FIABE e FAVOLE

1.     C'era una volta nella foresta un leone che ogni volta che incontrava il lupo gli diceva: "Lupo,  hai i capelli troppo lunghi!" e con questa scusa lo gonfiava di botte. Questa storia si  ripete per molti giorni fino a che il lupo si lamento’ con la volpe. La volpe, allora,  ando’ a parlare con il leone: "Ascolta leone,  vabbe' che sei il re della foresta, ma non puoi picchiare il lupo solo perche’ ha i capelli lunghi. Devi trovare una scusa migliore". "Cosa mi suggerisci, volpe?"  chiese il leone. "Non so,  ad esempio puoi chiedergli di andare in paese a prenderti un pacchetto di Marlboro. Se te le porta 'dure' lo picchi perche’ le volevi 'morbide'. Se te le porta 'morbide' lo picchi perche’ le volevi 'dure' ". "D'accordo"  rispose il leone soddisfatto. Il giorno dopo il leone incontro’ il lupo e gli chiese: "Lupo, va in paese e prendimi un pacchetto di Marlboro! ". "Morbide o dure? "  gli chiese il lupo. E il leone: "Oh insomma, lupo, HAI I CAPELLI TROPPO LUNGHI!"

2.     Al castello del principe c'e' un grande ballo. Un cavaliere arriva e vede dall'altra parte della sala una dama bellissima; cerca di raggiungerla, ma viene fermato da una ragazza veramente brutta che gli chiede: "Minuetto, messere?". "E minuetto, madonna!". Controvoglia il cavaliere balla e appena finisce la musica prova di nuovo a raggiungere la bellissima dama, ma viene fermato da un'altra ragazza piu' brutta della prima che gli chiede: "Valzer, messere?". "E valzer, madonna!". Al termine del ballo vede ancora la bella dama e sta per raggiungerla, ma una donna bruttissima lo ferma ancora: "Polka, messere?". "E POLKA MADONNA!".

3.     Tutte le volte che Biancaneve diceva "Vado di la' a farmi un pisolo", Brontolo si incazzava.

4.     Adamo comincia a raccontare una fiaba ai suoi figli Caino e Abele: "Ci sara' una volta...".

5.     Cappuccetto Rosso va in giro per il bosco, e tutta giocosa, raccoglie i funghi, canticchiando una canzoncina: "Un funghetto, trallala', due funghetti, trallala', tre funghetti, trallala'...". Un nanetto la osserva, e decide di approfittare dell'occasione. Cosi' si stende in mezzo al sottobosco, si tira giu' la lampo ed aspetta gli eventi. Cappuccetto Rosso passa finalmente di li' e continua la sua filastrocca: "Quattro funghetti, trallala', cinque funghetti, trallala', sei funghe..., sei funghe..., sei funghe ..., sei funghetti, trallala'...".

6.     Cappuccetto Rosso passeggia nel bosco, quando vede il Lupo Cattivo nascosto dietro un tronco: "Che occhi grandi che hai, Lupo Cattivo !". Il Lupo Cattivo salta in aria e scappa via. Un poco piu' in la', lungo la strada, Cappuccetto vede nuovamente il lupo rintanato dietro un segnale stradale: "Che orecchie grandi che hai....". Il Lupo si spaventa e scappa via di nuovo. Ancora un po' oltre Cappuccetto vede di nuovo il Lupo rannicchiato dietro un grosso ceppo: "Che denti grandi che hai....". Al che il Lupo salta in piedi e si mette a gridare: "Ma ti vuoi levare dai coglioni, non vedi che sto' cercando di cagare in santa pace !!".

7.     Cenerentola vuole andare al ballo al castello del Principe e chiede il permesso alla fatina che lo concede a patto di tornare prima di mezzanotte, altrimenti la sua cosina si trasformera' in un'anguria. Cenerentola l'anguria non sa nemmeno cosa sia, ma dice di si' e va alla festa. Qui lei ed il principe ballano, poi Cenerentola  lo prende da parte e gli dice:  "Dai, andiamo a farci le coccole; io devo tornare a casa presto". "No aspetta, devo intrattenere gli ospiti". Passano le ore; sono passate le 11 ed ancora il principe non si decide: troppi sono gli impegni di corte. Cenerentola vede che il tempo passa ed e' sempre piu' preoccupata. Ad un certo punto il principe fa fare silenzio nella sala e dice: "Come sapete sono di ritorno dall'oriente, ed ho portato un frutto nuovo ed esotico! Si chiama anguria". E la mostra in un gran vassoio d'argento. Cenerentola guarda l'anguria, si guarda fra le gambe e dice sottovoce al principe: "Dai principe, andiamo! Devo tornare a casa prestissimo". E il principe sottovoce: "Proprio adesso? Aspetta un momento, lo vedi che tutti ci guardano!".  Ed il principe continua: "Ed ora vi faccio vedere come si mangia l'anguria!". Taglia una gran fetta, ed avidamente se la mangia tutta mordendola e leccandola. Tutti sono felici, e mentre tutti si avvicinano all'anguria, il principe prende in disparte Cenerentola e le fa: "Cosa mi dicevi? A che ora devi tornare a casa?". E Cenerentola: "Mah, alle tre, le quattro...".

8.     Una vecchia siede davanti al caminetto, quando ecco apparire una fata che le concede tre desideri. - Vorrei che questa casa tornasse bella com'era una volta. Colpo di bacchetta ed ecco fatto. - Ora vorrei riessere bella come ero in gioventu'.  Zakkete e fatto anche questo. - E come ultimo desidero che il mio gatto si trasformi in un bellissimo Principe Azzurro. Detto e fatto. Il Principe Azzurro si avvicina allora alla non piu' vecchia e cingendole la vita le sussurra: "Ti penti, adesso, di avermi fatto castrare eh?".

9.     Favola nel mondo dei cioccolatini: E vissero per sempre felici e ... fondenti.

10.  Cosa disse la mamma a Cappuccetto Rosso prima di mandarla dalla nonna? In bocca al lupo!

11.  Ho visto una cicala ereditare una fortuna da una formica morta di stress.

12.  La pulce alla mamma: mi racconti la favola di Pidocchio?

13.  Pinocchio sta facendo il bagno in mare. Sulla spiaggia la Fata Turchina lo sorveglia. Trascorso un po' di tempo la Fata Turchina dice a Pinocchio di uscire dall'acqua. Pinocchio esce e corre verso la Fata, ma inciampa e cadendo finisce con il naso in mezzo alle gambe di lei. "Ahi!" grida lui. Ma la fata gli sussurra: "Dai Pinocchio, dimmi qualche bugia!!".

14.  Perché Pinocchio non aveva la mamma? Perché papa' Geppetto l'aveva fatto con una sega!

15.  C'e' sciopero in Paradiso e Gesu'  sostituisce S. Pietro all'ingresso. Ad un tratto Gesu' vede  avvicinarsi un arzillo vecchietto:  "Benvenuto buon uomo, qual e' il tuo nome?". "Mi chiamo Giuseppe, ma ho vari soprannomi". "E che lavoro facevi  Giuseppe?".  "Il falegname". "E  dimmi: hai avuto prole ?". "Ho  avuto un figlio ma per miracolo, non so neanch'io come e' potuto accadere". "Ah si' ?!"  (diventando pensieroso). "E... cosa faceva  questo figlio ?".  "Eeeeh!   Mi  dava  un  sacco  di grattacapi. Era sempre via  insieme a persone sconosciute. Ma io lo sapevo che un giorno o l'altro lo avrebbero tradito!".  Gesu' sussulta un attimo, poi gli fa ancora una domanda: "E... senti, com'era il suo rapporto con... la gente ?".  "Mah, qualcuno gli voleva bene, altri no.  Ha avuto problemi  con le forze dell'ordine... Eppoi, tutta quella gente  che lo voleva mettere  sempre  in  croce !".  Gesu', con gli occhi pieni di lacrime alza le braccia al cielo e grida: "Papa' !". E il vecchietto: "Pinocchio !".

16.  Tavolo: nonno di Pinocchio.

17.  A tutte le donne: state in guardia, perché se un bacio puo' trasformare un rospo in un principe azzurro, una cerimonia nuziale trasforma sempre un principe azzurro in un rospo.

18.  Come si chiamava il figlio di Ali' Baba' ? Ali' bebe' ...

19.  Pinocchio ha appena avuto un rapporto sessuale con la sua ragazza e le chiede come sia andata. Lei gli dice: "Pinocchio ... non te la prendere, mi dispiace dirtelo, ma tu mentre facevamo sesso mi hai tutta ferita con le schegge!". Pinocchio rimane profondamente amareggiato e torna da Geppetto piangendo e spiegandogli il perché del suo pianto: "Cosa posso fare?". Geppetto gli dice: "Quello di cui tu hai bisogno e' solo un pezzo di carta smerigliata. Usala una volta al giorno e cio' risolvera' il tuo problema". Tempo dopo Geppetto incontra Pinocchio e gli chiede come vada con la carta smerigliata: "Hai risolto i tuoi problemi con le ragazze?". E Pinocchio: "Ragazze? E chi ha bisogno delle ragazze?"

20.  Era un principe cosi' brutto, ma cosi' brutto che Cenerentola se ne dovette andare alle 10 anzicche' a mezzanotte.

21.  Favola russa. C'era una vodka... (Gino Patroni)

22.  Qual e' la bibita preferita da Biancaneve? Seven-Up!

23.  Notizia giornalistica: Conferito l'ambito premio Strega nella categoria 'Fiabe' alla matrigna di Biancaneve.

24.  Un tizio sta percorrendo di sera tardi una strada di campagna e, forse per l'arietta frizzante o forse per una prolungata astinenza sessuale, gli viene una gran voglia di chiavare. Ma li' attorno non c'e' nessuno su cui sfogare le proprie voglie... quando ad un tratto i fari illuminano un campo di zucche e pensa: "Beh! Le zucche sono morbide, calde, quasi, quasi...". Detto fatto si ferma, scende, prende una zucca, vi fa un foro piu' o meno delle giuste dimensioni e comincia a darci dentro. Intanto passa un'auto della polizia che, vista la macchina in sosta, si ferma a vedere cosa e' successo. Lo sbirro scende e nell'oscurita' vede il tizio in mezzo al campo, che, infoiato come un mandrillo, non si e' accorto di niente e continua imperterrito a darci dentro. Lo sbirro esterrefatto si avvicina ed esclama: "Ma non vede che sta chiavando una zucca?!?". "Una zucca? Cacchio, e' gia' mezzanotte ?!?!".

25.  Cappuccetto Rosso attraversa il bosco e incontra il lupo. "Ciao Cappuccetto Azzurro!". "Ciao Lupo daltonico!"

26.  Qual e' la favola preferita dalle acciughe? Alice nel paese delle meraviglie.

27.  Cenerentola nel mezzo del ballo viene invitata dal principe ad appartarsi. Una volta infrattati la donzella gli slaccia i pantaloni e incomincia a fargli un pompino, quando il principe le dice: "In quanto nobile devi usare questo vassoio d'argento per raccogliere il mio sperma reale". Dai e dai, lui viene sul vassoio, senonche' rintocca la mezzanotte e Cenerentola scappa perdendo la mitica scarpa. Il principe allora le urla: "Cenerentola... la scarpetta!!!!". E lei: "Fagliela fare a quella troia di tua madre..."

28.  Un giorno un tizio va dal dottore e dice : "Dottore, sono disperato; ho una palla di ferro e l'altra di legno". Il dottore stupefatto risponde: "Ma lei come fa ha tirare avanti? Ce l'ha una moglie ? E dei figli?". L'uomo, sconsolato, dice: "La moglie ce l'ho e ho anche due figli... ROBOCOP e PINOCCHIO!!!"

29.  Geppetto entra in bagno dopo Pinocchio, poco dopo esce tutto incazzato: "PINOCCHIO, cosa hai fatto in bagno?". "Nulla, babbino..." dice Pinocchio. E Geppetto: "COSA HAI FATTO? Dimmi la verita' ". E Pinocchio: "Va bene, babbo, mi so' fatto una sega!". E Geppetto: "Oh bravo, allora corri a levare i trucioli!!!"

30.  Chi e' Cappuccetto Rosso? E' un preservativo di estrema sinistra!!!

31.  Cosa dice Cappuccetto Rosso schiacciandosi un brufulo? LU PUS IN FABULA!!!

32.  "L'uomo non e' di legno" come disse Pinocchio.

33.  Cosa ci fa un'acciuga che entra nella vagina della Ferilli? Alice nel Paese delle Meraviglie!!!

34.  Cappuccetto Rosso passeggia per i boschi quando il Lupo Cattivo salta fuori da dietro un albero: "Ohhh, non avrai intenzione di mangiarmi, vero ?!?". Il lupo: "Mangiare, mangiare, ma non c'e' piu' nessuno che scopa in questo mondo ?".

35.  Un tizio con dei dolori ai genitali va dal medico che dopo la visita esclama: "Mio Dio, ma voi avete un testicolo di legno e uno d'acciaio". E l'uomo: "perché e' grave?". E il dottore: "Certo! Voi non potete avere figli". L'uomo allora si volge verso la sala d'attesa e grida: "Pinocchio, Robocop, venite qua da papa'!"

36.  Questa mattina e' entrato un lupo nel mio bar. Mi ha chiesto brioche e cappuccetto...

37.  Fiaba, s.f.: Un racconto horror per preparare i bambini alla lettura dei giornali. (L.L. Levinson in 'The Left Handed Dictionary')

38.  LA FAVOLA DI NONNO DOC: CAPPUCCETTO NERO
Cappuccetto Nero era una sgarzola di tredici anni che viveva ad Harlem con una mamma rompipalle. La mamma puliva i pavimenti da Ronnie, il locale chic per pescecani, dove si sniffava coca a tutto andare e gli spacciatori sudavano piu' dei camerieri. Bene, a fine serata la mamma di Cappuccetto puliva la moquette con l'aspiratutto e ci trovava dentro un bel mucchietto di coca e lo portava a casa. Dovete sapere che Cappuccetto aveva anche una nonna cieca, ex-sassofonista di jazz, che viveva da sola con un canarino, e tutti e due tiravano coca come mantici, la nonna addirittura se la sparava nel naso con il sassofono, il canarino ci si infarinava dentro e poi cantavano insieme I get kick of you baby e svegliavano tutto il palazzo. Ogni settimana Cappuccio Nero doveva attraversare tutta Harlem per portare la coca alla vecchia, se no quella dava di matto e andava a suonare il sax per strada con il canarino che teneva il piattino in bocca (era un canarino robusto) finche' qualcuno le dava una dose se la smetteva, perché la nonna con l' eta' era un po' rimbambita e suonava il sax sbagliato tenendo in bocca la parte piu' grossa e non era un bel vedere. Ma non divaghiamo. Una notte la mamma dice a Cappuccio: vai a portare la roba alla nonna, ma occhio a Lonesome Wolf, Lupo Solitario, che l'ho visto bazzicare da quelle parti. Lonesome e' un ragazzo che spaccia di tutto, anche i lamponi se c'e' mercato, e ha una fedina penale che sembra un elenco del telefono. Cappuccio Nero se ne va nella notte e non ha paura, perché e' una piccola negretta di tredici anni, ma in tasca ha un serramanico che sembra una tavola da windsurf. Ed ecco che alla 44a strada esce dal buio Lupo Solitario e le si piazza davanti e fa sfavillare le zanne nella notte e dice: "Di' sorella, cosa porti in quel canestrino? Focaccine?". "perché non ti fai i cazzi tuoi, lupo" dice Cappuccio, e gli molla un tal calcio la' dove dondola che Lonesome tira fuori dalla gola tre litri di whisky e il pasticcio di maiale della colazione. "Ehi piccola - fa Lonesome - pesti duro. Ma stai calma: non voglio fregarti la roba. Ho un business da proporti. Senti, facciamo fuori la vecchia, e ogni volta che ma' ti da' la roba, ce la teniamo noi. Io te la piazzo, facciamo a mezzo e quando abbiamo un po' di soldoni da parte andiamo in Florida e apriamo un chiosco di frullati. Cosa ne dici?". "Cazzo, Lonesome - disse Cappuccio - c'hai una bella nuca. Non ti facevo cosi' tosto. Ci sto". Ed ecco che si presentano alla baracca della vecchia, che e' li' in vestaglia sul letto che sbrodola corn-flakes dappertutto e si sta mangiando la sua pantofola spalmata di burro, piu' cieca che mai. "Sono qua nonnina" disse Cappuccio. "Vaffanculo, Cappuccio - bercia la vecchia - ti sei fermata a fare battipanza con qualche sifilitico per strada, che arrivi solo adesso? Un altro po' e mi sniffavo del detersivo, del gran che sono in down. Molla la neve, stronza". Il lupo, che pure non frequenta delle duchesse, ci resta secco al fraseggio della nonna. Per di piu' il canarino gli caga in testa. Allora il lupo si avvicina al letto della nonna con una sciarpa in mano per darle una tirata di collo. "Sei tu, stronza? - dice la vecchia, allungando l'artiglio, - qua la roba. Ma... che puzza di piedi che fai". "Ho camminato molto" dice il lupo, facendo la vocina da disco-music. "Sara' - dice la vecchiaccia, tastandolo - ma cosa cazzo sono queste due gran basette a spazzolone?". "E' l' ultima moda newyorchese, nonna" squittisce il lupo. "Ah si'? - continua la megera, - e queste due spalle dove le hai messe insieme?". "Faccio un sacco di flessioni, nonna" dice il lupo, e si prepara a darle una bella strizzata. "Ah si'? - dice la vecchia - e questo cos' e', un regalo?" e agguanta il lupo sempre li' dove dondola, e gli da' una bella tirata, e Lonesome ulula come dieci ambulanze in processione. Poi la nonna tira fuori una berta da sotto il cuscino, e inizia a sparare a mitraglia, il lupo ulula dal male, Cappuccio cerca di svignarsela con la roba ma il canarino le gnocca un occhio con una beccata, si sveglia tutto il condominio, finche' arriva un pulismano di ronda grosso che sembrano tre distributori di coca cola uno sull' altro. Dice: "Che cazzo succede qua! Ci si sollazza?". "Come no - dice Cappuccio - e tu non vuoi tirare un po', pulone?". Iniziano a sniffare come due bracchi. Poco dopo arrivano due soggetti rasta in pigiama con una bottiglia di gin, e un casino di portoricani con i bidoni da suonare. La vecchia prende il sax e sta per suonare Blue Moon alla rovescia, ma il rasta le versa dentro tutta la bottiglia di gin e la stende per qualche ora. Cappuccio Nero se li passa tutti uno alla volta e poi c'e' una gran scazzottata perché un portorico si e' rimesso due volte nella fila  e il poliziotto e' cosi' fatto che si chiava anche la nonna dicendo sono sempre stato un suo fan signora Liz Taylor e nella confusione un portorico si fa uno spiedino col canarino e Cappuccio si incazza e fanno di nuovo a botte e arrivano altri dieci o dodici sconvolti e anche un bonzo, insoma alla mattina alle otto Cappuccio si presenta a casa proprio alla frutta con una faccia come un vampiro col collasso. "E' questa l' ora di tornara a casa, troiaccia? - dice la mammina - dove sei stata?". E Cappuccio le racconta una favola. (Tratto da: Terra!, di Stefano Benni, Ed. U.E.F., 1997)

39.  FAVOLA DI CAPPUCCINO ROSSO
Da quando la Bella Addormentata aveva cominciato a pungersi con un ago, la droga andava che era una Favola. Il Gaggio con gli Stivali, una specie di Coatto con i Camperos, aveva il monopolio dello spaccio in zona, se si esclude la roba sintetica venduta in banca, nota come il Crack dell'Ambrosiano. Un frate comunista, tale Cappuccino rosso, su suggerimento della Fata dalla Forfora Azzurra, aveva aperto una comunità di recupero dove Biancaneve aveva  portato sua sorella tossicomane, conosciuta come Bucaneve (che famiglia: una con le mele, una con le pere...); erano inoltre presenti la suddetta Bella Addormentata, la Bestia con l'insonnia (che se non approfittava di un colpo di sonno della Bella, ma quando la rimorchiava?) ed infine il nano drogato, Bucolo, da tempo entrato nella Galleria di Anita Garibaldi, il tunnel dell'eroina, nonchè sempre presente in tribuna al Campo di Calcio di Pantelleria: era all'ultimo stadio. Cappuccino Rosso riceveva per la comunità molti aiuti esterni: aveva avuto da Alì Ladrone quaranta babà; da Pollicino un televisore piccolissimo; ed anche Ezechiele Lupo, passando alla guida di una ruspa, aveva promesso che sarebbe presto ritornato con dei porcellini. Uno di questi tre, tale Gimmy, mostrò alla comunità il piano di difesa contro Ezechiele, al che Cappuccino Rosso, che i porcellini li voleva, pur fingendosi imparziale, gli augurò un grandissimo "In bocca al lupo!", rivelando per chi facesse il tifo e, dopo aver congedato Gimmy, cercò di scongedarlo per mangiarselo subito. L'amico abbronzatissimo di Aladino, il Genio della Lampada, regalò alla comunità tre desideri. Del primo dei Desideri, già giocatore della Roma e dell'Inter, non gliene fregò niente a nessuno: il secondo desiderio di Cappuccino Rosso fu Kim Basinger nuda sul suo letto in perenne stato di eccitazione sessuale, che con la comunità non c'entrava molto, ma egli disse: "ora o mai più"; il terzo desiderio fu il dono di una mitica sostanza magica di cui si conosceva solo il leggendario nome, NUTELLA, che pareva avesse la forza di far dimenticare persino le droghe più pesanti. Il Genio disse che la Nutella era custodita nella città dei nani, che, detto per inciso, erano molti ma molti di più di sette. I nani abitavano nei Paesi Bassi la cui capitale, L'Aia, si trovava appena fuori della fattoria. Cappuccino Rosso bussò alla porta della fortezza e questa si aprì lentamente con Cigolo, il nano che non oliava mai i perni. Quest'ultimo lo indirizzò ai Tetri Sotterranei dove avrebbe incontrato i nani-guida per la Nutella, Bubbolo e Peticellolo. Ma ecco che il nano camorrista, Cutolo ed un manipolo di nani malavitosi - Ergastolo, Muscolo, Moccolo e Patibolo - sbarrarono loro la stada. Cappuccino Rosso non si perse d'animo: "O Nutella o morte!" fu il suo grido di battaglia. Chiese al nano matematico, Calcolo, di fare due conti sulle forze in campo: i Cattivi di Cutolo erano agguerriti, ma i Buoni erano ben organizzati. Avevano il sostegno dei nani della stampa, Titolo, Articolo, Fascicolo, Opuscolo e del nano fotografo Grandangolo; c'era la sicurezza economica garantita dal nano generoso, Obolo: c'erano gli appoggi dei nani militari Cingolo, Veicolo, Binocolo, Manipolo. La battaglia nelle gallerie, in cui furono guidati dai nani sotterranei Cunicolo e Cavernicolo, fu cruenta. Rimasero sul campo il nano veneziano, Gondolo, il nano ballerino, Truciolo, il nano di febbraio, Coriandolo, e, agonizzante, Rantolo. Ma alla fine il vecchio nano Secolo, il veterano, potè lanciare l'urlo di vittoria: Cappuccino Rosso ed i suoi si apprestavano all'ultima prova, il Labirinto. Ma i nani Svincolo, Vicolo, Pericolo, Angolo e Trappolo trovarono abilmente la strada. Un nano ubriaco, Vinicolo, li portò nella Stanza Segreta dove tutti ammirarono le imponenti figure dei nani Custodi della Nutella: Brufolo e Diarreolo. "Sono mandato dal Re dei Re, Nocciolo" disse solennemente Cappuccino Rosso. "Sei il benvenuto" rispose Brufolo, "e siamo lieti di affidare la Nutella nelle tue mani anche perché noi, non potendoci muovere da qui, ci nutriamo con essa da anni ed i risultati sono visibili" concluse accennado alla pancia ed alle protuberanze cutanee che gli valevano il suo nome proprio. "Fanne buon uso" incalzò Diarreolo "e non esagerare come io stesso ho fatto in passato, perché..." "Penso di indovinare, Diarreolo" tagliò corto Cappuccino Rosso, "ma ora scusatemi, devo scappare e tornare in Comunità". Fu così che la Nutella fu portata nel mondo degli umani. Se ne giovarono per primi gli ospiti di Cappuccino Rosso: ben presto dimenticarono le altre sostanze stupefacenti perché, in confronto ad un cornetto od una pizza bianca con la Nutella, non c'è pera, canna o pasticca che tenga... In seguito la mitica sostanza si diffuse in tutto il mondo e, seppure essa stessa possa ritenersi una droga, poiché causa pesante assuefazione, forse si può considerare l'esempio di primo vero caso di antiproibizionismo della storia. E siamo sicuri che, se da domani la Nutella fosse messa fuorilegge, gli spacciatori avrebbero un ottima arma in più per arricchirsi a dismisura.

40.  Cenerentola ballo' tutta la notte col principe, volteggio' instancabile, rapita dalla musica, per le grandi sale della reggia, riflettendosi nelle alte specchiere come una farfalla azzurra. A mezzanotte era sudata come una cavalla. (Romano Bertola)

41.  LA FAVOLA DI SPACCIANEVE

Spaccianeve viveva ai margini del bosco fatato,
in un monolocale fuori equo-canone semi arredato,
e si guadagnava da vivere non vendendo rose,
bensi' campava smerciando la dose.
Con lei abitavano i sette Nasi contenti
che poi erano i suoi migliori clienti:
c'erano Spinolo, Passalo, Scaldalo, Pillolo, Trippolo e Rollo,
e infine Sniffolo, che era di tutti il rampollo,
si alzavan di mattina a un'ora molto presta
e prendevano la pista attraverso la foresta,
era una pista lunga e polverosa
che conduceva a una radura erbosa,
dove i Nasi lavoravano tutta la settimana
coltivando papaveri e canapa indiana.
"Andiam (sniff-sniff) andiam (sniff-sniff), andiamo
a coltivar tanti bei papaveri da raffinar,
e noi vogliam (sniff-sniff) vogliam (sniff-sniff),
vogliamo respirar
la polverina che ci darà la felicità!"
Ma Spaccianeve dirigeva la piantagione
e suggeriva moderazione:
"Portate pazienza miei giovani amici,
mettete un freno alle vostre narici,
soltanto se i raccolti saranno buoni
verranno soddisfatte le vostre aspirazioni"
Intanto la malvagia Regina
nel suo superattico con piscina
stava armeggiando senza fretta
con uno specchio e una lametta,
ah, no, scusate, mi son sbagliato,
con uno specchio si, ma fatato.
"Specchio, specchio delle mie brame
chi ha la roba piu' buona del reame?"
"Regina, una volta l'avevi tu,
ma ora Spaccianeve ne ha piu' buona e molta di piu'!"
"Ah, sciagurata! Come osa ostacolarmi?
Dimmi dov'e', sicche' io possa vendicarmi!"
"Ai bordi del bosco valla a cercare
e questo strano frutto in regalo le dovrai portare."
Cosi' la Regina partì un bel mattino
sotto mentite spoglie di un pusher marocchino
e giunse poco dopo alla casina
portando in tasca una siringa piena di stricnina.
"Benvenuto amico mio, posso darti una mano?"
disse Spaccianeve quando vide l'Africano,
"gradisci un chilom, un trip, un caffè con la panna?"
aggiunse poi, rollandosi una canna.
"Gara Sbaggianeve, di ringrazio dell'invido
e g'hai gulo ghe sdasera sono brobrio ben fornido!
Gosa ne digi di farmi endrare
gosi' questa bella bera gi bossiamo sbarare?"
Spaccianeve accetto' volentieri la proposta,
senza neanche immaginare la malvagita' nascosta,
ma poco dopo cadde riversa sulla schiena
con l'ago ancora piantato nella vena.
Ora la Regina, tornata normale,
quella sventurata si mise a sbeffegiare:
"Guardati, Spaccianeve, sei ridotta ad uno straccio,
ed ho di nuovo io il monopolio dello spaccio!
Vedi cosa succede alle persone golose?
Chi troppo vuole alla fine si ritrova in overdose!"
Immaginate voi lo strazio e la disperazione
che colse i nasetti di ritorno dalla piantagione,
il primo di essi aprendo la porta
la vide distesa che sembrava morta:
"Oh, Spaccianeve, dicci chi e' stata
chi ti ha venduto roba tagliata!
Come faremo noi la mattina
senza la magica polverina?"
E rimasero a fissare quel corpo inerte
che aveva le gambe tutte scoperte:
"Certo pero' che e' proprio carina!"
sussurro' Sniffolo con la sua vocina,
rispose Rollo "Che vuoi che ti dica,
e' sempre stata un gran pezzo di ****,
ma adesso che e' in coma non sente niente,
potremmo farcela tranquillamente!"
Cosi' si disposero in fila indiana
davanti all'ingresso di quella tana,
entrando a turno per pochi minuti,
finche' tutti quanti non furon venuti.,
quindi riposero quel corpo giallo
dentro una bara di puro cristallo
e dopo un viaggio di pochi minuti
la scaricarono in mezzo ai rifiuti.
Da quel di' vissero nella disperazione
trascurando persino la piantagione,
e diedero fondo con ritmi indecenti
alle riserve di stupefacenti.
Era da tempo finita la scorta
quando qualcuno busso' alla porta,
e di chi era quel tocco lieve?
Ma che domande, di Spaccianeve!
L'accolsero tutti con entusiasmo,
addirittura sfiorando l'orgasmo,
quindi le chiesero come si chiamava
quel tipo strano che l'accompagnava.
"Cari Nasetti, prestate attenzione,
e' a lui che devo la resurrezione,
e' dolce come il miele, tenero come il burro
ed il suo nome è Principe Buzzurro!"
Costui era un tipo un casino alternativo,
capelli lunghi, la barba, lo sguardo primitivo,
i jeans unti e strappati, portava un grosso anello,
gli puzzavan le ascelle, fumava lo spinello,
e quando i sette Nasi gli chiesero una spiegazione
lui rispose cosi', grattandosi il panzone:
"A nase', cioe', io stavo a rovista' n'a monnezza
quando d'un tratto te vedo 'sta bellezza,
stava ferma, distesa, tutta sbracata,
e che dovevo fa', io m'a so' chiavata!"
"E lei - chiesero stupiti i Nasi - si e' svegliata?"
"No, pero' la voja mica m'era passata,
e lei stava sempre la, dentro 'sta scatola de vetro,
aho, io l'ho ggirata, m'a so' fatta pure dietro!"
"Ed a a quel punto - insistettero i Nasi - che lei si è risvegliata?"
"Manco pe' gnente, pero' la voja io me l'era levata.
Me ne stavo a anna', abbonandome i carzoni
quando questa caccia n'urlo - mi cojoni!
'A more' - me dice - pe' tutta 'sta trafila
vedi un po' de cala' na bbella centomila!"
E siccome che 'sta cifra nu je la potevo da'
m'ha chiesto de seguirla, ed ora eccoce qua!"
E da quel giorno vissero ai margini del bosco
Spaccianeve, i sette Nasi, con in piu' quel tipo losco,
ripresero a coltivare, e tutto andava bene
anche perché avevano le narici sempre piene,
mentre invece la Regina, travolta dall'egoismo
si era data addirittura all'alcoolismo.
"Tutto e' bene cio' che ti fa star bene", dice il saggio
e a volte ne basta appena un assaggio.
Ma... lunga la pista, stretta la via,
occhio che arriva la Polizia!!!

42.  CAPPUCCIETT RED. Tant ma tant temp ago, ce stava 'na little Cappucciett Red. One mattin her mamma dissed: "Dear Cappucciett, take this cest to the nonn but warning to the lup that is very ma very kattiv! And torn prest! Good luck! And in boc at the lup!". Cappucciett didn't capl very well this ultim thing but went away, da sol, with the cest. Cammining cammining, in the cuor of the forest, at a cert punt she incontered the lup, who dissed: "Hi! Piccula piezz'e girl! 'Ndove do you go?". "To the nonn with this little cest,which is little but it is full of a sacc of chocolate and biscots and panetons and more, more, more and mirtills" she dissed. "Ah, mannagg 'a maruschella (maybe an expression com: what a cul that I had)" dissed the lup, with a fium of saliv out of the bocc. And so the lup dissed: "Beh, now I dev andar because the telephonin is squilling, sorry." And the lup went away, but not very away, but to the nonn's house. Cappucciett Red, who was very ma very lent, lent un casin, continued for her sentier in the forest. The lup arrived at the house, suoned the campanel, entered, and, after saluting the nonn, magned her in a boccon. Then, after sputing the dentier, he indossed the ridicol night berret and fikked himself in the let. When Cappucciett Red came to the fint nonn's house, suoned and entered. But when the little and a bit stupid girl saw the nonn (non was the nonn, but the lup, ricord!) dissed: "But nonn, why do you stay in let?". And the nonn-lup: "Oh, I've stort my cavigl doing aerobics!". "Oh, poor nonn!", said Cappucciett (she was more than a bit stupid, I think, wasn't she?). Then she dissed: "But... what big okks do you have? Do you bisogn some collir?". "Oh, no! It's for see you better, my dear (stupid) little girl" dissed the nonn-lup. Then Cappucciett, who was more dur  than a block of marm: "But what big oreks do you have, do you have the orekkions?". And the nonn-lup: "Oh, no! It is to ascolt you better". And Cappucciett (that I think was now really rincoglionited) said: "But what big dents do you have!". And the lup, that at this point wanted to dir: "Cossi ti mai?" (maybe an expression com: to buy to you the little machine, never?) dissed: it is to magn you better! And magned really tutt quant the poor little red girl. But (ta dah!) out of the house a simpatic, curious and innocent cacciator of frodo (maybe a city near there) sented all and dissed: "Accident! A lup! Its pellicc vals a sac of solds. And so, spinted only for the compassion for the little girl, butted a terr the kils of volps, fringuells and conigls that he had ammazzed till that moment, imbracced the fucil, entered in the stanz and killed the lup. Then quarced his panz (being attent not to rovin the pellicc) and tired fora the nonn (still viv) and Cappucciett (still rincoglionited). And so, at the end, the cacciator of frodo vended the pellicc and guadagned (Honestly) a sacc of solds. The nonn magned tutt the leccornies in the cest. Cappucciett red... beh!, let her stay, because she had capit. And so, everybody lived felix and content (maybe not the lup!).

43.  Pinocchio ce l'aveva lungo e duro? (Comix)

44.  I NANI SONO MOLTO PIU' DI SETTE [ RICCARDO CASSINI ] . Da quando la Bella Addormentata aveva cominciato a pungersi con un ago, la droga andava che era una Favola. Il Gaggio con gli Stivali, una specie di Coatto con i Camperos, aveva il monopolio dello spaccio in zona, se si esclude la roba sintetica venduta in banca, nota come il Crack dell'Ambrosiano. Un frate comunista, tale Cappuccino Rosso, su suggerimento della Fata dalla Forfora Azzurra, aveva aperto una comunità di recupero dove Biancaneve aveva portato sua sorella tossicomane, conosciuta come Bucaneve (che famiglia: una con le mele, una con le pere...); erano inoltre presenti la suddetta Bella Addormentata, la Bestia con l'insonnia (che se non approfittava di un colpo di sonno della Bella, ma quando la rimorchiava?) ed infine il nano drogato. Bucolo, da tempo entrato nella Galleria di Anita Garibaldi, il tunnel dell'eroina, nonché sempre presente in tribuna al Campo di Calcio di Pantelleria: era all'ultimo stadio. Cappuccino Rosso riceveva per la comunità molti aiuti esterni: aveva avuto da Ali Ladrone quaranta babà; da Pollicino un televisore piccolissimo; ed anche Ezechiele Lupo, passando alla guida di una ruspa, aveva promesso che sarebbe presto ritornato con dei porcellini. Uno di questi tre, tale Gimmy, mostrò alla comunità il piano di difesa contro Ezechiele, al che Cappuccino Rosso, che i porcellini li voleva, pur fingendosi imparziale, gli augurò un grandissimo "In bocca al lupo!", rivelando per chi facesse il tifo e, dopo aver congedato Gimmy, cercò di scongedarlo per mangiarselo subito. L'amico abbronzatissimo di Aladino, il Genio della Lampada, regalò alla comunità tre desideri. Del primo dei Desideri, già giocatore della Roma e dell'Inter, non gliene fregò niente a nessuno: il secondo desiderio di Cappuccino Rosso fu Kim Basinger nuda sul suo letto in perenne stato di eccitazione sessuale, che con la comunità non c'entrava molto, ma egli disse: "Ora o mai più"; il terzo desiderio fu il dono di una mitica sostanza magica di cui si conosceva solo il leggendario nome, Nutella, che pareva avesse la forza di far dimenticare persino le droghe più pesanti. Il Genio disse che la Nutella era custodita nella città dei nani, che, detto per inciso, erano molti ma molti di più di sette. I nani abitavano nei Paesi Bassi, e questa è coerenza, la cui capitale, L'Aia, si trovava appena fuori della fattoria. Cappuccino Rosso bussò alla porta della fortezza e questa si aprì lentamente con Cigolo, il nano che non oliava mai i perni. Quest'ultimo lo indirizzò ai Tetri Sotterranei dove avrebbe incontrato i nani guida per la Nutella, Bubbolo e Peticellolo. Ma ecco che il nano camorrista, Cutolo ed un manipolo di nani malavitosi Ergastolo, Muscolo, Moccolo e Patibolo sbarrarono loro la strada. Cappuccino Rosso non si perse d'animo: "O Nutella o morte!" fu il suo grido di battaglia. Chiese al nano matematico, Calcolo, di fare due conti sulle forze in campo: i Cattivi di Cutolo erano agguerriti, ma anche i Buoni erano ben organizzati. Avevano il sostegno dei nani della stampa, Titolo, Articolo, Fascicolo, Opuscolo e del nano fotografo Grandangolo; c'era la sicurezza economica garantita dal nano generoso, Obolo: c'erano gli appoggi dei nani militari Cingolo, Veicolo, Binocolo, Manipolo. La battaglia nelle gallerie, in cui furono guidati dai nani sotterranei Cunicolo e Cavernicolo, fu cruenta. Rimasero sul campo il nano veneziano, Gondolo, il nano ballerino, Truciolo, il nano di febbraio, Coriandolo, e, agonizzante, Rantolo. Ma alla fine il vecchio nano Secolo, il veterano, poté lanciare l'urlo di vittoria: Cappuccino Rosso ed i suoi si apprestavano all'ultima prova, il Labirinto. Ma i nani Svincolo, Vicolo, Pericolo, Angolo e Trappolo trovarono abilmente la strada. Un nano ubriaco, Vinicolo, li portò nella Stanza Segreta dove tutti ammirarono le imponenti figure dei nani Custodi della Nutella: Brufolo e Diarrèolo. "Sono mandato dal Re dei Re, Nòcciolo", disse solennemente Cappuccino Rosso. "Sei il benvenuto - rispose Brufolo - e siamo lieti di affidare la Nutella nelle tue mani anche perché noi, non potendoci muovere da qui, ci nutriamo con essa da anni ed i risultati sono visibili", concluse accennando alla pancia ed alle protuberanze cutanee che gli valevano il suo nome proprio. "Fanne buon uso - incalzò Diarrèolo - e non esagerare come io stesso ho fatto in passato, perché... " "Penso di indovinare, Diarrèolo - tagliò corto Cappuccino Rosso - ma ora scusatemi, devo scappare e tornare in Comunità". Fu così che la Nutella fu portata nel mondo degli umani. Se ne giovarono per primi gli ospiti di Cappuccino Rosso: ben presto dimenticarono le altre sostanze stupefacenti perché, in confronto ad un cornetto od una pizza bianca con la Nutella, non c'è pera, canna o pasticca che tenga. In seguito la mitica sostanza si diffuse in tutto il mondo e, seppure essa stessa possa ritenersi una droga, poiché causa pesante assuefazione, forse si può considerare l'esempio di primo vero caso di antiproibizionismo della storia. E siamo sicuri che, se da domani la Nutella fosse messa fuorilegge, gli spacciatori avrebbero un'ottima arma in più per arricchirsi a dismisura.

45.  Come ha fatto Cappuccetto Rosso a non distinguere sua nonna da un lupo? (Fabio Fazio)

46.  La vera storia di Cappuccetto Rosso. Una sera sola soletta Cappuccetto Rosso camminava per il bosco con il suo cestino di vimini dirigendosi verso la casetta della buona nonnina. L'aria era tersa, e gli usignoli cinguettavano allegramente saltellando di ramo in ramo. "Che splendida giornata !" esclamo` Cappuccetto Rosso tutta felice, e continuo` per la sua strada cantando un'allegra canzoncina; la mamma le aveva raccomandato di stare attenta ai brutti incontri nel bosco, che a volte loschi figuri si nascondevano dietro agli alberi per insidiare le tenere fanciulle come lei. "Non preoccuparti mammina," aveva detto Cappuccetto Rosso, "chi mai potrebbe volere far del male ad una bimba, nel nostro ridente paesello di Valle Felice ?". E cosi` si era incamminata, per portare alla nonna una cosa di cui ella aveva estremo bisogno. Mentre seguiva il sentiero degli innamorati un lupo feroce e cattivo sbuco` da dietro a un albero, e disse a Cappuccetto Rosso: "Ciao cara, cosa fai qui?". Cappuccetto Rosso stava per dire: "Vaffanculo, lupo!", ma si trattenne. Aveva infatti notato il fallo di considerevoli dimensioni che dondolava tra le gambe della belva. "Yum-yum" penso' Cappuccetto Rosso, e si getto` avidamente sul lupo per violentarlo. "Aiuto, aiuto", grido` il lupo, mentre Cappuccetto Rosso si avventava sulla sua verga con la bocca spalancata. Divincolandosi il lupo riusci` a liberarsi dalla presa e, afferrato un nodoso ramo, colpi` alla nuca la fanciulla, tramortendola. Poi, fuggi` disperato, finche` non arrivo` ad una casetta isolata, dove penso` di poter trovare rifugio; busso` alla porta. "Chi e`?" chiese una tremula voce da dietro alla porta. "Ehm, sono l'idraulico" disse  affannosamente il lupo. "Un uomo!" penso' la vecchia, che altri non era che la nonnina adorata di Cappuccetto Rosso; e subito lo fece entrare. Non appena il lupo fu entrato, la vecchia gli balzo` addosso con sorprendente agilita` e comincio` a baciarlo sulla bocca: poi si denudo` e gli disse: "Idraulico, tira fuori la chiave inglese e ispeziona questa tubatura, he he". Il lupo si senti` svenire alla vista del pube della vecchia novantenne, e corse verso la porta; ma la vecchia gli fece una presa al collo da lottatore professionista, e lo fece cadere al suolo. La nonna di Cappuccetto Rosso era una ninfomane di 94 anni, ex-prostituta in un bordello di Tripoli; il lupo passo` momenti terribili, e riusci` a sottrarsi alle sue voglie solo sfasciandole sul cranio un pesante posacenere in marmo con la scritta "Ricordo di Riccione". Stava per andarsene, quando udi` bussare alla porta. "Chi e`?" chiese imitando la voce tremolante della vecchia. "Sono io nonnina, Cappuccetto Rosso" senti' rispondere il lupo con grande sgomento. Immediatamente chiuse la vecchia nel gabinetto, si mise la sua cuffia in testa e si infilo` nel letto, da cui grido`: "Avanti" alla faciulla. "Eccomi, nonnina", disse Cappuccetto Rosso avvicinandosi al letto ed infilando la mano nel cestino; "Ti ho portato la lavanda vaginale che mi avevi chiesto" proclamo` estraendo dal paniere un enorme strumento di gomma di foggia strana. "Oh, ehm, grazie." rispose il lupo. "Ma, nonnina, che mani grandi che hai!" disse sgranando occhioni la dolce fanciulla. "Davvero? Beh, perche` non torni a casa prima che faccia buio?". "E che bocca grande che hai!". "Si', e` perche` ho tolto la dentiera... ma ora vai, su... muoviti!". "E che uccello grande che hai!" disse scostando il lenzuolo e fissando il membro del povero malcapitato; e si getto` su di lui, facendosi impalare dalla sua verga. "Ahhh mi hai schiacciato le palle..." stava urlando il lupo, quando la porta del gabinetto si spalanco` e ne usci` la vecchia, che subito si sedette sulla faccia del lupo. "Mmmmph....fmmfmm..." borbotto` il lupo, ormai stremato, quando dalla porta di ingresso della casupola entro` un cacciatore. "Mio dio, un lupo!" grido`, ed estraendo un fucile mitragliatore Kalashnikov fece fuoco sulle due ninfomani, riducendole a gruviera. "Grazie", disse il lupo al suo salvatore "non so come ringraziarti". "Oh, il modo ci sarebbe..." rispose il cacciatore, soppesando il membro del lupo tra le sue mani; "Baciami stupido!". Il lupo e il cacciatore si allontanarono nel tramonto mano nella mano, e vissero per sempre felici e contenti.

47.  Cappuccetto RoTTo stava per dire: "Vaffanculo, lupo!" ma si trattenne. Una sera sola soletta Cappuccetto Rosso camminava per il bosco con il suo cestino di vimini dirigendosi verso la casetta della buona nonnina. L'aria era tersa, e gli usignoli cinguettavano allegramente saltellando di ramo in ramo. "Che splendida giornata !" esclamo` Cappuccetto Rosso tutta felice, e continuo` per la sua strada cantando un'allegra canzoncina; la mamma le aveva raccomandato di stare attenta ai brutti incontri nel bosco, che a volte loschi figuri si  nascondevano dietro agli alberi per insidiare le tenere fanciulle come lei. "Non preoccuparti mammina," aveva detto Cappuccetto Rosso, "chi mai potrebbe volere far del male ad una bimba, nel nostro ridente paesello di Valle Felice ?" E cosi` si era incamminata, per portare alla nonna una cosa di cui ella aveva estremo bisogno. Mentre seguiva il sentiero degli innamorati un lupo feroce e cattivo sbuco` da dietro a un albero, e disse a Cappuccetto Rosso: "Ciao cara, cosa fai qui?". Cappuccetto Rosso stava per dire: "Vaffanculo, lupo!" ma si trattenne. Aveva infatti notato il fallo di considerevoli dimensioni che dondolava tra le gambe della belva. "Yum-yum" penso' Cappuccetto Rosso, e si getto` avidamente sul lupo per violentarlo. "Aiuto, aiuto", grido` il lupo, mentre Cappuccetto Rosso si avventava sulla sua verga con la bocca spalancata. Divincolandosi il lupo riusci` a liberarsi dalla presa e, afferrato un nodoso ramo, colpi` alla nuca la fanciulla, tramortendola. Poi, fuggi` disperato, finche` non arrivo` ad una casetta isolata, dove penso` di poter trovare rifugio; busso` alla porta. "Chi e`?" chiese una tremula voce da dietro alla porta. "Ehm, sono l'idraulico" disse affanosamente il lupo. "Un uomo!" penso' la vecchia, che altri non era che la nonnina adorata di Cappuccetto Rosso; e subito lo fece entrare. Non appena il lupo fu entrato, la vecchia gli balzo` addosso con sorprendente agilita` e comincio` a baciarlo sulla bocca: poi si denudo` e gli disse: "Idraulico, tira fuori la chiave inglese e ispeziona questa tubatura, he he" Il lupo si senti` svenire alla vista del pube della vecchia novantenne, e corse verso la porta; ma la vecchia gli fece una presa al collo da lottatore professionista, e lo fece cadere al suolo. La nonna di Cappuccetto Rosso era una ninfomane di 94 anni, ex-prostituta in un bordello di Tripoli; il lupo passo` momenti terribili, e riusci` a sottrarsi alle sue voglie solo sfasciandole sul cranio un pesante posacenere in marmo con la scritta "Ricordo di Riccione". Stava per andarsene, quando udi` bussare alla porta. "Chi e`?" chiese imitando la voce tremolante della vecchia. "Sono io nonnina, Cappuccetto Rosso" senti' rispondere il lupo con grande sgomento. Immediatamente chiuse la vecchia nel gabinetto, si mise la sua cuffia in testa e si infilo` nel letto, da cui grido`: "Avanti" alla faciulla. "Eccomi, nonnina", disse Cappuccetto Rosso avvicinandosi al letto ed infilando la mano nel cestino; "Ti ho portato la lavanda vaginale che mi avevi chiesto" proclamo` estraendo dal paniere un enorme strumento di gomma di foggia strana. "Oh, ehm, grazie." rispose il lupo. "Ma, nonnina, che mani grandi che hai!" disse sgranando occhioni la dolce fanciulla. "Davvero? Beh, perche` non torni a casa prima che faccia buio?" "E che bocca grande che hai!" "Si, e` perche` ho tolto la dentiera...ma ora vai, su....muoviti!" "E che uccello grande che hai!" disse scostando il lenzuolo e fissando il membro del povero malcapitato; e si getto` su di lui, facendosi impalare dalla sua verga. "Ahhh mi hai schiacciato le palle..." stava urlando il lupo, quando la porta del gabinetto si spalanco` e ne usci` la vecchia, che subito si sedette sulla faccia del lupo. "Mmmmph... fmmfmm..." borbotto` il lupo, ormai stremato, quando dalla porta di ingresso della casupola entro` un cacciatore. "Mio dio, un lupo!" grido`, ed estraendo un fucile mitragliatore Kalashnikov fece fuoco sulle due ninfomani, riducendole a gruviera. "Grazie", disse il lupo al suo salvatore "non so come ringraziarti." "Oh, il modo ci sarebbe...." rispose il cacciatore, soppesando il membro del lupo tra le sue mani; "Baciami stupido!" Il lupo e il cacciatore si allontanarono nel tramonto mano nella mano, e vissero per sempre felici e contenti.  (Iceman)

48.  E’ sbagliato raccontar le favole ai bambini per ingannarli, bisogna raccontarle ai grandi per consolarli. (Marcello Marchesi)

49.  Affittasi villetta già arredata con sette lettini, sette armadietti, sette scodelline, chiedere di Biancaneve. (Fichi d'India)

50.  C'era una volta una bambina che portava sempre in testa un cappuccetto rosso e perciò tutti la chiamavano "Cappuccetto Rosso". La nonna del Cappuccetto Rosso era malata e così la mamma mise in un cestino un po' di pizza rustica, un po' di danubio (la nonna ne andava pazza), una salsiccia bella grande (si sarebbe ammalata di colesterolo la povera signora come se non le bastasse di avere una figlia che l'aveva abbandonata nell'altra parte del mondo), una bella mozzarella di bufala e un po' di parmiggiana e disse al Cappuccetto Rosso: "Dai, Cappuccetto Rosso, porta questo cestino dalla nonna malata. Però va dalla strada comunale e non dal bosco perché potresti incontrare il lupo cattivo" (era il mio bisnonno, io ancora non ero nato e per chi frequenta il ng da poco il mio nick in greco significa "lupo cattivo"). "Non ti preoccupare mamma, vado dalla strada comunale. Il Cappuccetto Rosso però disobbedì. Pensò "se vado dal bosco potrò raccogliere dei fiori che piaciono tanto alla mia nonna". Così prese il sentiero del bosco. Mentre stava andando vide un prato pieno di margherite. Allora pensò "a mia nonna piacciono tanto le margherite". Così tagliò tutte le margherite, poi scelse le migliori, perché non tutte c'entravano nel cestino e poi proseguì la sua strada. Dopo un po' vide una collina il cui pendio era pieno di crisantemi. Allora pensò "i crisantemi piacciono tanto alla nonna. Più delle margherite". Allora buttò via le margherite, perché non tutto c'entrava nel cestino (ma così piccolo doveva essere quel cestino, e che cavolo non poteva scegliere uno più grande la mamma di Cappuccetto Rosso! spero che i miei figli non mi trattino in questo modo quando sarò vecchio altrimenti non racconterò ai miei nipotini manco una barzelletta), tagliò tutti i crisantemi poi scelse i migliori, perché non tutto c'entrava nel cestino e proseguì la sua strada. Dopo un po' vide una valle piena di rose. "Madonna mia", pensò "le rose piacciono molto a mia nonna, addirittura più dei crisantemi". Allora buttò via i crisantemi, tagliò tutte le rose, poi scelse quelle migliori e proseguì la sua strada. Dopo un po' vide centinaia di albicocchi. "Beh, pensò, a mia nonna piacono tanto le albicocche e penso che le preferirà alle rose". Allora tagliò tutte le albicocche, scelse quelle migliori e proseguì la sua strada. Per sua sfortuna si presento' il lupo cattivo (era ora!). "Ciao, Cappuccetto Rosso, senti per non farla lunga. Hai due possibilità, o ti fotto o ti mangio. Tocca a te la scelta". "Senti, lupo cattivo, fammi andare che devo portare il cestino dalla mia nonna". "La favola l'ho sentita già altre volte e non aspetterai, credo, che io andrò a mangiare prima la tua nonna e poi te perché so già come andrà a finire. Quindi per non perdere altro tempo decidi subito, o ti fotto, o ti mangio. Dai sbrigati non hai molto tempo". Allora il Cappuccetto Rosso pensò "se mi mangia non potrò più portare il cestino dalla nonna". "Ho deciso, fottimi". Allora il lupo cattivo fece una bella scopata al Cappuccetto Rosso che le piacque così tanto e allora le chiese di farglielo ancora, e poi voleva ancora e ancora e ancora e il povero lupo era anziano e il suo cuore lo tradì e lasciò il suo ultimo respiro tra le dolci braccia del Cappuccetto Rosso. Qual è la morale della favola? Le puttane di donne distruggono sia la flora sia la fauna.

51.  CAPPUCCETTO ROSSO. Una sera sola soletta Cappuccetto Rosso camminava per il bosco con il suo cestino di vimini dirigendosi verso la casetta della buona nonnina. L'aria era tersa, e gli usignoli cinguettavano allegramente saltellando di ramo in ramo. "Che splendida giornata !" esclamo` Cappuccetto Rosso tutta felice, e continuo` per la sua strada cantando un'allegra canzoncina; la mamma le aveva raccomandato di stare attenta ai brutti incontri nel bosco, che a volte loschi figuri si nascondevano dietro agli alberi per insidiare le tenere fanciulle come lei. "Non preoccuparti mammina," aveva detto Cappuccetto Rosso, "chi mai potrebbe volere far del male ad una bimba, nel nostro ridente paesello di Valle Felice ?" E cosi` si era incamminata, per portare alla nonna una cosa di cui ella aveva estremo bisogno. Mentre seguiva il sentiero degli innamorati un lupo feroce e cattivo sbuco` da dietro a un albero, e disse a Cappuccetto Rosso: "Ciao cara, cosa fai qui?" Cappuccetto Rosso stava per dire: "Vaffanculo, lupo!" ma si trattenne. Aveva infatti notato il fallo di considerevoli dimensioni che dondolava tra le gambe della belva. "Yum-yum" penso' Cappuccetto Rosso, e si getto` avidamente sul lupo per violentarlo. "Aiuto, aiuto", grido` il lupo, mentre Cappuccetto Rosso si avventava sulla sua verga con la bocca spalancata. Divincolandosi il lupo riusci` a liberarsi dalla presa e, afferrato un nodoso ramo, colpi` alla nuca la fanciulla, tramortendola. Poi, fuggi` disperato, finche` non arrivo` ad una casetta isolata, dove penso` di poter trovare rifugio; busso` alla porta. "Chi e`?" chiese una tremula voce da dietro alla porta. "Ehm, sono l'idraulico" disse affanosamente il lupo. "Un uomo!" penso' la vecchia, che altri non era che la nonnina adorata di Cappuccetto Rosso; e subito lo fece entrare. Non appena il lupo fu entrato, la vecchia gli balzo` addosso con sorprendente agilita` e comincio` a baciarlo sulla bocca: poi si denudo` e gli disse: "Idraulico, tira fuori la chiave inglese e ispeziona questa tubatura, he he". Il lupo si senti` svenire alla vista del pube della vecchia novantenne, e corse verso la porta; ma la vecchia gli fece una presa al collo da lottatore professionista, e lo fece cadere al suolo. La nonna di Cappuccetto Rosso era una ninfomane di 94 anni, ex-prostituta in un bordello di Tripoli; il lupo passo` momenti terribili, e riusci` a sottrarsi alle sue voglie solo sfasciandole sul cranio un pesante posacenere in marmo con la scritta "Ricordo di Riccione". Stava per andarsene, quando udi` bussare alla porta. "Chi e`?" chiese imitando la voce tremolante della vecchia. "Sono io nonnina, Cappuccetto Rosso" senti' rispondere il lupo con grande sgomento. Immediatamente chiuse la vecchia nel gabinetto, si mise la sua cuffia in testa e si infilo` nel letto, e da qui grido`: "Avanti" alla faciulla. "Eccomi nonnina", disse Cappuccetto Rosso avvicinandosi al letto ed infilando la mano nel cestino. "Ti ho portato la lavanda vaginale che mi avevi chiesto" proclamo` estraendo dal paniere un enorme strumento di gomma di foggia strana. "Oh, ehm, grazie." rispose il lupo. "Ma, nonnina, che mani grandi che hai!" disse sgranando gli occhioni la dolce fanciulla. "Davvero? Beh, perche` non torni a casa prima che faccia buio?". "E che bocca grande che hai!". "Si', e` perche` ho tolto la dentiera...ma ora vai, su... muoviti!". "E che uccello grande che hai!" disse scostando il lenzuolo e fissando il membro del povero malcapitato; e si getto` su di lui, facendosi impalare dalla sua verga. "Ahhh mi hai schiacciato le palle..." stava urlando il lupo, quando la porta del gabinetto si spalanco` e ne usci` la vecchia, che subito si sedette sulla faccia del lupo. "Mmmmph... fmmfmm..." borbotto` il lupo, ormai stremato, quando dalla porta di ingresso della casupola entro` un cacciatore. "Mio dio, un lupo!" grido`, ed estraendo un fucile mitragliatore Kalashnikov fece fuoco sulle due ninfomani, riducendole a gruviera. "Grazie", disse il lupo al suo salvatore "non so come ringraziarti." "Oh, il modo ci sarebbe...." rispose il cacciatore, soppesando il membro del lupo tra le sue mani; "Baciami stupido!". Il lupo e il cacciatore si allontanarono nel tramonto mano nella mano, e vissero per sempre felici e contenti.

52.  La favola di Finocchio di aracno@excite.com
   C'era una volta un falegname omosessuale
che, pe' non sta più solo nella vita banale,
si fece un burattino col legno d'alberetto:
in paese era conosciuto come Geppetto!
   Quando all'opera diede l'ultima mano
notò che non ne poteva stare lontano
e, fissandolo fermamente coll'occhio,
esclamò:  " Ti chiamerò Finocchio! "
   Il falegname felice andò a dormire
per aspettare il giorno di lì a venire
Al mattino il burattino si mosse d'incanto
dicendo: " Sono bello, ma non me ne vanto! "
   Come un bambino che da poco è nato
per fame gridò come un addannato.
Mangiò allora tutto il cibo voracemente
e a Geppetto non volle dar niente.
   La sera, col suo tondo e pieno pancino,
non fece altro che addormentarsi di fianco al camino
finché una scintilla alzatasi per caso lì vicino,
andò a  cadere e gli incendiò il pisellino.
   Quando Finocchio realizzò l'accaduto
pianse e strillò come un pennuto
e, con il rumore che fa in stalla la vacca,
appare per magia la Turchina Baldracca.
   Con il tono gentile e dimesso
di una donna dedita al sesso,
soavemente esclamò:
" Porca puttana che cazzo è successo? "
   Finocchio guardò la Baldracca Turchina
poi indicò la cenere della sua rovina.
La gentile signora lo fissò dolcemente e disse:
" Sei un fesso se continui ad esser  triste! "
   Come d'incanto, e quasi per caso,
il suo lungo coso era rinato:
il burattino ballò felice e contento,
scivolò e battè il grugno sul pavimento!
   La dolce matrona continuò nel suo dire:
" Da adesso Finocchio sarai un bravo bambino,
se ancora tieni caro il tuo pisellino!
E bugie non dire sennò crescerà a non finire! "
   E mentre quella semplice donna spariva,
il legnetto gioiva, rideva e pensava:
" Ma cosa ha detto quella deficiente?
Chi se ne frega se non ho capito niente! "
   Al mattino si svegliò voglioso Geppetto,
ma pensò: " Non posso perforarlo di netto! "
E, presi dei soldi dall'umil zinale,
lo mandò ad un corso di educazione sessuale.
   Col denaro doveva comprare il libro di testo
e a casa avrebbe portato tutto il resto!
E, camminando per strada felice e giocondo,
non pensava che alle gioie del mondo!
   D'improvviso, e quasi del tutto distratto,
aveva acciaccato la coda di un gatto!
E, continuando la strada ancor più contento,
una volpe nascosta gli mise spavento!
   Subito il burattino chiese perdono,
ma i due loschi individui, quali essi sono,
perché lo potessero pienamente scusare,
si fecero dire dove doveva andare.
   Il gatto e la volpe son noti al paese
per avere il lavoro più umile e cortese.
Oltre ad esso nessuno guardano in faccia:
sono dei professionisti e noti magnaccia!
   Visto il soldo del piccoletto disorientato,
dissero che tosto sarebbe stato aiutato:
indicarono un posto brullo e con vento,
dove nottestante sarebbe sorta una casa d'incontro!
   Il burattino inesperto e credulone
ne volle comprare subito uno stanzone
e, con in testa travestiti brasiliani,
tornò a casa fregandosi le mani.
   Una vocina lo rimproverò improvvisamente
ricordandogli quanto fosse stato demente!
Finocchio scoprì che era il Grillo Puritano,
che gli parlava mesto dal deretano!
   A questa voce non volle dar retta
e tornò a casa di tutta fretta.
A Geppetto raccontò tutt'altra storia
gonfiando il petto con grande gloria.
   Ma non solo il petto si gonfiò
e, per poco, il malandato tetto non sfondò!
Geppetto fuggì come un coniglio impaurito
vedendo quel coso non più lungo come un dito!
   Il pezzo di legno, non sapendo più che fare,
la Baldracca Turchina cominciò ad invocare
e, come la brezza riecheggia nella valle,
s'udì: " Stronzo! Sei una rottura di palle! "
   Poi, in coro, insieme al grilletto:
" Te l'avevamo detto, te l'avevamo detto!
Da quei due ti sei fatto fregare
e guarda in che guaio ti sei andato a cacciare! "
   Finocchio, capendo di avere sbagliato,
prima si mise tre dita nel naso,
poi proferì con un triste tono:
" Baldracchina, ti chiedo perdono! "
   Dopo aver promesso di comportarsi bene,
il burattino vide ridursi veloce il suo pene
E, per far notare quanto la sua promessa vale,
decise di tornare al corso di educazione sessuale.
   In quella scuola di gran tradizione e cultura,
dove anche una loffata era cosa ben pura,
seguì le lezioni con diligenza e discrezione
finché un bel giorno si ruppe un coglione!
   Volendo salvare l'altro pezzo rimasto,
decise una carriera con pubblico più vasto.
E, non avendo una reclame persa di vista,
esclamò: " Andrò da Mangiafuoco, il porno-regista! "
   Giunto da quest'uomo assai fine ed onesto,
immediatamente gli mostrò il suo sesso!
Mangiafuoco, essendo sveglio e molto lesto,
si accorse subito trattarsi di un fesso!
   Volendo spremerlo bene fino al midollo
gli mise d'un tratto il cappio intorno al collo!
" Domani mattina, se non vuoi andare mona,
 ti riprenderò con una bella porcona! "
   La notte Finocchio dolcemente chiamò
quel grillo che si trovava nel suo popò:
" Grillo, Grillo, ti prego dimmi che fare,
io con una donna vera non voglio andare! "
   L'insetto prontamente e subitamente rispose:
" Nella vita ci son spine e ci son rose! "
E, capendo che il grillo di vittoria segnava una tacca,
a sua volta lo sommerse con una valanga di cacca!
   Il mattino sul set al momento decisivo,
Finocchio decise uno strategico ritiro.
E, non avendo a disposizione un uccello incisivo,
Mangiafuoco lo mandò affangiro!
   Tornando al paese incontrò Lucignòlo,
compagno di scuola dal ceppo ben duro,
il quale disse: " Attento campagnolo,
se non te lo vuoi trovare dritto nel culo! "
   Avendo il buchetto ancora non rotto,
Finocchio esclamò: " Magari mi otturi il condotto! "
Il perverso compagno, apprezzando la battuta,
lo invitò nel "paese della dissoluzione" per una bevuta.
   In quel paese tutto era permesso,
tutti i vizi ed ogni forma di sesso!
I due amici non vi si erano mai recati
ed eran ben felici di esserci andati!
   Tutti alcol bevevano e sigari fumavano
e diverse fanciulle a turno stupravano!
C'era anche un bambino piuttosto brutto
che ad ogni domanda rispondeva col rutto!
   Finocchio era si decisamente eccitato,
ma nessun bambino aveva adescato.
Finché, a tarda notte, successe una cosa ben strana:
a tutti quanti cominciò a pruder la banana!
   Tutti guardaron dentro la mutandotta
e, al posto della fava, trovarono la potta!
Ed ogni bambino, dalla paura bloccato,
da misteriosi individui veniva catturato!
   Chi riusciva a correre non aveva miglior sorte
perché veniva fermato e riempito di botte!
Ogni bambina era un gran investimento
per quell'arabo che pagava con soldi d'argento!
   Incredibilmente il burattino venne scartato
perché di cose di legno era in disuso il mercato!
Solitario altro non gli rimase da fare
che tornare a casa e nel perdono sperare.
   Giunto infine alla sua umil dimora,
di rivedere il babbino aveva un po' paura
e, sbirciando dalla finestra come una trota,
scoprì che la casa era del tutto vuota!
   "Dove si sarà andato a cacciare? -
pensava curioso il piccolo bambino -
non ha parenti da andare a trovare
ne' amici con cui fornicare! "
   A tutti chiese in giro disperato il poveretto
se avessero per caso visto  suo babbo Geppetto.
E non pensava che il padre fosse vittima di losche trame,
piuttosto che di questo passo sarebbe morto di fame!
   Dopo lungo tempo e vario penare,
finalmente un signore gliene poté parlare:
" Tuo padre non era felice come tutti i falegnami
perché bei bastoni non aveva fra le mani!
  "Aveva deciso di cercarne qualcuno
nella lontana terra di nessuno,
dove vivono felici e in tanti
degli uomini dai cosi giganti!

53.  Cosa si ritrova in bocca Pinocchio la mattina dopo una sbornia? La Fiata Turchina...

54.  "Cosa diventiamo quando moriamo?" "Cenere...". "E se moriamo a mezzanotte?" "CENERENTOLA...". "E se moriamo quando fa freddo?". "Biancaneve". "E se abbiamo fumato di brutto?". "Alice nel paese delle meraviglie".

55.  Qual è la favola preferita dagli autostoppisti? POLLICINO...

56.  Nessuno mi toglie dalla testa che la Principessa sul pisello non sia stata del tutto scomoda. (Roberto Serafini)

57.  Pinocchio si accorse che era di legno la prima volta che si masturbo'. Prese fuoco. (Mauroemme)

58.  Fu allora che arrivo' tutta trafelata la bella addormentata, dicendo: "Scusatemi, mi si e' rotta la sveglia". (Mauroemme)

59.  LA FAVOLA DI CAPPUCCETTO ROSSO by Gus. Vedete bambini, non è difficile scrivere una favola. Si prendono due o tre deficienti a caso e si mettono in un castello o in  un bosco...  Vi faccio un esempio: Cappuccetto Rosso è una favola popolata esclusivamente da imbecilli. La nonna di Cappuccetto Rosso vive nel bosco e tiene novantacinque anni. Ma vai all'ospizio, cretina! Come ti viene in mente a novantacinque anni di vivere nel bosco da sola, che costringi i parenti ad andare avanti e indietro, avanti e indietro, per la foresta?! E poi uno si stupisce se la gente lascia i nonni sull'autostrada d'estate! E' logico!!! La mamma di Cappuccetto Rosso è un'altra scimunita. Dà alla bambina il cestino e le dice: "Tieni, vai dalla nonna e portale da mangiare! Ciao, in bocca al lupo". Cappuccetto Rosso immediatamente si gratta! Arrivata nel bosco incontra il lupo più imbecille della storia del WWF, che non se la mangia ma chiede ansioso: "Dove vai bella bambina?". "Dalla nonna" risponde lei. E il lupo, invece di mangiarsela sul posto, come farebbe un lupo con un normale quoziente intellettivo, va a casa della nonna e mette in piedi una sceneggiata che al confronto Mario Merola non è nessuno! Arriva alla casetta e bussa. "Toc, toc". "Chi è?". "Cappuccetto Rosso". "Avanti". E qui abbiamo la conferma che la nonna è completamente arteriosclerotica: mo', pure se Cappuccetto Rosso tiene la voce di Fausto Leali durante una crisi d'asma, come può la nonna confonderla con un lupo? A questo punto il lupo entra e si mangia la nonna. Notare l'educazione del lupo che non sarebbe mai entrato a mangiarsi qualcuno senza bussare. Qui avviene il capolavoro della storia. La vera genialità: il lupo invece di mettersi dietro la porta con una mazza e dire: "Mò, quando arriva la creatura le do una mazzata in faccia l'allesso e poi me la sgranocchio", nooo! Il lupo che fa?! Si mette la camicia da notte della nonna, la cuffietta con le orecchie che escono attraverso apposite asole che lui stesso ha approntato (si sa che i lupi sono sarti provetti) e si infila nel letto. Arriva Cappuccetto Rosso, che i più intimi chiamano Einstein per la sua intelligenza pronta e vivace, entra, guarda il lupo e invece di chiamare il 113, oppure dirgli: "Imbecille, come ti sei combinato, hai perso completamente tutta la dignità di lupo, guarda là, sembri Ave Ninchi", come reagisce??? Dice: "Oh, nonna, che peli lunghi che hai!". Ora bambini: chiunque di voi possieda un cane provi a mettergli una cuffia e un paio di occhiali da vista e veda se somiglia alla nonna! Se sì, fate abbattere vostra nonna o consegnatela alle autorità. Ora... è vero che la nonna non ha riconosciuto la voce del lupo da quella della nipote, d'accordo, ma la nonna tiene novantacinque anni e può essere rincoglionita. Ma Cappuccetto Rosso come fa a non distinguere sua nonna da un lupo con una cuffietta?! Ma chi tiene per nonna? King Kong? Pure se quella non si fa la ceretta dal 1931, chi è? Lucio Dalla? Lo Yeti? Comunque, tutto è bene quel che finisce bene e il lupo se la mangia... (gus)

60.  Disse Pinocchio  << Caro Babbo Natale, riprenditi, / ti prego, l'animale>>. / Rispose Babbo Natale / <<Pinocchio, burattino di legno, / non volevi un animale per compagno?>> / <<Sì, Babbo, io volevo un gattino, / <<Ma il gattino purtroppo non c'era!. / <<Allora bastava un cagnolino, / <<Ma il cagnolino purtroppo non c'era!. / <<Senti, Babbo, va bene tutto, ma io un castoro / tra i coglioni non lo voglio!>> (Flavio Oreglio)

61.  Un signore va da un andrologo e questo dopo averlo visitato gli dice: 'Ma lei ha due testicoli... strani: uno di legno e uno di acciao!". Il paziente risponde: "Lo so, non ho mai avuto problemi". E il medico: "E la sua vita sessuale in questi anni come è stata???". "Tutto bene, dottore, ho anche due figli". Il dottore: "Ha due figli? E come stanno?". "Bene, grazie ... Pinocchio fa la terza elementare e Robocop va all'università"

62.  Siamo a ferragosto, fa un caldo tremendo e la formica sta lavorando come un cane. Ad un certo punto passa la cicala con la sua chitarra e con delle amiche e le dice: "Dai, Formica, vieni a divertirti con noi". "Divertirmi? Non vedi che sto lavorando". "Ma non lavorare troppo che fa male, dai per una volta datti una pausa". "Tu hai proprio a' capa fresca. Che mangia la mia famiglia d'inverno?". "Fa come credi, non sarò mica tutto il giorno qua a pregarti, sai". Il giorno dopo mentre la formica lavora la cicala si presenta di nuovo con due ragazze: "Dai, vieni al mare con noi". "Ma tu sei proprio fuori, io devo lavorare, devo provvedere per l'inverno". "Fa come credi". In inverno la formica sta a casa, col cammino acceso e guarda la tv. Ad un certo punto sente suonare alla porta "hehehe" pensa "sarà la cicala. Mo' col cazzo le do da mangiare". Infatti si presenta la cicala con il suo fuoristrada, due belle ragazze e dice: "Dai, vieni sulla montagna a sciare con noi". "Ma che dici, lascio la mia famiglia e me ne vado?". "Ma dai per una volta!". "No, non posso, a proposito chi viene con voi". "Ma tutti, il ragno, la cavalletta, persino Esopo". "Allora dì a Esopo che se lo prendo gli rompo il culo".

63.  "...e fu così che il boscaiolo trovò un vitello magico che faceva le uova d'oro...". "Nonno, ma il vitello non fa le uova". "Cazzo! ...ti ho appena detto che era magico!". (Alfredo Accatino)

64.  Pollicino e' nella CIA: gli fan far la microspia. (Nomadi)

65.  I bambini non piangono se la favola finisce bene. Gli adulti invece si. (Sandor Feldman)

66.  La favola di Cappuccetto Rosso non diverte piu` i bambini: quando il cacciatore apre la pancia al lupo un'anima innocente si aspetta budella, frattaglie, cuori-fegati-polmoni e abbondanza di schizzi di sangue fra urla atroci, mica una vecchia rinco e una bradicefala trottorellante. No, non li diverte piu'.

67.  Fata Turchina: "Pinocchio, se non stai buono dico a tutti che c'hai l'uccello di legno...!". Pinocchio: "E io dico a tutti che hai il culo pieno di schegge!"

68.  Colmo per Pinocchio: giocare a braccio di ferro.

69.  Una principessa vede un rospo vicino ad uno stagno si avvicina e gli domanda: "Sei tu il rospo che se lo bacio diventa un principe?". Il rospo: "No, quello è mio fratello...". Principessa: "E tu?". Rospo: "A me basta una pompa!"

70.  Cappuccetto Rosso vede il lupo chinato nel bosco, tutto sudato e con gli occhi fuori dalla testa: "Ma che occhi grandi che hai!". "Si', prova tu a cagare tua nonna!!!"

71.  Cappuccetto Rosso sta per uscire di casa. La mamma chiede: "Dove vai cara?". "Dalla nonna...". E la mamma: "In bocca al lupo!"

72.  SE INCONTRI... una tipa tutta smandruppata per terra dopo un incidente e vicino ci sono sei topi, un cane ed una cucurbacea... ALLORA sono le 00.01 e hai incrociato Cenerentola.

73.  Le nuove favole (1): La vispa Teresa avea tra l'erbetta
a volo sorpresa gentil farfalletta
arriva un mandrillo, la mette supina
e grida eccitato: "T'ho preso bambina!"
Dalla favola: La bella violentata nel bosco.

74.  Le nuove favole (2): C'era una scrofa e due maialini
che a sera dormivano in tre lettini
ma un giorno lei disse: che male c'è
se ci mettiamo nel mio tutt'e tre?
Dalla favola: I tre porcelloni.

75.  Le nuove favole (3): Ora ami un altro, ma dentro di te,
resta qualcosa, qualcosa di me,
di quella sera in macchina stesi.....
ne riparliamo tra nove mesi!
Dalla favola: Cappuccetto Rotto.

76.  Le nuove favole (4): La prima notte di nozze al castello,
la figlia del re giaceva distesa.
Il principe azzurro le tolse il mantello
e sotto il vestito trovò la sorpresa!
Dalla favola: La principessa col pisello.

77.  Le nuove favole (5): C'era una volta un bel burattino
nato col nome di occhio fino,
ma avendo da subito strane inclinazioni
volle così, invertire i due nomi!
Dalla favola: Le avventure di Finocchio.

78.  Le nuove favole (6): Una bella fanciulla dai principi sani,
viveva da sola con sette nani
e avendo capito le loro intenzioni
subito prese delle precauzioni!
Dalla favola: Biancaneve e i settebello. (Mory)

79.  Le nuove favole (7): Notte nell'harem in terra d'Oriente,
nessuno si vede, nessuno si sente
e l'odalisca che si sta spogliando,
non sa che 82 occhi la stanno guardando!
Dalla favola: Alì Babà e i 40 guardoni.

80.  Qual e' la differenza tra un rospo e Zeffirelli? Se baci il rospo può diventare un principe, mentre se baci Zeffirelli sei tu a diventare un attore! (Francesco Salvi)

81.  Cappuccetto Rosso sta attraversando allegramente il bosco in bicicletta quando il lupo le si para davanti: BU!!, lei si spaventa e cade: "Vaffanculo! Mi hai rotto la bicicletta, e ora come faccio?". Il lupo allora le dice: "Smettila per carità, adesso prendo la saldatrice e te la aggiusto; basta che la smetti!". E così prende la saldatrice, aggiusta la bicicletta e se ne va in un'altra zona del bosco a tendere un altro agguato. Ad un certo punto... BU!! Di nuovo Cappuccetto Rosso che cade dalla bici: "Vaffanculo! Mi hai rotto la bicicletta, e ora come faccio?". E il lupo, sconsolato, prende la saldatrice, aggiusta di nuovo la bicicletta e se ne va. Dopo un po'...BU!! Cappuccetto Rosso cade..."Vaffanculo! Mi hai rotto la bicicletta, e ora come faccio?". Il lupo, ormai mezzo isterico riprende la saldatrice e aggiusta ancora la bicicletta, dopodichè, stanco e nervoso se ne va a casa della nonna. Dopo un po' anche Cappuccetto Rosso arriva alla casetta, entra e trova la "nonna" a letto: "Nonna, ma che orecchie grandi che hai!" e il lupo: "Per sentirti meglio piccola mia". "Nonna, ma che mani grandi che hai!". E il lupo: "Per accarezzarti meglio piccola mia"..."Nonna, ma che occhi rossi che hai...". "Vaffanculo rompiballe... E' tutto il giorno che saldo!!!"

82.  Quest'anno l'ambito premio Strega è andato alla matrigna di Biancaneve. (Mauroemme)

83.  Dov'e' nata la Fata Turchina? In Costa Azzurra! (Marco Milanesi)

84.  Pinocchio è stato circonciso con un temperamatite. (Mauroemme)

85.  Biancaneve con i sette nani faceva le ore piccole.

86.  Sapete cosa bevono i sette nani mentre Biancaneve fa lo spogliarello? Seven Up! (Lopezzone)

87.  Era un bel giorno. Il sole splendeva. Cappucceto Rosso mise le sue collant rosse, un bel tanga, la minigonna e parti' per andare a vedere la sua nonna che era malata, molto malata. Andando per il bosco incontro' il coniglio: "Cappucceto Rosso, ma come sei carina oggi! E anche molto coraggiosa, devi fare molta attenzione, c'e' in giro un lupo molto cattivo!". Cappuccetto Rosso non fece caso alle parole del coniglio e ando' avanti cantando la sua canzone preferita. Dopo mezzora incontro' un orso: "Come sei bella oggi! Sei accompagnata?". "No" rispose Cappucceto Rosso. "Una bambina da sola nel bosco! Secondo me e' molto pericoloso! C'e' in giro un lupo molto cattivo e affamato". "Vabbene, staro' attenta, adesso pero' devo andare, ciao orsetto".  "Ciao, Cappuccetto Rosso, e mi raccomando se hai bisogno di aiuto chiamami, oggi ho la vodafone". Cappuccetto Rosso ando' avanti. E' praticamente tramontato il sole e lei si senti' un po' persa nel bosco. Finalmente incontro' la volpe: "Ciao, ma come sei bella oggi! Pero' devi stare attenta, c'e' un lupo molto cattivo in giro". "Si, lo so, fa niente, me la cavero', ciao volpe!". "Ciao". Finalmente Cappuccetto Rosso raggiunse la casa di sua nonna. La nonna stava sdraiata sul letto. Cappuccetto Rosso, un po' perplessa, disse: "Nonna, ma che grandi occhi che hai!". "Per vederti meglio, piccola mia". "Nonna, ma che grandi orecchie che hai!". "Per sentirti meglio, tesoro!". A quel punto la nonna  incazzata salto' fuori dal letto. Cappuccetto Rosso chiese allora: "Nonna, ma cos'e' quella cosa grande che hai tra le gambe?!" "Che te frega, non e' per te!" "Ah, no?! E per chi e'?!". "Questo e' per quelli che leggono 'sta stronzata". (Mario)

88.  Un lupo cattivo entra in un caffè: "Un cappuccino rosso, grazie!". (Reny)

89.  Era ovvio che Geppetto fece Pinocchio con una sega, perché il falegname è un lavoro manuale! (Mutthleys)

90.  Ma Pinocchio, può rimanere di sasso? (Mutthleys)

91.  "...poi il Principe gli sbatte' la testa contro l'albero; c'era sangue dappertutto; prese il cervello nelle mani e lo mangio' come una bestia selvaggia. Dopo, con un coltello gli taglio' la gola, tiro' fuori i polmoni, il cuore e li butto' nel fiume..." Il resto te lo racconto domani. Adesso dormi, Pierino". (Mario)

92.  Una mela al giorno toglie il medico d torno. Si! Provate a dirlo a Bianca Neve! (Mutthleys)

93.  Calzaturificio Cenerentola: scarpe principesche con prezzi da favola! Dopo mezzanotte una scarpa è gratis! Sempre che la troviate. (Mutthleys)

94.  Quel lupo cattivo, stava per papparsi cappuccetto rosso, quando fu colto in fragrante dal prode cacciatore... Avete assistito a... lupus in fabula! (Scirio)

95.  Se Pinocchio vi chiede un medicamento, dategli il collodio. (Pino Imperatore)

96.  La cultura passa attraverso il mulinello della comunità infantile senza passare per gli adulti. C'è una subcultura che si autopropaga senza l'intervento, la censura e a volte neanche la conoscenza degli adulti. Peter e Lona Opie, molti anni fa, si misero a collezionare canzoni infantili e giochi, alcuni vecchi di migliaia d'anni ed iniziarono a spiegarli agli adulti.... Alla fine del medioevo la scarpetta (slipper) di cenerentola era di pelliccia e non di vetro. Ed era un eufemismo perché (almeno nella versione tedesca) le ragazze facevano provare al principe la loro 'scarpetta di pelliccia'...(fur slipper). La storia ci è arrivata tramite il francese e, in questa lingua 'verre' può significare sia 'vetro' che 'pelliccia'. I fratelli Grimm scelsero l'alternativa igenica, evitando così ai genitori il pericolo di spiegazioni imbarazzanti. (Terry Pratchett) (The science of Disk World - The globe)

97.  Sapete perché Pinocchio era scappato? Perché Geppeto mentre lo stava costruendo gli disse: "Adesso ti faccio il culo, poi abbiamo finito!!"

98.  C'era una volta, in un paese lontano lontano, una bella principessa, indipendente e sicura di sé. Un giorno, mentre sedeva sulle rive di un laghetto ancora esente da qualsiasi forma di inquinamento, fra i prati verdi che circondavano il suo castello, incontrò una rana. Questa le saltò in grembo e le disse: "Cara principessa, io un tempo ero un bellissimo principe, ma poi una strega cattiva mi ha fatto un terribile incantesimo. Se tu mi darai un bacio, però, l'incantesimo si spezzerà e io tornerò a essere il bel principe che sono veramente. Ci sposeremo, andremo a vivere in quel castello laggiù e tu mi farai da mangiare, mi laverai i vestiti, crescerai i miei figli e sarai per sempre felice e contenta". Quella sera, succhiando le ossa delle rane fritte con cui aveva cenato, la principessa rise fra sè e sè pensando: "Cosa cazzo ti credevi, coglione?". (Cortomaltese)

99.  BIANCANEVE
C'era una volta una bambina fortunata, ma molto fortunata. Il papà era morto, la mamma era morta, gli zii schiattati tutti quanti. E i compagni di scuola? Vi chiederete voi. Un brutto incidente con lo scuola-bus ed erano morti tutti. Anche i gatti neri quando incontravano Biancaneve si grattavano.
Biancaneve viveva con la matrigna e con degli amici animaletti: un'ameba, tre pidocchi, un gatto, un cane e due piccioni con una fava, che erano gemelli siamesi.
Biancaneve era bianca come la neve, pallida, cianotica, anemica, sfittica e puzzava di baccalà.
Lei diceva sovente: "Uhmm... che bella fortuna... Uhmm! Ma che bambina fortunata che sono!"
Viveva in una stanzatta buia e maleodorante, in verità la stanzetta era diventata maleodorante da quando ci viveva lei.
Un brutto giorno la matrigna interrogò: "Specchio..."
Lo specchio rispose: "Aho, che vuò?"
E la matrigna: "Uee, specchio... calma che io ti faccio in mille pezzi e me ne fotto dei sette anni di disgrazie; allora specchio: chi è la più bella del reame, io o biancaneve?"
E lo specchio intonò: "Tu sei bella, astuta e scaltra, ma figurati quell'altra, si strafoga di bigné, sembra strano pure a me, ma è più bella assai di te!"
Vi lascio immaginare che cosa poteva essere la matrigna: una specie di seppia con la colite.
La matrigna infuriata gridò: "Cacciatore!" e il cacciatore rispose pronto: "Aho, che vuò?"
'Che palle' pensò la matrigna, 'ma in questo reame sono tutti così cafoni!'
Poi riprese: "Cacciatore, conduci Biancaneve nel bosco e portami il suo cuore".
Il cacciatore andò da Biancaneve e le annunciò: "Biancaneve, devo condurti nel bosco e prenderti il cuore".
Biancaneve, sentendo queste parole, disse: "Uhmm, sono proprio una bambina fortunata!" e docile seguì il cacciatore nel bosco. Quando furono nei pressi di un cespuglio Biancaneve disse al cacciatore, con una vocina flebile flebile, un sorriso tenero tenero, gli occhi buoni buoni e infilandogli la lingua in un orecchio:
"Ti prego, non uccidermi! Ti darò tutto quello che vuoi, ma proprio tutto".
E aggiunse: "Capiscimi a me!"
Il cacciatore, che non era uno stinco di santo ma piuttosto uno stinco di maiale e che l'ultimo rapporto sessuale l'aveva avuto con un coniglio (il che è difficile, perché il coniglio corre veloce), il cacciatore, dicevamo, accettò di buon grado. E tutti furono contenti, ma più di tutti i conigli.
Il cacciatore, fischiettando soddisfatto, tornò al castello, entrò e immediatamente la matrigna tuonò: "Cacciatore!".
Il cacciatore pronto rispose: "Aho, che vuò?"
"E mò basta, e che è? Un po' di educazione in questo reame" si inalberò la matrigna ormai molto seccata. "Sono la regina, mica l'ultima saettella che sta in miezz'à via! Che sfaccimma!" Poi con calma riprese:
"Allora cacciatore, hai preso il cuore?"
"No" rispose il cacciatore, "Ho preso l'herpes".
Intanto nel bosco era scesa la sera e la povera piccola era rimasta sola, quando a un tratto udì: "Uhuuuuuuuuu... sono il lupo".
"E tu che c'entri?" chiese Biancaneve.
E il lupo rispose: "Uhuuuuuuuuu... ho sbagliato favola, scusate!" e andò via.
Biancaneve rimase ancora una volta sola nel bosco, ma per fortuna aveva i suoi amici animaletti, tra i quali un ornitorinco di Bisceglie che le disse: "Di che ti preoccupi? Ci penso io". E cammina cammina la condusse in una radura dove Biancaneve vide una casetta. "Pulisciti i piedi prima di entrare, che quelli sono incazzosi" le consigliò l'ornitorinco.
Biancaneve entrò nella casetta e vide sette piattini, sette bicchierini, sette forchettine, sette coltellini, sette lettini, quattro spazzolini e tre dentiere perché purtroppo tre nani avevano perso i denti per via della piorrea.
Dopo aver ben mangiato e ben bevuto, Biancaneve si abbandonò su uno dei sette lettini ma essendo questo lungo 31 cm dette una capata allucinante sulla testiera.
Più che cadere addormentata, cadde svenuta e là rimase.
Dopo breve tempo dal bosco si udì: Torniam, torniam, torniam da lavorar, po po, po po po, po po po  po, po po". E arrivarono alla casetta i sette nani: Rubalo, Picchialo, Scippalo, Scassalo, Schiattalo, Strozzalo e Cinzia.
E il primo disse: "Chi ha mangiato nel mio piattino?" e il secondo disse: "Ma chi ha bevuto nel mio bicchierino?" e il terzo: "Machi ha usato la mia forchettina?" e il quarto esclamò: "Se acchiappo quello che ha usato la mia dentiera, io gli scasso il mazzo!"
Poi i nani videro Biancaneve addormentata ed esclamarono in coro:"Uuh guarda, un protozoo!"
In questo Biancaneve si svegliò, aprì gli occhi, si tolse i capelli dal viso e i nani esclamarono in coro: "Non è un protozoo, è un'ameba!"
"Che buffi ometti!" fece Biancaneve.
"Sei bella tu! Chi sei, la principessa sul pisello!"
"Anche voi conoscete il cacciatore? E voi chi siete?"
"I sette nani" risposero i nani. "Vuoi fermarti con noi?"
"Va bene" rispose Biancaneve entusiasta, "che potrò fare per voi?"
E i nani in coro: "Laverai, stirerai, pulirai per terra, zapperai l'orto, cucinerai, rammenderai, laverai i piatti, spolvererai, prenderai l'acqua dal pozzo e se ti avanzeranno cinque minuti verrai con noi in miniera".
E Biancaneve osservò: "Uhmmm! Sono proprio una bambina fortunata". Ora i nani avevano l'abitudine di alzarsi tutte le mattine alle cinque e di andare a dormire con le galline, ognuno con la sua, per risolvere alcuni problemi di solitudine. La domenica i nani stavano alzati fino a tardi perché in televisione c'era Paolo Rossi e ai nani Paolo Rossi piaceva moltissimo. Ma Biancaneve sconvolse le loro abitudini, perché nel giro di pochi giorni si accorse che, a differenza della Principessa sul pisello che dormiva scomoda con un pisello sotto a sette materassi, lei stava benissimo con sette piselli su un materasso solo.
Una mattina, una brutta mattina, mentre i nani erano al lavoro, la matrigna si presentò all'uscio della casetta travestita da vecchia e bussò. Toc, toc. E Biancaneve cinguettò: "Aho, che buò?"
"Uffa, ma vedi un poco tu!! Ma se po' campà accussì??" esclamò la regina.
"Chi è?" chiese Biancaneve.
"La vecchina"
"Enza Sampò?" domandò Biancaneve.
"No" rispose la matrigna, "la vecchina normale. Apri che ti ho portato un regalo".
E Biancaneve aprì. "Ti ho portato una mela".
"Che cara! Io vivo nel bosco da dieci anni ormai: non ho un giornale, non ho uno spazzolino da denti, non ho un paio di occhiali, indosso la stessa mutanda da dieci anni (la chiamo Samantha, ormai). Qua nel bosco ci stanno soltanto mele e tu mi porti una mela!?". E con una vocina dolce dolce aggiunse: "Ma io ti schifo come vecchia e come umanità, ma 'sta cretina, deficente, chiavica, mappina, vrenzola, cessa, capera, punta d'ernia, mazzo sfunnato, vaiassa, samenta, pereta, loffa sciruppata, scigna cacata, sanguetta, lummera, 'atta cecata, cessa scardata, cloaca massima, piloffa, latrina appilata, fetille 'sguarrata, commuoglio 'e 'rinale, mazza 'n cuorpo, zellosa, vecchia scuffiata, 'n zivata, culo rutto, pummata, schiuma 'e pulitura, fetaciato e sfogliapesce. Dammi sta mela che sennò la fiaba non fernisce" disse Biancaneve con una rima finale particolarmene raffinata ed elegante.
La matrigna senza battere ciglio le dette la mela, che come tutti sanno era avvelenata. Biancaneve la morse, si ruppe un dente e cadde di schianto su un istrice dicendo: "Uhmm, che bambina fortunata che sono!" E la matrigna volò via sghignazzando: "Gnec gnec gnec".
Di li a qualche ora si udì: "Torniam, torniam... etc.". Erano i sette deficienti che tornavano. Videro Biancaneve esanime (anche l'istrice non si sentiva granché bene) ed esclamarono in coro: "Ohooo, e ora chi laverà i piatti?"
Presero Biancaneve e la sistemarono in una bara di cristallo, dove rimase per altri dieci anni.
Passato quel tempo, si sentì eccheggiare nel bosco: cicloppete, cicloppete, cicloppete, cicloppete cicloppete, ecc. E su un cavallo bianco comparve il Principe sontuosamente vestito: calzamaglia a rete, pantaloncini hotpants, giubbino plissé, maniche coi revers, guanti lunghi, caschetto biondo, giarrettiere e tacchi a spillo, una specie di Renato Zero travestito da Raffaella Carrà, così elegante e raffinato che si era guadagnato il nomignolo di Samantha (come la mutanda di Biancaneve).
Il Principe vide i nani ed esclamò: "Che carini! Piccoli ma proporzionati, veramente una bella famigliola!" Poi vide Biancaneve e riesclamò: "Uhuuuuu, voglio assolutamente baciare quel merluzzo che sta nel pirex".
Ora, come abbiamo detto, Biancaneve stava nella bara di cristallo da dieci anni, col pezzo di mela in bocca, teneva l'alito verde, aveva fatto le cozze anche sopra il coperchio del taùto. Infatti il Principe fino a quel momento era stato il principe avana; solo dopo il bacio si era trasformato in Principe Azzurro, perché era diventato irreversibilmente cianotico; poi aveva anche tentato di baciare un cinghiale che passava da quelle parti per rifarsi il fiato, aveva visto la Madonna e cantato quattro volte: "Sono una donna e non sono una santa", finché Biancaneve non si svegliò dal suo sonno di morte.
Allora il Principela guardò intensamente e le disse: "Perché non vieni da me al castello? Laverai, stirerai, pulirai per terra, zapperai l'orto, cucinerai, rammenderai, mi cucirai i vestiti, terrai pulito il castello e se ti avanzano cinque minuti..."
Pronta Biancaneve lo interruppe: "Uhmm, ma che bambina fortunata!"
Poi il Principe riprese la parola: "Biancaneve".
"Aho, che buò?" rispose Biancaneve.
'io questa l'ho già sentita da qualche parte' pensò il Principe, poi esclamò: "Prima di andare al castello passiamo alla Upim e comperiamo uno spazzolino da denti".
"Si" disse Biancaneve, "anche una mutanda già che ci siamo". E felici montarono a cavallo: il cavallo inciampò, Biancaneve cadde sopra l'istrice (che si seccò molto), batté la capa in terra e morì. Il cavallo cadde sopra ai sette nani e li scamazzò in terra tutti e sette a mo' di focaccia. E il lupo (che aveva sbagliato favola di nuovo) si mangiò il Principe.

Stretta la foglia, la via è molto bella, non ti incazzare, se sei tu che cerchi jella.
(Da 'Pancreas' di Giobbe Covatta)

100.                Biancaneve fu considerata trasgressiva solo perché disse: Adesso mi faccio un Pisolo. (Walter Di Gemma)

101.                L'allodola e il maiale. C'era una volta una gentile allodola che allietava la campagna con le sue allegre melodie. "ciripiripip!", ella cantava e ancora "ciripiripipirpiripip!", con grazia e leggiadria tali che persino gli umani interrompevano le loro faccende e si perdevano nell' oblio di tanta sublime melodia... Ma da qualche tempo l'allevatore Tob, in barba alle severe leggi circa la detenzione di suini (tuttora in vigore a segesta), importò nelle sue proprietà un grosso maiale da riproduzione. Il terribile verro, trionfo della sua virilità, passava le sue giornate ingurgitando massicce dosi di carrube e deturpando l'aria con il fragore delle sue evacuazioni. Ma ben maggiore di questo era il suono dei suoi gutturali grugniti. Ogniqualvolta l'allodola era al culmine della propria esibizione, e ogni essere vivente estasiato per una sì divina armonia, il maiale soleva lanciare uno stentoreo grido in spregio all'uccelletto: "GROOOOOOOOIIINNKKK" e "GRUUUURRRR" erano le uniche note che riportavano tristemente alla realtà gli ammirati spettatori. Tanto che persino il fattore Tob si lamentava: "ah se non fosse un costosissimo maiale da riproduzione, lo avrei già castrato e macellato". Ma ecco il saggio Sofros intervenne intervenne dal suo miserabile tugurio e sentenziò: "Si ma a cosa ti serve un maiale da riproduzione se tanto non hai la scrofa?". E fu allora che la mente di Tob si illuminò... Dopo poche ore il maiale venne squartato, appeso per i piedi e con esso vennero confezionati: spalla cotta e cruda, salami, culatelli, coppe, fiocchetto, pancetta, gola, stinco, zampone, piedini, porchetta, braciole, cotechino e con gli scarti, soppressata e ciccioli. La favola insegna che del maiale non si butta via niente.
E l' allodola?
Sta ben, grazie. (da "MagnaRomagna")

102.                Robocchio di Carlo Lopezzini.
C'era una volta... "Un pokemon", diranno i nostri piccoli lettori. No, non era un pokemon.
"Harry Potter". Neanche lui.
"Vegeta". Sbagliato.
"Dragonball". Noo.
"Drago nero occhi blu!". Nemmeno.
C'era una volta un povero informatico, da tutti chiamato mastro
Cippetto, che viveva miseramente in una casetta della periferia di Roma.
Era talmente povero da non potersi permettere nemmeno una connessione
ADSL. Il suo computer era un vecchio portatile sgangherato, senza mouse
ottico, senza connessione wireless, senza prese USB 2.
Accanto a lui viveva un suo concorrente, molto più ricco. Un suo
cugino era assessore, e gli aveva fatto affidare l'incarico di
informatizzare gli uffici comunali di un piccolo paesino in provincia
di Latina, dove adesso tutti i dipendenti utilizzavano dei computer
portatili senza mouse ottico, senza connessione wireless, senza prese
USB 2, tutti a norma della legge 4/2004.
Mastro Cippetto viveva da solo: sua moglie, incattivita da una vita di
stenti, lo aveva abbandonato portandosi via l'unica periferica di un
certo pregio: un morbidissimo joystick in puro latex, anatomico e con
force feedback per una migliore interazione col gioco.
Proprio per porre rimedio a tale solitudine Cippetto, stufo di giocare
con l'unico passatempo che lo accompagnava sin dalla nascita, decise
di costruire un piccolo robot, che gli facesse compagnia durante le
lunghe sere passate a navigare su internet a 56K.
Ma, ahimè, non aveva il materiale necessario. Dapprima, tentò di
farsi regalare qualche vecchia periferica dal suo ricco vicino, ma
ricevette un fermo diniego: "Purtroppo non posso aiutarti: questi
Commodore 64 fanno parte di un progetto di informatizzazione della
Motorizzazione Civile, quegli Spectrum dovrei piazzarli presso
l'Aeronautica Militare e, siccome mio cugino è diventato da poco
presidente della Consorzio delle Acque, quei 386 sono destinati alla
gestione della diga sul Vajont; sai, devo trattarli bene per non fare
brutta figura", gli fu detto.
Come ogni esperto navigatore, Cippetto decise allora di cercare aiuto
sulla Rete. Visitò i maggiori siti di vendite online, ma né chelcù
né ibei proponevano materiale alla portata delle sue tasche. Preso
dalla disperazione,  si collegò allora alla sua casella di email in
cerca di consolazione e, dopo aver cancellato 26 offerte di viagra
sottocosto, 11 proposte di acquisto di Rolex falsi, 3 richieste di
aiuto da parte di vedove miliardarie del Kenia, scaricò e lesse con
cura le 14 newsletter cui era abbonato, contenenti le migliori foto del
giorno per le categorie Anal, Midget, Gangbang, Lesbian eccetera
eccetera.
Fu a quel punto che gli venne l'idea che avrebbe cambiato la sua
vita: dopo anni passati a ricevere catene di Sant'Antonio, a firmare
ed inoltrare petizioni per salvare la foca monaca, ridurre lo stipendio
dei parlamentari, protestare contro il diritto d'autore, lottare
contro il buco nell'ozono, avrebbe iniziato lui una catena
appellandosi al buon cuore degli internauti.
Scrisse un bel testo strappalacrime, estrasse gli indirizzi di email
dai newsgroup più frequentati (ottenendone ben 628 intestate ad un
certo scirio), li inserì nel campo CCN della mail (era uno rispettoso,
lui), quindi, con un po' di trepidazione, premette il tasto invio.
Fu fortunato: il suo autluk si impallò solo 7 volte prima di inviare
tutte le mail.
Adesso, non gli restava altro da fare se non aspettare. (Lopezzone)

103.                Quando il lupo arrivò al club "Il rivo", l'agnello era già stravolto per i troppi daiquiri, ma il suo cardigan bianco appariva ancora perfetto. "Dobbiamo parlare, non credi?" disse il lupo avvicinandosi al bancone. "Non intendo parlare con te" disse l'agnello con un sorrisetto. E aggiunse, rivolto al barman: "Jim! Un altro"- "Non credere di cavartela così!", insistette il lupo. "Lo sai bene che tu in questo club non ci devi entrare!". "Non so di cosa parli" rispose l'agnello. "Ah, non lo sai, maledetto bastardo? Ti sei già dimenticato di ciò che hai fatto a Kristen sei mesi fa?! E dell'incidente di Cheryl? E della sorella di Wendy?! Come puoi essere così!" gridò il lupo. "Non sono affari tuoi" rispose sprezzante l'agnello. "Invece lo sono..." replicò il lupo estraendo una pistola. "Ehi! Sei diventato pazzo?! che intenzioni hai?" proruppe l'agnello vedendo l'arma. "...Sono anche affari miei... - proseguì il lupo sparando tre colpi contro l'agnello. - ...Perché io sono TUO PADRE!". (Paolo Beneforti)

104.                Fiaba moderna: Cicala assume formica per consulenze. (Zap)

105.                La protagonista di una famosa fiaba è stata colpita mortalmente. La poveretta prima di morire si è trascinata per alcuni metri ed ha cercato, senza riuscirvi, di pronunciare alcune parole... Avete appena letto: "Cenerantola". (Brancaleone)

106.                Una bambina viene mandata dalla mamma a portare un cestino alla nonna, che abita dall'altra parte del bosco. La piccina tira una fila di bestemmie perché non ha voglia di andarci. Successivamente si convince ed esce di casa sbattendo la porta. Durante il tragitto litiga con un lupo, lo insulta e lo prende a calci. Manda in culo anche un cacciatore che passava di lì. Arrivata dalla nonna entra senza bussare, butta il cestino sul tavolo e se ne va senza salutare. Avete appena letto: "Cappuccetto rozzo". (Brancaleone)

107.                Una bellissima principessa si fa scopare da tutti i servi del castello e dalla guardia del re al completo. La matrigna decide di mandarla via. La principessa troverà una sistemazione da alcuni amici affetti da una malformazione fisica ma superdotati che, nonostante il duro lavoro in miniera, la sera avranno sempre modo di soddisfarla. Avete appena letto: "Biancaneve sotto i nani". (Brancaleone)

108.                Cenerantola: fiaba moderna in cui la bella di turno al Grande Fratello incontra il bel Principe Azzurro e si mette a sbavare e rantolare. (DrZap)

109.                Nella Toscana del XIV secolo il garzone di un fruttivendolo viene mandato a fare delle consegne nelle tenute circostanti. Il padrone è un tipo manesco e gli intima di non tornare fino a che non ha finito il proprio lavoro. Purtroppo il giovine non sa leggere bene e rimane con dieci poponi di cui non conosce l'esatta destinazione. Confidando sull'onestà dei clienti abituali si mette a fare il giro dei casolari fino a che non trova il destinatario della merce. Tornerà a Firenze solo alcuni giorni dopo, scampando così all'epidemia di peste nera che aveva colpito la città. Avete appena letto: "Il decamelone". (Brancaleone)

110.                Sultano maniaco decide di farsi il più elevato numero possibile di vergini del proprio regno. Le ragazze, nella mentalità dell'anno 1000, non troveranno mai più marito. La prima ballerina del night club "A passo di cammello", nome d'arte Sherazade, gli si offre gratuitamente, con l'unica condizione che egli non potrà cambiare donna fino a quando non potrà dire, sotto giuramento ad Allah, di non essere rimasto soddisfatto della notte prima. A scanso errori Sherazade si porta anche la sorella. Dopo circa tre anni di questa vita il sultano non ce la fa più e, oramai esausto, rinuncia al suo proposito. Avete appena letto: "Le mille e una 'botte' ".  (Brancaleone)

111.                Biancaneve e il suo principe si sposarono e vissero per sempre felici e contenti. Lui finse di credere che tra sua moglie e i Sette Nani ci fosse solo una bella amicizia, e lei non fece mai capire, che sapeva che il suo principe era diventato azzurro a forza di scoparsi la Fata Turchina! (Bilbo Baggins)

112.                Biancaneve non ha saputo controllare la sua Porsche in curva ed ha causato un grave incidente. Nel ricostruire i fatti, il carabiniere ha cominciato il rapporto scrivendo: "C'era una svolta..." (Mauroemme)

113.                A Mangiafuoco gli bruciava il culo? (Zap)

114.                LA NONNA SESSANTOTTINA DI CAPPUCCETTO ROSSO
     È ora che si sappia la verità: Cappuccetto Rosso era una ragazza cattocomunista,  la Nonna non era una vecchia ingenua ma un'intellettuale sessantottina, laureata in psicologia - 110 e lode - con una tesi sul complesso padano. E il Lupo era in realtà il signor Lupovsky, immigrato dell'Est, che si occupava di tutte le faccende appunto della Nonna.
     La signora aveva una semplice casetta nel bosco, dove andava a trascorrere le ferie e i fine settimana ma soprattutto a studiare.
     Il 12 agosto 2008, la nostra dottoressa era appunto in ferie. Cappuccetto Rosso, sua nipote e ospite, stava leggendo Famiglia Cristiana. Lupovsky era in giro nel bosco in cerca di funghi.
     La psicologa fece una breve ricerca nello scaffale dei libri non ancora letti, scelse il volume FASCI SURGELATI, de La Rosa Dei Veneti, Il Graffio Editore. Scese in giardino. Macchè giardino, la casa non aveva muretti né fili spinati intorno. Il giardino insomma era tutto il bosco, pur  essendo della Nonna soltanto una fascia di due metri, e il resto proprietà del Comune di Ghirigònzole.
     La Nonna sedette sull'erba all'ombra del nespolo e incominciò a leggere. Era arrivata a pag. 26 quando sentì le spalle pesare un po' e pensò di sdraiarsi. Ah, che pace. Continuò a leggere.
     Improvvisamente, un fischio! Babbo Natale, col sole alle spalle, veniva verso di lei: aveva un blocchetto di fogli in mano, e una penna biro. La Nonna si chiese, in un lampo. psicologico: orcamiseria, ho forse il complesso dei regali? Il libro che sto leggendo mi procura incubi?
     Babbo Natale si avvicinò. Era sì panciuto, ma non vedendolo più controluce la nonna si accorse che era  vestito di nero e senza barba bianca. Aveva un berretto importante, un fischietto appeso al collo. Insomma, era un vigile urbano (l'aggettivo "urbano" era in contrasto con l'ambiente boschivo, lo so!) con la pistola e il manganello alla cintola e con in mano appunto il blocchetto dei verbali delle contestazioni e la penna biro.
     Il vigile si avvicinò alla Nonna e disse:
-         Signora, lei sa bene che non è permesso sdraiarsi sull'erba a leggere libri! In questo momento solenne le commino una multa di ? 187,45. Così impara!
-         Una multa? Da quando le lettura è diventata illecita? E che male faccio all'erba, che non viene certo schiacciata e poi continuerà tranquillamente a crescere?
-         Mi attengo alle disposizioni del Sindaco, signora. E non protesti, altrimenti apparirà sui giornali il titolo del libro che lei sta leggendo, lei verrà accusata di aggressione a pubblico ufficiale e la sua situazione precipiterà. L'avverto - e dovrebbe ringraziarmi! -  che nei prossimi giorni sarà presentato in Parlamento un progetto di legge che trasformerà in reato la lettura di libri come questo! E il Vaticano rimetterà questi libri al pollice.
-         Al pollice? Ma che cosa sta dicendo?
-         Beh, ho sbagliato dito, che male c'è? Volevo dire all'indice. Anzi il grande Umberto alzerebbe il medio!...
-         Ah, ma non è possibile! Siamo caduti così in basso? Povera Italia, come ti sei ridotta! Ah, poveri noi!
     Cappuccetto Rosso, che poco lontano leggeva Famiglia Cristiana,
sentendo il diverbio si avvicinò. Imprudentemente, portò con sé Famiglia
Cristiana proprio con la copertina in evidenza. Babbo Natale. scusate, il
vigile, prese atto della sovversiva rivista:
-         Ah, ma allora è un vizio! Allora questa è una scuola di cattocomunismo! Non c'è ancora una legge, ma tra poco tutto questo sarà punito non con semplici multe ma con la prigione!
     Che cosa poteva fare, a quel punto, la Nonna? Da sola, avrebbe anche deciso di resistere, avrebbe accettato perfino l'arresto. Ma poteva mettere in pericolo la nipote? Si rassegnò, pagò la somma di ? 187,45 e si lasciò confiscare il volume FASCI SURGELATI, de La Rosa dei Veneti, Il Graffio Editore, e anche Famiglia Cristiana.
     Fece quella scelta, la Nonna, pensando anche a Lupovsky, che altrimenti sarebbe rimasto senza lavoro e probabilmente - scoperto come collaboratore di sovversive - sarebbe stato espulso o internato in un cpt e forse anche in prigione.
     Nei giorni successivi, i tre abitanti del bosco pettinarono l'erba intorno alla casetta, poi  selezionarono tutti i libri e le riviste e nascosero quelli sovversivi in una parte della cantina che chiusero con un muro di mattoni. Chissà, forse presto o tardi sarebbero tornati i bei tempi e si sarebbe potuto ancora scegliere che cosa leggere, nell'erba.
(Angelina Rossastri)

115.                Ma quale cavallo bianco, il principe azzurro oggi arriva con il Porsche! (DrZap)

116.                Secondo me il Principe Azzurro quando raccolse la scarpetta di Cenerentola era un po' feticista. (DrZap)

117.                Quando Pinocchio si accorse che era di legno? Quando prese fuoco la mano!

118.                Biancaneve? Una donna algida. (Daniele Cavalera)

119.                Cene Rantola perché s'è Rotto il Cappuccetto, ma soprattutto perché è finita la Neve Bianca. (Giuseppe Catalfamo)

120.                Racconto le fiabe a mia figlia. Per essere politicamente corretto devo per forza cambiare il titolo in 'Biancaneve e i sette diversamente alti'. (Paolo Hendel)

121.                "E vissero tutti felici e contenti!".
Si', ma per quanto? Da piccoli ci hanno raccontato un mucchio di favole (anche da grandi direte voi, ma lasciamo perdere la politica), dicevo, da bambini la mamma, la nonna o chi per loro ci raccontavano sempre delle bellissime fiabe, ed il finale era sempre lo stesso: e vissero tutti felici e contenti!
Ma per quanto?
E come vissero, facendo cosa?
Bene fanciulli miei, adesso siete cresciuti ed è giusto che sappiate come sono realmente andate a finire certe storie:

*Cenerentola*
Dopo il litigio col principe a causa dell'acquisto dell'ennesimo paio di scarpe, ottenne il divorzio e con i soldi del mantenimento mise su una ditta di pulizie. Le due sorellastre, causa una legge promossa dalla senatrice Lina Merlin, rimasero presto senza lavoro. Del principe e del suo fido scudiero sono tuttora conosciute le epiche battaglie sostenute presso tutti i locali gay del regno. La fata madrina, dopo un servizio di Striscia la Notizia, è stata denunciata per truffa e abuso della credulità popolare.

*Cappuccetto rosso*
Dopo una relazione clandestina cacciatore che si concluse col divorzio di questi, la piccola rimase comunque in contatto con gli amici dell'arci caccia, ed a sedici anni s'era già guadagnata il soprannome di "Pania". Qualche anno più tardi fu arrestata dalla forestale per essere stata presa a spargere bocconi avvelenati per i lupi nel parco naturale della Majella. Raccontando al processo la storia capitatale nel bosco tempo prima fu assolta per "incapacità di intendere e volere". Della nonna, si occupa tuttora una badante rumena.

*Biancaneve*
Biancaneve e il Principe azzurro sono passati alla storia per essere stati i primi nobili a frequentare locali scambisti. Rilevati i diritti sulla miniera mediante leggi ad hoc emanate dal principe (su suggerimento del suo stalliere) ha allontanato i nani sostituendoli con lavoratori al nero ai quali non è mai stato rilasciato regolare permesso di soggiorno nel regno. I nani, allontanati in quanto parzialmente disabili (le leggi del regno lo permettono) trovarono lavoro presso una miniera di carbone a Marcinelle, in Belgio. Dal 1956 non se ne hanno più notizie.

*Il pifferaio magico*
Pochi chilometri fuori dalla città fu arrestato con l'accusa di pedofilia e i bambini rispediti a casa. Non è mai stato processato perché deceduto pochi giorni dopo l'arresto per un non meglio precisato "incidente" nelle segrete del castello. Il capitano delle guardie, inizialmente sospettato di aver usato maniere violente col prigioniero, è stato scagionato da ogni accusa e mandato in crociata.

*Il gatto con gli stivali*
Uscito di casa senza stivali, solo per comprare le sigarette, non s'era reso conto di essere, in quelle condizioni, un comune felino. E' morto sbranato da un dobermann.

*La cicala e la formica*
La formica fu prima messa in cassaintegrazione e poi licenziata per esubero di personale a seguito del ridimensionamento del formicaio. Dopo due giorni che vagava senza meta è stata bruciata da un bambino con una lente di ingrandimento. La cicala è invece una famosa popstar, vive in un attico in pineta e arrotonda i già lauti introiti partecipando ad alcuni reality televisivi.

*Hansel e Gretel*
Terminate le ricchezze portate via alla strega i due ragazzi, ormai cresciuti, partirono per seguire una propria strada. In realtà non se ne sa molto, se non che Gretel, trasferitasi a Berlino per studiare, aveva trovato alloggio presso una certa Cristiana F. Ricoverata per overdose è in cura presso un centro tedesco per recupero tossicodipendenti. Hansel invece è stato scoperto essere il "serial killer delle pasticcere", così come lo hanno soprannominato i giornali a seguito dell'uccisione di anziane signore dedite a questo mestiere! La polizia tedesca lo ha arrestato dopo lunghe indagini. In un primo interrogatorio ha dichiarato di "aver eliminato alcune streghe". E' tuttora rinchiuso nel manicomio criminale di Stoccarda.
(Brancaleone)

122.                I personaggi dei cartoni animati sono tutti innocenti e tranquilli ragazzi di provincia proiettati in una favola? Oppure gioiosi personaggi immaginari che vivono in un mondo perfetto? Ma per niente..!
*Pollon*
Ha una magica polvere bianca che "Sembra talco ma non è/serve a darti l'allegria!". Non ci sono dubbi: spaccia cocaina.

*Anna dai capelli rossi*
(Sigla)[Anna dai capelli rossi ha
due grammi di felicità
chiusi dentro all'anima
e al mondo vuol sorridere]
...questa si fa in vena!

*Heidi*
Neve che sembra "latte di nuvola", le caprette la salutano, i monti le sorridono. In Svizzera hanno degli ottimi pusher

*Sampei*
(sigla)[Amica tua, una canna fatta di magia]
Di magia? DI MARIA!!!

*I Puffi*
Qui andiamo sull'abuso di psicofarmaci, con le pozioni de Il grande Puffo che tenevano a bada il resto del villaggio.


*Remi*
1) senza casa 2) dorme sotto i ponti 3) vive di elemosine e suonando strumenti per strada 4) ha sempre degli animali al seguito (tre cani e una scimmia)
Non si hanno notizie esatte delle sostanze assunte, ma certamente è un punkabbestia!

*Popeye (Braccio di Ferro)*
Cosa c'è in quella scatoletta? Certamente non spinaci. Considerato effetti quali l'improvviso aumento di forza, il carattere
irascibile, il gonfiore dei tessuti molli del volto si tratta certamente di un potente cocktail a base di steroidi anabolizzanti.

*Mickey Mouse (Topolino)*
Che lavoro fa Topolino?
Certamente è un precario ante litteram, visti i vari cortometraggi sulle diverse attività (aviatore, ferroviere ecc..).
Ma consideriamo meglio la sua storia: "da monello scansafatiche a cittadino modello", almeno in apparenza. Vista la propensione a non farsi i cazzi suoi direi che è semplicemente un informatore della Polizia e il commissario Basettoni, viscido lecchino del
sindaco di Topolinia, gli passa delle mazzette per le sue spiate.

*Batman*
Va a giro di notte indossando una maschera e una tuta aderente. Ha come unico compagno un ragazzetto, lo fa vestire in modo eccentrico e lo chiama Robin. Pochi sanno che  Bruce Wayne ha una doppia vita di travestito e pedofilo!
(Brancaleone)

123.                Biancaneve con i sette nani faceva le orGe piccole. (Big)

124.                Una volta le favole iniziavano con "C'era una volta...". Oggi spesso iniziano con "Scusa, cara, stasera vengo a casa tardi... c'ho da fare in ufficio...". (DrZap)

125.                Mi sono sempre chiesto se Cappuccetto Rosso avesse una fame da lupi! (Marck Leys)

126.                Una bimba entra nel solito bosco e vede il lupo. Inizia ad inveire verso l'animale: "Brutto lupo deficente rotto in culo bastardo e rincoglionito!". Vi abbiamo presentato: Cappuccetto Rozzo! (Marck Leys)

127.                Cappuccetto Rosso entra in un bar e chiede: "Un caffè per il lupo e per me un cappuccio!". (Marck Leys)

128.                Il problema con le donne moderne è che non credono più alle favole. Dicono che assomiglio ad un brutto rospo, ma nessuna mi bacia sperando di cambiarmi in un bel principe! (Bilbo Baggins)

129.                Cappuccetto Rosso mentre va a trovare la nonna si imbatte nel Lupo Cattivo che la violenta bestialmente (per forza). Cappuccetto rimane incinta malgrado l'uso del preservativo da parte del lupo. Vi abbiamo trasmesso: "Cappuccetto Rotto". (DrZap)

130.                Mi sono sempre chiesto se il principe azzurro si chiamasse così perché era cianotico! (Marck Leys)

131.                Un giorno Cappuccetto Rosso tornò a casa dal bosco preoccupata, perché a lei e al lupo era accaduta una sventura. Infatti dopo nove mesi Cappuccetto partorì una bambina, che in ricordo di quanto avvenuto al suo concepimento venne chiamata Cappuccetto Rotto! (Bilbo Baggins)

132.                Cenerentola: sfortunata ragazza dai piedi talmente fuori del comune che in tutto il reame non si trovano le scarpe adatte a lei. (Bilbo Baggins)

133.                Quando Pinocchio si faceva le pippe spruzzava segatura? (DrZap)

134.                Il Principe Azzurro esiste, ma scolorisce al primo utilizzo. (Giudice Foti)

135.                Dalla favola de "il brutto anatroccolo": nella stessa covata tre pulcini e un brutto anatroccolo, rivelatosi poi un cigno. Mi sa che mamma oca era anche un po' maiala!!! (Brancaleone)

136.                Con un semplice sillogismo posso dimostrare che Peter Pan è napoletano. Le isole ecologiche a Napoli praticamente non esistono. Un'isola che non esiste è ovviamente un'isola che non c'è. Peter Pan vive nell'isola che non c'è. Quindi Peter Pan vive a Napoli! (Bilbo Baggins)

137.                Ho visto su Rai 1 Biancaneve e i 7 nani. Dopo avere molto riflettuto, ho de...DOTTO che c'era uno solo che era DOTTO il doppio di DOTTO: il nano con due teste. (Renato R.)

138.                Ma la mela per cui cadde addormentata Biancaneve era la mela...tonina ? (Renato R.)

139.                La bella addormentata nel bosco doveva morire a 18 anni per la puntura di un fuso. Le feci una puntura e, quel giorno, ero "completamente fuso". (Renato R.)

140.                La bella addormentata nel bosco mori’ per la puntura di un fuso. Quel giorno era "completamente fusa" perche’ la sua gatta faceva le fusa dopo aver mangiato dei fusilli. (DrZap)

141.                Cappuccetto Rosso è stato messa all'indice. La Chiesa è contraria ai condom. (Dere Tano)

142.                Wendy Pan era davvero stanca dell'immaturità di suo marito Peter, così una sera, al suo ritorno da un'avventura con pirati e sirene, gli disse che l'avrebbe lasciato se non si fosse deciso a crescere! (Bilbo Baggins)

143.                Capitan Uncino tutte le volte che voleva attraccare ad un porto cercava un posto per handicappati ? (DrZap)

144.                ...comunque alla fine arriva quello coi soldi e Biancaneve molla i minatori. (Il Bastardo)

145.                Come si chiama il figlio di Alì Babà? Alì Bebè.

146.                Qual era il liquore preferito da Alì Babà ? Il rhum. (DrZap)

147.                Il figlio di Biancaneve e del Principe Azzurro era Celestino Chiaro. (Massimo Cavezzali)

148.                Scoperto di recente che la miniera di Biancaneve era di diamanti. Ecco perché quella puttana di Biancaneve lavorava per i 7 nani. (DrZap)

149.                Una volta ho vissuto una fantastica avventura, molto simile a quella che capitò ad Alice quando seguì il Bianconiglio nel paese delle meraviglie. Beh .. quella che ho incontrato io non era proprio un coniglio, ma una coniglietta di Play-Boy, ed era in ritardo solo perché aveva scoperto d'essere incinta, ma per il resto tutto è andato nello stesso e identico modo! (Bilbo Baggins)

150.                La principessa sul pisello, prendeva la pillola?  (Kazzenger)

151.                Cenerentola, a tavola, faceva sempre la scarpetta? (Kazzenger)

152.                Il Principe Azzurro puo' girare col foglio rosa? (DrZap)

153.                Luca dice a Marco: "Ehi Marco, sai mia moglie ha letto 'I tre porcellini' e ha avuto tre gemelli! Poi ha letto 'Hansel e Gretel'... e ha avuto altri due gemelli!". Marco: "Davvero? Senti io scappo!!". "Perché?". "Mia moglie sta leggendo 'La carica dei 101 !!!"

154.                Cappuccino Rosso e il Luppolo cattivo. (Mauroemme)

155.                Il gatto con gli stivali d'estate usa le infradito. (ela)

156.                Lo sapevate che una principessa con un pisello sotto venti materassi è infelice, ma con venti piselli sopra un materasso si diverte un mondo? (Nonciclopedia)

157.                La carrozza con cui Cenerentola ando' al palazzo del Principe Azzurro era nuova di zucca? (DrZap)

158.                Lo sapevate che una principessa con un pisello sotto venti materassi è infelice, ma con venti piselli sopra un materasso si diverte un mondo? (Nonciclopedia)

159.                La fiaba di Cenerentola insegna alle bambine povere, che l'unico modo per emergere è di darla ad un uomo ricco, magari un Principe. (Dlavolo)

160.                Quando a Biancaneve sottrassero la custodia dei 7 nani le vennero i 7 minuti! (DrZap)

161.                Come si chiama il figlio di Alibabà? Alibebè.

162.                Cenerentola si chiamava così perche' era una forte fumatrice. (Massimo Cavezzali)

163.                Durante il viaggio verso il paese dei Balocchi Pinocchio volle fermarsi sull'autostrada, ma appena vide l'insegna "Autogrill" scappo' lanciandogli contro un martello. (DrZap)

164.                Shrek idolatrava Fiona e la trattava come si tratta un fiore. Un'Orchi dea. (egyzia)

165.                Cenerentola amava in modo particolare la mozzarella in carrozza. (Fabio Carapezza)

166.                Adoro scopare (Cenerentola)

167.                Il principe azzurro non può esistere, perché uno che ti scende da cavallo con i leggins azzurri e un cappellino con piuma è sicuramente gay!!

168.                Cercasi principessa da mettere sul pisello.

169.                Bella Addormentata : donna che ha capito poco sui Principi.

170.                Cercasi principe verde perche' quelli azzurri non funzionano.

171.                Un nano al giorno toglie il medico di torno (Biancaneve)

172.                Se la scarpa di Cenerentola calzava perfettamente perche' l'ha persa?

173.                Biancaneve era molto protettiva, con Pisolo. Lo teneva sempre Nano nella mano. (egyzia)

174.                Stasera in tv Cenerentola. Che aveva una sorella bronchitica. CeneRANTOLA. (ilpuntodilello)

175.                Bisogna far presente alle giovani di oggi che Cenerentola nel cercare il principe Azzurro perse la scarpetta non le mutandine. (DrZap)

176.                Se Pollicino avesse usato dei soldi al posto delle briciole del pane lo starebbero ancora cercando. (Rocco De Stefano)

177.                La zitella di 80 anni ha aspettato il principe azzurro per tutta la vita. E' arrivato, ma non l'ha riconosciuta perché daltonica.  (Kazzenger) (Maurizio Crozza)

178.                Le favole lo insegnano: se non esiste più il principe azzurro è colpa delle principesse. (Linkiesta)

179.                Non a tutte le principesse serve il principe azzurro per svegliarsi. Ad alcune basta il caffè.

180.                Quasi tutte le favole finiscono con ".... e vissero felici e contenti". Ma non c'è scritto "insieme"

181.                Raccolta di novelle di ambiente marocchino egiziano. Le Mills e una notte.

182.                "E vissero per sempre felici e contenti". Ma dove sta scritto "insieme"? (cronauer)

183.                Biancaneve rincorreva il Nano Eolo, gli ficcava un palo nel culo e poi lo faceva roteare come una girandola al vento...perché lei ci credeva nell'Eolico.  (Giuliano Argon Sacchi)

184.                Brontolo e fratelli non avrebbero potuto far nulla per Biancaneve. Erano i sette inani. (Lia Celi)

185.                Quando Capitan Uncino sta veramente comodo ? In autobus!

186.                PIDOCCHIO - Burattino raffreddato. (Zap)

187.                A Biancaneve incazzata vengono i cinque o i sette minuti? Boh... (Fabio Carapezza)

188.                Cercasi principe azzurro... (Astenersi colori sbiaditi). (viviana dolcetti)

189.                "Biancaneve a letto e' una favola" dissero i 7 nani. (DrZap)

190.                Hansel e Gretel si persero nella giungla e trovarono la casetta di Tarzan pane. (tragi_com78)

191.                Quando Mangiafuoco festeggia il suo compleanno le candeline sulla torta le deve accendere? (DrZap)

192.                Lei, discola ed insonne, trovava rifugio nelle braccia di Morfeo, solo nella sua rivendita di bibite. La bulla addormentata nel chiosco. (Mariassunta Di Matteo)

193.                "Dovevi trovarmi sette attori nani per mettere in scena Biancaneve, ma ne hai trovati solo sei. Ti rendi conto che è un bel guaio?". "Ammetto che non hai tutti i corti". (Davide Somma)

194.                Fiaba tragica che si conclude con la morte della protagonista: Cenerantola. (storpionimi.it)

195.                E se Biancaneve non fosse solo un nome adatto a una principessa e Walt Disney avesse invece pensato proprio alla cocaina? La bianca polverina stupefacente è al centro di uno studio condotto dal professor Mitchell Stephens, docente di storia della televisione alla New York University che spiega come il film Biancaneve e i sette nani sia un chiaro riferimento a persone che abusano proprio di cocaina. A supportare la tesi, tuttavia, non sarebbe la bella Biancaneve, ma i sette nanetti che la accolgono nella casa nel bosco. Per il professor Stephens un chiaro riferimento a tutti gli effetti che la droga bianca può causare su una persona. Ecco così che il più tenero dei sette, Cucciolo, inglese «Doopey», sfatto, rappresenta proprio il primo sintomo della dipendenza da cocaina: la trascuratezza e l’instabilità emotiva. Brontolo, psicotico e intrattabile nanetto rappresenta l’astinenza dalla sostanza mentre Eolo starebbe a simboleggiare i danni all’apparato orofaringeo provocati dallo sniffare la sostanza. Gongolo, poi, ritrae lo stato di euforia temporaneo che scaturisce immediatamente dopo l’assunzione di coca e Mammolo gli stadi «post-trip», quelli in cui il soggetto evita rapporti umani e sociali. A capeggiare anche in questa teoria Dotto, il nano più erudito della storia Disney, con la sua saccenza e sensazione di onniscienza ed onnipotenza rappresenta lo stato psicofisico di chi assume per la prima volta la cocaina. Ultimo, non solo tra i nani ma anche nella teoria americana, Pisolo rappresenta l’ultimo stadio della dipendenza da cocaina che sfocia in una stanchezza patologica e dolori articolari.

196.                In punto di morte. Cenerantola. (overlooki)

197.                Incontro nel bosco con il maniaco. La bella tormentata nel bosco. (overlooki)

198.                Nuova favola sull'alcolismo. Bianca beve. (overlooki)

199.                Cosa dice il mago di OZ quando la strega gli dà uno schiaffo? Come hai ozato! (Cyrus)

200.                Biancaneve per misurare la febbre ai sette nani usava il termocentimetro... (Dino D'amico)

201.                Sei dei 7 nani erano sempre arrabbiati perché tutti i giorni dopo pranzo Biancaneve diceva "Vado a farmi un pisolo". (DrZap)

202.                In tante fiabe più che la morale e' racchiuso l'amorale della favola... Uno cattivo, presuntuoso e violento. (DrZap)

203.                Comunque la principessa sul pisello alla fine c'ha preso gusto. (Su lurisincu)

204.                Ma i draghi nell'antichità soffrivano di gola arrossata? (DrZap)

205.                Mi piace quella volpe che se non arriva all'uva prende una scala e se la va a prendere lo stesso, cazzo!

206.                Il figlio di Biancaneve e del Principe Azzurro era celestino chiaro. (Massimo Cavezzali)

207.                Epiloghi moderni di vecchie favole. La sirenetta oggi finirebbe al mercato nero del pesce insieme alle cozze e alle vongole. Cenerentola è rimasta zitella e sta sempre in pigiama e calzettoni. Cappuccetto Rosso va a trovare la nonna tutte le domeniche all'ospizio. Biancaneve spaccia eroina a Quarto Oggiaro. Alice è in un centro di salute mentale. E' chiusa in una stanza dalle pareti morbide. Jessica Rabbit fa la tronista a Uomini e Donne. (Rebecca Folloni)

208.                Epiloghi moderni di vecchie favole. Mulan lavora come cameriera in un ristorante cinese all you can eat. Rapunzel è finita a "Io e la mia ossessione" insieme ai suoi capelli lunghissimi. Jasmine vive in una roulotte e vende tappeti sulla spiaggia. Belle è diventata una gattara. Pocahontas fa la cantante, è l'indiano dei Black Eyed Peas. Aurora fa la commessa da Zara. (Rebecca Folloni)

209.                Quando la volpe non arriva all'uva, va in un'osteria e la ordina già premuta. (Giuliana Implacabile Guizzi)

210.                Quando la volpe non arriva all'uva dice che e' troia.

211.                Mi son sempre chiesto se Pinocchio potrebbe giocare a braccio di ferro.

212.                Le favole non esistono più. Adesso i principi vanno tutti a puttane, e le principesse si ubriacano il sabato sera cercando di dimenticarli. (diioporco)

213.                Famosa fiaba francese che racconta di una fanciulla che per non sposare un vecchio Re, fugge coperta di bucce d'uva: PELLE D'ACINO. (Penelope Ventisei)

214.                La fiaba moderna comincia con "C'era una volta" e termina con "Speriamo tu muoia". (Beatrice Erario)

215.                Il trucco per far diventare il principe 'azzurro' e' asfissiarlo!

216.                Il Comune di Venezia distribuisce fiabe gay negli asili e nelle scuole. La più bella è Il Principe sul pisello. (Elisio Marinelli)

217.                Il Comune di Venezia distribuisce fiabe gay negli asili e nelle scuole. OH! finalmente istituzionalmente si è preso atto del fatto che uno con la calzamaglia azzurra,riccioli biondi e modi gentili non può che essere gay! (Marina Boccamazza)

218.                La fata turchina mangia solo pesce azzurro. (Annarita Pennichella D'amico)

219.                Ieri ho messo i bimbi a letto presto. Ho preso due piccini con una favola. (Carlocinco)

220.                Care principesse moderne, La bella addormentata nel letto ci dormiva, non scopava. Cenerentola perdeva la scarpetta, non le mutande. Biancaneve assaggiava la mela, non la banana. L’unica principessa che vi riesce bene mi sa che è quella sul pisello. (Rea Daniels)

221.                "Ciao, tu sei la bella addormentata nel bosco?". "No, io sono la stronza sempre sveglia". "Cazzo, com'e' cambiato questo bosco!". (Massimo Cavezzali)

222.                “Senti Cappuccetto Rosso, sei contenta che al giorno d’oggi non ci sono più i lupi nel bosco?”. “Non è mica vero, ché la mia nonna vive a Cesano Boscone, e mi ha detto che quando ci vado devo stare attenta perché c’è un lupone!”. (Gattuccio Sventrapapere)

223.                Ma la mortadella vanitosa chiede: "Speck, speck delle mie brame chi è la più bella del reame??". (Mary Notaro)

224.                Mi piace quella volpe che se non arriva all'uva prende una scala e se la va a prendere lo stesso, cazzo!

225.                Quando la volpe non arriva all'uva non si abbronza. (GI_GI_TO)

226.                Sei adulto quando non hai più paura del lupo. Di mezza età quando cominci a sognare avventure erotiche con una Cappuccetto Rosso ormai MILF. (Brancaleone)

227.                Una fiaba ci parla di una giovane e bellissima gelataia che soffre di narcolessia: "La bella addormentata nel chiosco". (Brancaleone)

228.                Ma come facciamo a crederci alle favole se ci raccontano di una principessa sul pisello che sia triste?

229.                Cappuccetto Rosso va dalla nonna e le dice: "Ciao nonna, s'è visto il lupo ?". "No, l'altro giorno m'ha detto che oggi doveva andare a casa dei tre porcellini". "E domani ?". "Non era sicuro però è molto probabile che avrà da fare con un certo Francesco d'Assisi". "Allora noi.....?". "Non preoccuparti: c'ho sottomano un cacciatore con una nerchia così !". (Walter Angelucci)

230.                Ricordatevi, ragazze, che il massimo e' si' il Principe Azzurro, ma bisogna sapersi accontentare: a volte può bastare anche un celeste chiaro.

231.                Bah, chi se ne importa se non posso andare al mare, tanto l'abbronzatura non è chic. La volpe e gli Uva. (Lia Celi)

232.                Il Principe azzurro era uno che indossava una blusa con le maniche a sbuffo. Sopra la calzamaglia. Ve lo vorrei ricordare. (egyzia)

233.                E la Bindi trasse dalla Madia la mela avvelenata e si avviò per i Boschi, per raggiungere la casetta di Brunetta... (Renato R.)

234.                "Casa, dolce casa" come dicevano sempre Hansel e Gretel.

235.                Una mia amica crede di vivere in una favola aspettando il Principe Azzurro, ma non si rende conto che vive in una favela. (DrZap)

236.                Canide che, non potendosi abbronzare, disprezza il sole. La volpe e l'uv-a. (Daniele Totolo)

237.                Biancaneve si sveglia grazie al bacio del principe azzurro. Ed appena in braccio al principe rivolta al principe gli fa: "Meno male! Dopo una mela una bella banana!"

238.                Elisabetta Gregoraci ha scritto un libro di favole. Commovente quella della showgirl 34enne che si scopa un imprenditore di 64 anni per il suo carattere e non per i suoi soldi. (Acido Lattico) (Davide Rossi)

239.                Secondo il mio modesto parere se butto l'Omino Bianco in lavatrice, insieme all'accappatoio blu, dovrebbe uscire il Principe Azzurro.  (Prugna) (Barbara Simona Lecca)

240.                Se non trovate il principe azzurro, la soluzione è prendere un tipo a caso e verniciarlo. (A. Venuto)

241.                Nelle favole quello che si lamentava di più era Pollicino: "Uffa! A me rimangono sempre le briciole!". (DrZap)

242.                "A me mi ha rovinato l'invenzione dell'accendino" diceva spesso la Piccola Fiammiferaia. (DrZap)

243.                USA: nonnina soffoca la nipote e poi la sgozza con una sega elettrica. Quando è arrivato il lupo gli si è drizzato il pelo. (Kotiomkin) (@andr3_21)

244.                Spaccio uva alle volpi basse.

245.                Ma nella versione turca di Pinocchio si parla della fata Italiota? (DrZap)

246.                Fa così caldo che anche il gatto con gli stivali ha deciso di mettersi le ciabatte. (@dbric511)

247.                Aladino chiamava e il tappeto volante arrivava arazzo. (Simone Scalzini)

248.                A Palermo raccolta di firme per innalzare un monumento a Franchi e Ingrassia. Io li raffigurerei nei panni del gatto e la volpe come nel mitico Pinocchio. Che poi lo si potrebbe dedicare anche a Renzi e Alfano. (Satiraptus) (Stefano Addessi)

249.                E come disse Cappuccetto Rosso al Lupo Cattivo .... "non desiderare la NONNA d'altri". (Runbo Andromaz)

250.                Capitan Uncino perde un testicolo dopo che un gatto nero gli ha tagliato la strada. (Labbufala)

251.                Ho ingoiato tanti di quei rospi che tra loro deve esserci finito pure il Principe Azzurro (@chiaralaltra)

252.                C'era una volta un principe azzurro che chiese ad una bella principessa di sposarlo. Lei disse di no, e il principe visse felice e contento in sella alla sua moto, andando a letto con bellissime ragazze e lasciando alzato il sedile del water.

253.                Tradizioni popolari. "Sai come iniziano le favole argentine ?". "No, come ?". "Tango tempo fa..." (Michele Laperuta)

254.                Google dedica il suo doodle a Charles Perrault. Oggi, a raccontarci delle favole, ci pensa Renzi. (Soppressatira) (Avvocato Brosisky)

255.                Quando la volpe non arriva all'uva dice che e' troia.

256.                A Cenerentola piaceva molto fare la scarpetta? (DrZap)

257.                Tutti conoscono la favola di Cappuccetto Rosso e del lupo che si mangio' la nonna. Pochi sanno invece che l'originale dei fratelli Grimm prevedeva che fosse la nonna che si mangiava il lupo. Ma il finale dovettero cambiarlo dopo le furibonde proteste degli animalisti in tutta Europa! (DrZap)

258.                C'era una volta. Poi è crollata. Fine della fiaba.

259.                Dormire in un letto a castello sotto le lenzuola celestine non fa di te un Principe Azzurro. (DrZap)

260.                "Esisteva un soffitto a cupola…". "Ma che accidenti stai dicendo al bambino?". "Gli racconto le favole". "E che favola è quella che comincia con 'esisteva un soffitto a cupola'? ". "Imbecille! E' sinonimo di "c'era una volta"! (Antonello Iaccarino)

261.                Ma il principe azzurro è un puffo ? (Walter Angelucci)

262.                Dove vanno in vacanza i principi delle favole? Sulla Costa Azzurra. (DrZap)

263.                Lui si sentiva un Principe Azzurro. Ma lei disse che al massimo era poco nuvoloso. (DrZap)

264.                Pochi sanno che Bambi prima di morire ebbe tanti figli... dei bambini! (DrZap)