, e si presentano alla clinica. Una dottoressa molto sexy
spiega loro i dettagli promettendo una lauta ricompensa e conclude
dicendo: "Chiunque di voi guarira' dalla balbuzie potra' far
l'amore con me per una notte intera". I tre si sottopongono cosi'
alle torture di cui e' fatta la cura, e alla fine si presentano al test.
La dottoressa chiede al primo: "Tu, dove sei nato?" e lui
risponde: "R-r-r-r-r-r-roma!". "Mi dispiace, non sei
guarito. Avanti il prossimo!". Di nuovo la dottoressa dice
"Tu, dove sei nato?" e lui: "M-m-m-m-milano!".
"No, no", dice la dottoressa, "anche tu non sei guarito!
Avanti il terzo!". Questi entra nella stanza. "Bene", fa
la dottoressa, "dimmi tu dove sei nato". "Ascoli"
risponde quello. "Bene", dice lei, "sei guarito!". E
vanno entrambi in una stanza attigua dove passano l'intera notte.
"Ah, che fantastica nottata", dice la dottoressa quando escono
dalla stanza. "E sono felice di averti guarito". E quello
risponde: "Piceno!".
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- Un balbuziente napoletano, cieco in
un occhio e senza una gamba, torna a lavorare dopo un lungo periodo di
ferie. Un collega lo saluta e gli chiede cosa abbia fatto in quel
periodo. E lui: "M-m-m-mi sono sssp-p-possato!". "Ah, e
con chi?". "C-c-cccon M-m-mmmmargher-r-r-ita!". "E
chi e'?". Per solidarieta' interviene un altro collega:
"Margherita, non te la ricordi? Quella daltonica, strabica, su una
sedia a rotelle, senza capelli". E il primo collega: "Ah si’!
Margherita. E cosa avete fatto?". "Ab-b-bbbiamo f-f-f-attto u-u-u-n
f-f-f-iglio". "Auguri! E come lo avete chiamato?". "U-u-u-u-u-uu...".
"...Ugo?". "N-n-n-o. U-u-u-u-u...".
"Umberto?". "N-n-n-o. U-u-u-u-u...".
"Ubaldo?". "N-n-n-o. U-u-u-u-u ittammu!".
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- Impiegato: "Nome?".
Cliente: "Pie-pie-pie-pietro". "Ah, diavolo, e'
balbuziente, mi spiace!". E il cliente: "No io no, parlo bene,
mio padre e' balbuziente e l'ufficiale di anagrafe era un gran figlio di
puttana!".
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- Un balbuziente che abita in via Pomponazzi
trova un elefante morto sulla soglia di casa che gli impedisce di
entrare. Telefona alla polizia per farlo togliere: "P-p-p-ront-t-t-o
P-p-oo-p-p-oolizia! C-c-c--c'e' un e-e-e-elef-fante m-m-orto dava-a-a-anti
ca-c-c-caasa mia!". La polizia: "Ci dica dove abita che
veniamo a prenderlo". Il balbuziente: "A-a-abito in v-v-v-ia P-poo...
P-p-poo... P-p-oo" e imbestialito butta giu' il telefono perche'
non riesce a dire il nome. Fa passare 10 minuti, si calma e ritelefona:
"P-p-pront-t-t-o P-p-oo-p-p-oolizia! C-c-c-c'e' un e-e-e-elefante m-m-m-orto
dava-a-a-anti a-a-alla m-m-m-ia po-o-o-rta!". E il poliziotto:
"Ah e' ancora lei... se mi dice dove abita veniamo subito". Il
balbuziente: "S-s-sto in v-v-via P-p-pooo... P-p-p-poo... Poo..."
e ancora piu' infuriato butta giu' il telefono. Passano tre ore e il
balbuziente ritelefona: "Pr-r-ront-t-to P-poolizia! S-s-sono qu-quello
dell'e-e-e-elefante!". " Allora ci dice dov'e'
l'elefante?". " In v-v-ia Po". E il poliziotto: "E
ci ha messo 3 ore per dire che sta in via Po?". "N-n-no c-c-ci
ho m-m-messo tre ore per po-portare l'e-e-elef-fante da via Poo-pomponazzi
a v-v--ia P-po!".
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- Un uomo entra in un bar e chiede al
barista: "U-U-U-U-Una BI-BI-BI-BI-BI-Birra, per FA-FA-FA-Favore".
Il barista gli da' una birra e dice: "Anch'io balbettavo cosi', un
tempo. Poi ho detto con mia moglie di picchiarmi ogni sera per due
settimane... Accidenti, ha funzionato e non balbetto piu'. Quando te ne
vai di qua, perche' non ci provi anche tu?". L'uomo se ne va. Due
settimane dopo, l'uomo ritorna nel bar e chiede: "U-U-U-U-Una BI-BI-BI-BI-BI-Birra,
per FA-FA-FA-Favore". Il barista: "Non hai provato quello che
ti aveto detto?". E l'uomo: "Si', NO-NO-NO-NO-Non ha FU-FU-FU-FU-Funzionato,
ma hai una bella casa!"
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- Non potevo prendere un cane perche' era
troppo caro. E finalmente hanno aperto al mio quartiere un negozio di animali
difettosi. Potevi prendere un micio omosessuale, un cammello piatto. Io
avevo preso un cane che balbettava: i gatti lo facevano impazzire e lui ab-b-b-aiava.
(Woody Allen).
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- Un ragazzo molto timido e balbuziente
non riesce ad ordinare un caffe'. Si prepara tutto il giorno davanti
allo specchio, poi si decide, scende le scale ripetendosi a mente
'buongiorno vorrei un caffe', entra nel bar, c'e' un caos, il barman
indaffarato non lo degna di uno sguardo, il ragazzo continua a ripetersi
a mente 'Un caffe'-un caffe''. Ad un tratto il barman finalmente gli rivolge
la parola per un istante, il ragazzo esita, balbetta "Ca...ca... ca...
un'aranciata". "Ecco a lei l'aranciata" lo serve
velocissimo il barman. Il giorno gopo il ragazzo e' certo di riuscire;
si e' preparato scientificamente 'Caffe-caffe-caffe' ripete camminando
verso il bar, si fa strada tra i presenti, il barman lo nota, lo segue
con lo sguardo, il ragazzo guardandolo dice d'un fiato "Buongiorno
vorrei un caffe'". "Cooome ?" risponde il barman e il
ragazzo sconsolato: "Un'aranciata".
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- Una signora con una bimba di pochi
anni si avvicina ad un tizio davanti alla stazione: "Scusi, per
Piazza della Vittoria?". Il tizio che purtroppo e' balbuziente con
mille smorfie risponde: "Pre... prenda la stra... stra... da a
si... si... sinistra e svo... svo... svolti al semaforo!".
"Grazie, molto gentile!". La signora si allontana e dopo poco
avvicina di nuovo al tizio: "Scusi... per Piazza della
Vittoria?". Il tizio pazientemente tra mille smorfie risponde:
"Pre... prenda la stra... stra... da a si... si... sinistra e svo...
svo... svolti al semaforo!". "Grazie, molto gentile!". La
Signora si allontana e subito dopo si ripresenta chiedendo:
"Scusi, per Piazza della Vittoria?". Il tizio a questo punto
balbettando ancora di piu' per il nervoso domanda: "Ma... ma... ins...omma...
non ha an... cora ca... ca... pito?". "Veramente si', ho
capito benissimo... ma lo faccio per la bambina che si diverte
tanto!".
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- Scuola di paracadutismo: "Oggi
facciamo una prova di lancio. Contate fino a dieci e poi aprite il
paracadute". Tutti si lanciano e arrivano a terra regolarmente,
tranne uno che precipita e si sfracella al suolo scavando una buca. Una
squadra di recupero si precipita per portare aiuto e trovano il
poveretto, un balbuziente, tutto rotto che dice: "Se... se... se...
sette, o..., o..., o...tto..."
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- Due balbuzienti passeggiano per il
paese. Uno dei due vede una magnifica biondona e dice balbettando
all'altro: "Oh, A... A... ntonio, l'hai vi... vi...sta que... que...
lla?". Ma il secondo non fa in tempo a vederla e il primo dice:
"E' gia' pa... pa...ssata". Poco dopo il primo vede una
magnifica mora e dice all'altro: "Oh, A... A...ntonio, l'hai vi...
vi... sta que... que... lla?". "Do... do... ve?". Ma la
donna e' scomparsa. Poco dopo il primo dice: "L'hai vi... vi... sta
que... que... lla?". E il secondo balbuziente, non volendo fare la
stessa figuraccia delle due volte precedenti, dice: "Si', sta...
sta... volta l'ho vi... vi... sta!". E l'altro: "E all... all...
ora pe... pe...rche' l'hai peee... peee... stata?"
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- Il cuculo e' un finocchio
balbuziente?
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- Marco e Giovanni, due amici affetti
da balbuzie, si ritrovano dopo molto tempo. Sempre balbettando dicono
che si sono sposati e che hanno migliorato la propria pronuncia. Dopo un
po' decidono di fare una gara a chi fa prima a comprare un pacchetto di Marlboro,
cosi' si recano dal tabacchino. Entra per primo Marco: "U u u un p p
pacc pacc pacchetto di di Marlboro dure". Esce ed impiega 15
secondi. Subito dopo entra Giovanni: "U u u un p p pacc pacc pacchetto
di di Marlboro". Il tabacchino gli chiede: "Dure o
morbide?". E Giovanni: "Po po porca troia, mi mi mi fa mi
fatto perdere".
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- Su una nave tutti i membri dell'
equipaggio sono balbuzienti. Un giorno, mentre la nave e' al largo, la
vedetta scorge una nave in lontananza: "Ca-ca-capi-pi-pi-ta-ta-tano,
una na-na-na-ve a dri-dri-dritta!". "So-so-sono a-a-ami-mi-mici
o ne-ne-nemi-mi-mici?". All' improvviso la nave in lontananza
spiega una bandiera nera, con teschio e tibie incrociate. La vedetta
urla: "Ca-ca-capi-pi-pi-ta-ta-tano, i pi-pi-pi-pi,i pi-pi-pi-pi,i
PI-PI-RA-RA-TI !!!!". Il capitano chiama il nostromo: "No-no-nostro-stro-stromo,
pre-pre-presto!". Arriva il nostromo: "S-s-s-si, ca-ca-capi-pi-pi-ta-ta-tano?".
"Ci-ci-ci so-so-sono i pi-pi-pi-pi,i pi-pi-pi-pi,i PI-PI-RA-RA-TI
!!!". Intanto la nave pirata si avvicina. Il nostromo convoca i
marinai: "Tu-tu-tu-tutt-tt-tt-tti s-s-sul po-po-po-ponte!". I
marinai arrivano e rispondono: "Si-si-si-siss-ss-ss-ssign-gn-gn-gnor-r-r-r-r-re!".
Il capitano annuncia: "Ci-ci-ci so-so-sono i pi-pi-pi-pi,i pi-pi-pi-pi,i
PI-PI-RA-RA-TI !!!!". Scena di panico generale, mentre la nave
pirata e' sempre piu' vicina. Il capitano prosegue: "Ma-ma-ma-ma...".
Arriva la mamma del capitano: "Si-si-si, fi-fi-figlio, hai ch-ch-ch-chiama-ma-ma-ma-mato?".
Il capitano: "N-n-n-o, st-st-sta-stavo d-d-d-ice-ce-cendo ma-ma-ma-mari-ri-rinai,
no-no-noi co-co-co-comba-ba-batt-tt-ttere-re-remo co-co-contro i pi-pi-pi-pira-ra-ra-rati,
pe-pe-per le no-no-nostre vi-vi-vite e pe-pe-per la pa-pa-pa-pa...".
Arriva il papa' del capitano: "Si-si-si, fi-fi-figlio, hai ch-ch-ch-chiama-ma-ma-ma-mato?".
"N-n-n-o, st-st-sta-stavo d-d-d-ice-ce-cendo pe-pe-per la pa-pa-pa-pa-patr-tr-tria".
La nave pirata e' ormai vicinissima. Il capitano ordina: "Uo-uo-uo-uomi-mi-mi-mini,
ai ca-ca-ca-cann-nn-nno-noni!". "Si-si-si-siss-ss-ss-ssign-gn-gn-gnor-r-r-r-r-re!".
La nave pirata sta per iniziare l' arrembaggio... Capitano: "Fuo-fuo--fuo-fuo-fuo-fuo-fuo-fuoc-c-c-c-c-c-co
!!!!!". E
i cannoni: 'PU-PU-PU-PU-PU-PU-PU-PU-PU-PU-PU-PUMMM!!!!!!'
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- Due amici balbuzienti si incontrano e
uno fa all'altro: "L-lo sai c-c-che han-n-n-o a-a-perto u-u-una sc-sc-scuola
p-p-per ba-ba-ba-ba-ba-lbuzien-ti?". E l'altro: "Perche' n-non
ba-ba-ba-lbettiamo bene?!"
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- "Gino!!! Madooonna, Gino!! Come stai,
eh? Caro il mio Gino! Come va, eh? Racconta, racconta". "C-C-C-Ciaooo!
B-B-Be-Bene, b-bene, ho ttttrovato l-ll-lll-lavoro, sai?". "Ma
va? Ma bravo!! E cos'è che fai, eh? Racconta, racconta!". "F-FF-FFF-Faccio
i-il gua-guardiano d-de-del-delle ga-galline!". "Cooosa? Ma
dai! Ma che lavoro è? E' un lavoro del cazzo!". "Eh no! E' u-un
lavoro d-di r-res-respon-responsa-b-b-bilità, sai?". "Sì, vabbè,
ma cos'è che fai di preciso?". "A-al ma-mat-mattino, apro l-la
po-porta d-del po-po-pollaio e dico COO COO COO... e loro escono
t-tu-tte. Alla sera di-dico PIO PIO PIO e lo-loro to-tornano de-dentro e
io ch-chi-chiudo la porta!". "Scusa se insisto, Gino, ma
continuo a pensare che sia un lavoro del cazzo. Ma dai, è sempre la
stessa cosa, sempre uguale tutti i giorni". "Eh no! P-Per
esempio, l'aaaaltro giorno, al-alla ma-matttttina ho detto COO COO COO...
e sono uscite. Alla sssera ho detto PIO PIO PIO... e sono eeentrate,
tutte, tttran-ne uu-uuna! A-All-llora le ho ddetto S-SENTI TU, NNNON P-P-PRENDERMI
PER I CO-CO-CO... e sono uscite tutte!!!".
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- Un balbuziente preso in giro per il
suo difetto dice: "Tutti hanno un difetto no? Per esempio tu con
quale mano ti pulisci il culo?". "Con la mano destra".
"Hai visto, tutti lo fanno con la carta!!!"
|
- Anche i grilli bestemmiano, solo che
balbettano. (Maurizio Sangalli)
|
- Cos'e' un balbuziente? Un uomo di
poche parole, ma di molte sillabe!
|
- Un balbuziente decide di andare a
scuola di dizione. Un mese dopo incontra un amico che gli chiede:
"Allora, come va?" Sei migliorato?". E l'altro:
"Senti: sette serpenti sibilano in salotto sotto il sofà!".
L'amico è sbalordito: "Ma è incredibile! Fantastico! Non hai più
problemi! Sarai contento, immagino!". "S-s-sì, m-m-ma è u-u-una
fr-frase un po-po-pò dif-dif-difficile d-d-da in-in-inserire i-i-in u-u-una
co-co-co-conversazione"
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- "Suo figlio è balbuziente dalla
nascita?". "NO, da quando ha cominciato a PARLARE !".
(Dalla corrispondenza interbancaria)
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- "Allora, ti hanno assunto alla
radio?". "N-n-no, hanno d-d-d-etto c-che s-s-s-ono t-t-roppo
alto!". (Bob Phillips)
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- Un balbuziente ha un difetto
particolarissimo: non può pronunciare le parole che iniziano per B. Con
l'aiuto di una logopedista e con molto esercizio una sera riesce a dire:
"Questa è una b.... Questa è una b.... Questa è una b.... Questa è
una birra!!!!". Il giorno dopo va al pub con gli amici, e cerca di
stupirli! "Cameriere! Una B... una b... una b... Una birra, per
cortesia!" "Bionda o Bruna?"..."Cocacola, grazie!"
|
- Un balbuziente telefona al 12: "Pr
Pr pr proooonto. Qua Qua Qua Qua qua quanto co co co co co costa te te te
te tele tele tele tele telefona telefona telefona telefonare in A A A Ame
Ame Ame Ame America ?!?!". "Credo proprio che a lei convenga
prendere l'aereo..."
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- Dica trentatré disse il medico.
Il balbuziente disse "Uno" trentatré volte. (Carlo Squillante)
|
- Ho visto scozzesi balbuzienti guarire
alla prima telefonata interurbana.
|
- Pierino e' a scuola: c'e' la lezione
di scienze. La maestra spiega agli scolari il particolare fenomeno per
cui solo gli esseri umani, unici nel mondo animale, balbettano.
"Non e' vero, signora maestra!" esclama Pierino. "E perche'
no, Pierino?" chiede sorridendo la maestra. "L'altro giorno
stavo giocando con il mio gattino... E' arrivato il cane del mio vicino
di casa... Il mio gattino faceva "ffffff!! ffffffff!! ffff!!"
ma prima che riuscisse a dire "Fottiti!!" il cane se l'e'
mangiato!!". (Fashanu)
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- "Mi chiamo Pe... Pe... Pe... Pe...
Pedro". "Posso chiamarti solo Pedro?"
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- ZZZZZZZZZZZZ Penoso esordio di un
balbuziente che chiede dello zucchero. (tinmartin)
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- Un distinto signore, che ha un
difetto di pronuncia (gli manca la esse), sale su un treno ed entra nel
vagone letto a lui assegnato. Si e' appena sistemato che sente bussare e
l'addetto alle cuccette fa entrare una bella ed elegante signora. Lui si
presenta educatamente e poi chiede alla signora: "Prego, fignora,
lei dove defidera fiftemarsi?". "Oh, grazie, preferirei la
cuccetta superiore!". "Bene allora, lei fi mette fopra e io fotto!".
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- Un vascello, alquanto malconcio dopo
una tempesta, si dirige al porto più vicino, quello di Pearl Harbour.
Tutte le scialuppe di salvataggio sono andate distrutte, e il rischio di
affondare è alto. Allora il capitano, che tartaglia, chiama a sè la
ciurma: "Qu... quando gri... grido Pe.. Pe... Pearl Harbour, tu...
tu... tutti in acqua e nu... nu... nuotare fino alla co... co...
costa". Qualche ora dopo: "Pe... Pe... Pe...". E tutti i
marinai si buttano felici in acqua. "Pe... Pe... Pescecani!".
(Mauroemme)
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