- Poco dopo la cacciata dal Paradiso
Adamo: "Eva! Ma possibile che tu voglia sempre fare l'originale!".
(Achille Campanile)
|
- Adamo comincia a raccontare una fiaba
ai suoi figli Caino e Abele: "Ci sara' una volta...".
|
- Si dice che Adamo fosse geloso di
Eva.
|
- Quanto costavano le mele al tempo di
Adamo e Eva? L'ira di Dio.
|
- La storia di Adamo ed Eva e' stato il
primo ... melo-dramma? (Zap)
|
- Cacciata di Adamo ed Eva dal
Paradiso. "Tu, Adamo, pagherai con il sudore della tua fronte! E
tu, Eva, con il sangue ... ma in comode rate mensili!
|
- Adamo ed Eva sono originari della
Russia: infatti erano nudi, scalzi, dividevano una mela in due e
credevano di stare in Paradiso.
|
- Adamo fu punito per una mela, e se si
faceva una pera ? (Comix)
|
- Il nudo integrale e' nato quando
Adamo comincio' a mangiare la foglia.
|
- Adamo e' nudo fuori del Paradiso
Terrestre: fallo da espulsione.
|
- Adamo appena sbattuto fuori dal
Paradiso Terrestre e' incacchiatissimo. Si rivolge a Dio e protesta,
indicandosi la foglia di fico: "Ti sembra un fallo da espulsione
questo?".
|
- Noe' prima del diluvio fa salire sull'arca
tutti gli animali a due a due. Arriva il leone con la leonessa, il cane
con la cagna e cosi' via. Ad un tratto arriva un pesce da solo: "E
tu chi sei?". "Il pesce sega!".
|
- Il diluvio universale? Acqua passata.
(Pino Caruso)
|
- In principio era il Verbo; poi
vennero certi soggetti!
|
- In principio era il Verbo; il
complemento oggetto venne molto dopo! (Giobbe Covatta)
|
- In principio era il Verbo; alla fine
le chiacchiere! (Stanislaw Lec)
|
- Era cosi' cretino che cercava nella
Bibbia l'indirizzo di un buon albergo in Palestina. (Leo Longanesi)
|
- Chissa' quante foglie di fico avra' provato
Eva prima di dire: "Prendo questa!".
|
- Quando Eva colse la prima mela? Quando
l'Uomo del Monte disse si'.
|
- Perche' Mose' sosto' davanti al Mar
Rosso? Perche' aspettava il verde!
|
- Arca di Noe': l'orsetto lavatore e'
stufo di lavare le mutande della seppia.
|
- Non perdonero' mai a Noe' di avere
imbarcato anche una coppia di zanzare. (Enzo Costa)
|
- Un medico, un architetto e un
avvocato stanno discutendo per stabilire quale fra le loro tre
professioni sia la piu' antica. Decidono di prendere come riferimento la
Bibbia e il medico afferma: "Quando Dio estrasse la costola ad
Adamo per creare Eva fece un vero e proprio intervento chirurgico,
quindi e' sicuramente la medicina la professione piu' antica".
"Al tempo - dice l'architetto - in realta' prima di questo Dio
aveva creato il cielo, la terra e le acque. Aveva messo ordine nel caos
primordiale, e questo e' sicuramente architettura, che quindi, non
essendoci prima altro che caos, e' la professione piu' antica.".
"Gia' - dice l'avvocato - ma secondo voi chi aveva creato il
caos?".
|
- Adamo va da Dio lamentandosi del
fatto di essere stato dotato di 32 denti e di un solo cazzo: "Dio,
visto che mi piace molto di piu' scopare che mangiare, perche' non mi
hai dato 32 cazzi e un solo dente ?". E Dio: "Se tu vuoi
cio', ti posso accontentare, ma dopo non lamentarti !". E cosi' Dio
fece il miracolo, e Adamo si ritrovo' con un solo dente in bocca e 32
cazzi fra le gambe. Mentre Adamo si allontanava carico di gioia, fu
richiamato da Dio: "Adamo, dove vai ? Hai dimenticato di prendere
le tue 64 palle !".
|
- E Dio creo' Adamo dal fango, lo creo'
a sua immagine e somiglianza e poi gli sputo'. E Adamo disse
"cominciamo bene!!". (Giobbe Covatta)
|
- Dio dice ad Adamo: "Adamo, come
stai?". "Non male, ma sono solo qui e mi annoio".
"Beh? Io ti posso trovare un po' di compagnia, una che cucina per
te, pulisce tutto, ti tiene caldo di notte, con grande passione, va
sempre d'accordo con te e non ti crea nessuna noia. Ma ti costera' caro.
Ti costera' un occhio della testa". "Un occhio? Ma, che puoi
fare solo con una costola ?". (M. Verlander)
|
- E' mattino e Adamo si sveglia! Come
tutte le altre mattine la prima cosa che fa e' di contarsi le costole ed
alla fine esclama : " ....E ANCHE OGGI PIPPE !!"
|
- Qual e' stata la prima cosa che Adamo
ha detto ad Eva ? Fatti indietro, perche' non ho la piu' pallida idea di
quanto puo' diventare grosso...."
|
- Adamo ed Eva nel paradiso Terrestre.
Lui dice a lei: "Sfogliati!".
|
- Il peccato originale e' uno. Tutti
gli altri sono solo imitazioni. (Mario Zucca)
|
- E Dio creo' la luce visto che le
prime foto erano venute troppo scure! (Egidio Morretti)
|
- Perché se Dio e' immortale, ha
lasciato ben due Testamenti? (Zap)
|
- Mio padre ha preso da sua zia Mary...
Rifiutava la Bibbia perché diceva che il personaggio centrale non era
assolutamente credibile. (Woody Allen in "Crimini e misfatti")
|
- Un giorno nel Paradiso Terrestre Dio
chiama Adamo e gli dice: "E' l'ora che tu ed Eva iniziate a
popolare la Terra, percio' voglio che la baci". Adamo risponde che
non sa cos'e' un bacio e cosi' Dio glielo spiega. Adamo allora prende
Eva per mano e la porta in un vicino cespuglio appartato. Alcuni giorni
dopo Adamo ritorna e dice: "Grazie Dio, e' stato proprio
bello". E Dio risponde: "Adamo, ora mi piacerebbe che
accarezzassi Eva". Adamo risponde che non sa cosa sia una carezza.
Dio di nuovo da' una breve spiegazione ad Adamo che va dietro al cespuglio
con Eva. Alcuni giorni dopo, Adamo ritorna sorridente e dice: "Dio,
questo era anche migliore del bacio". E Dio risponde "Bene,
Adamo. Ora voglio che tu ed Eva facciate l'amore". Adamo chiede
spiegazioni su che cosa vuol dire fare all'amore, Dio glielo spiega e cosi'
Adamo si apparta con Eva dietro al cespuglio, ma stavolta riappare dopo
pochi secondi. Adamo domanda: "Dio, che cosa vuol dire 'mal di
testa'?".
|
- Beati gli umili, perche' saranno
umiliati. Beati gli assetati di giustizia, perche' saranno giustiziati.
|
- Cosa fa Noe' con i piedi fuori dall'arca?
Il pediluvio!
|
- "Ti voglio bene come ad un
fratello", firmato: Abele.
|
- Perche' Mose' divide le acque del Mar
Rosso? Perche' c'era chi la voleva gassata e chi la voleva naturale.
(Comix)
|
- Qualche volta le donne sono oltremodo
diffidenti nei confronti dei loro mariti. Quando Adamo una sera ritorno'
tardi a casa Eva era molto agitata e gli disse: "Non sarai andato
con altre donne?". Adamo le rispose: "Tu sei irragionevole, tu
sei l'unica donna sulla terra". I due continuarono a litigare finche'
Adamo non cadde addormentato. Ad un tratto venne svegliato da qualcuno
che lo toccava nel torace. Era Eva. "Che stai facendo?" chiese
Adamo. Ed Eva: "Sto contando le tue costole!".
|
- Perche' Adamo e' stato l'uomo piu' fortunato
del mondo ? E' stato l'unico al mondo a non avere una suocera.
|
- Dalla seconda lettera ai Corinti:
"Cari Corinti, potevate almeno rispondere alla prima …".
(Giobbe Covatta)
|
- Piccola variazione biblica: Vulvis es
et in vulvis reverteris.
|
- Paradiso dell'Eden. Adamo vede Eva
nuda e le domanda: "Ma cosa sono quelle due cose ?". Eva:
"Sono le tettine". Adamo annusandole esclama: "Ah,
profumano di primavera. E quel cosino li' ?". "Questo e`
l'ombelico". "Profuma di giovinezza. E quella cosa li' ?".
Eva: "Beh, questa e' la passerotta ?". E Adamo annusando:
"Morta ?".
|
- Mose' discende dal monte Sinai, dove
ha ricevuto la parola di Dio, e parla alla folla: "Amici, ho due
novelle importanti da annunciarvi: una buona e una cattiva. La buona e'
che sono riuscito a convincere Dio che 10 comandamenti sono sufficienti
invece di 15... e la cattiva e' che "Non desiderare la donna
d'altri" fa parte dei dieci che sono rimasti.
|
- Pierino ritorna a casa da scuola e la
mamma gli chiede: "Ciao Pierino, cosa hai fatto oggi a
scuola?". "Oggi a scuola abbiamo parlato di Mose' che ha
portato il suo popolo fuori dall’Egitto per andare in Israele".
"Interessante... e come e' la storia?". E Pierino racconta:
"Mose' vagava nel deserto con il suo popolo rifornendosi di cibo alla
Coop. Giunto sul Mar Rosso con i suoi tecnici ha costruito un ponte per
portare il suo popolo dall’altra parte... ma gli Egiziani lo inseguivano
e allora con il suo cellulare ha chiesto aiuto a Dio che ha inviato due
Sea-Harrier che hanno bombardato il ponte con tutti gli Egiziani sopra.
Poi e' salito sul Monte Sinai a comprare alla Feltrinelli il libro della
legge in 10 volumi". La mamma, perplessa, lo interrompe: "Ma
Pierino, sei sicuro che la maestra ti abbia detto questo?".
"Veramente no... ma se ti racconto quello che ha detto non mi
crederesti !".
|
- Una volta un prete mi tiro' una
Bibbia sul cuore. Per fortuna avevo una pallottola d'oro che mi aveva
regalato mia madre che mi salvo' la vita! (Woody Allen)
|
- (Lella Costa) Adamo e' nel Paradiso
terrestre con tutti i comfort possibili, ma sente che gli manca qualcosa
che riesce solamente ad accostare ad un colore, un rosa pallido. Dio se ne
accorge e crea la donna. Ma pecca di presunzione... Adamo voleva la
Gazzetta dello Sport. (Lella Costa)
|
- Ho letto tutto il Nuovo Testamento.
E' uguale a quello Vecchio: Dio non mi ha lasciato niente!
|
- Adamo si aggira arrabbiatissimo per
il Paradiso Terrestre imprecando: "Porca Eva, proprio a me doveva
capitare… porca Eva, maledizione, ma cosa ho fatto di male…". Dio
lo sente e lo sgrida: "Ma, Adamo, e' peccato maledire. In fondo ti
ho donato un mondo bellissimo e una donna stupenda. E' cosi' che mi dimostri
la tua benevolenza?". E Adamo: "Ma, porca Eva, cosa ho fatto
di male per meritarmi proprio quella donna?". "Ma cosa c'e'
che non va in quella donna?". E Adamo: "Ma e' una che si fa
sbattere dal primo che incontra!"
|
- Sacre Scritture. Dalla lettera di San
Paolo Apostolo ai dentisti: "Carissimi".
|
- Erode si mise a fare sogni erodici
quando il medico gli disse che non poteva avere figli.
|
- Golia era cosi' grosso che al
confronto Schwarzenegger sembrava Don Lurio… Davide era cosi' piccolo
che al confronto Don Lurio sembrava Schwarzenegger… (Giobbe Covatta)
|
- Dite quello che volete dei 10
comandamenti, alla fin fine si deve sempre tornare al gradevole fatto
che sono solo dieci. (H.L. Mencken)
|
- Un insegnante della domenica, che
faticava a trovare argomenti da trattare, discuteva con la classe
riguardo a cosa pensava avesse fatto Noe' sulla sua arca. Una ragazza
propose: "Magari pescava". Un ragazzo replico': "Con due
soli vermi?".
|
- Perche' i pesci puzzano? Adamo ed Eva
hanno appena finito di fare all'amore la prima volta dalla creazione e
mentre Adamo e' coricato sull'erba morbida del Paradiso Terrestre, Dio
gli si avvicina e gli dice: "Figlio mio, che cosa ne pensi?".
"E' stato davvero incredibile - dice Adamo - Non so esprimere
quanto mi sia piaciuto". "Ed e' piaciuto anche ad Eva?"
chiede Dio. "Anche lei ne e' entusiasta" risponde Adamo. Dio
si guarda intorno e chiede: "Ma dimmi, Adamo, dov'e' la tua
donna?". Adamo risponde: "E' laggiu', vicino al fiume, si sta
lavando". I cieli si oscurano e Dio esclama angosciato: "Non
riusciro' mai piu' a togliere quell'odore dai pesci!".
|
- "Noe', Noe', le acque salgono!!!".
"...VENDERE, VENDERE!!!".
|
- Inserzione giornalistica: Vendiamo
oro, incenso e mirra in cambio di tre nomi da cristiani e non da pirla.
Firmato: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. (Michele Serra)
|
- Premunitevi: Quando Noe' inizio' a
costruire l'arca, non aveva ancora cominciato a piovere.
|
- Dopo una dura giornata nel Paradiso
Terrestre Adamo torna a casa e vede Eva che strofina un sasso su una
foglia di fico. La domanda gli sorge spontanea: "Eva... ma che stai
a fa' ?". "Ma come Adamo... te sto a stira' le mutande!!"
|
- Noe' era il prediletto del Signore:
viveva nel deserto divorato dalla sete e dai pidocchi. (Giobbe Covatta)
|
- Un giorno Dio chiama Abramo: "Tu
mi ami veramente?". "Certo Signore". "E faresti
qualunque cosa per me?". "Certo Signore, ordina ed io
eseguiro'!". "Togliti il vizio del fumo". "Signore!!
Non puoi chiedermi questo!!! Io Ti sono servo devoto ma non puoi
chiedermi un sacrificio cosi' grande; abbi pieta' di me e chiedimi un
sacrificio piu' leggero, che il Tuo umile servo possa sopportare".
"Allora prendi tuo figlio e sacrificalo in mio onore".
"Grazie Signore... (nella Bibbia e' riportata solo l'ultima parte
del presente dialogo). (Giobbe Covatta)
|
- Caino e Abele. Siamo tutti fratelli:
i fratelli Taviani, i fratelli Lumière, i fratelli Karamazov, le sorelle
Adamoli, i fratelli Bardazzi... Ce ne sono altri due nel mio paese, i
Fratellini, Rocco e i suoi fratelli, i fratelli Cervi, i fratelli
Fabbri. Rosanna Fratello, e via e via e via, e ne aggiungerei un altro:
e via! Ma i primi veri due fratelli dai quali tutti noi discendiamo,
amici infelici, erano Caino e Abele. Non c'e' errore di stampa, e'
proprio scritto cosi'. Caino e Abele dettero luogo a tutto il mondo e
c'e' un asterisco sulla Bibbia, vedere per la spiegazione in fondo, e se
andiamo a vedere in fondo ando' cosi'. Quando eran piccini tutto
regolare: Caino un po' piu' nervoso e Abele piu' perbene:
"Buongiorno, mamma!". "Buongiorno a te!".
"Buongiorno, babbo! Come stai?". "Bene grazie, non c'e'
male". "Figurati, ciao eh...". Insomma, tutto perbene
Abele. Caino invece un po'... "Buongiorno!". "Che e' 'sto
buongiorno? Che mi interessa?". Quando erano piccoli niente di
strano, quando cominciarono a crescere, che il sesso cominciava a
bollire nella pentola dell'uomo, a scoperchiare il cervello erotico...
beh, bisogna buttar giu' la pasta, ragazzi... "Mamma, ciao!".
"Caino, non far tardi!". "Mah! Se trovo qualcosa puo'
darsi che rimanga a dormire, arrivederci! Ciao, Adamo! Ciao,
Abele!". Andava fuori, cominciava a guardare: zebre, sassi, piante,
fiumi, stelle, foglie, frutti, Scalfari, Celentano, ma di donne, non
c'era l'ombra! Non gli riusci' a incontrare una donna a pagarla oro, e
non ce n'era proprio! Primo sabato niente, il secondo sabato uguale,
terzo sabato uguale, alla fine non ce la faceva piu'. Comincia a dargli
di balta il cervello e comincia a guardare Abele in maniera un po'
strana... "Caro Abele...". "Cosa?". "Niente! Ho
detto caro Abele, sembri un po' nervoso oggi...".
"Perche'?". "Niente, sei mio fratello...".
"Uhm, cosa?". "Niente, ho detto: sei mio fratello! -
dice. - Ci mancherebbe altro che tu fossi la mia... ti vedo un po'
nervoso! Guarda li' come cammina di dietro!". Insomma, questa
malsana idea comincio' a entrargli in testa, finche' ci pensa tutta la
notte e un giorno chiama il fratello e lo redarbonisce un po'.
"Abele! Vieni un minuto qua, per curiosita'. Scusa, nel mondo c'e'
le cose maschili e femminili, no? Sappiamo, come si chiama nostro padre,
che e' un uomo?". "Adamo!". "Uhm, e io?".
"Caino!". "E te?". "Abele!". "Guarda
un po', strano: Adamo, "o", la finale, dico. Caino,
"o"; te invece: Abele, "e", femminile plurale. Non e'
proprio Eva, "a", pero'... Ciao, Abele, ci si vede, eh?".
Abele comincio' a impaurirsi, narrano i giornalisti dell'epoca: girava
proprio armato. Ora, questo Caino, sempre piu' indispettito, un giorno
lo chiama: "Abele, guarda... m'avete fatto uno scherzo e mi e'
piaciuto, mi son divertito, pero' il gioco e' bello quando dura poco,
eh?! Bisogna arrivare a essere cinque miliardi e bisogna darsi da fare,
eh? Te devi essere mia moglie per forza. Abele! Vai a casa, mettiti un
tailleurino rosa e fatti la barba che mi vergogno di fonte al mondo di
avere una moglie va in giro vestita cosi'! ". Abele insiste che e'
un uomo. Caino non ci vede piu': gli salta addosso e l'ammazza! Era il
primo delitto della storia. S'impauri', si nascose. Ma Dio lo vide e si
arrabbio': "Caino, Madonna bonaaa! - Caino sempre piu' nascosto. -
Caino! Dio bonooo!". "Che?". "Dov'e' Abele?".
"Chi Abele?". "La tua sorell... il tuo fratello! Mi hai
fatto imbrogliare anche a me, imbecille!". "Non lo so!".
"L'hai ammazzato! te andrai all'inferno". "All'inferno?!
Ce n'e' donne?". "Stai zitto! Sottosviluppato!". Bum!! Lo
mando' giu' all'inferno. Il diavolo contento: arrivava la prima persona
che vedeva. Aveva appena finito di preparare. Entra questo Caino, vede
un altro essere vivente e va subito a presentarsi: "Buongiorno!
Piacere, Caino!". Il diavolo dice: "Il piacere e' tutto mio:
Satana!". "Satana, "a"!". Bestia della miseria!
Ci fu una rincorsa nei gironi: al VII Girone lo prese, e da questo
terribile connubio tra Caino e Satana nacque l'infelice genere umano. (Roberto
Benigni)
|
- Ho messo la Bibbia sul balcone ma la
parabola non prende. (Fichi d'India)
|
- Prima di estrargli una costola per
fare la donna, Dio diede un sonnifero ad Adamo e gli disse: "Dormi
tranquillo, figlio mio. E' l'ultima volta che potrai farlo!"
|
- Paradiso Terrestre: Eva chiede a Dio:
"Signore, ho un problema!". "Cosa c’e', Eva?".
"Signore, so che mi hai creata, e hai fatto per me questo splendido
giardino e tutti questi meravigliosi animali, e quell’allegro e comico
serpente, ma io non sono proprio felice…". "Come mai,
Eva?". "Dio, mi sento sola. E sono proprio stufa di queste
mele!". "Bene, Eva, in questo caso posso aiutarti, creero' un
uomo per te". "Cos’e' un uomo, Signore?". "Questo
‘uomo’ sara' una creatura difettosa, con molti tratti negativi.
Ingannera', mentira', e sara' superbo; insomma, ti dara' parecchi
grattacapi. Fara' spesso brutte figure, e sara' scioccamente curioso.
Avra' scarso intelletto e poca sensibilita' e trovera' soddisfazione in
cose infantili come cacciare o prendere a calci una palla. Come vedi non
sara' molto brillante e avra' sempre bisogno dei tuoi consigli per
pensare correttamente. Ma, visto che me lo chiedi, lo creero', e lo
faro' in modo che possa soddisfare le tue, ehm, esigenze fisiche".
"Mmm… sembra proprio una gran cosa!" dice Eva alzando
ironicamente le sopracciglia. "Cosa devo fare in cambio, mio
Dio?". "Si', allora… lo potrai avere ad una condizione… come
ti ho gia' detto sara' orgoglioso e arrogante, e colmo di
autocompiacimento… percio' dovrai fargli credere che ho creato lui per
primo… ma ricorda… questo sara' il nostro segreto… da donna a
donna!"
|
- Diluvio universale: Primo notevole
tentativo di battesimo; risciacquo' i peccati e i peccatori del mondo.
(Ambrose Bierce)
|
- Di solito la gente e' infastidita da
quei passi della Bibbia che non comprende, mentre i passi che
infastidiscono me sono quelli che comprendo. (Mark Twain)
|
- Creazione: In sei giorni il Signore aveva
creato tutte le cose: il sole, la luna, quello scemo di Maradona, i
puffi, la forfora, e tutti gli animali del creato, tranne Andreotti, che
era gia' suo segretario da tempo immemorabile. (Giobbe Covatta)
|
- Il Signore aveva detto:
"Piovera' per quaranta giorni", ma poi si distrasse, si
dimentico' di Noe', e dopo centocinquanta giorni pioveva ancora. (Giobbe
Covatta)
|
- Si era nella notte dei tempi e Dio
era ancora immensamente piccolo. (Giobbe Covatta)
|
- E il serpente guardo' Adamo e disse:
"Chillo e' n'ora che va parlanno co' nu porco... Ti pare
intelligente?". (Giobbe Covatta)
|
- In quella Eva si trovava vicino a un
albero; a un tratto si giro' e vide un serpente. E disse: "Che
schifo!". "Sei bella tu!" rispose il serpente, che era
permaloso. (Giobbe Covatta)
|
- E' lecito chiedersi come Caino e
Abele abbiano potuto generare l'umanita'. (Giobbe Covatta)
|
- Il piu' famoso degli ebrei si
chiamava Mose' e viveva nella prima parte della Bibbia. Fu lui a
ricevere il catalogo sul monte Sinai. (Jean Charles)
|
- E Dio sul far della sera prese due
costolette di Adamo, ma non trovando pronta la griglia sul fuoco tuono':
Puttana Eva! (Mirco Stefanon)
|
- "Ha mangiato la foglia"
come disse Eva con Adamo in ginocchio.
|
- Adamo disse a Dio: "Signore,
voglio una donna, costoli quello che costoli".
|
- E cominciò a piovere. Dapprima piovve
poco, e fu il pediluvio. Poi cominciò a piovere che Dio la mandava e
quello fu veramente il diluvio. (Giobbe Covatta)
|
- In quel tempo tra i Filistei viveva
un uomo di nome Golia, insieme a sua sorella Morositas e a suo fratello
diabetico Happydent Senza Zucchero. Golia era così grosso che
Schwarzenegger al confronto sembrava Don Lurio. Ora Golia disse:
"Chi vuole sfidarmi?". E il sangue degli israeliti divenne
come bastoncini di pesce Findus. E uno disse: "No, io ho molti
impegni, vorrei ma proprio non posso". E un altro disse: "Io
purtroppo non ho digerito". E un altro ancora disse: "Io se
torno a casa senza le cosce mia moglie si arrabbia molto". E Dio
disse: "E questo sarebbe il popolo eletto? Quasi quasi rifaccio le
elezioni...". (Giobbe Covatta)
|
- E il 17 ottobre finalmente smise di
piovere. E allora Noè prese una talpa, e la mandò fuori dall'oblò. E si
sentì glu, glu, glu, e la talpa non tornò più. E Noè disse: "Strano,
ora manderò l'orso". Poi, dopo una breve colluttazione, disse:
"No, no, è meglio che mando la colomba". E la colomba tornò
con un rametto di olivo. E Noè disse: "Reciterò i salmi". Poi
vide la lepre e disse: "Uhmmm, forse è meglio se mi faccio un
salmì... Con le olive che ha portato la colomba". Allora disse alla
colomba: "Vai di nuovo, e vedi se trovi un rametto di
polenta". (Giobbe Covatta)
|
- La Smorfia: L'arca di Noè (Sulla
banchina Noè [Lello Arena] aspetta gli ultimi animali prima di prendere
il largo. Si avvicina Troisi con un giornale in testa a mo' di orecchie).
ARENA Indietro! Non c'è posto per gli empi in questo luogo di giustizia.
TROISI Cioè, io veramente devo salire...
ARENA Solo gli animali.
TROISI E io che sono scusate? C'ho le orecchie!
ARENA E voi sareste un animale? E che animale sareste?
TROISI Sono un gufo!
ARENA Già ci stanno.
TROISI No, sono un cerbiatto.
ARENA Sono arrivati.
TROISI Sono un coniglio.
ARENA Sono già dentro.
TROISI Una tigre.
ARENA C'è.
TROISI Un leone.
ARENA C'è.
TROISI Un minollo.
ARENA Un minollo?
TROISI Eh... sono un minollo, mi devo salvare, devo salire.
ARENA E che sarebbe questo minollo?
TROISI Il minollo è quell'animale che... cioè... Sono un minollo!
ARENA Ho capito tutto. Aspettate un momento: «Cam!» (Entra Enzo De Caro)
Cam, sono già arrivati i minolli?
DE CARO I minolli?
(Arena indica Troisi. De Caro osserva)
DE CARO Già ci stanno.
TROISI Già ci stanno?
DE CARO Sì, già ci stanno!
TROISI I minolli?
DE CARO I minolli.
TROISI E i rostocchi?
DE CARO Già ci stanno.
TROISI Ma come, pure i rostocchi? (Rivolgendosi a Arena e indicando De
Caro) Secondo me chisto ti imbroglia.
|
- Adamo aveva l'ombelico?
|
- "Noe'!". "Chi
e'?". "Dio". "Io chi?". Non io, Dio,
Geova". "Uffa, non ho tempo, mettete i depliants sotto la
porta". (Giobbe Covatta)
|
- Poi Dio creo' il coccodrillo e subito
dopo la maglietta. Cosi' mise il coccodrillo sulla maglietta e fu un grande
successo. (Giobbe Covatta)
|
- Cosa disse Mosè quando ricevette e
lesse le tavole dei Dieci Comandamenti ? Ma allora dillo che non si può
fare niente !
|
- Abramo disse: se me lo taglio io ve
lo tagliate pure voi. Vero Signore? (Giobbe Covatta)
|
- Davide puo' mangiare Golia ? (Zap)
|
- Era l'anno I avanti Cristo, una scura
notte di pediluvio. In un'umile casa della Palestina si senti' una voce:
"Ave Maria, sono Gabriele, sei tu la Vergine?". E la giovane
donna rispose: "Ne', ma a te che te ne importa? Vieni qua vestito
da tacchino con le ali e fai pure domande cretine!?". "Lo devo
sapere...". "E chi sei, il medico della mutua, il ginecologo?
No? E allora fatti i fatti tuoi!". Ma Gabriele insisteva:
"Devi dirmelo, mi manda l'Altissimo!". "Chi, Pippo Baudo?
E lo potevi dire subito che era per la televisione! Allora: non sono
vergine, non mi vergogno a posare nuda e so anche ballare... Sono
scritturata?". Gabriele era perplesso: "Ma... ma tu sei
proprio Maria?". "No, sono Stefania, e allora? Chi e' chesta
Maria, una raccomandata? Ehi, torna qui, dove vai, guarda che so anche
fare le imitazioni...". Era sempre l'anno I avanti Cristo, una
scura notte di pediluvio, solo un po' più tardi. In un'altra umile casa
della Palestina si senti' la stessa voce: "Ave Maria, sono
Gabriele!". "Molto piacere, signor Gabbiano...".
"Non sono un gabbiano, ma tu sei proprio Maria?". "Certo,
signor Pellicano...". "Sei proprio Maria di Nazareth?".
"No, sono Maria di Nocera Inferiore, fa lo stesso? Ehi, signor
Fenicottero, dove scappa, non le piace Nocera?". Era sempre l'anno
I avanti Cristo, una scura notte di pediluvio, solo molto piu tardi In
un'ennesima umile casa della Palestina si senti' la solita voce:
"Questo e' l'ultimo tentativo, poi me ne torno su e ci spedisco
l'arcangelo Peppiniello a cercare questa benedetta Maria!". E in
quella arrivo' una giovane donna: "Ave, sono Maria, la vergine di
Nazareth, posso esserti utile?". "Ave Maria, che piacere trovarti...
Sono venuto per fare l'annuncio". "E chi sei, Nicoletta
Orsomanno? E da quando le annunciatrici le vestono da galli cedroni con
le alucce?". "Ne' Mari, non ti ci mettere pure tu! Sono venuto
a dirti che rimarrai incinta". "Ma non fare il cretino! Ti
presenti vestito da pappagallo e fai pure lo spiritoso!".
"Maria, non sono vestito da pappagallo, io sono un angelo! Io vengo
per darti la luce...". "Ah, e lo potevi dire subito che sei
dell'Enel, sono due mesi che qua e' zompato lutto. Il contatore sta di
la'...". Ci volle la mano di Dio per convincere la Madonna, la
quale quella notte rimase incinta, come aveva annunciato l'arcangelo
Gabriele. E ci volle ancora di piu' per convincere Giuseppe, che dopo
molte discussioni familiari accetto' di buon grado di diventare il papa'
di Gesu'. E da quel giorno egli inizio' a sorridere, e la gente lo
guardava e diceva: "Egli e' stato toccato dalla grazia del
Signore". Passati che furono nove mesi la Madonna partori' in una
stalla, tra un bue e un asinello. E tale tradizione si e' conservata
attraverso gli anni, e ancora oggi le donne assistite dalla Saub
partoriscono in stalle, circondate da asini e ogni altro genere di animali.
E fu così che nacque Gesu', detto il Salvatore, per gli amici Sasa'. E
amici, parenti e curiosi si recarono nella stalla a portare doni;
pastori con gli agnelli sulle spalle, zampognari, bambini e giovinette
attraversarono ruscelli di carta argentata e colline di cartapesta per
vedere Gesu' Bambino. Giuseppe accoglieva tutti sorridendo e la gente
diceva: "Egli e' stato toccato dalla grazia del Signore". Ed
ecco che bussarono alla porta della stalla. "Chi e?" chiese
Giuseppe. "Magi". (Giobbe Covatta)
|
- Un giorno, nel giardino dell'Eden, la
prima donna, che per comodità chiameremo Eva, disse a Dio...
"Signore, ho un problema". "Che problema, Eva?".
"Signore, so che mi hai creata e che hai provveduto per questo
giardino bellissimo, e per tutti questi meravigliosi animali,
soprattutto i miei adorati cani, e quell'allegro e buffo serpente... ma
io non mi sento davvero felice". "Come mai, Eva?" fu
l'immediata replica dall'alto "Signore, mi sento sola. E sono
proprio stufa delle mele...". "Bene Eva, in questo caso ho una
soluzione. Creero' un uomo per te". "Che cos'e' un 'uomo',
Signore?". "Questo 'uomo' sara' una creatura difettosa, con
molti aspetti negativi. Ti dirà la verità o ti mentira', a seconda di
quello che gli conviene, ma mai con la malizia che ti contraddistingue. Ti
prendera' in giro e sara' vanaglorioso, in pratica ti dara' un sacco
di problemi. Sara' piu' grande di te e piu' veloce, più forte, sarà
violento e amera' cacciare ed uccidere. Avra' uno sguardo scioccamente
curioso, insistente, ma visto che ti stai lamentando, lo creero' in modo
che possa anche soddisfare le tue, ehm, necessita' fisiche. Sara' un po'
scarso di intelletto e si impegnera' in occupazioni infantili, come la
lotta e prendere a calci una palla. Non sara' molto sveglio, e avra'
spesso bisogno dei tuoi consigli per pensare correttamente. Anzi,
spesso, dovrai proprio prenderlo per mano ... e non solo da piccolo ...
bada che ti darà piaceri e tanti dispiaceri, cominciando dal dolore al
momento della nascita ... " "Sembra una cosa divertente!"
commento' Eva ammiccando ironicamente. " e dove sta la
fregatura?". "Nessuna fregatura, ma ... beh... lo puoi avere
ad una condizione". "Quale?". "Come ti ho detto,
sara' orgoglioso, arrogante e autocompiacente... percio' dovrai fargli
credere che è stato creato lui per primo... pero' ricorda... e' il
nostro segreto... da donna a donna!". (Giobbe Covatta)
|
- E Dio vide tutto questo e venne sulla
Terra sotto mentite spoglie. Ando' da un uomo chiamato Aruk e chiese:
"Che fate?". "Una torre per far piacere al Signore"
rispose Aruk. E il Signore disse: "Non era meglio una torta con le candeline
o una simpatica cravatta Regimental?". E Aruk disse:
"Capocantiere, qui c'e' un polemico. Come mi comporto? Gli do una
scorticatina?". E il Signore disse: "Sai chi sono io?
Dio!". E Aruk disse: "Bene, e io sono Napoleone!". E
allora il Signore, per dimostrare ad Aruk chi egli fosse, trasformo' un
piccone in un serpente. "Carino questo gioco" disse Aruk
tirando fuori un mazzo di carte. "Ora tocca a me: pesca una
carta...". E il Signore alzo' gli occhi al cielo e disse: "Che
simpatici... Quasi quasi li stermino definitivamente... Ah gia'; non
posso, l'ho promesso a Noe'. Allora sai che faccio? Confondero' le loro
lingue!". E cosi' fece. E da allora, mentre uno diceva: "Passa
il mattone" l'altro capiva "Razza di cafone". E
rispondeva: "Ma sei pazzo?". E il primo capiva: "Testa di
ca**o". E il terzo diceva: "Suvvia...". Ma gli altri
capivano: "Le vostre madri vendono i loro corpi malandati a soldati
affetti da malattie dermatologiche per pochi denari, e danno anche il
resto". E cosi' lo spellavano vivo e lo mettevano sotto sale per
far piacere al Signore. E il muratore parlava francese, il carpentiere
olandese, il pastore tedesco, la zuppa inglese, l'insalata russa...
(Giobbe Covatta da 'Parola di Giobbe')
|
- Pilato: "Chi e' quel buontempone
che al posto di INRI ha scritto: vietata l'affissione?".
(Mauroemme)
|
- E il Signore distrusse Sodoma e
Gomorra ricoprendole di zolfo e di fuoco. E gli angeli in coro dissero:
"Signore, passi per Sodoma, citta' di sodomiti, ma… perche' hai
distrutto anche Gomorra?". E il Signore rispose: "Mah…
Gomorra, citta' di gomorroidi... mi faceva un po' schifo!". (Giobbe
Covatta)
|
- E il Signore disse: "Donna, tu
partorirai con gran dolore. Uomo, tu lavorerai con gran sudore, ammesso
che troverai lavoro. E la terra produrra' spine e sofferenze". E
Adamo disse: "Ma santo Dio, tutto questo per una mela? Domani te ne
porto un chilo…". (Giobbe Covatta)
|
- E come Dio volle, tutto il popolo
ebraico comincio' ad attraversare il Mar Rosso. Giunti che furono quasi
al centro si udi' il suono di un altoparlante: "Dlin dlon. Si
avverte il gentile popolo ebraico che fra cinque minuti il mare chiude.
Dlin dlon". (Giobbe Covatta)
|
- Il giorno dopo era sabato: giorno
interamente dedicato alla schedina. Gli anziani davanti al bar dello
sport, commentavano: "Lazzaro non puo' fare la mezzala, sta in
piedi per miracolo…". (Giobbe Covatta)
|
- Quando Eva imparo' a cucinare, Adamo
si copri' le intimita' con una sfoglia. (Mauroemme)
|
- Chi fu il primo radiotecnico della
storia? Adamo, perché con una costola costruì un altoparlante.
|
- E il serpente disse ad Eva
"guarda che la frutta fa bene, contiene le vitamine, una mela al
giorno toglie il medico di torno, meglio farsi le mele che farsi le
pere!!! (Giobbe Covatta da Parola di Giobbe)
|
- Tutto il genere umano viene distrutto.
Questo Noè piglia la sua famiglia: c'ha la moglie, fa tre figli: Sem,
Cam e Jafet, tre maschi... Un'altra volta rifanno tutto il mondo! Altro
misterissimo della fedissima. A quell'epoca erano double-face. (Roberto
Benigni)
|
- All'inizio non c'era niente e Dio
disse: "Luce sia", e non c'era ancora niente, ma tutti
potevano vederlo. (Dave Thomas)
|
- Perche' Eva morsico' la mela
proibita? Perche' il sapore era migliore che quello della banana di Adamo.
(oppure: Perché Adamo non gli dava la banana!!)
|
- Se Adamo si fosse accontentato di
pesche, uva, pere e ananassi, oggi vivremmo nel Paradiso Terrestre.
(Bertrand Russell)
|
- "Sei l'unica donna della mia
vita" come diceva Adamo.
|
- ADAMO ED EVA di Giobbe Covatta.
Riassunto della puntata precedente: In sei giorni il Signore aveva
creato tutte le cose: il sole, la luna, quello scemo di Maradona, i
puffi, la forfora, e tutti gli animali del creato, tranne Andreotti, che
era gia' suo segretario da tempo immemorabile. E allora il Signore
disse: <<Orsu', prendiamo del fango. Orsu', impastiamolo.
Orsu'...>>.* Poi ci sputo' sopra, e nacque Adamo. E Adamo,
asciugandosi il viso, disse:<<Cominciamo bene!>>. Ma i suoi
guai non erano finiti li', perche' il Signore, non ancora soddisfatto, gli
face l'anestesia totale e creo' la donna. E Adamo disse:
<<Signore, manca un pezzettino...>>. Ma il Signore rispose:
<<No, questa e' la donna>>. E Adamo ancora disse:
-----------
* <<Orsu'>> ha probabilmente il significato di <<Un, due,
tre, stella...>>
-----------
<<Signore, mancano almeno tre etti... Si vede a occhio
nudo!>>. Ma il Signore non volle sentire ragioni, e li mise
entrambi in un posto cosi' bello che si chiamava come un cinema a luci
rosse: Eden. E allora il Signore disse: <<Qui potete mangiare di
tutto: carne, pesce, pane e Nutella, fritto misto, pizza margherita, ma
non le mele, le mele no, LE MELE NO!>>. E Adamo rispose:
<<Non ti incazzare...Ci stanno gli aranci che mi piacciono pure di
piu'... Mangeremo gli aranci!>>. Ed ecco che Adamo si diede a dare
i nomi agli animali. E diceva: <<Tu ti chiamerai levriero, tu ti
chiamerai porco...>>. E il maiale diceva:<<Ma come?! Quello
levriero e io porco? E dove sta la giustizia divina?>>. <<E
che cosa dovrei dire io, allora?>> si lamentava lo scarrafone. In
quella Eva si trovava vicino a un albero; a un tratto si giro' e vide un
serpente. E disse: <<Che schifo!>>. <<Sei bella
tu!>> rispose il serpente, che era permaloso. Ed ecco che prese a
parlare ad Eva con voce suadente: <<Le mele fanno bene, contengono
le vitamine, una mela al giorno leva il medico di torno, meglio farsi
una mela che farsi le pere... Se mangerete di questo frutto diventerete
intelligenti>>. Ed Eva disse: << Ma noi siamo gia'
intelligenti!>>. E il serpente guardo' Adamo e disse:
<<Chillo e' n'ora che va parlanno co' nu porco... Ti pare
intelligente?>>. <<E' vero>> rispose Eva, e sputo' in
faccia ad Adamo. <<Che brutta giornata>> disse Adamo.
<<Sono stato appena creato e gia' mi hanno sputato in faccia due
volte>>. Ed Eva gli offri' una mela, ma Adamo rispose: <<La
mela no, costa un'ira di Dio!>>. Ma Eva minaccio' di portarlo in
un ristorante cinese, e Adamo accetto' la mela. E mangiarono il frutto
proibito. Ed ecco che arrivo' il Signore e disse: <<Vi caccio,
quant'e' vero Dio!>>. Ed Eva suggeri' piano ad Adamo:
<<Diciamogli che siamo atei!>>. Ma Adamo scosse la testa:
<<Non posso, lo conosco personalmente>>, e si copri' il viso
per evitare che qualcuno gli sputasse in faccia. E il Signore disse:
<<Donna, tu partorirai con gran dolore. Uomo, tu lavorerai con
gran sudore, ammesso che troverai lavoro. E la Terra produrra' spine e
sofferenze>>. E Adamo disse: <<Ma santo Dio, tutto questo
per una mela? Domani te ne porto un chilo...>>. <<Non e' la
mela,>> disse il Signore <<e' una questione di principio:
oggi la mela, domani la collezione di francobolli, che figura ci faccio
di fronte alla gente?>>. <<Ma se non c'e' nessuno!>>
disse Adamo, ma il Signore fece finta di non sentire e sventolando il
cartellino rosso se ne ando' dicendo: <<A me!>>, che in
antica lingua divina vuol dire <<Addio!>>, ma nessuno lo
capi'. E Adamo ed Eva abbandonarono il Paradiso terrestre, e affittarono
una caverna: due stanze, servizi e cucina abitabile, contratto uso
foresteria. E Adamo chiese a Eva:<<Ti ha detto nulla la
mamma?>>, ma subito aggiunse: <<Ah gia', la mamma sono
io!>>. E dovettero procedere per tentativi: prima un dito in un
occhio, poi un piede in bocca, poi un ginocchio nell'orecchio... Fin
quando si conobbero in senso biblico. E Adamo disse: <<E' stato un
piacere conoscerti, bambola, a te cosa e' sembrato?>>.
<<Certo meglio di quando mi hai infilato il gomito sotto
l'ascella... Comunque, per essere uno appena uscito dall'eternita', ci
hai messo proprio un attimo!>>. E quella notte Eva rimase incinta.
E Adamo disse: <<Che iella, alla prima botta!>>. Ed Eva
disse: <<Potevi starci almeno attento, pensi solo a te
stesso!>>. E fu cosi' che fu gettato il seme del primo uomo e
anche quello della prima incomprensione. Ed Eva si gonfio' sul ventre. E
Adamo disse: <<Prova con due dita in gola>>. Ma Eva disse:
<<Non e' lo stomaco, questo e' un figlio... Dobbiamo pensare al
nome da dargli!>>. E Adamo disse: <<Se esce da dove sono
entrato io, lo chiamiamo Houdini!>>. E nacque Caino, e Adamo lo
guardo' e disse: <<Come e' piccolo! Io appena nato non ero cosi'
piccolo...>>. E Adamo volle conoscere di nuovo Eva. E il Signore
vide e chiamo': <<Adamo!>>. E Adamo, che stava conoscendo
Eva proprio in quel momento, disse: <<Questa e' la segreteria
telefonica di Adamo. Non sono in casa...>>. E il Signore disse:
<<Adamo, non fare il cretino, e smetti di fornicare>>.
<<E va be', e le mele no, e fornicare no... Tu hai bisogno di uno
psicanalista!>>. E per questa distrazione Eva rimase incinta per
la seconda volta, e Adamo disse: <<A proposito, Signore, non e'
che potresti creare la farmacia? Sai come vanno le cose: far bene la
conoscenza fa bene alla conoscenza...>>. Ma Dio non creo' la
farmacia, ed Eva non volle piu' conoscere Adamo. E quando Eva voleva
conoscere, Adamo aveva mal di testa. E non si trovarono mai piu' d'accordo
su questo argomento, e questa fu la vera maledizione per l'umanita'.
Parola di Giobbe. (Giobbe Covatta)
|
- CAINO E ABELE. E' lecito chiedersi
come Caino e Abele abbiano potuto generare l'umanita'. Un pastore e un
agricoltore, anche tenuti in cattivita' insieme per quarant'anni, non
avrebbero mai potuto farcela, anche se il pastore fosse stato un
brasiliano operato. Un agricoltore e una pastorella si'. Un pastore e
un'agricoltrice si'. Ma un pastore e un agricoltore? No. Quella che
segue e' la cronaca di come andarono effettivamente le cose. L'assoluta
mancanza di testimoni rende del resto improbabile una smentita. Caino e
Abele non erano stati sempre due. Infatti, prima della nascita di Abele,
Caino era figlio unico, ma proprio unico, perche' sulla faccia della
Terra ci stava solo lui con i suoi genitori. La solitudine pesava molto
a Caino, e mamma Eva cercava invano di consigliarlo per il meglio:
<<Caino dovresti trovarti una ragazza, Caino perche' non telefoni
a qualcuno, Caino porta a pranzo qualche amico...>>. E fu cosi'
che Caino non riusci' mai a superare il suo senso di solitudine, e
divento' presto anche psicopatico. Eva era molto preoccupata, e disse ad
Adamo: <<Dovremmo dargli una sorellina>>. E fu cosi' che
nacque Abele, che crebbe e divenne bello, biondo, alto, con la minigonna
di leopardo e le messa in piega con le meches: una specie di Donatella
Rettore, ma piu' educato. E Caino comincio' ad odiare Abele perche' ogni
sera, quando tornava a casa, Abele chiedeva: <<Chi e'?>>. E
Caino rispondeva: <<E chi puo' essere, che sulla faccia della
Terra ci stiamo solamente noi due?>>. E ogni volta che Caino usciva,
Abele si raccomandava: <<Non parlare con gli sconosciuti>>.
E il carattere di Caino peggiorava. La sera, non sapendo che fare, i due
fratelli giocavano allo schiaffo del soldato. Abele stava sotto, e Caino
colpiva con un grosso ramo di quercia la mano del fratello. Poi
chiedeva: <<Chi e' stato?>>. <<Caino>>
rispondeva Abele. <<Sbagliato, stai sotto ancora tu>>. In
questo modo, Caino costringeva Abele a stare sotto anche per sei mesi di
fila, dimostrando cosi' Caino la sua malvagita', e Abele la sua idiozia.
Crescendo, Abele divenne pastore, e Caino agricoltore. Abele aveva un
sacco di agnelli, che chiamava per nome: Gianni, Susanna, Umberto, Edoardo...Ma
non sapeva che farsene. Provo' ad aprire un ristorante:"Chez
Abel", specialita' abbacchio al forno, ma dovette chiudere per
mancanza di clienti, visto che Caino era vegetariano. Allora si diede al
commercio, ma nessuno voleva le sue pecore: Caino ne comprava giusto una
di tanto in tanto, poi, quando non ne era piu' innamorato si faceva una
giacca di montone rovesciato. Abele, per disperazione, si diede a fare
sacrifici al Signore. Ogni giorno bruciava sette o otto agnelli in
sacrificio. Caino, invece, non faceva mai sacrifici al Signore. E Abele
diceva: <<Cai', ti aiuto io>>. E Caino rispondeva:
<<Abe', se tocchi qualcosa ti ammazzo!>>. Un giorno Caino
torno' a casa e trovo' Abele tutto allegro: <<Sorpresa!>>
disse Abele. <<Ho sacrificato per te tutte quelle foglie brutte,
secce e puzzolenti che tenevi in cantiva. Il Signore e' contento, e tu
ti sei liberato di tutta quell'erbaccia schifosa!>>.
<<Schifosa?>> grido' Caino. <<Quella era erba
buonissima!>>. E fu cosi' che Abele scopri' che Caino faceva uso
di stupefacenti; ma non fece in tempo a rammaricarsene perche' Caino,
incazzato come una biscia, gli diede una martellata che lo fece
stramazzare a terra come un tappetino da bagno. E in quella si udi' una
voce: <<Ashfatal sich ismnael eton oschitah viro'!>> Che in
antica lingua divina significa: <<Ehi tu!>>. E Caino alzo'
gli occhi al cielo, non perche' fosse stufo, ma perche' da li' proveniva
la voce. E la voce continuo': <<Ehi tu, laggiu', coso li', come ti
chiami... Ue', con tutta 'sta gente che ho creato non mi ricordo mai un
nome!>>. <<Sono Caino, tu chi sei?>>. E la roboante
voce rispose: <<Rambo, no, macche' Rambo, sono... Superman... Ma
no, che sto dicendo? Sono... chi sono? Non mi ricordo piu', oddio... Ah,
gia', Dio, e' vero, ecco chi sono, Dio... O no?>>. E Caino capi' che
il fumo del sacrificio era arrivato fino in cielo. <<Caino, dov'e'
Abele?>> chiese Dio. <<Boh?>> rispose Caino.
<<"Boh?"! Qua stiamo facendo la Bibbia e tu dici
"boh?"!? Forza, fai sentire, come si deve dire?>>. E
Caino disse: <<Ufff... Che palle, e va bene: Sono forse io il
guardiano di mio fratello?>>. <<Bravo,>> disse il
Signore <<lo vedi che quando ti applichi non sei poi cosi'
cretino?>>. E il Signore puni' Caino per l'omicidio del fratello,
e disse: <<Donna, tu partorirai con gran dolore, uomo, tu
lavorerai con gran sudore... Ah no! Questo l'ho dato come compito a casa
l'altra volta. Allora scegli: dire, fare baciare, lettera o
testamento?>>. E Caino rispose: <<Proviamo
testamento...>> <<Antico o Nuovo?>>. <<Uffa, fai
un po' tu...>> E il Signore disse: <<Per punizione farete la
partenza intelligente ad agosto, e vi alzerete alle due di notte per non
trovare traffico, e vi accorgerete che tutti sono partiti alle due di
notte per non trovare traffico, e vi troverete con quattro milioni di intelligenti
al casello dell'autostrada, e gli unici cretini saranno i ladri che in
citta' ripuliranno tutti gli appartamenti...>>. <<E'
terribile>> disse Caino, ma Dio non aveva ancora finito. <<E
vi dovrete fare tutti gli anni i regali di Natale. E dopo aver girato
tre settimane per trovare un pigiama di flanella da regalare ai vostri
parenti, riceverete in regalo diciannove pigiami di flanella, e sarete
condannati a una catena di Sant'Antonio di pigiami di
flanella...>>. <<Basta, ti prego!>> esclamo' Caino, ma
Dio non aveva ancora finito. <<E quella volta su duecento che una
donna vi si concedera', a condizione di usare il profilattico per paura
delle malattie, ci sara' lo sciopero delle farmacie, e non troverete in
casa neanche il domopak, per risolvere la faccenda
artigianalmente...>>. <<E poi?>> chiese Caino, ma
questa volta Dio aveva veramente finito, e disse: <<Te l'avevo
detto, Caino: fate l'amore, non fate la guerra!>> <<E con
chi?>> urlo' Caino <<Che qua ci stavamo solo io e quell'altro
rimbambito?!>>. <<Ue', Caino, abbassa la voce, eh! Dio ci
sente perfettissimamente, in cielo, in Terra e in ogni luogo. Egli non
e' sordo. Ho detto>>. E Dio fece per incrociare le braccia, ma
cosi' facendo gli scappo' un fulmine che inceneri' Caino sul posto.
<<Perbacco,>> disse il Signore <<speriamo che non
abbia visto nessuno>>. Poi si rese conto che in realta' non c'era
nessuno che potesse vedere. E il giorno dopo, riposato da un bel sonno,
ma ancora con un gran mal di testa, il Signore creo' Ciro e Luisa. Ed
essi furono i veri progenitori dell'umanita'. Parola di Giobbe.
|
- DISCENDENZA DI ADAMO. Riassunto della
puntata precedente: Adamo ed Eva generarono Caino e Abele, che ebbero
qualche problema. Seconda Puntata. Ciro e Luisa generarono ENOS, che fu
padre di tutti i pastori (che menano il can per l'aia), di tutti gli
allevatori di galline (che cercano il pelo nell'uovo), e anche di uno
che fece il parrucchiere. Enos non beveva, non fumava e non andava a
donne anche perche' ce n'erano tre o quattro in tutto. Egli in questo
modo visse novecentocinque anni, ma non si diverti' un granche'. Enos genero'
KENAN, che fu padre di tutti gli alcoolizzati e i fumatori d'oppio, e fu
lui stesso un fumatore doppio, perche' fumava due sigarette alla volta.
In questo modo Kenan visse solo novecento anni, ma si diverti' molto
piu' del padre. Kenan conobbe sua moglie quattro volte ed ebbe quattro
figli: ogni botta un centro, e con quattro centri vinse un orsacchiotto.
Kenan genero' MALLALLALEA, che fu padre di tutti i balbuzienti e di
tutti e trentatre' coloro che entrarono a Trento tutti e trentatre'
trotterellando. Mallallalea conobbe sua moglie tre volte, ed ebbe nove
figli, e quando gli portarono l'orsacchiotto lo accetto' ma con
sospetto. Mallallalea mori' raggiunta l'eta' di 3427951, 06 per chi
chiama da fuori Roma. Mallallallea genero' IARED, che fu padre di tutti
coloro che si iscrissero alla scuola Radioelettra di Torino per
diventare riparatori radio-tv, fotografi, idraulici, con diploma
riconosciuto. Iared conobbe sua moglie una infinita' di volte, ma ebbe
solo due figli. Sua moglie fu una donna appagata, ma lui mori' a novecentosessantatre'
anni senza nemmeno un orsacchiotto. Iared genero' ENOCH, padre di quasi
tutti i bambini che nacquero in quel tempo, in quei luoghi e anche nelle
vicinanze. In breve tempo egli fece esaurire tutte le scorte di orsacchiotti,
e anche la pazienza degli altri uomini. Tanta attivita' mino' la salute di
Enoch, il quale mori' nel fiore della giovinezza, a soli
trecentosessantacinque anni. Suo fratello mori' un anno dopo a
trecentosessantasei anni; infati si chiamava Bisestile. Enoch genero' MATUSALEMME,
che fu padre di tutti coloro che eccellono negli sport quali: tiro alla
cinghia, salto del pasto, arrampicata sugli specchi, salto nel buio,
ecc. Matusalemme non ando' mai d'accordo con Enoch, per via del gap
generazionale, e gli diceva spesso: <<Katon shakavil>> che
in antica lingua prebabilonica significa: <<Papa', sei vecchio,
non puoi capire noi giovani!>>. Matusalemme visse millecentonovanta
anni, che con l'Iva al 19% fa un netto di mille anni esatti.
Matusalemme genero' LAMECH, che fu padre di tutti i maghi, le streghe e
i commercialisti, ovvero di tutti coloro che fanno fattura. Lamech visse
777 anni, e fu lui che invento' nel televideo i sottotitoli in antica
lingua prebabilonica. Lamech non conobbe mai sua moglie, eppure genero'
cinquantaquattro figli maschi e quattro cosi' cosi'. Egli pensava di
essere un mago, ma era l'unico a pensarlo. Di tutti questi figli uno
solo passo' alla storia: NOE'. Egli era il prediletto. Parola di Giobbe.
|
- NOE'. Noe', colui che tanto ha fatto
per il genere umano e pure per quello animale. Egli era il prediletto
dal Signore: viveva nel deserto divorato dalla sete e dai pidocchi. In
quel tempo la gente sulla Terra copulava dalla mattina alla sera, e il
Signore disse: <<Che schifo! Visto che mi ci trovo quasi quasi
stermino tutti e non ci penso piu'>>. Noe' invece era giusto, e
non copulava mai, anche perche' puzzava come un caciocavallo e teneva
l'alito verde, che usava anche per ammazzarsi i pidocchi addosso (e a
volte pure i caimani). Faceva veramente schifo. Ed era cosi' povero che
non poteva comprare l'amore mercenario nemmeno da una cammella. Ed era
cosi' ignorante che non avrebbe riconosciuto una cammella da un
cammello. Ed era cosi' iellato che una cammella non gli si sarebbe mai
concessa. Egli era il prediletto. E di questo ringraziava ogni giorno il
Signore dicendogli: <<Daftah>> che in antica lingua
prebabilonica significava: <<Ma possibile che fra tanta gente che
ci sta sulla faccia della terra io sono il piu' cretino di tutti, e non
copulo nemmeno se ci mette mano il Padreterno?>>. Una notte Noe' dormiva
nel suo lettino e senti' una voce: <<Noe'!>> <<Chi
e'?>> <<Dio>>. <<Io chi?>> <<Non io,
Dio, GEOVA!>>. E Noe' disse: <<Uuuuh, non ho tempo,
guardate, tengo la roba sul fuoco, mettete i depliants sotto la
porta...>>. E Dio disse: <<Io non ho bisogno di depliants,
io sono il Padreterno!>> <<Uh Signore, scusate tanto, avete
detto Geova, io pensavo ai Testimoni... cosa posso fare per voi?>>
<<Un'arca>>. <<E che cos'e' un'arca?>>
<<Ma insomma... Lo sanno tutti quanti cos'e' l'arca di Noe', e tu
che sei Noe' originale non lo sai? E' famosissima, quasi come l'albero
di Natale, l'arca... L'arca! Quella per andare per mare!>> E Noe'
disse: <<Signore, io non ho mai visto nemmeno un pedalo'... Io
vivo nel Sinai!>> <<Non cercare scuse stupide, Noe'. Tu
farai questa nave e ci caricherai sopra due animali per ogni
razza>>. E Noe' disse: <<E vivranno con me?>>
<<Si'>>. <<E la puzza?>> <<Si
abitueranno>> rispose il Signore. <<Ma e' proprio
necessario?>>. <<Si,>> rispose il signore
<<perche' ho deciso di affogare tutti quanti>>. <<Ah, bella
idea, complimenti Signore, proprio un bel pensierino!>>
<<Sbrigati Noe', mettiti a lavorare. Non dimenticare che sei il
prediletto!>> <<Che culo>> disse Noe', che in antica
lingua prebabilonica significa: <<Sia lode al Signore>>. E
Noe' ando' a svegliare Sem, Cam e Iafet, i suoi figli (*)
<<Sveglia ragazzi, c'e' da fare uno yacht!>>. <<Che
ore sono?>> chiesero i figli. <<Le tre di notte>> rispose
Noe'. E allora i tre figli ubbidienti si alzarono dal letto, e mentre
due tenevano Noe' il terzo gli dava delle randellate sui denti. Egli era
il prediletto, e si costrui' l'arca da solo. E arrivarono gli animali,
comprese quarantotto galline, per fare il brodo durante la traversata.
Arrivarono anche le patrocchie e le ciclopice, che a Noe' col rosmarino
e la pancetta gli piacevano moltissimo. Tant'e' che se le mangio'
durante la navigazione e nessuno le conobbe mai. E comincio' a piovere.
Dapprima piovve poco, e fu il pediluvio. Poi comincio' a piovere che Dio
la mandava e quello fu veramente il diluvio. Il Signore aveva detto:
<<Piover' per quaranta giorni>>, ma poi si distrasse, si dimentico'
di Noe', e dopo centocinquanta giorni pioveva ancora. Noe' era il
prediletto, e disse: <<Achaton shater, jaffa, agatai' duc ianet
rafinai amaton>>, che in antica lingua prebabilonica significa:
<<Uffa!>>.
------------------
(*) Molti studiosi ritengono che Noe' avesse adottato i suoi figli, visto
che non aveva mai copulato. Altri ritengono che essi fossero nati per
partenogenesi, viste le affinita' di Noe' con l'ameba, ma la prima
ipotesi sembra a tutt'oggi la piu' verosimile.
------------------
In quel tempo Dio stava dando fuoco a un altro pianeta, pieno di uomini
con quattro pistolini che copulavano dove meno te l'aspetti. E mentre
era la' che scagliava fulmini e saette, d'un tratto disse:
<<Mannaggia, ho lasciato l'acqua aperta sulla Terra!... Chissa' se
si sono lavati?>>. E torno' sulla Terra e chiuse l'acqua, poi
disse: <<Mannaggia, ho lasciato il fuoco accesso dall'altra parte!...
Chissa' se si sono cossi?>> E ando' via. E il 17 ottobre
finalmente smise di piovere. E allora Noe' prese una talpa, e la mando' fuori
dall'oblo'. E si senti' glu, glu, glu, e la talpa non torno' piu'. E
Noe' disse: <<Strano, ora mandero' l'orso>>. Poi, dopo una
breve colluttazione, disse: <<No, no, e' meglio che mando la
colomba>>. E la colomba torno' con un rametto di olivo. E Noe'
disse: <<Recitaro' i salmi>>. Poi vide la lepre e disse:
<<Uhmmm, forse e' meglio se mi faccio un salmi'... Con le olive
che mi ha portato la colomba>>. E allora disse alla colomba:
<<Vai di nuovo, e vedi se trovi un rametto di polenta>>. E
l'Arca atterro' sul monte Arafat, e intorno era tutto fango. E Noe'
disse: <<Signore, ma qui e' tutto fango!>> E il Signore
rispose: <<Dove pensavi di arrivare? A Porto Cervo?>>. E
Noe' fu solo con la sua famiglia sulla Terra, e coltivo' la vigna e
bevve il vino, e campo' altri trecentocinquanta anni, sempre ubriaco.
Egli beveva per dimenticare di essere il prediletto. Parola di Giobbe.
|
- LA TORRE DI BABELE. Riassunto delle
puntate precedenti: Dopo il diluvio universale, Sem, Cam e Jafet si
erano riprodotti a dismisura, grazie al fortunato incontro con l'Arca di
Mimi'. Era questa una nave tutta rosa, a forma di cassa ermeticamente
bloccata da tutti i lati: praticamente una cassa chiusa. A bordo di
questa seconda arca vi era Mimi', al secolo Carmela Tirabuscion, una
corpulenta e imbellettata donna pugliese dallo spiccato accento
parigino, e le sue tre ragazze: Deborah, Samantha e Katiuscia. Il
Signore aveva permesso loro di salvarsi per tutto il bene che avevano
fatto agli uomini (non proprio a tutti, ma a molti). E passata che fu la
pioggia le brave ragazze ripresero a fare del bene, previo pagamento di
una piccola quota che si aggirava sui venti denari. Fiorirono allora le
conoscenze, alimentate anche dal fatto che ancora non esistevano ne' la
televisione ne' le malattie veneree. E cosi', in breve tempo, la Terra
si era ripopolata, e il diluvio era rimasto solo un ricordo del passato.
Tuttavia permanevano dei piccoli traumi a livello inconscio. Infatti se
qualcuno diceva: <<Andiamo a fare il bagno>>, lo spellavano
vivo e lo mettevano nel sale per far piacere al Signore. E ogni volta
che pioveva qualcuno andava al bagnino e affittava un pedalo' dicendo,
<<Non si sa mai...>>. Ma Dio aveva fatto un patto con Noe',
e aveva detto: <<Giurin giurello non vi affogo piu'. Pero' posso
sempre bruciarvi, frustarvi, squagliarvi, tritarvi, friggervi nell'olio,
macerarvi nel limone e condirvi col prezzemolo...>>. E gli uomini
in coro dicevano <<Che brava persona e' il Signore!>>. E gli
uomini arrivarono in una localita' chiamata Sennaar, vi si stabilirono e
si dissero l'un l'altro: <<Orsu', facciamoci dei mattoni. Orsu',
cuociamoli al forno. Orsu', costruiamoci una torre...>>. E uno
disse: <<Perche' invece non facciamo un bel circolo di
tennis?>> Ma non fece tempo ad aggiungere <<Orsu'>>
che lo presero, lo spellarono e lo misero nel sale per far piacere al
Signore. E Dio vide tutto questo, e venne sulla terra sotto mentite
spoglie. Ando' da un uomo chiamato Aruk e chiese: <<Che
fate?>> <<Una torre, per far piacere al Signore>> rispose
Aruk. E il Signore disse: <<Non era meglio una torta con le
candeline, o una simpatica cravatta Regimental?>>. E Aruk disse:
<<Capocantiere, qui c'e' un polemico. Come mi comporto? Gli do una
scorticatina?>> E il Signore disse: <<Sai chi sono io? Dio!>>
E Aruk disse: <<Bene, e io sono Napoleone!>>. E allora il
Signore, per dimostrare ad Aruk chi egli fosse, trasformo' un piccone in
un serpente. <<Carino questo gioco>> disse Aruk tirando
fuori un mazzo di carte. <<Ora tocca a me: pesca una
carta...>> E il Signore alzo' gli occhi al cielo e disse:
<<Che simpatici... Quasi quasi li stermino definitivamente... Ah,
gia'; non posso, l'ho promesso a Noe'. Allora sai che faccio?
Confondero' le loro lingue!>>. E cosi' fece. E da allora, mentre
uno diceva: <<Passa il mattone>>. L'altro capiva:
<<Razza di cafone>>. E rispondeva: <<Ma sei
pazzo?>> E il primo capiva: <<Testa di c%%%o>>. E un
terzo diceva: <<Suvvia...>> Ma gli altri capivano:
<<Le vostre madri vendono i loro corpi malandati a soldati affetti
da malattie dermatologiche per pochi denari, e danno anche il
resto>> {HA HA HA: MI HA FATTO SBELLICARE DALLE RISATE!!!!!!!}
E cosi' lo spellavano vivo e lo mettevano sotto sale per far piacere al
Signore. E il muratore parlava francese, il carpentiere olandese, il
pastore tedesco, la zuppa inglese, l'insalata russa... {!!!!!! STO
MORENDO DAL RIDERE!!!!!!!}. E venne un uomo di nome Funari che parlava,
parlava e parlava sempre a casaccio. E fu un vero peccato che non lo spellarono
vivo e non lo misero nel sale, per far piacere al Signore ma soprattutto
a noi. E gli uomini non si capirono piu', e l'unica cosa che capirono fu
che non si sarebbero mai piu' capiti. E quel luogo si chiamo' Babele,
che in antica lingua ebraica non significa assolutamente niente. E il
popolo fu disperso, e la torre distrutta. Al suo posto rimase soltanto
un bar tabacchi e una cabina con un telefono a gettoni. Sopra vi era un
cartellino: <<Laureato impartisce lezioni di lingua>>. Ma
nessuno capi' mai che cosa ci fosse scritto. Parola di Giobbe.
|
- LA DISCENDENZA DI NOE'. Noe' genero' tre
figli, Sem, Cam e Jafet, i quali a loro volta ne fecero di tutti i
colori: bianchi, gialli, neri, rossi, che si dispersero per il mondo.
Quella che segue e' la loro discendenza secondo le loro lingue e le loro
nazioni. Discendenza di Jafet: Jafer genero' Gomer, che sposo' Maschek,
ma fu riferito a Jafet che anche Magog aveva partorito dei figli di
Gomer fratello di lui, cioe' Madai e Iavan, fratello di Madai e padre di
Tubal, zio di Medoc che genero' con Askenaz sette figli piu' altri due
con Tarsis, da cui ebbe un figlio che si accoppio' con sua nonna Reuma,
da cui ebbe Artrosi, il primogenito, e Sclerosi, la secondogenita che
conobbe carnalmente il cugino di sua cognata da cui ebbe un figlio che
chiamo' Arteriosclerosi, Arteria per gli amici, mentre sua cogina Matita
partori' una scatola di pastelli e scappo' con Pennarello lasciando
nelle peste suo zio Milka, il lilla che invoglia, che ebbe quattro
figli, Rosce', Monsceri', Nutellah e Kinder, il piu' pallido perche'
aveva piu' latte meno cacao. La storia e' un po' complessa, ma questa fu
la discendenza di Jafet secondo le loro lingue e le loro nazioni. Discendenza
di Cam: Da parte di madre: Put, Canaan, Seba, Avila, Sabta, Raama,
Sabteca, Dedan, Nimrod, Canam, Laab. In panchina: Saba e Patros.
Allenatore: Mr. Nuftuc. Da parte di padre: Casluch, Catfor, Sidone,
Chet, Gebuseo, Amorreo, Tubal, Gergeseo, Archita, Eveo (Gimoneo dal 22'
s.t.), Sineo. In panchina: Nafor e Semarita. Allenatore: Mr. Sishot.
Arbitra il signor Tarsis, coadiuvato da Rifat e Mashec Spettatori
640.000, tempo splendido. Questa fu la discendenza di Cam, secondo la
loro lingua, le loro squadre e la loro nazionale. Discendenza di Sem: La
discendenza di Sem fu in forse per parecchio tempo, perche' egli non
riusciva ad avere figli. Allora Cam e Jafet gli dissero: <<Provaci
ancora, Sem!>> E lui ci provo', e genero' Arpacsad, che era quasi
cieco e aveva sempre fame, da cui il proverbio: <<Ci ho una fame
che non ci vedo>>. Arpacsad genero' Selach, il quale era cosi'
povero che per comprare del pane azzimo fu costretto a vendersi i
pannolini del proprio figlio, da cui il proverbio: <<Rendere
Pampers focaccia>>. Seleach genero' Eber, al quale, mentre era nel
deserto, cadde una grossa pietra sulla testa e lui disse:
<<Katajhan shabra' surun>>, che in antica lingua ebraica
significa: <<Da dove c%%%o e' caduta questa, che siamo nel
deserto??>> da cui il proverbio: <<L'Epifania tutte le feste
si porta via>>, che non c'entra niente, ma dopo quella mazzata in
testa il brav'uomo aveva le idee confuse. Eber genero' Peleg, che
coltivava la terra, era giotto di formaggio ed era dedito alle droghe,
da cui il proverbio: <<Al contadino non far sapere quant'e' buono
il formaggio con le pere>>. Peleg genero' Reu, il quale, come suo
padre, era dedito alle droghe, da cui il proverbio: <<Fare di
tutta l'erba un fascio>>. Reu genero' Serug, che era cacciatore e
trovo' due colombe che erano gemelle siamesi ed erano unite per i
genitali, da cui il proverbio: <<Prendere due piccioni con una
fava>>. Serug genero' Nacor, che fu castratore di gazzelle, e
riusciva a farlo mentre le gazzelle saltavano, da cui il proverbio:
<<Prendere la palla al balzo>>. Nacor genero' Zareb, il
quale ebbe rapporti insani, oltre con sua moglie, anche con alcune
vacche del suo gregge, da cui il proverbio: <<Mogli e buoi dei
paesi tuoi>>. Zareb genero' Gebal, che era pastore e picchiava il
proprio cane tutti i giorni nel cortile di casa sua, da cui il
proverbio: <<Menare il cane per l'aia>>. Gebal genero' Molok,
il quale sosteneva che <<morto un papa se ne fa un altro>>,
ma a quel tempo nessuno sapeva cosa fosse un papa, e Molok non ebbe mai
grosso credito per quanto riguarda i proverbi. Molok genero' Sebe, che
era zoppo e dava lezioni a pagamento per imparare l'arte dello
zoppicare, da cui il proverbio <<Gallina vecchia fa buon
brodo>> (cosa vi credevate, eh?). Sebe genero' Terach, che aveva
un carattere un po' infantile, tanto che il Signore gli disse il famoso
proverbio <<Non fare il bambino>>, ma Terach disobbedi' e
fece proprio un bambino, che chiamo' Abramo. Questi sono i figli di Sem
secondo le loro tribu e i loro proverbi. Parola di Giobbe. In qualita' di
ambasciatore della parola del Signore, Mose' si attenne strettamente
alle regole da lui stenografate. E siccome era scritto <<Non
formicare>>, ma era permesso generare figli, ecco che Mose'
genero' un numero impressionante di figli. E questi figli a loro volta
generarono una quantita' inverosimile di figli maschi e ogni tanto anche
femmine, e cosi' via, e fra tutti questi discendenti un bel giorno
nacque anche Davide. Egli avrebbe fatto una vita tranquilla, se nelle
vicinanze non fosse nato Golia, filisteo di nascita, interista di
tradizione, vegetariano per via dell'ulcera. Parola di Giobbe.
|
- ABRAMO. In quel tempo Abramo emigrava
verso il Negheb. <<Dove vai?>> gli chiedeva la gente.
<<Mi hanno promesso un pezzo di terra e mi incammino>>
rispondeva Abramo. Abramo aveva novantanove anni, e lungo il cammino si
ammalo'. Disse allora a sua moglie: <<Sara, telefona al
dottore>>. Ma Dio disse: <<Perche' disturbare il dottore?
Sono qui io>>. E Abramo disse: <<Questo sta sempre in
mezzo!>>. E il Signore disse: <<Abramo, se vuoi guarire
tagliati il prepuzio>>. E Abramo disse: <<Ma Signore, non
basterebbe un'aspirina?>> <<No,>> rispose il Signore
<<tagliatelo tu e tutto il tuo popolo>>. <<E noi che
c'entriamo?>> disse il popolo <<Stiamo 'na
bellezza!>>. E Abramo disse: <<Se me lo taglio io, ve lo
tagliate pure voi... Vero Signore?>> E il Signore disse di si', e
il popolo disse: <<Ma porca pupazza!>>, che in antica lingua
ebraica significa: <<Sia lode al Signore>>. E il signore
disse ancora: <<Farete questo ogni anno>>. E Abramo disse:
<<Signore, al quarto anno non c'e' rimasto piu' niente!>>, e
in quella racconto' al Signore la parabola della matita temperata. E il
Signore disse: <<E' vero... Allora lo faremo 'una tantum'>>.
E quando furono tutti circoncisi ballarono e cantarono. E il popolo
hittita, che passava di la', disse: <<Ma che ci avranno da cantare
costoro?>> E un pastore che si trovava in quei paraggi rispose:
<<Essi cantano perche' se lo tagliano>>. E il popolo hittita
disse: <<Eh, vabbuo', ma allora so' proprio scemi>>. E quel
luogo si chiamo' Galgola', che in antica lingua ebraica significa:
<<Il Signore ci ama e si accontenta della punta>>. Ora
Abramo era giunto finalmente a Nigel con sua moglie Sara. Una notte
Abramo, tornando a casa, trovo' un angelo nell'armadio. <<Come mai
sei in mutande?>> disse. <<Questa e' la divisa da
angelo>> rispose quello. <<E le ali?>> chiese Abramo.
<<Le ho parcheggiate fuori...>>. <<E come ti
chiami?>> <<Ciro Scognamiglio>>. E Abramo disse:
<<Uhmmm, ashamastal eton>>, che in antica lingua ebraica
significa: <<Uhmmm, qui gatta ci cova>> (*). E Sara rimase
incinta, e Abramo disse: <<Popolo, aspetto un figlio>>.
------------
(*) Uhmmm e' lo stesso in tutte e due le lingue.
------------
E il popolo disse: <<Miracolo, Abramo e' incinta!>> e si
inginocchio'. <<Non io>>, disse Abramo <<mia moglie
Sara>>. E il popolo disse: <<Uhmmm, ashamastal eton>>.
<<E' stato il Signore>> disse loro Abramo. <<Si',>>
risposero quelli <<il signore del terzo piano...>>. E quando
Abramo ebbe cento anni nacque Isacco, e Abramo lo fece crescere nella
bambagia. (*) Egli trattava suo figlio con tutto l'amore e il riguardo
possibile, anche se Isacco spesso lo chiamava <<nonno>> e a
volte anche <<Matusalemme>>. Una notte Abramo dormiva nel
suo lettino e senti' una voce: <<Abramo!>>. <<Chi
e'?>> <<Sono l'Altissimo>>. <<Si, e io solo lo
smilzo>> rispose Abramo sbadigliando. E il Signore disse:
<<Non fare il cretino, sono il tuo Dio, il Dio di Abramo, Isacco,
Giacobbe, Rafet, Set, Noc, us, ut, cgil, cisl e uil, Asterix, Obelix e
Idefix, Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri e Picchi, Tip, Tap,
Portos, Athos e Aramis, dic, duc, far, fer, ponte ponente e ponte pi
tappe tappe rugia, Stanlio e Ollio, Gianni e Pinotto, Pinocchio, Ric e
Gian, Rocco e i suoi fratelli, fio, fis, di a da in con su per tra fra,
Crosby Stills Nash e Young, fante cavallo e re>>. E Abramo disse:
<<E va bene, va bene, mi alzo, basta che stai zitto un
minuto!>>. E il Signore disse: <<Abramo, voglio mettere alla
prova la tua fama>>.
--------------
(*) Secondo alcuni studiosi la Bambagia era una zona montuosa e impervia
della Sardegna, per cui crescere nella Bambagia stava ad indicare
<<diventare pastore>>.
--------------
E Abramo disse: <<Colore chiaro, gusto pulito... Vuoi un
whisky?>> <<Non bevo mai in servizio>> disse il
Signore, e aggiunse: <<Abramo, il momento e' difficile, dovresti fare
un sacrificio>>. <<Dimmi Signore, sono qua apposta>>. E
il Signore disse: <<Dovresti smettere di fumare>>.
<<Signore, tu mi chiedi troppo! Io fumo quattro pacchetti di
sigarette al giorno... Non potresti chiedermi qualcosa di piu'
semplice?>> <<E va bene,>> disse il Signore nella sua
infinita misericordia, <<allora ammazza tuo figlio>>.
<<Grazie>> disse Abramo commosso <<troppo buono... Sapevo
che mi saresti venuto incontro... Grazie, grazie e ancora grazie,
Signore>>. E quella notte Abramo uccise suo figlio Isacco e suo
fratello Vanzetti. E ancora oggi, in ogni citta' d'Italia, c'e' una
piazza a ricordo di quel sacrificio. In quel tempo il Signore aveva
deciso di distruggere Sodoma, citta' di Sodomiti. In questo luogo, come
dice la parola stessa, si praticava la sodomia, e tutti si conoscevano
l'un l'altro facendo una grande confusione, perche' gli uomini erano
diventati come donne, ma dall'altra parte, e nessuno si affacciava al
davanzale perche' anche in famiglia ci si fidava poco. Le folle erano
sempre affamate di sesso, uomini, donne, bambini, e non solo al mattino,
quando e' solo un'illusione idraulica, ma durante tutto il giorno. E la
folla, se ti incontrava, ti faceva un bel servizio da ventiquattro, e la
folla fa mal•e, perche' la folla sono tanti. E il Signore chiamo' i suoi
angeli, il Griso e il Nibbio, e disse: <<Andate e
distruggete>>. E gli angeli dissero: <<Oh Signore, tu ami
troppo il tuo popolo...>>. E il Signore disse: <<Lo so, sono
fatto cosi', mi piace vedere la gente sorridere...>>. E gli Angeli
andarono, cantando i loro inni di gioia: <<Andiam, andiam, andiamo
a lavorar, po po po po po po po po po...>>. Ma Abramo aveva udito
tutto questo e allora prego' il Signore: <<Signore, a Sodoma c'e'
mio nipote Lot, se si potesse avere per lui un occhio di riguardo...
Piuttosto prendete sua figlia, e fate di lei cio' che volete...>>
E gli angeli dissero: <<Riferiremo alla ragazza, ne sara'
veramente soddisfatta... Bravo zio!>>. E gli angeli arrivarono a
Sodoma. Ivi giunti, incontrarono Lot sulle mura della citta'. Egli aveva
le spalle al muro, come era tradizione a Sodoma. E tutti andavano da Lot
e gli raccontavano quanti rapporti avevano avuto. E uno diceva:
<<Io oggi ne ho conosciuti quattro>>. E un altro diceva
<<Io oggi ne ho conosciuti sette...>> E un altro ancora
diceva: <<Io oggi ne ho conosciuti cinque...>>. E tutti
quanti davano i numeri al Lot. E Lot vide gli angeli e disse: <<Vi
prego, non fatemi del male, piuttosto prendete mia figlia e fate di lei
cio' che volete!>> E gli Angeli in coro pensarono:
<<Complimenti, proprio una bella famigliola!>> Poi, sempre
in coro, dissero: <<Passeremo la notte qui fuori>>. Ma Lot
li avverti': <<Se lo fate, i miei concittadini vi faranno nuovi
nuovi: faranno di voi i Nuovi Angeli!>>. E gli Angeli sorridendo
in coro dissero: <<Gli angeli non hanno sesso...>> E Lot
disse: <<Si... Ma loro hanno il Black & Decker!>>. E
cosi' gli Angeli andarono a dormire a casa di Lot. E la folla inferocita
arrivo' e disse: <<Lot, fai uscire i tuoi ospiti, cosi' che
possiamo conoscerli!>>. Ma Lot disse: <<No... Piuttosto
prendete mia figlia e fate di lei cio' che volete>>. E la figlia a
questo pinto comincio' a scocciarsi non poco, e prego' il Signore
dicendo: <<Ashaftal iac noi>>, che in antica lingua ebraica
vuol dire: <<Oh Signore, prendi mio padre Lot e fallo volare fino
a te: fai di lui Lot Volante!>>. Ma la folla prese Lot e lo puni'
come era uso a Sodoma, e lo conobbero in piu' di cento. E arrivarono gli
Angeli e scacciarono la folla. E Lot disse: <<Non potevate
arrivare una ventina di minuti fa?... Ho conosciuto un sacco di gente, e
ho tanti amichetti nuovi adesso...>> E gli Angeli in coro dissero:
<<Lot, corri via!>> E Lot rispose: <<E' una parola
correre, adesso...!>> E gli Angeli in coro ripeterono:
<<Corri Lot, e attento a non voltarti indietro!>>. E Lot
fuggi' da Sodoma, insieme a sua moglie e a sua figlia. Mentre si
allontanavano, sua moglie si giro' indietro, in base all'antica
abitudine acquisita a Sodoma, e rimase di sale, e anche Lot ci rimase
molto male. E il Signore distrusse Sodoma e Gomorra ricoprendole di
Zolfo e di fuoco. E gli Angeli in coro dissero: <<Signore, passi
per Sodoma, citta' di Sodomiti, ma... Perche' hai distrutto anche
Gomorra?>> E il Signore rispose: <<Mah, Gomorra citta' di
Gomorroidi... Mi faceva un po' schifo!>> E gli Angeli in coro scossero
la testa. E il Signore sbuffando disse: <<Uffa, e va ba', ho
sbagliato... Nessuno e' perfetto!>>. E Lot trovo' rifugio sulle
montagne sopra la citta' di Zoar. Qui visse copulando con sua figlia che
genero' due figli. Lot, si sa, e sempre stato un bravo padre. Parola di
Giobbe.
|
- GIACOBBE. Riassunto delle puntate
precedenti: Abramo e la moglie Sara avevano un figlio, Isacco, che
amavano molto. Infatti, per le scene piu' pericolose, sostituivano il
piccolo Isacco con una controfigura. Questo espediente salvo'
miracolosamente la vita del bambino in occasione del sacrificio chiesto
ad Abramo dal Signore. Questo episodio tuttavia aveva traumatizzato
Isacco, il quale ne porto' i segni per tutta la vita. Infatti, ogni
volta che sentiva la parola sacrificio gli veniva un forte attacco di
colite e tutta una serie di altre manifestazioni psicosomatiche, tra
cui: acne, psoriasi, convulsioni, asma, tachicardia, balbuzie,
aerofagia, alopecia e gomito della lavandaia. A causa di questi lievi
inconvenienti tecnici, Isacco ebbe qualche problema a trovare moglie.
L'unica che gli si concesse fu Rebecca, figlia di Betuel, famosa per
essere la donna piu' inguardabile di tutta l'Aramaica e forse di tutto
il Medio Oriente. Non a caso e' dai tempi di Rebecca che le donne di
quella zona vanno in giro con il viso coperto. E venne il giorno in cui
Rebecca chiese al suo sposo: <<Pensi forse che io sia
brutta?>> <<No>> disse Isacco, e svenne. E Rebecca disse:
<<E allora vuoi giacere ed entrare in me almeno una volta da
quando ci siamo sposati?>> <<Bene>> disse Isacco
<<faro' questo sacrificio>>. E appena ebbe pronunciata la
parola sacrificio ebbe un attacco di epilessia. E Rebecca si raccomando'
di praticare il coitus interruptus, che in antica lingua ebraica
significa: <<Gia' siamo inguaiati noi due, ci manca solo un
figlio!>> Ma Isacco si confuse, e sparse il suo seme nel
vastissimo ventre di sua moglie. E fu cosi' che Rebecca divenne madre,
dimostrando in questo modo di essere pur sempre un mammifero, e non un
protozoo come tutto lasciava credere. E Rebecca partori' due gemelli:
Esau' e Giacobbe, i quali, appena videro la madre, svennero. Allora
Rebecca disse al suo sposo: <<Due figli in un colpo solo... per
allevarli dovremo fare molti sacrifici!>> E Isacco fu colto da un
attacco simultaneo di otite, sinusite, polmonite, pancreatite, artrite e
temperamatite. Esau' e Giacobbe crebbero. Esau' andava a caccia ed era
un buon cacciatore; Esau' pasceva le pecore ed era un buon pastore;
Esau' coltivava il grano e era un buon contadino; Esau' difendeva
l'accampamento ed era un buon guerriero. Giacobbe non faceva
assolutamente niente, ed era un buontempone. E Rebecca gli disse:
<<Giacobbe, aiuta tuo fratello, non vedi quanti sacrifici
fa?>> E in quella Isacco ebbe un attacco di gotta fulminante e
mori', lasciando tutti i suoi averi a Esau'. E Giacobbe ando' da Esau' e
con voce melliflua gli disse: <<Ora che sei ricco puoi smettere di
lavorare e divertirti un po'... ho giusto qui una tombola nuova nuova:
vuoi fare una partitina?>> Ed Esau' accetto' volentieri, e gli
occhi di Giacobbe ebbero lampi di ingordigia. Allora Giacobbe ando' in
cucina e disse: <<Mamma, mi dai i fagioli per giocare a
tombola?>>. E Rebecca rispose: <<Senti, Giaco': sto facendo
l'insalata di fagioli, cipolle e cammello sott'olio(*). Prendi le
lenticchie e giocate con quelle>>. Giacobbe distribui' le
lenticchie e comincio' ad estrarre i numeri: in sedici ore di gioco
Esau' non fece nemmeno un ambo, e per pagare i debiti fu costretto a
cedere al fratello la sua primogenitura. E fu cosi' che Giacobbe si
prese tutta l'eredita' di Isacco ed Esau' rimase solo con una manciata
di lenticchie. E quando Esau' mori', si dice che fu fatto angelo, da cui
il proverbio: <<Anche gli angeli mangiano lenticchie>>
Giacobbe si diede alla bella vita, entro' nel giro della gente che conta
e dopo qualche tempo sposo' la figlia del suo ricco zio Labano, ovvero
sua cugina Rachele, dicendo: <<Shakton!>> che in antica
lingua ebraica significa: <<Non c'e' cosa piu' divina che sposarti
la cugina!>> E Rachele, quando furono sposati disse: <<Che
grandi mani che hai!>> <<E' per toccarti meglio, bambina
mia>>, rispose Giacobbe. <<E che grande bocca che
hai!>> <<E' per baciarti meglio, bambina mia>> rispose
Giacobbe <<E che occhi grandi che hai!>> <<E' per
guardarti meglio, bambina mia>> rispose Giacobbe.
--------------
(*) Nel Sinai di tonno ce n'era pochino.
--------------
Poi Giacobbe si tolse la tunica, e Rachele piena di entusiasmo vide che
tutto era proporzionato. E qui si scopri' che Giacobbe era si' un buono
a nulla, ma una cosa la sapeva fare, e molto bene. E la notizia si
sparse in fretta, e arrivo' la sorella di Rachele, Lia, per partecipare
alla festa. E al seguito di Lia c'era la sua schiava Bila, la quale, gia'
che c'era, ne approfitto' per divertirsi pure lei con Giacobbe. La
schiava di Rachele, Zilpa, disse allora: <<Perche' Bila si' e io
no?>> e si tuffo' nella mischia. Giacobbe, generosamente,
distribuiva a tutte il proprio birrah, che in antica lingua ebraica
significa <<seme>>, da cui il soprannome <<birrah alla
spina>>. E nella confusione una diceva: <<Facciamo un
figlio?>> e Giacobbe rispondeva: <<Certo, ne ho fatto uno
anche venti minuti fa...>> E un'altra chiedeva: <<Vuoi
entrare in me?>> E Giacobbe rispondeva: <<Ho la tessera,
posso entrare ovunque...>> E in tre mesi Giacobbe ebbe undici
figli. Finche' un giorno, mentre si stava facendo la barba, gli cadde il
rasoio, e per disgrazia fu circonciso una seconda volta, ma con
sfumatura molto alta. Cosi' fini' la sua carriera di jewish lover, e
ritirandosi dalle scene egli disse: <<Shaker ilon abil>>,
che in antica lingua ebraica significa: <<Mannaggia, proprio mo'
che cominciavo a divertirmi!>>. Parola di Giobbe
|
- GIUSEPPE. Giuseppe era l'ultimo dei dodici
figli che Giacobbe genero' durante la sua breve ma luminosa carriera di
jewish lover. Egli era il piccolo di casa, e i suoi undici fratelli lo
vezzeggiavano e lo amavano tanto, tanto che lo vendettero come schiavo a
una carovana di nomadi egiziani. Cosi' Giuseppe viaggio', giro' il mondo
e arrivo' in Egitto, dove fu subito gettato in prigione. E li' resto per
molto tempo, senza cibo, acqua, televisione e nemmeno un libro. Questo
era il problema maggiore per Giusebbe, il quale era abituato a leggere sempre
qualcosa prima di addormentarsi. Per qualche tempo se la cavo'
leggendosi la mano, ma in breve l'imparo' a memoria, e allora prese
l'abitudine di leggere i sogni che aveva fatto la notte prima. Ora
accadde che il Faraone fece un sogno che nessuno riusci' ad interpretare
anche perche' sognava in geroglifici. Il Faraone allora mando' a
chiamare Giuseppe e gli disse: <<Ho fatto un sogno. Ho sognato
sette vacche grasse e noi le mangiavamo. Poi ho sognato sette vacche
secche e noi mangiavamo anche quelle. Pero' con le vacche grasse ci
sfamavamo, e con quelle secche no>>. E Giuseppe disse: <<Il
sogno sta a significare che con le vacche grasse si mangia di piu' che
con le vacche secche>>. <<Bravo!>> disse il Faraone,
colpito dalla risposta di Giuseppe, e lo nomino' Presidente della
Repubblica. Il Faraone getto' cosi' le basi e le premesse della politica
moderna. E uno che faceva i tarocchi fu nominato Ministro degli Esteri,
e uno che muoveva le orecchie fu fatto Presidente del Consiglio, e un
funambolo e un equilibrista Ministri del Tesoro e delle Finanze. E da
allora i criteri per le scelte politiche non sono mai stati modificati. Giuseppe,
divenuto Presidente della Repubblica, telefono' a suo padre e ai suoi
fratelli, e li invito' a raggiungerlo. E quelli arrivarono con tutte le
loro famiglie: mogli, figli, nipoti, suoceri e zii. Praticamente tutto
il popolo ebraico. Ed entrarono in Egitto in diecimila, e come
arrivarono il Faraone li fece schiavi insieme a Giuseppe. E Giuseppe
disse: <<Non vale, io sono il Presidente!>>. <<Hai
ragione>> disse il Faraone, e fece ridipingere la sua cella, poi
ci appese una targa con scritto <<Casa Bianca>>, diede due
mandate e butto' via la chiave. E i fratelli dissero a Giuseppe:
<<Bravo Giuseppe, grazie dell'invito, proprio un pensiero
carino!>> e lo gonfiarono come una vacca grassa, utilizzando un
grosso randello che si tramandavano di padre in figlio, di generazione
in generazione, in attesa che arrivasse colui che li libero' dalla
schiavitu': Mose'. Parola di Giobbe.
|
- MOSE'. Quest'uomo che tanto ha dato
al ciclismo in Italia e nel mondo... Questo grande profeta era il
prediletto del Signore. Appena nato tentarono di affogarlo. Egli era il
prediletto. E Mose' disse: <<Ma il prediletto non era
Noe'?>> E il Signore rispose: <<Tutti e due>>. E Mose'
disse: <<Uhmmm, ahmatal ech ashont>>, che in antica lingua
ebraica significa: <<Uhmmm, la vedo brutta!>> (*). Mose' fu
salvato dalla Faraona, che non era una gallina, come possono
erroneamente pensare i piu', bensi' la moglie del Faraone. Mose' sposo' Sippora,
ma guardava anche le altre donne. E Sippora diceva: <<Mose', non
desiderare la donna d'altri>>. E Mose' rispondeva: <<Ma dove
sta scritta 'sta fesseria?>> E infatti ancora non era stato
scritto nulla.
---------
(*) Cfr. nota p.9
---------
Una notte, Mose' dormiva nel suo lettino e senti' una voce:
<<Mose'!>> <<Chi e'?>> rispose Mose'.
<<Dio>>. <<Io chi?>> <<Non io,
DIO!>> <<Oddio>> disse Mose'. <<O Mose'>>
disse Dio. <<Oddio>> disse Mose'. <<O Mose'>>
disse Dio. <<Oddio>> disse Mose'. <<O Mose'>>
disse Dio. E andarono avanti sei giorni, e il settimo si riposarono. E
alla fine Mose' disse: <<Prego, si accomodi,
commendatore...>> perche' non sapeva come chiamarlo. E il Signore
disse: <<Mose', io sono colui che ha progettato l'universo!>>
E allora Mose' disse: <<Prego, si accomodi, geometra...>> E
il Signore disse: <<Mose', vai dal Faraone>>. <<Non
posso,>> rispose Mose' <<perche' il Faraone mi
uccidera'>>. <<Non ti preoccupare per questo>> lo
rassicuro' il Signore <<perche' Mose' significa 'colui che scappa
velocemente, specialmente in bicicletta!'. Orsu' dunque, vai dal
Faraone. Orsu', non temere. Orsu' Mose'...>>. E al decimo
<<Orsu'>> Mose' cedette per disperazione e fece come voleva
il Signore. Egli ando' dal Faraone, e tento' di stupirlo con dei
miracoli. Dapprima inizio' con dei miracoli semplici, come la sparizione
delle autoradio. Ma il Faraone non si stupi'. Allora Mose' fece il
miracolo delle tre carte, ma perse quarantasettemila lire. E allora
Mose' disse: <<Faraone, visto che ho perso quarantasettemila lire,
perche' non liberi il popolo ebraico?>>. Ma per tutta risposta il
Faraone fece frustare i vecchi e violentare le donne. E il popolo disse:
<<Complimenti Mose', sei proprio un ottimo sindacalista! Bravo,
bravo e ancora bravo...>>. E lo picchiarono con un grosso
randello. Egli era il prediletto. Allora Mose' disse: <<Faraone,
tu mi costringi a mandare le piaghe!>> E il Faraone disse:
<<Ma che piaghe e piaghe d'Egitto...>> E Mose' mando' le
piaghe. La prima piaga fu quella delle zanzare. Ma gli egiziani non
furono punti perche' tenevano il Vape. E allora Mose' mando' la seconda
piaga. Mentre era in un campo con i suoi allievi vide in alto sulla
strada delle vacche che erano in pericolo e sorseggiando un amaro Monte
Sinai disse: <<Un lavoro difficile il mio, ma mi piace perche'
l'ho scelto io...>> E arrivo' appena in tempo per sterminare
quattro milioni di vacche: questa fu la seconda piaga. Ma il Faraone non
fu turbato. Allora Mose' mando' la piaga della carta vetrata al posto della
carta igienica. Ma il Faraone non batte' ciglio. Allora Mose' mando'
l'ultima piaga: la piaga della pasta scotta. E gli Egiziani si adirarono
come caimani e picchiarono forte Mose' con un grosso randello. Egli era
il prediletto. Una notte Mose' dormiva nel suo lettino e senti' una
voce: <<Mose'!>> <<Chi e'?>> rispose Mose'.
<<Mose', sono sempre io. Telefono solamente io a quest'ora! Chi vuoi
che sia? Alzati, devi partire>>. <<Che ore sono?>>
chiese Mose'. <<Le quattro del mattino>> disse il Signore. E
Mose' sbadigliando disse: <<Ma Signore, non ci si potrebbe
incontrare nel pomeriggio, che uno a quell'ora non tiene mai niente da
fare?>> <<No>> rispose il Signore <<alzati, devi
partire>>. <<E va bene,>> disse Mose' che era un
brav'uomo e non voleva discutere. <<Quanti siamo?>>.
<<Sette milioni>> rispose il Signore. <<Caspita... Un
charter!>> disse Mose'. <<Si',>> disse il Signore
<<sveglia alle cinque e quarantacinque, partenza alle sei e
quindici, colazione al sacco, pomeriggio libero per lo shopping...>>
E Mose' ubbidiente parti' insieme ai suoi due figli: Alpitour e
Francorosso. E si incamminarono, seguiti da tutto il popolo ebraico.
Giunti che furono sulle rive del Mar Rosso, Mose' prego' il Signore e
disse: <<Signore, che cosa devo fare?>> <<Tuffati>>
disse il Signore. <<Signore, io non so nuotare>>.
<<Tuffati>> disse di nuovo il Signore. E Mose' obbediente si
tuffo'. E in questa le acque si aprirono per miracolo, e Mose' si
schianto' sulle rocce. Egli era il prediletto. E come Dio volle, tutto
il popolo ebraico comincio' ad attraversare il Mar Rosso. Giunti che
furono quasi al centro, si udi' il suono di un altoparlante:
<<Dlin dlon. Si avverte il gentile popolo ebraico che tra cinque
minuti il mare chiude. Dlin dlon.>> Ed in men che non si dica arrivarono
dall'altra parte. E trovarono una distesa di sabbia. E camminarono per
sette anni. E Mose' disse: <<Pero'... Che spiaggia! Non c'e'
neanche un ombrellone, nemmeno una cabina...>>. Vi era solo un
marocchino che diceva di tanto in tanto: <<Cocco bello, cocco
fresco!>>. Ma nessuno capi' mai cosa egli dicesse. Ed arrivarono
in una localita' chiamata Mara, ove c'e' l'acqua Amara, per cio' si
chiamava Mara. E Mose' disse: <<Peccato che non siamo arrivati a
Otto, cosi' mi prendevo un chinotto>>. E il popolo assetato
picchio' Mose' con un grosso randello. Egli era il prediletto. E allora
Mose' prego' il Signore e disse: <<Signore, il popolo e' affamato
e assetato, che cosa devo fare?>> E il Signore mando' la manna,
che erano delle cosarelle attaccaticcie e lassative, pure un poco
schifose, che si trovavano appiccicate agli alberi. E Mose' disse:
<<Signore, visto che si doveva fare il miracolo, non si poteva
fare quello della parmigiana di melanzane?>> E il Signore rispose:
<<Questo tenevo nel frigo e questo vi ho mandato: dentro c'e'
tutta roba fresca, appena creata. Mangia e non scocciare!>>. E per
quarant'anni mangiarono solo manna. Il popolo ebraico era adirato come
una biscia, e Mose' non si avvicinava perche' li vedeva girare tutti con
dei grossi randelli e pensava: <<Qua tira una brutta
aria...>> Egli era il prediletto. Una notte Mose' dormiva nel suo
lettino e senti' una voce: <<Mose'>>. <<Chi e'?>>
rispose Mose'. <<Indovina un po'...>> <<Signore, ma
sempre da me?>> <<Si'>> rispose il Signore. <<Siamo
sette milioni, perche' sempre io?>> <<Perche' tu sei il
prediletto>>. <<Che culo!>> disse Mose', non sapendo
che tale deduzione era gia' stata tratta secoli prima dal suo
progenitore Noe'. <<Che cosa devo fare questa volta, mio
Signore?>> <<Vieni sul monte, porta un bagaglio leggero: due
tavole di pietra>>. E Mose' obbediente si incammino' su per la
montagna con due pietre sulle spalle. Giunto che fu al cospetto del
Signore, Egli gli diede una martellata sul ginocchio e disse:
<<Mose', perche' non parli?>> E Mose' ansimando rispose:
<<Perche' sono venuto a piedi e tengo il fiatone...>> Egli
era il prediletto. E il Signore detto' a Mose' i Comandamenti. E Mose' stenografo'
tutto con lo scalpello sulle pietre, poi torno' a valle e disse al
popolo ebraico: <<Popolo!>> E il popolo disse: <<Viva
Mose'>>. E Mose' disse: <<Ho portato la Legge!>>
<<E il popolo disse: <<Viva Mose'>> E Mose' disse:
<<Non si puo' piu' fornicare...>> E il popolo picchio' Mose'
che un grosso randello, e fu sempre cosi' nella sua vita, perche' anche
egli era il prediletto. Parola di Giobbe.
|
- DAVIDE E GOLIA. In quel tempo tra i
Filistei viveva un uomo di nome Golia, insieme a sua sorella Morositas e
a suo fratello diabetico HappyDent Senza Zucchero. Golia era cosi'
grosso che Schwarzenegger al confronto sembrava Don Lurio. Ora Golia
disse: <<Chi vuole sfidarmi?>> E il sangue degli israeliti
divenne come bastoncini di pesce Findus. E uno disse: <<No, io ho
molti impegni, vorrei ma proprio non posso>>. E un altro disse:
<<Io purtroppo non ho digerito>>. E un altro ancora disse:
<<Io se torno a casa senza le coscie mia moglie si arrabbia
molto>>. E Dio disse: <<E questo sarebbe il popolo eletto? Quasi
quasi rifaccio le elezioni...>>. In quel tempo nel bosco, in una
casetta di marzapane, viveva Davide, il pastore. Ed egli era cosi'
piccolo che Don Lurio al confronto sembrava Schwarzenegger. Davide
viveva insieme ai suoi fratelli: Mammolo, Brontolo, Pisolo, Servio
Tullio, Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo. Re Saul ando' da
Davide. <<Toc Toc>>. <<Non posso aprire>> disse
Davide. <<E' pericoloso>>. E Re Saul disse: <<Ma no,
stai tranquillo, devi solo sfidare Golia>>. <<Ah>>
disse Davide <<Chissa' che mi credevo!>> E Re Saul disse:
<<Se sfidi Golia sposi mia figlia e ti regalo l'abbonamento al
Milan per tutto l'anno>>. E Davide domando': <<Ma quant'e'
grosso questo Golia?>> E Re Saul disse: <<Ma no, e'
normale>> e rideva, rideva, rideva che Dio la mandava. E Davide
penso': <<Chisto me fotte>> che in antica lingua ebraica
significa: <<Costui vuole gabbarmi>>. Ma accetto'. Il giorno
dopo Golia scese in campo. <<Oddio>> disse Davide quando lo
vide. <<Eccomi qua>> disse Dio quando si senti' chiamare.
Poi vide Golia e disse: <<O me medesimo, quant'e' grosso! Se non
ci mette mano il Padreterno siamo rovinati. Ma il Padreterno sono io!
Non mi devo lasciare prendere dal panico...>>. E Golia grido':
<<Asbotir ieh noc>>, che in antica lingua ebraica significa:
<<Ti spiezzo in due>>. E gli angeli e gli arcangeli in coro
cantavano: <<David David David tira la bomba, tira la bomba. David
David David tira la bomba per carita'>>. La differenza di peso tra
i due lottatori era enorme: quattro tonnellate per Golia, diciotto chili
per Davide, bagnato. Golia attacca subito: sinistro, destro, raddoppio
di sinistro, un gancio, un montante, buon gioco di gambe, prova il
diretto, poi Davide prende un sampietrino e gli scassa la capa:
l'incontro fini' per k.o. I bookmaker pagarono una vincita miliardaria a
una sola persona: un signore con camicia da notte e barba bianca. Ma
nessuno seppe mai chi fosse quel Signore. Parola di Giobbe.
|
- NUOVO TESTAMENTO. VANGELO SECONDO
GAETANO A'PROSTATA (chiamato cosi' perche' si sentiva poco bene). E'
questa la narrazione apocrifa della vita di San Giuseppe fino alla
vecchiaia e di quella di Gesu' fino all'eta' di 12 anni. Gaetano
A'prostata non ha scritto oltre perche' gli venne, oltre alla prostata,
anche la sciatica e il crampo dello scrittore, per cui dovette smettere
e si mise a fare il cantante popolare in un gruppo musicale chiamato
Angina Pectoris. Era l'anno 1 avanti Cristo, una scura notte di
pediluvio. In un'umile casa della Palestina si senti' una voce:
<<Ave Maria, sono Gabriele, sei tu la Vergine?>>. E la
giovane donna rispose: <<Ne', ma a te che te ne importa? Vieni qua
vestito da tacchino con le ali e fai pure domande cretine!?>>.
<<Lo devo sapere...>>. <<E chi sei, il medico della
mutua, il ginecologo? No? E allora fatti i fatti tuoi!>>. Ma
Gabriele insisteva: <<Devi dirmelo, mi manda l'Altissimo!>>.
<<Chi, Pippo Baudo? E lo potevi dire subito che era per la
televisione! Allora: non sono vergine, non mi vergogno a posare nuda e
so anche ballare... Sono scritturata?>>. Gabriele era perplesso:
<<Ma... ma tu sei proprio Maria?>>. <<No, sono
Stefania, e allora? Chi e' chesta Maria, una raccomandata? Ehi, torna
qui, dove vai, guarda che so anche fare le imitazioni...>>. Era
sempre l'anno 1 avanti Cristo, una scura notte di pediluvio, solo un po'
piu' tardi. In un'altra umile casa della Palestina si senti' la stessa
voce: <<Ave Maria, sono Gabriele!>>. <<Molto piacere,
signor Gabbiano...>>. <<Non sono un gabbiano, e tu sei
propro Maria?>>. <<Certo, signor Pellicano...>>.
<<Sei proprio Maria di Nazareth?>>. <<No, sono Maria
di Nocera Inferiore, fa lo stesso? Ehi, signor Fenicottero, dove scappa,
non le piace Nocera?>>. Era sempre l'anno 1 avanti Cristo, una
scura notte di pediluvio, solo molto piu' tardi. In un'ennesima umile
casa della Palestina si senti' la solita voce: <<Questo e'
l'ultimo tentativo, poi me ne torno su e ci spedisco l'arcangelo
Peppiniello a cercare questa benedetta Maria!>>. E in quella
arrivo' una giovane donna: <<Ave, sono Maria, la vergine di
Nazareth, posso esserti utile?>>. <<Ave Maria, che piacere
trovarti... Sono venuto per fare l'annuncio>>. <<E chi sei,
Nicoletta Orsomanno? E da quando le annunciatrici le vestono da galli
cedroni con le alucce?>>. <<Ne' Mari', non ti ci mettere
pure tu! Sono venuto a dirti che rimarrai incinta>>. <<Ma
non fare il cretino! Ti presenti vestito da pappagallo e fai pure lo
spiritoso!>>. <<Maria, non sono vestito da pappagallo, io
sono un angelo! Io vengo per darti la luce...>>. <<Ah, e lo
potevi dire subito che sei dell'Enel, sono due mesi che qua e' zompato
tutto. Il contatore sta di la'...>>. Ci volle la mano di Dio per
convincere la Madonna, la quale quella notte rimase incinta, come aveva
annunciato l'arcangelo Gabriele. E ci volle ancora di piu' per
convincere Giuseppe, che dopo molte discussioni familiari accetto' di
buon grado di diventare il papa' di Gesu'. E da quel giorno egli inizio'
a sorridere, e la gente lo guardava e diceva: <<Egli e' stato
toccato dalla grazia del Signore>>. Passati che furono nove mesi
la Madonna partori' in una Stalla, tra un bue e un asinello. E tale
tradizione si e' conservata attraverso gli anni, e ancora oggi le donne
assistite dalla Saub partoriscono in stalle, circondate da asini e ogni
altro genere di animali. E fu cosi' che nacque Gesu', detto il
Salvatore, per gli amici Sasa'. E amici, parenti e curiosi si recarono
nella stalla a portare doni; pastori con gli agnelli sulle spalle,
zampognari, bambini e giovinette attraversarono ruscelli di carta
argentata e collinbe di cartapesta per vedere Gesu' Bambino. Giuseppe
accoglieva tutti sorridendo e la gente diceva: <<Egli e' stato
toccato dalla grazia del Signore>>. Ed ecco che bussarono alla
porta della stalla. <<Chi e'?>> chiese Giuseppe.
<<Magi>>. <<Quelli del brodo?>>. <<No, i
Re!>>. E infatti, aperto che ebbe, vide i tre re magi: Gaspare,
Zuzzurro e Baldassarre, con i loro tre cammelli Qui Quo Qua, coperti di
baldacchini, spade, denari, sette bello e primiera patta. Essi portavano
in dono oro, incenso e mirra. <<Che cos'e' la mirra?>>
chiese Giuseppe. E Baldassarre disse: <<Questo non l'ha mai capito
nessuno>>. Intanto, in un castello non lontano da Betlemme, un re
cattivo e malvagio di nome Erode chiese al suo specchio:
<<Specchio specchio delle mie brame, chi e' il piu' divino del
reame?>>. E lo specchio rispose: <<Di divino in casa c'e'
chi lo e' assai piu' di te; egli e' nato in una stalla, sappi che non e'
una balla, e' venuto fin quaggiu', e si chiama Bambin Gesu'!>>.
<<Faccio una strage!>> urlo' Erode, e, preso dalla rabbia,
ando' in garage e fece a pezzi sia la Miniminor che la Lambretta: la
strage delle Innocenti. Poi ando' dal cacciatore e ordino': <<Vai
a Betlemme e uccidi tutti i neonati e tutti quelli che si chiamano
Biancaneve!>>. E il cacciatore ando', ma prima di lui arrivo' a
Betlemme un angelo con le ali, che subito corse da Giuseppe. <<Tu
devi essere l'arcangelo Gabriele>> disse Giuseppe che non lo aveva
mai visto ed aveva le idee molto confuse su tutta quella storia.
<<No, io sono l'arcangelo Peppiniello. Grabiele ha dato le
dimissioni per esaurimento nervoso circa un anno fa...>>. E
Giuseppe preoccupato disse: <<Ue', non sarai mica venuto per
annunciare che Maria dara' una sorellina a Gesu', eh??>>.
<<No>> disse Peppiniello <<niente piu' bambini. Sono
venuto a dirvi che dovete andare subito in Egitto>>. <<Ma io
avevo prenotato a Madonna di Campiglio! Sa, e' una cugina di mia moglie
e ci da' lo ski-pass gratuito!>>. Ma Peppiniello insistette:
<<Dovete fuggire, c'e' Erode che vi cerca!>> <<Chi e'?
Quello che ha inventato il metodo per l'infanzia?>>.
<<No>> rispose Peppiniello <<quello e' Montessori.
Erode e' il Re!>>. E Giuseppe disse: <<Keton!>> che in
antica lingua ebraica significa: <<E' meglio avviarsi subito, perche'
se quello ci acchiappa ci fa il mazzo a tarallo!>>. E cosi' Giuseppe
e Maria, col piccolo Gesu' e il loro asinello si ritrovarono al casello
dell'autostrada di Nazareth, diretti in Egitto in tutta fretta. Dopo una
marcia di mesi e mesi arrivarono nella terra di Aaran, e andarono alla
pensione <<La stalla>>. <<Come si sta qui?>>
chiese Giuseppe. <<Da Dio>> rispose il gestore.
<<Allora e' adatta>> disse Gesu', e vi si stabilirono. E la notizia
arrivo' alle orecchie di Erode, ma egli, che in geografia non era tanto
buono, penso' che Aaran fosse un animale verde che vive negli stagni, e
non capi' mai dove fosse finito Gesu'. Ora, dopo alcuni anni che erano
in Egitto, una notte di pediluvio Giuseppe senti' una voce:
<<Giuseppe!>>. <Chi e'?>>. <<Jave'!>>
<<Bitte??>> <<Sono Dio>> <<Oh, scusa
Signore, faccio un po' di confusione con le lingue...>>
<<Giuseppe>> disse Dio <<tornate in Palestina>>.
<<Ma Signore>> rispose Giuseppe <<se ci acchiappa
Erode finisce che ci vediamo su da te prima del previsto>>.
<<Non ti preoccupare>> rispose Dio <<l'ho fatto
sistemare col vecchio metodo della tazzina di caffe', quello che viene
chiamato il metodo della Sacra Sindona. Vai, puoi tornare...>>. E
Giuseppe obbediente si rimise in cammino e torno' in Palestina con
Maria e Gesu', a piedi perche' in Egitto si erano fatti un buono stufato
di asinello. Arrivarono in Palestina in tempo per iscrivere Gesu' alla
terza elementare. Ora era il primo giorno di scuola. Arrivo' il maestro
e disse: <<Buongiorno, sono il maestro>>. <<Anch'io>>
disse Gesu'. <<Ah, cominciamo bene>> disse il maestro,
<<tu che fai lo spiritoso, vieni alla lavagna>>. E Gesu'
ando' alla lavagna e prese il gesso. <<Scrivi: tre pesci piu' tre
pesci, quanto fa?>> <<Nove pesci>> rispose Gesu'.
<<Quella e' la moltiplicazione dei pesci, somaro!>>
<<Somaro a me?>> disse Gesu', e per miracolo trasformo' il
maestro in bidello. In questa arrivo' il preside e disse: <<Chi e'
stato?>> <<E' stato Gesu'>> disse Pietro. E Gesu'
disse: <<Pietro, prima che la campanella suoni tre volte, io ti
spacco la faccia>>. Allora il preside ando' da Gesu' e disse:
<<Tu! Domani verrai accompagnato dai tuoi genitori>>.
<<Eh, pare facile>> rispose Gesu' <<io ne tengo tre
quattro... non si capisce niente a casa mia!>>. <<E non
fare lo spiritoso come l'altra volta>> disse il preside
<<che sei venuto con un piccione e mi hai detto che era tuo
zio!>> Poi il preside si rivolse alla classe e disse: <<C'e'
un altro bambino in presidenza: Barabba. Chi volete che sospenda:
Barabba o Gesu'?>> E allora Gesu' perse la pazienza e disse al
preside: <<Prima di domani tu sarai nel Regno dei Cieli>>. E
per miracolo trasformo' il Preside in un supplente dell'Isef. Giuseppe
arrivo' in quel momento e in cuor suo disse: <<Ah, beato il papa'
di Budda, quello si' che e' fortunato, con quel bravo figlio sempre
seduto, chiatto chiatto... Pare l'omino della Michelin, ma vuoi mettere
che vita tranquilla?>> In quella si senti' una voce: <<Giuseppe>>.
<Chi e'?>>. <<Dio>>. <<Io chi?>>.
<<Non io, Dio: l'onnisciente!>>. <<Quello che mangi di
tutto?>> chiese Giuseppe. <<Giuse', quello e'
l'onnivoro!!>> E il bidello e il supplente dell'Isef, sentito che
Giuseppe era il padre di Gesu', approfittarono del fatto che egli era
distratto a consultare il vocabolario: cosi' lo acchiapparono e lo
gonfiarono come un cotechino. Ma Giuseppe sorrideva. E la gente diceva:
<<Egli e' stato toccato dalla grazia del Signore>>. E
sorridendo sorridendo si fece dicembre, il 24 era il compleanno di
Gesu'. Giuseppe faceva il presepe. <<Che cos'e'?>> chiese
Gesu'. <<Un ricordo di quando io e la mamma siamo andati in
campeggio dove sei nato tu>> rispose Giuseppe. La Madonna aveva
organizzato una piccola festa: c'erano striscioni, otti, addobbi...
insomma: una festa della Madonna! Si era gia' fatta una certa ora e i
bambini non erano ancora arrivati. <<Come mai?>> chiese
Gesu'. <<Natale con i tuoi...>> rispose Giuseppe <<vorra'
dire che verranno a Pasqua>>. Ma in quella si senti' suonare alla
posta: era il piccolo Giuda, che portava in dono una scatola di Baci.
<<Non dovevi>> disse Gesu' a denti stretti. <<E' un
piacere>> rispose Giuda sorridendo. E Gesu' disse: <<Osfateh
sic ravur gape'>> che in antica lingua sanscrita ha un significato
molto poco gentile. E Giuda disse: <<Quanti anni compi?>>.
<<Dieci>> rispose Gesu'. <<Ventitre' di questi
giorni>> disse Giuda. E Gesu' disse: <<Oibec!>> che in
antica lingua aramaica significa: <<Chisto e'
schiattamuorto>>. E a poco a poco arrivarono tutti gli altri
bambini, ma la festa languiva. Ora senza accorgersi, Gesu' si era
appoggiato al buffett e gli era scappato un miracolo: aveva trasformato
l'aranciata in vino. Dopo venti minuti la festa era entrata nel vivo:
Giovanni Battista faceva i gavettoni a tutti quanti, al grido di
<<Ale', andiamo tutti a fare il bagno al fiume!>>. Lazzaro
non si reggeva in piedi, e le sorelle gli dicevano: <<Lazzaro,
alzati, cammina, che ti stanno guardando tutti!>>. Simone in piedi
sul tavolo incitava: <<Forza ragazzi balliamo>> e subito il
complesso attacco' il 'Ballo di Simone'. E la Maddalena scatenata al
centro della pista cantava: <<Batti in aria le mani, e poi falle
vibrare...>>. Gesu' intanto faceva gli scherzi: fece cadere tutti
i capelli a Ponzio, e il poveretto da quel giorno si chiamo Pelato. Poi
ando' da Nicola e comincio' a fare i miracoli: <<Ora ci hai la
lebbra, ora via la lebbra, ora ci hai il colera, ora sei cieco, mo' ci vedi,
ora sei cieco, ci vedi, cieco, ci vedi, senza gambe, ora quattro braccia
e niente orecchie, ora tre gambe...>>. E in quella arrivo' la
Madonna e disse: <<Gesu', c'e' la torta!>>
<<Arrivo>> disse Gesu'. E Nicola disse: <<Giuggiu',
non posso tornare a casa con tre gambe, poi mamma ci rimane
male...>>. Dopo aver mangiato la torta fecero il gioco della
bottiglia, ma chi usciva usciva, Giuda tentava sempre di baciare Gesu'. E
Gesu' si arrabbio' molto e disse: <<Giuda tu la devi finire, pari
un camaleonte con quella cotoletta che tieni in bocca>>. E cosi',
per grande ira, trasformo' Giuda in una gallina padovana che subito
volo' dalla finestra. Dopo poco bussarono alla porta, e Giuseppe chiese:
<<Chi e'?>> <<Sono il papa' del traditore>>. E
Giuseppe apri' e si ritrovo' di fronte un uomo adirato con una gallina
padovana sulla spalla. E Giuseppe voltandosi disse: <<Giuggiu',
vieni un po' qua, che forse vogliono te...>>. E quando Gesu' si fu
avvicinato Giuseppe disse: <<Ma benedetto Iddio...>>.
<<Grazie altrettanto>> disse Gesu'. <<Giuggiu' guarda
qua, mi tremano le mani, eh!>>. E in quella si udi' una voce:
<<Giuseppe, ferma la tua mano!>> <<Chi e'?>>
<<Colui che tutto vede>> <<E Giuseppe si rivolse a
Gesu' e disse: <<Ringrazia SuperPippo, perche' se no stasera ce le
prendevi, quant'e' vero Dio>>. Ma cio' non fermo' il papa' della
gallina padovana, che, tanto per cambiare, gonfio' Giuseppe come un
materasso di piume. Ma Giuseppe sorrideva. E la gente diceva:
<<Egli e' stato toccato dalla grazia del Signore.>> E come
Dio vuole la festa fini' e i bambini se ne tornarono a casa loro. Maria,
Gesu' e Giuseppe (tumefatto ma sorridente) se ne andarono a dormire.
Giunta che fu la mezzanotte Gesu' senti' un rumore. Ando' in salotto e
vide un uomo che scendeva dal camino. <<Chi sei?>> chiese
Gesu'. <<Babbo Natale>>. <<Uhhh, un altro papa', ci manchi
solo tu, io gia' ne tengo tre quattro... non ce la faccio piu'>>.
E nel dire questo per miracolo lo inceneri'. <<Oh Madonna!>>
disse Giuseppe arrivando di corsa. <<Oh Giuseppe>> disse la
Madonna arrivando di corsa pure lei. <<Maria per piacere non ti ci
mettere anche tu, che qua le cose sono gia' abbastanza complicatee.
Giuggiu', mannaggia alla miseria, quello e' lo zio Nicola che ti porta i
regali! Su, forza, aggiustalo...>> E in questa si senti' una
voce: <<Giuseppe>>. <<Chi e'?>>
<<L'Eccelso>>. E Giuseppe guardo' Maria e disse:
<<Mari', abbiamo pagato il conto a Rimini l'anno scorso? Qua ha
telefonato l'Excelsior>>. E il Signore nella sua infinita bonta' aggiusto'
zio Nicola, e Giuseppe nella notte di Natale fu gonfiato per la seconda
volta. Ma lui sorrideva. E la gente diceva: <<Egli e' stato
toccato dalla grazia del Signore>>. E i mesi passavano, e Gesu'
cresceva. Ora era il giorno venerdi' 19 del mese di Marzo: la festa del
papa', ricorrenza di San Giuseppe. Maria si senti' poco bene.
<<Ti guarisco io>> disse Gesu'. E Maria disse:
<<Gesu', vedi dove devi andare... Vai ad allenarti da un'altra
parte! Ancora mi ricordo di quando hai guarito dalla sciatica il figlio
del portiere!>> <<Embe'?>> disse Gesu' <<E'
guarito, no?>> <<Eh gia'...>> disse la Madonna
<<solo che adesso ci ha i cingoli, e quando ha fatto il militare
gli hanno fatto fare il carro armato! Meglio che mi prendo
un'aspirina... Piuttosto: vai a fare la spesa!>>.
<<No>> disse Gesu' <<Non voglio, non voglio, e non
voglio!>> <<Giuggiu', se non obbedisci guarda che vai
all'inferno!>>. <<E che m'importa?>> rispose Gesu'
<<Tanto piu' di tre giorni non mi ci tengono!>>.
<<Guarda che chiamo Erode...>> minaccio' la Madonna, e
allora Gesu' si convinse. <<Va bene, cosa devo comprare?>>.
<<Cinque etti di manna fresca, appena creata>> disse la
Madonna, <<poi due pani e due pesci, che oggi abbiamo centottanta
ospiti a pranzo per festeggiare il papa'. A proposito, ricordati che col
pesce ci va il vino bianco, non quello rosso che hai fatto l'ultima volta.
Quello rosso e' per la moltiplicazione degli hamburger...>>. E
Gesu' usci' di casa e si avvio'. Ora accadde che Gesu' con i soldi della
spesa ci compro' le figurine dei gladiatori e si mise a giocare con gli
altri bambini. <<Ursus ce l'ho, Spartacus ce l'ho, Maciste mi
manca... Andreotti ce l'ho...(*) Cossiga ce l'ho...(**)>>. Poi
Gesu' guardo' la clessidra e disse: <<Uh, devo andare a fare la
spesa, che papa' quando torna ha sempre una fame della mamma!>>
che in antica lingua aramaica significa <<una fame della
Madonna>>. E Gesu' corse al mercato, al banco di Tanino
o'salumiere, e disse: <<Mezzo chilo di manna, che mamma oggi deve
fare le fragole con la
manna>>.
-------------
(*) Andreotti stava in tutte le bustine dei gladiatori fin da allora
(**) Cossiga era bisvalida, con 40 figurine di Cossiga si vinceva il
circo Balilla.
-------------
E il salumiere domando': <<Ce li hai i soldi?>>
<<No>> rispose Gesu', <<ma sai come si dice: aiutami
che Dio ti aiuta!>> Ma il salumiere scosse la testa: <<Mezzo
chilo di manna costa trenta denari, ce li hai o no?>>. E nel
sentire trenta denari Gesu', non si sa perche', fu preso da incontenibile
ira, e sfascio' tutto il banchetto del salumiere. E Tanino disse:
<<Portami da tuo padre!>> <<Eh gia', pare facile, non
si sa mai qual e' quello giusto... Avanti, scegli: busta uno, busta due
o busta tre?>>. E come Dio vuole andarono, suonarono il campanello
e Giuseppe venne ad aprire. Guardo' il salumiere e chiese: <<Posso
fare qualcosa per lei?>>. <<Si'>> rispose Tanino,
<<un sorriso>>. E mentre Giuseppe sorrideva egli gli dette
una martellata sui denti e glieli sgrano' come un pannocchia di mais. <<Papa',
perdonalo>> disse Gesu' <<Perche' non sa quello che
fa>>. <<Non mi pare>> rispose Giuseppe <<anzi,
mi pare piuttosto preparato!>> E in questa si udi' una voce:
<<Giuseppe!>> <<Chi e'?>> <<Dio!>>
<<Quale zio?>>. <<No zio, Dio! Giuseppe, porgi l'altra
guancia!>>. E Giuseppe disse: <<Asmatahl shabec cus
eton!>> che in antica lingua aramaica significa: <<E vedi se
qua qualcuno si fa i fatti suoi!>>. E Tanino disse: <<Questo
bambino dice che tu sei suo padre!>>. <<Si... va be'... ma
cosi'... mica tanto per davvero, insomma... siamo una famiglia moderna,
Tani', cerca di capire!>> Ma Tanino prima si fece rimborsare i
danni, e poi gonfio' Giuseppe come un cacio cavallo. Ma Giuseppe, tanto
per cambiare, sorrideva. E la gente diceva: <<Egli e' stato
toccato dalla grazia del Signore>>. Il giorno dopo era sabato:
giorno interamente dedicato alla schedina. Gli anziani, davanti al bar
dello sport, commentavano: <<Lazzaro non puo' fare la mezzala, sta
in piedi per miracolo...>>. Gesu' era nei pressi con i suoi amici:
San Paolo, San Siro e Olimpico, che non fu mai fatto santo. Arrivo' di
corsa San Pietro, che non fu mai fatto stadio, e disse preoccupato:
<<Oggi la prima in classifica, il Tel Aviv Jaffa, gioca in casa
contro Betlemme!>>. Il Betlemme era la loro squadra del cuore. E
Gesu' disse: <<In verita' vi dico: Il Betlemme vince. In schedina
e' un due fisso!>>. E Giuda, che non aveva sentito, chiese:
<<Signore, che cosa devo mettere in schedina?>>.
<<Ics>> rispose Gesu', poi sottovoce disse a Simone:
<<A me questo mi e' sempre stato antipatico!>>. Ora giunse
la domenica, giorno interamente dedicato alle partite, che per questo veniva
anche detta domenica delle palle. A quei tempi vigeva la strana e
tribale usanza di recarsi tutti quanti allo stadio, e cosi' fecero Gesu'
e i suoi amici, che andarono a vedere il Betlemme nello stadio di Camp
David. Ora accadde che per l'intervento del maligno
all'ottantacinquesimo venisse assegnato un rigore al Tel Aviv, mentre i
risultato era bloccato sullo zero a zero. L'ala per miracolo trasforma
in rigore, e Gesu' per miracolo trasforma l'ala in due mezz'ale. E
scoppia il putiferio. Il portiere rimette, sporca tutto lo specchio
della porta e viene condotto fuori in preda a gran mal di stomaco.
Gesu' dagli spalti assegna un fallo allo stopper, che si ritira con due
falli ed esce dal campo guardandosi nei pantaloncini e dicendo:
<<Eppure prima ce n'era uno solo!>>. Un gruppo di tifosi del
Tel Aviv si avvicina agli spalti dei tifosi avversari urlando slogan di
battaglia, allora Gesu' in men che non si dica li converte in ultras del
Betlemme, ed essi cominciano a cantare: <<Tu scendi dalle
stelle>>. Ora tutta la curva del Tel Aviv grida slogan contro
Betlemme; allora Gesu' li guarda e tutti tacciono. <<Li hai fatti
diventare tifosi del Betlemme?>> chiese Pietro. <<No, li ho
fatti diventare muti>> rispose Gesu'. L'arbitro fischia la
punizione per il centravanti, che subito per punizione viene crocefisso
da due terzini, e sulla croce viene applicato un cartellino con la
scritta: CONI. In questa avviene l'invasione di campo, subito bloccati
dai centurioni con elmetti di gomma e manganelli di caucciu' della
brigata Centurioni Pirelli. E per miracolo la vittoria venne assegnata a
tavolino al Betlemme. Accadde anche che nel tafferuglio Pietro con la
spada taglio' l'orecchio al centurione Vitiello Carmine, e Gesu' disse:
<<Pietro, chi di spada ferisce di spada perisce!>> E mentre
Pietro si grattava Gesu' fece un miracolo, e al centurione gli cadde
anche l'altro orecchio. <<Uh, mi sono sbagliato>> disse
Gesu'. E allora Vitiello Carmine, seguito dai tifosi del Tel Aviv,
porto' Gesu' a casa da Giuseppe. <<Posso fare qualcosa per
voi?>> chiese Giuseppe quando li vide. <<Parli
forte!>> urlo' Vitiello Carmine, <<non ho le orecchie>!!
Allora Giuseppe sospirando si rivolse a Gesu': <<Avanti, rimetti
subito le orecchie al signore, te l'ho detto mille volte di non giocare
con i miracoli!>>. Poi Giuseppe noto' che la folla si avvicinava
minacciosamente, e allora invoco' il Signore. <<Eccomi>>
disse il Signore <<cosa c'e' Giuseppe? Ah, a proposito, che ha
fatto oggi il Napoli?>>. <<Ha perso>> rispose
Giuseppe. <<Mannaggia alla maruschella... Ma guarda un poco tu: ho
fatto dodici! E pensa che avevo acchiappato pure la sconfitta del Tel
Aviv in casa che era impensabile! E il Napoli va a perdere... va be',
la settimana prossima ci penso io, va'! Bene, ma perche' mi hai
chiamato Giuseppe?>>. Ma ormai era troppo tardi: la folla,
capitanata da Vitiello Carmine, sapendo che Giuseppe era il papa' di Gesu'
lo aveva preso e lo aveva gonfiato come un pallone da football. Ma
Giuseppe, come sempre, sorrideva. E la gente allora gli chiese:
<<Ma che tieni da sorridere?>> <<Sorridere?>>
rispose Giuseppe <<Ma io tengo una paresi!!>>. Giuseppe
mori' a 126 anni, ed entro' finalmente in Paradiso, felice e sorridente.
Parola di Giobbe.
|
- DALLA PRIMA LETTERA A
GIUDA: Hei Giud, don teich it bed, teic e sed song end meik it beter,
ri-member tu letee intu iour hart, den iu chen start tu meick it beter.
Regards. Paul. P.S. Chissis from Ringo, Gion end Giorg. (Giobbe Covatta)
|
- DALLA PRIMA LETTERA DI EZECHIELE:
Siam tre piccoli porcellin, siamo tre maialin. Mai nessun ci dividera', ponzi
ponzi pa'. Saluti affettuosi, Gimmi. P.S. Abbracci da Timmi e Tommi.
(Giobbe Covatta)
|
- APPENDICE. SALMO DI ANGOSCIA DELLO
STUDENTE. Signore ti supplico, illuminami su come fare a non essere
interrogato. Potrei ingessarmi e dire che sono caduto dalle scale e non
ho potuto studiare. Potrei dire che e' morto mio padre in un incidente
sul lavoro. Potrei fare una telefonata anonima e avvertire che c'e' una
bomba nella scuola. Comunque Signore, nella tua misericordia, fa' che io
non sia interpellato oggi:
- picchiami col randello della tua bonta',
- frustami con lo scudiscio della tua giustizia,
- percuotimi con la clava della tua comprensione,
- sfigurami col martello della tua grazia,
- tumefammi con la mazza del tuo amore.
Ma preservami, oh Signore, dall'interrogazione, perche' qualsiasi tua
punizione, oh Signore, se oggi mi interrogano, e' nulla al confronto di
cio' che mi succede quando torno a casa. Signore ti supplico, ricordati
che i professori in fondo sono esseri umani, e come tali devono morire.
Oh Signore, io so che nella tua infinita bonta' fai finta di non vedere,
ma e' cosa risaputa che i professori sono esseri immondi. Signore, forse
sei distratto, ma guarda che la professoressa di matematica ha ceduto
piu' volte parti intime del proprio corpo: ella ha permesso al
professore di estimo di misurare l'area di tutto il suo organismo
centimetro per centimetro, perche' egli e' un estimatore; e ha educato
il proprio fisico alla libidine col professore di educazione fisica; ha
avuto storie col professore di storia, e geografie col professore di
geografia (e non ti dico cosa ha combinato col professore di lingua)...
E secondo me, o Signore, anche il professore di filosofia cede alcune
parti del proprio corpo (credo che le affitti per denaro) voltando le
spalle (nel senso letterale della parola) alla tua morale. Percio'
Signore ti prego: accoglili in un letto di malattia, purche' essa sia
perlomeno gotta, enterocolite o epatite virale. Fin dalla mattina quando
mi sveglio, Signore, mi prende l'angoscia. Mi rendo conto che oggi mi interrogheranno
e io, Signore, mi trovo sommerso in un mare di escrementi. Ti prego,
Signore:
- ferma questa corrente di guano,
- concedimi un pattino in questo oceano di letame,
- pescami da questo fiume di eiezioni,
- lanciami una fune in questo baratro di sterco,
- regalami un salvagente in questa piscina di liquame,
- elargiscimi una boccata d'aria da una sublime bombola ad ossigeno
mentre sono sommerso da rifiuti organici. Quantomeno, Signore, ti prego:
visto che sono gia' nelle feci fino al collo, evita almeno di fare
l'onda!! L'E' FINITAAAAAAAAA!!!!!!!!!! AH NO! C'E' ANCORA L'INDICE:
Parola di Giobbe.
|
- Come ha fatto Eva a capire che Adamo
era un uomo? Ha mangiato la foglia!!
|
- Diluvio universale. Noè cerca tutte
le coppie di animali e le imbarca. Vedendo che si stava un po' stretti
sulla barca e pensando che sarebbero stati ancora peggio se gli animali
avessero cominciato a procreare, decide di togliere momentaneamente i
pistolini ai maschi. Così fa e li mette tutti in una grande cesta. Alla
fine del diluvio comincia a restituirli: "Di chi è
questo??!!". Ed il leone risponde: "Mio!". "Di chi è
quest'altro?". Ed il rinoceronte risponde: "Mio!". Fino a
quando arriva il turno di quello dell'elefante, ma il pachiderma,
distratto, non risponde. Dopo che Noè ha ripetuto più volte la domanda,
la gallina si rivolge al gallo e gli sussurra all'orecchio: "DI'
CHE E' TUO, DI' CHE E' TUO !"
|
- Quando il mondo già nasceva,
du' picciotti, Adamo ed Eva,
se ne andavano contenti
senza avere addosso niente.
Se ne andavano felici
in quell'Eden profumato
e vivevano con niente:
ne' lavoro ne' tormenti
Ma un giorno Eva antica
s'accorse che il suo compagno,
bel maschio aitante,
aveva un difetto sul davanti.
Ammirava divertita [ omissis, non si deve sapere cosa]
e man mano che toccava,
diventava lungo, grosso e duro
"Bih, che bello, bih, che teso!!"-
smaniava divertita... [omissis]
e Adamo, annichilito
con le gambe molli molle
le diceva: "Tocca, tocca....[omissis ancora]
su dammi sto ristoro,
sto piacere mai provato!"
Ma a quel punto un serpente
si intromise nel frangente:
"Non si tocca con la mano
sto pendente mascolino.
Eva mia devi sapere
che il c***o si deve s***re
Eva, allora, ci provo'
e... Adamo s'ammoscio'
Il Signore in quel momento
s'affaccio' sul firmamento
e incazzato come un signu
e gridando a voce piena,
dicea: "Ma che fai...sucaminKina...
puttanuna sopraffina
di sto mondo sei la rovina!
Vergognatevi, vastasi,
copritevi il davanti..."
e incazzato come un mulo
li prese a calci in culo.
|
- Caino dopo il suo atroce delitto
fugge in paesi lontani e desolati, quelli che poi sarebbero divenuti
l'odierna Australia. Dopo anni di vita randagia e solitaria Caino decide
di tornare per vedere se è stato perdonato. Tornato a casa e riaccolto
in seno alla famiglia (che nel frattempo è molto aumentata), il nostro
Caino si accorge che ora ci sono anche le ragazze, e capisce finalmente
cosa gli mancava per essere felice. Così affronta l'argomento con Adamo,
il quale non può che trovarsi d'accordo con lui. Detto e fatto un
matrimonio è combinato tra Caino e una sua nipote, e si arriva così alla
prima notte di nozze. I due sposini si ritrovano da soli, lei sorride e
dice che andrà in bagno a prepararsi, e di fare altrettanto, quando
torna trova lo sposo tutto sudato che sta spostando ogni mobile della
stanza, ammassandoli contro una parete; stupita la sposina chiede il
motivo di quel affannarsi, e lui le risponde: "Sai io per forza di
cose sono vergine e inesperto... tu sei la mia prima donna".
"In ogni modo se è come andare con un canguro... ci servirà tutto
lo spazio che riesco a fare".
|
- Adamo ha avuto i suoi bei problemi a comperare
a suo padre il regalo per il giorno del papà. Che si compera a uno che
ha tutto? (Milton Berle)
|
- Mosè disse: "Si aprano le
acque!" e migliaia di donne partorirono.
|
- Noè (furbo!) voleva chiudere
l'appello con la "Y". Ma le zebre, per protesta, si sdraiarono
per terra, da un marciapiedi all'altro! E si dovette imbarcarle,
precedute dalle zanzare. (Stellario Panarello)
|
- Ai tempi di Caino e Abele il 50 %
della gioventu' era costituita da assassini. (Cavezzali)
|
- Il sesto giorno Dio, dopo aver creato
tutte le cose, decise di creare l'uomo, quindi lo creò, lo dotò di una
potente CPU (cervello) a cui collegò tramite dei veloci bus, due webcam,
due microfoni e un altoparlante con una buona risposta in frequenza.
Decise di dotarlo anche di varie periferiche Plug & Play, alcune per
svolgere le applicazioni della CPU, tipo gambe e braccia, alcune per la
produzione di altri uomini (pene). Quindi decise di creare anche la
donna, che dotò delle stesse periferiche di serie nell'uomo, ma pensò
bene di differenziare la gamma dei suoi prodotti, aggiungendo nella
donna una case dal design più accattivante, e un centro di produzione
per altri esseri della stessa specie, compatibile con quello dell'uomo.
Dopo aver fatto questo decise di riposarsi, purtroppo, forse stanco dal
lavoro precedente, non si accorse di alcuni errori, ad esempio nella
donna si dimenticò di installare il driver per il cervello, e
distrattamente aumentò troppo la banda del bus dell'altoparlante bocca.
Parallelamente nell'uomo lasciò la beta del driver del cervello, che
aveva ancora un problema di compatibilità, perché lo stesso driver era
predisposto per il cervello e per il pene, e anche con l'ultima versione
del Firmware ogni tanto veniva fatta confusione. L'uomo, accortosi di
questi difetti di produzione, per milioni di anni cercò di mettersi in
contatto con i centri di assistenza specializzati, ma la rete
informativa era piuttosto debole e gli aggiornamenti del software non
sempre disponibili a tutti, tanto che, pressato dalle richieste, Dio
decise di mandare un tecnico di fiducia (suo figlio) per risolvere i più
pressanti problemi di conflitti tra vari tipi di software, purtroppo
l'utenza non venne pienamente soddisfatta, in quanto gli si chiedeva di
disinstallare molti applicativi che al tempo erano in voga, e quindi
rimandarono il tecnico indietro. Oggi sorgono molte software house
specializzate nel risolvere questi problemi, ma oltre che essere un bene
in quanto c'è più scelta, è anche un male perché le varie soluzioni che
vengono trovate sono completamente incompatibili fra di loro...(Guru)
|
- Noe' era uno zoofilo?
|
- Dopo che ebbe creato Adamo ed Eva,
Dio stava per allontanarsi quando si accorse che nel suo Cesto dei
Miracoli aveva ancora due doni divini da assegnare. Allora ritorno' e
disse: "Figli miei carissimi, mi sono rimasti ancora due doni
divini da assegnare. Il primo e' quello di orinare in piedi. Chi lo
vuole?". Adamo, volendo sempre essere il primo, alzo' la mano
esclamando: "Io! Io! Per favore! Cosi' potro' farla dove voglio, e
fare anche la schiumetta, e i concorsi per chi la fa piu' lontano... per
favore, dallo a me!". "D'accordo, Adamo, cosi' sia". Eva,
sommessa e comprensiva, se ne stava in disparte, tutto sommato contenta
della felicita' di Adamo. Allora il Creatore rovisto' nel Cesto dei
Miracoli ed esclamo': "E il secondo dono e'... avere orgasmi
multipli!"
|
- Adamo, subito dopo la creazione, si
addormentò e il suo primo sonno tranquillo fu anche l'ultimo: si svegliò
e aveva moglie. (Anonimo)
|
- Durante il diluvio universale, l'arca
comincio' a beccheggiare paurosamente, tanto che Noe' si precipito'
sottocoperta per vedere cosa stesse succedendo. Rimase sorpreso, notando
che tutti gli animali stavano facendo l'amore. Allora ando' su tutte le
furie e grido': "Fermatevi! Io vi ho salvato la vita ed e' cosi'
che mi ripagate? Affondando l'arca?" Tutti gli animali gli
obbedirono, ma poi, una volta calmatosi, Noe' si rese conto che questo
problema andava razionalizzato. Dopo aver riflettuto e trovato la
soluzione, torno' sottocoperta e si rivolse ancora agli animali:
"Non posso obbligarvi a negare i vostri istinti primari. Ho deciso
che daro' ad ogni coppia una tessera personalizzata, nella quale sara'
riportato il giorno e l'ora in cui potrete fare l'amore". E cosi'
fece, e in effetti il problema si risolse brillantemente. Dopo qualche
giorno, lo scimpanze' comincio' a molestare la sua compagna dicendole
ripetutamente: "Preparati, perche' mercoledi' prossimo alle sedici
soffrirai!". E cosi' prosegui' per diversi giorni, finche' la sua
compagna, fortemente irritata, si rivolse a Noe': "Ascolti, Noe':
lo scimpanze' mi sta molestando. Da giorni non fa che ripetermi di
prepararmi, perche' mercoledi' alle sedici soffriro'. Io lo so cosa accadra'
quel giorno, pero' non puo' andare a gridarlo ai quattro venti. Cosa
diranno le mie amiche?". Allora Noe' mando' a chiamare lo
scimpanze' e gli chiese: "Ascolta, scimpanze', perche' molesti
cosi' la tua compagna? E soprattutto, perche' mai dovrebbe soffrire
mercoledi' alle sedici?". "Veda, signor Noe'... il fatto e'
che purtroppo persi la mia tessera giocando a poker con
l'elefante". (Mauroemme)
|
- CAINO E ABELE. Scena: la sala da
pranzo di Adamo, una sera durante la cena. Adamo è capotavola, Eva al
suo fianco, Caino e Abele agli altri lati. Caino (guarda in cagnesco il
fratello) rivolto al cameriere filippino: Manuel, passami l'odio. (Gino
Nebiolo)
|
- Arco di Noe': biblica arma che
uccideva gli animali a due a due.
|
- Adamo: "EVA!!! L'hai rifatto
un'altra volta! Hai messo il mio vestito nell'insalata!". (Lopezzone)
|
- Giardino dell'Eden. Dopo tre
settimane dalla creazione, il signore viene nel giardino dell'Eden a
visitare la prima donna: "Come vanno le cose, Eva?". Ed Eva:
"Meravigliosamente, tutto è così bello, signore. Le albe ed i
tramonti sono sbalorditivi, e il giardino è incantevole, ho solo un
problema; questi tre seni che mi avete dato, quello centrale è compresso
dagli altri due e spinge gli esterni all'infuori; camminando urto sui
rami e mi graffio sui cespugli, insomma il terzo seno m'infastidisce e
non serve a nulla". "La tua osservazione è giusta, - le
risponde Dio, - ma questa era la mia prima creazione sai? Ho dato agli
animali... quante ? Sei mammelle ? Ho calcolato che per la donna dovessi
dividere per due, ma capisco che hai ragione. Rimedierò subito!".
Così il signore allunga una mano e strappa quel seno centrale tanto
ingombrante, gettandolo nei cespugli. Altre tre settimane passano e Dio
una volta ancora viene nel giardino in visita: "Ti saluto Eva, come
sta la mia creazione favorita?". "Splendidamente, - risponde
Eva - solo ho notato una piccola svista dalla vostra parte. Vedete,
tutti gli animali sono accoppiati e felici, la pecora ha il suo ariete,
la mucca ha il proprio toro, lo stallone ha la sua cavalla, insomma
tutti gli animali hanno un compagno; tutti tranne me. Io mi sento
sola". Dio pensa per un attimo: "Sai Eva, ancora una volta hai
ragione. Come posso aver trascurato un particolare importante come
questo?! Naturalmente anche tu hai bisogno di un compagno e io
all'istante creerò l'uomo da una parte di te!". "Ora
vediamo... dove ho lasciato quell'inutile seno?". (Bilbo Baggins)
|
- E Abramo condusse Isacco in un certo
luogo e si preparò a sacrificarlo, ma all'ultimo momento il Signore
fermò la mano d'Abramo e disse: "Ma come puoi fare una cosa
simile?". E Abramo disse: "Ma se l'hai detto Tu!".
"Lascia perdere quel che ho detto", parlò il Signore.
"Stai a sentire ogni cretinata che ti viene detta?" E Abramo
vergognandosi: "Ma, veramente... no". "Io dico per ridere
di sacrificare Isacco e tu corri subito a farlo". E Abramo cadde in
ginocchio: "Vedi, non so mai quando Tu stai scherzando". E il
Signore tuonò: "Manchi di sense of humor! Incredibile!".
"Ma non è una prova che Ti amo, l'essere disposto a sacrificare il
mio unico figlio per un tuo capriccio?". E il Signore disse:
"E' soltanto la prova che certi uomini sono pronti a ubbidire a
qualsiasi ordine, per cretino che sia, purché venga pronunciato da una
voce risonante e ben modulata". E con questo il Signore consigliò
ad Abramo di prendere un po' di riposo e di farsi vivo l'indomani.
(Woody Allen da "I manoscritti della mano morta")
|
- E Abramo si svegliò in piena notte e
disse al suo unico figlio, Isacco: "Ho avuto un sogno dove la voce
del Signore mi diceva che devo sacrificare il mio unico figlio e quindi
mettiti i pantaloni". E Isacco tremò e disse: "E tu cosa Gli
hai risposto? Voglio dire, quando Lui ha abbordato questo argomento?".
"E che cosa c'era da dirGli?" disse Abramo. "Alle due del
mattino mi trovo in mutande con il Creatore dell'Universo. Posso
discutere?". "Beh, t'ha detto almeno perché voleva farmi
sacrificare?" chiese Isacco al padre. Ma Abramo disse: "I
fedeli non discutono. Andiamo adesso perché domani ho una giornata
pesante". E Sara che aveva sentito il progetto d'Abramo ne fu
contrariata e disse: "Come fai a sapere ch'era il Signore e non,
diciamo, quel tuo amico che gli piace fare gli scherzi da prete, sì che
il Signore disse che chiunque faccia scherzi da prete sarà consegnato
nelle mani dei suoi nemici, che possano o no essi pagare alla
consegna?" E Abramo rispose: "Perché sapevo che era il
Signore. Era una voce profonda, risonante, ben modulata e nessuno in
questo deserto riuscirebbe a contraffare quelle vibrazioni". E Sara
disse: "E tu sei disposto a compiere questo atto insano?" Ma
Abramo le disse: "Francamente sì, perché mettere in discussione la
parola di Dio è una delle cose peggiori che può fare una persona,
specialmente con questa economia in fase di recessione". (Woody
Allen in "I manoscritti della mano morta")
|
- Chi furono i primi comunisti della
storia? Adamo ed Eva: non avevano vestiti, da mangiare avevano solo una
mela in due, furono presi a calci nel culo da chi diceva di amarli ed
erano convinti di essere in Paradiso
|
- Ieri sera in tv hanno dato un bel
film: "La Bibbia". Mica sapete se é uscito anche il libro?
|
- Eva: "Adamo, ti sembra questa
l'ora di rincasare?". Adamo: "Ma lasciami stare, Eva... una
filaaaa!".
|
- E se Adamo ed Eva non si fossero
piaciuti? (Milovan Vitezovic)
|
- Adamo non è mai stato regolarmente
sposato con Eva... per cui fa di tutti noi dei figli di... (Groucho)
|
- Secondo alcuni scritti apocrifi,
viene a cadere l'ipotesi che il frutto del peccato fosse la mela, e
anche il fatto che fosse stata Eva a tentare Adamo. Fu infatti Adamo il
tentatore, continuando a chiedere incessantemente ad Eva "Me la
dai?". (Lopezzone)
|
- Adamo e' stato il primo paranoico:
era terrorizzato dalle corna. (Paco Genovese)
|
- Il Giudizio Universale e' il giorno
in cui Dio verra' a giustificarsi. (Alfred de Vigny)
|
- E' autunno e cadono le foglie. Per
Adamo ed Eva inizia la stagione degli amori. (Camillo Canovi)
|
- Nella Bibbia l'autore del libro e'
anche l'autore dei lettori. (Roberto Benigni)
|
- Giuseppe vaga con Maria alla ricerca
di un alloggio. Bussa all'ennesima porta e chiede al padrone
dell'albergo: "Avete un posto per me e la mia sposa?".
"No". "Ma la mia donna è incinta". "E io che
c'entro?". E Giuseppe: "E io?"
|
- E Adamo alzò le braccia al cielo,
invocando il Padre Celeste, che in quel momento era rosso perché la
notte era andato in bianco. Aveva creato gli uccelli, e da allora si
guardava sospettosamente in giro. "Non capisco, Dio, davvero, non
capisco: che mesi sono questi che hai appena creato, Febbraio e Marzo?
Imprevedibili, assurdi, un giorno cade un acquazzone incredibile e l'altro
splende un sole brillante. Oggi soffia un vento che non si riesce a
stare in piedi e domani non si muove foglia, che oddio, cioè, volevo
dire, porca ev.. cioè no, accidenti, è anche meglio che non si muova la
foglia... Insomma, mi spiego, Signore, perché diav... cioè, perché mai
hai creato mesi come questi?". Dio si lisciò la lunga barba,
"cazzo, non ho ancora inventato le lamette" pensò... poi
guardò Adamo e gli rispose: " Vedi Adamo, tra poco vado a creare la
donna, ed è cosa buona e giusta che già fin d'ora tu ti vada
abituando...". (Mauroemme)
|
- GOLIA. In quel tempo tra i Filistei
viveva un uomo di nome Golia, insieme a sua sorella Morositas e a suo
fratello diabetico Happydent Senza Zucchero. Golia era così grosso che
Schwarzenegger al confronto sembrava Don Lurio. Ora Golia disse:
"Chi vuole sfidarmi?". E il sangue degli israeliti divenne
come bastoncini di pesce Findus. E uno disse: "No, io ho molti
impegni, vorrei ma proprio non posso". E un altro disse: "Io
purtroppo non ho digerito". E un altro ancora disse: "Io se
torno a casa senza le cosce mia moglie si arrabbia molto". E Dio
disse: "E questo sarebbe il popolo eletto? Quasi quasi rifaccio le
elezioni...". (Da "Parola di Giobbe") (Giobbe Covatta)
|
- IL DILUVIO. E cominciò a piovere.
Dapprima piovve poco, e fu il pediluvio. Poi cominciò a piovere che Dio
la mandava e quello fu veramente il diluvio. Il Signore aveva detto [a
Noè]: "Pioverà per 40 giorni". ma poi si distrasse, si
dimenticò di Noè, e dopo 150 giorni pioveva ancora. Noè era il prediletto
e disse: "Achaton shater jaffa, agataì duc ianet rafinai
amaton", che in antica lingua prebabilonica significa:
"Uffa!". [...] E il 17 ottobre finalmente smise di piovere. E
allora Noè prese una talpa, e la mandò fuori dall'oblò. E si sentì glu,
glu, glu, e la talpa non tornò più. E Noè disse: "Strano, ora
manderò l'orso". Poi, dopo una breve colluttazione, disse:
"No, no, è meglio che mando la colomba". E la colomba tornò
con un rametto di olivo. E Noè disse: "Reciterò i salmi". Poi
vide la lepre e disse: "Uhmmm, forse è meglio se mi faccio un
salmì... Con le olive che ha portato la colomba". Allora disse alla
colomba: "Vai di nuovo, e vedi se trovi un rametto di
polenta". (Da "Parola di Giobbe") (Giobbe Covatta)
|
- Mosè prima di giungere nella terra promessa,
scrisse una lunga dissertazione culinaria su come cuocere le uova...
infine giunse alla conclusione: E'sodo! (Akel Barzo)
|
- "Buon giorno, sono qui per
consegnare una citazione. C'è il titolare dell'impresa?".
"Veramente... No, non c'è in questo momento". "Molto
bene. Tarderà molto?". "Bah... non so... uno o due eoni,
credo". "Può ricevere lei questi documenti e firmare qui, per
favore?" . "No... no, mi dispiace ma non sono
autorizzato". "C'è qualcuno autorizzato?". "No, non
credo, son tutti fuori. Io sono solo il portinaio". "Bene. Il
mio nome è Lou Cifer, sono avvocato di fiducia di due ex impiegati
dell'impresa. Mi può dire cortesemente il suo nome, per favore?".
"Pietro. Sam Pietro". "Bene. Qui c'è il fascicolo
relativo. Ha un documento per favore?". "No, solo le
chiavi". "E' sufficiente, lo indicherò qui. Le consegnare
copia della citazione affinchè la consegni all'Ingegner Onnipotente, Dio
Onnipotente, presidente dell'impresa. Scriverò che non avete voluto
firmare la ricevuta". "Uhm... E' qualcosa di importante?".
"Eh, si. Riguarda il licenziamento senza giusta causa di due
impiegati, Eva Putta e Adamo Fogliadifico. A quanto accertato, sono
stati cacciati dall'impresa Eden srl il cui proprietario era appunto
l'Ing. Onnipotente, prima che si fondesse con la Alto dei Cieli SpA, di
cui l'Ing Dio è oggi presidente. Il motivo del contendere, a quanto
accertato, è il furto di una mela, motivo che il Sindacato UIL -
Universo Impiegati Lapperonzi ha giudicato insufficiente. Inoltre,
esiste un testimone, tale Piton, il quale afferma che la sottrazione non
ha avuto affatto luogo, che si è trattato di una scusa per allontanare i
dipendenti dall'impresa e non pagar loro la dovuta liquidazione
spirituale di vari eoni. Tutto ciò ha portato un danno considerevole ai
miei assistiti ed ai loro figli, nel quartiere solare del Pianeta Terra
dove sono stati relegati e dove vivono in uno stato spirituale alquanto
precario". "Orsù, signor Lou Cifer, non penserà davvero che
l'impresa tratti male i propri dipendenti, no?". "Ma in che
diavolo di nuvola vive lei? Non si è accorto dei licenziamenti di massa
nelle ultime due eternità? La gente che è stata cacciata ha dovuto
sopravvivere lavorando alla Miniera Infernal spa, un lavoraccio
d'inferno. Poveri diavoli". "Mi dispiace Avv. Cifer, non lo
sapevo... vede, io lavoro qui solo da un paio di millenni...".
"Bene. Faccia molta attenzione. In confidenza, le dirò, ho saputo
che l'impresa va molto male. Non segue bene i propri affari. La
Direttrice Vendite, tale Maria Ausiliatrice Casta Vergine va di
apparizione in apparizione, uscendo regolarmente nelle riviste
dell'anima, senza preoccuparsi della sorte dei suoi impiegati. Il
presidente, Dio Onnipotente, lei stesso mi ha detto che non c'è. E mi
dica, lo vede spesso?". "Beh, la verità è che no, non lo vedo
spesso. Sono il portinaio e lo vedo solo di eone in eone, si
immagini". "Ecco, vede? Come può andare avanti un'impresa
così? Credo che all'amministratore, l'ing. Giuda Iscariota, lo tengano
con la corda al collo. Ho saputo da amici influenti della Banca Centrale
Delle Anime che i bilanci non vanno molto bene. Le piccole imprese
settarie stanno portando via un sempre maggiore volume di affari,
presentando una maggiore liquidità. Per non parlare poi dei maggiori
concorrenti diretti, la Budda Enterprise e la Mahomet Corporation. Qui
l'unico che lavora da dio è il Responsabile Marketing e Pubblicità, il
sig. Jesus Nazareno, che però non ha l'appoggio dell'amministrazione e
lo tengono tutto il tempo in croce. Fossi in lei, mi cercherei un altro
lavoro". "Mi sta facendo sudare freddo, avvocato,
davvero". "Mi scusi. Non la volevo preoccupare, ma è sempre
meglio essere ben informati su dove soffia il vento. Pensi solo che a
questo punto potete chiudere in qualsiasi momento per fallimento".
"Beh, manderò in giro alcuni curriculum, non si sa mai. Mi può
consigliare qualche ditta in particolare?". "Credo che la
Satan & Diabolic Products spa stia andando forte ultimamente. Ha
filiali ormai in tutto il mondo e i suoi prodotti sono molto richiesti.
Provi lì". "Bene, lo farò. Grazie mille per il
consiglio". "Si figuri, signor Sam Pietro, ora la devo
lasciare perché devo proseguire col mio lavoro. A presto".
"Arrivederci, Avv. Lou Cifer. Grazie. A presto." (Mauroemme)
|
- Il condottiero del popolo ebraico era
una persona molto pudica e molto morigerata. Ma accadde qualcosa che lo
sconvolse. M.casto (questo era il suo nome) ebbe modo di visionare una
cassetta porno e da lì tutte le sue più sconce voglie vennero fuori.
Divenne un libidinoso e andava in giro sempre seminudo. Fu così che il
popolo ebraico, pur non sollevandolo dall'incarico di condottiero, lo
ribattezzò: M.osé. (Akel Barzo)
|
- Fra gli ebrei non c'eran solo gay
(notare la rima). Esisteva anche un famoso playboy. Cosa aveva di così
particolare quella persona, e perchè poteva essere considerato il John
Holmes aramaico? Beh, aveva un membro di dimensioni simili ad un
affettato, da cui il soprannome Salamone. Ma la Bibbia non ci ha
tramandato nulla di lui, mentre maggior successo ebbe suo fratello minore,
il quale divenne anche re. Fra le donne era il più desiderato, in quanto
usava una particolare tecnica erotica: cospargeva l'organo femminile di
cloruro di sodio, al che le amate gli chiedevano: "Ma che cosa stai
facendo?". E lui rispondeva serafico: "Io, Salo Mone".
(Akel Barzo)
|
- La genesi.
Quando Dio fece Eva
la fece di sambuco
ma tanto non ne aveva
così lasciò un bel buco.
Ma per il suo compagno
che poi chiamo' Adamo
usò tanto castagno
che gli avanzo' un bel ramo.
(Lopezzone)
|
- Ecclesiastico 38 (importanza del
medico) 1. Onora il medico per le sue prestazioni, perche' il Signore ha
creato anche lui. 2. L'arte di guarire viene dall'Altissimo, e chi
guarisce riceve doni pure dal re. 3. La sua scienza fa camminare il
medico a testa alta, egli riscuote ammirazione davanti ai grandi. 4. Il
Signore ha creato le medicine dalla terra, l'uomo di senno non le
detesta. Ecc Ecc fino all'ultimo capoverso. il 15: Chi pecca davanti al
suo Creatore cada nelle mani del medico. (fine del Cap. 38)
|
- E Iddio volle mettere alla prova la
fede del suo amato profeta Abramo, così un giorno lo chiamò dall'alto
dei cieli: "Abramo! Voglio vedere se davvero mi ami così tanto, e
per dimostrarmelo ti chiedo di offrirmi un sacrificio. E il sacrificio
sarà tuo figlio Isacco!" "Signore - implorò mesto Abramo -
proprio l'unico mio figlio mi chiedi!" "SI ABRAMO! Così vedrò quanto
mi ami". Abramo torna a casa, con il cuore pieno di dolore, chiama
suo figlio e lo porta con sè all'ara del sacrificio. Lo fa distendere,
alza il coltello su di lui... Nel frattempo, si avvicina una tormenta, e
fra il rumore dei tuoni si ode improvvisa una potente voce:
"FERMATI ABRAMO! FERMA LA TUA MANO! La tua fede è provata. Lascia quel
coltello, che tuo figlio viva. In sua vece, offrimi un ariete".
"Oh, grazie mio Signore" grida Abramo pieno di gioia, e corre
a prendere un ariete. Il figlio Isacco allora si alza dall'altare, si
asciuga il sudore dalla fronte e dice: "Cazzo, che brutta fine che
avrei fatto, se non fossi stato ventriloquo!"
|
- Davanti all'arca, due ragazzi
osservano Noè lavorare assieme ai figli. "Chi è quello?"
"Papà Noè" "Bah, mamma nemmeno". (Mauroemme)
|
- En passant vorrei farvi notare che
Adamo, appena ne ha avuto l'occasione, ha dato la colpa alla donna.
(Lady Nancy Astor)
|
- Ho letto a fondo le Sacre Scritture,
cercando una risposta ai miei dubbi più profondi. Ho capito tutto del
concepimento della Vergine Maria, del miracolo dei pani e dei pesci,
della resurrezione di Gesù, e persino del mistero della Trinità e dello
Spirito Santo. Ma niente ha finora colmato il mio dubbio più grande: che
fine ha fatto la falegnameria di Giuseppe? E' fallita? Venduta?
(Mauroemme)
|
- E allora Dio disse: "Ora vai,
Adamo, e se incontri una certa Eva, mi raccomando, gira al
largo..." (Mauroemme)
|
- "Che Dio ce la mandi bona",
come disse Adamo. (Scirio)
|
- Al principio, Eva non voleva mangiare
la mela. "Mangiala - le disse il serpente - e sarai come gli Angeli".
"No" rispose Eva imbronciata. "Sarai immortale".
"No". "Sarai come Dio". "No no e no!". Il
serpente, esasperato, imprecò dio per aver creato le donne così
complicate, poi gli venne un'idea. Le pose la mela e le disse:
"Mangiala, non ingrassa". (Mauroemme)
|